Alfonso Maruccia

Gli ultimi voli dello Shuttle

Uno dei vascelli statunitensi attualmente in servizio è partito alla volta della ISS, mentre si approntano le tre missioni finali del programma. Mistero sul futuro spaziale USA

Roma - Il futuro di NASA è incerto e gli USA stanno per perdere il suo vessillo di pionieri nella corsa all'ultima frontiera rimasta inesplorata, quella dello spazio. E mentre ancora si attende di conoscere i prossimi passi dell'agenzia spaziale e della Casa Bianca che tali passi dovrà finanziare, anche il glorioso programma Shuttle si avvia verso la conclusione con gli ultimi voli programmati fino a settembre.

Lo Space Shuttle Discovery partito questo lunedì è il primo degli ultimi quattro lanci previsti, e a parte qualche problema nelle comunicazioni la missione STS-131 procede secondo i piani in attesa di attraccare sulla Stazione Spaziale Orbitante il 7 aprile. La missione, oltre al solito carico di strumentazione e rifornimenti per la ISS, ospita a bordo tre astronaute che porteranno a quattro - fatto mai avvenuto prima - il numero totale delle componenti femminili dell'equipaggio della stazione.

Una volta attraccato, il Discovery e la relativa crew porteranno a termine una missione di 13 giorni che prevede tre "camminate spaziali" di sei ore e mezza ciascuna, durante le quali gli astronauti sostituiranno un serbatoio di ammoniaca (usato per rimuovere il calore in eccesso dall'interno e trasportarlo nei radiatori esterni la stazione), preleveranno un esperimento giapponese dall'esterno e sostituiranno un giroscopio malfunzionante nel sistema di navigazione del complesso.
Tra i componenti diretti verso la ISS lo Shuttle Discovery include anche una serie di CubeLab, laboratori scientifici in miniatura accorpabili e installabili in un rack dalla capacità di 15 unità pensati per facilitare l'esecuzione degli esperimenti in condizioni di microgravità. Ogni CubeLab è dotato di connessione USB e contiene esperimenti ideati da studenti, ricercatori e appassionati del Kentucky, stato USA a cui appartengono i membri della joint-venture (l'organizzazione non profit Kentucky Space e la società di Houston NanoRacks) che ha dato vita al nuovo modello di hardware spaziale.

Dopo il lancio di STS-131, il programma prevede il lancio della navetta Atlantis a maggio per una missione di 12 giorni, Endeavor a luglio per una missione di 10 giorni e infine ancora Discovery a settembre in occasione del 134esimo e ultimo lancio degli Shuttle. In seguito ci sarà il pensionamento e il passaggio di consegne alle Soyuz russe nel 2011, anche se non mancano speculazioni circa la possibilità di prolungare (al costo di 200 milioni di dollari al mese) il servizio degli orbiter statunitensi se le necessità lo richiederanno.

Alfonso Maruccia
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9 Commenti alla Notizia Gli ultimi voli dello Shuttle
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  • La notizia è che la conquista dello spazio torna in mano ai russi.
    non+autenticato
  • La notizia è che gli USA hanno pochi soldi da spendere
    a causa di riforme molto importanti e costose
    e purtroppo, come sempre, i primi a rimetterci sono
    i ricercatori e la ricerca spaziale in particolare
    perchè è ritenuta di non vitale importanza.

    tutto qua, gli USA non stanno di certo abbandonando lo spazio,
    se avessero soldi in più da spendere fra qualche anno saremmo già sula Luna e Marte
    non+autenticato
  • Trascuri la realtà delle cose: la NASA era in crisi già dall'era Bush per l'eccessivo costo dei programmi spaziali connessi molto probabilmente alle tecnologie utilizzate. I russi con le Soyuz fanno le stesse cose spendendo molto meno. Per farti un esempio è come la storia della penna spaziale: gli americani hanno fatto studi astrusi e complicati per inventare una penna che funzionasse nello spazio, i russi hanno usato le matite. E' per questo che ad oggi il programma Shuttle si ferma mentre le tanto vituperate Soyuz saranno il futuro della ISS. Inoltre, aggiungo, i programmi della NASA post-shuttle prevedono di utilizzare un metodo molto simile al programma Soyuz (capsule riutilizzabili solo in parte).
    non+autenticato
  • - Scritto da: pinkra
    > Trascuri la realtà delle cose: la NASA era in
    > crisi già dall'era Bush per l'eccessivo costo dei
    > programmi spaziali connessi molto probabilmente
    > alle tecnologie utilizzate.

    > I russi con le Soyuz
    > fanno le stesse cose spendendo molto meno.

    Non e' solo quello il problema: trovami un Soyuz in grado di trasportare il carico che porta lo shuttle.

    > Per farti un esempio è come la storia della penna
    > spaziale: gli americani hanno fatto studi astrusi
    > e complicati per inventare una penna che
    > funzionasse nello spazio, i russi hanno usato le
    > matite.

    Che e' un noto fake : http://www.attivissimo.net/antibufala/biro_spazial...

    > E' per questo che ad oggi il programma Shuttle
    > si ferma mentre le tanto vituperate Soyuz
    > saranno il futuro della ISS.

    E' un problema di soldi : gli shuttle hanno costi di manutenzione troppo elevati.

    > Inoltre, aggiungo, i
    > programmi della NASA post-shuttle prevedono di
    > utilizzare un metodo molto simile al programma
    > Soyuz (capsule riutilizzabili solo in parte).

    Quidni rinunciando alla quantita' di carico, con i razzi russi non saremmo riusciti a lanciare i moduli della stazione spaziale interi come con lo shuttle.
    krane
    22544
  • - Scritto da: pinkra
    > Trascuri la realtà delle cose: la NASA era in
    > crisi già dall'era Bush per l'eccessivo costo dei
    > programmi spaziali connessi molto probabilmente
    > alle tecnologie utilizzate. I russi con le Soyuz
    > fanno le stesse cose spendendo molto meno. Per

    Stesse cose?
    Perche' allora tutti i pezzi della stazione li hanno portati con lo shuttle? La risposta sarebbe ovvia...
    Trascuri che spendono meno, ma NON fanno le stesse cose

    > farti un esempio è come la storia della penna
    > spaziale: gli americani hanno fatto studi astrusi
    > e complicati per inventare una penna che
    > funzionasse nello spazio, i russi hanno usato le
    > matite. E' per questo che ad oggi il programma

    LOL... Trascuri che e'una ben nota bufala...

    > Shuttle si ferma mentre le tanto vituperate Soyuz
    > saranno il futuro della ISS. Inoltre, aggiungo, i

    Le soyuz non sono affatto vituperate....
    Ma sono fatte per missioni diverse.

    > programmi della NASA post-shuttle prevedono di
    > utilizzare un metodo molto simile al programma
    > Soyuz (capsule riutilizzabili solo in
    > parte).

    Ovvio, costano meno. Ma non fanno cio' che fa lo shuttle!
    (A parte che anche lo shuttle e' riutilizzabile solo in parte... il serbatoio non si recupera)
    non+autenticato
  • Mi sono piaciute le vostre risposte. Diciamo che i russi però adottano spesso soluzioni più semplici degli americani, come l'orientamento (citato da Attivissimo).
    non+autenticato
  • No, il consolidamento della presenza dell'uomo nell'orbita bassa sara' anche in mano ai russi, finchè non arrivano i privati..

    La nasa, come e' giusto che sia si occuperà di esplorazione e conquista, sviluppando nuove tecnologie e con missioni robotiche avanzate.
    non+autenticato
  • L'idea di Obama non è di tagliare i fondi alla Nasa in sé (l’ente spaziale riceverà 100 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni) ma di spostare i fondi per i voli lunari verso nuovi progetti scientifici d’avanguardia (robotica, nanotecnologie) e appaltare ai privati eventuali traghettamenti verso la Luna. A questo scopo si sono fatte avanti diverse aziende private come United Launch Alliance (una joint venture di Boeing e Lockheed) e la Space Exploration Technologies Corporation, che già pregustano i futuri, lucrosi appalti........
    non+autenticato
  • - Scritto da: FaxTheMad
    > L'idea di Obama non è di tagliare i fondi alla
    > Nasa in sé (l’ente spaziale riceverà 100 miliardi
    > di dollari nei prossimi cinque anni) ma di
    > spostare i fondi per i voli lunari verso nuovi
    > progetti scientifici d’avanguardia (robotica,
    > nanotecnologie) e appaltare ai privati eventuali
    > traghettamenti verso la Luna.
    Giusto. Infatti la discussione è nata per il taglio al programma per il vettore che stavano provando in questi mesi come sostituto (dal 2012 e oltre) degli Shuttle, nelle due versioni in progetto. Programma per altro molto contestato all'interno della stessa NASA.
    Gli USA hanno deciso che i "camionisti da orbita bassa" possono ormai essere privati (che non sono cani randagi: spesso sono piccole aziende con alle spalle grandi noti della corsa allo spazio, per es. Scaled Composites (il produttore del veicolo spaziale di Virgin) è dal 2007 proprietà della Nothrop Grumman, azienda storica della missilistica USA.
    Le forze armate statunitensi stanno iniziando a testare con un prossimo lancio in orbita bassa il mini-shuttle robotizzato ricavato dallo sperimentale X37B.
    Alla NASA hanno chiesto di innovare, smettendola di far piccolo cabotaggio.
    Hanno anche invitato i giapponesi e gli europei di ESA a farsi carico di maggior mantenimento della ISS (la tecnologia è alla portata di ESA, anche per portare astronauti, con alcuni adattamenti a moduli come Giotto).
    Teniamo conto che fra cinque o sei anni i cinesi potrebbero avere una tecnologia abbastanza affidabile da fare per i voli spaziali quello che ormai fanno con la maggior parte della tecnologia occidentale: produzione in serie a basso costo, "griffata" per i governi o "tarocca" per i piccoli operatori privati e le nazioni minori.
    non+autenticato