Mauro Vecchio

Audiweb: la conta degli italiani online

Pubblicato l'ultimo rapporto relativo a febbraio 2010. Gli utenti unici del Belpaese sono quasi 23 milioni, il 13 per cento in più rispetto al 2009. Quasi la metà è concentrata al Nord

Roma - Quasi 23 milioni di utenti attivi nel mese di febbraio 2010. Da questo dato ha preso avvio l'ultimo rapporto di Audiweb, organizzazione che realizza e distribuisce nel Belpaese i dati sulla audience online. 22,9 milioni di utenti attivi, rilevati tra un campione di individui di età compresa tra i 2 e i 74 anni.

11,8 milioni sono gli utenti che navigano nel giorno medio, per un tempo medio di 1 ora e 41 minuti e con 182 pagine visitate a persona. Nel dettaglio, si tratta di un sensibile aumento degli utenti (quasi il 17 per cento in più rispetto al febbraio 2009). Crescita osservata anche nell'intera platea degli italiani online, precisamente del 13 per cento rispetto allo stesso periodo nello scorso anno.

Quello che sembra invece decrescere è il tempo medio passato dagli italiani a navigare: -7,1 per cento di pagine visitate a persona e -6,7 per cento del tempo mediamente speso tra i vari siti. Geograficamente parlando, il Nord dell'Italia può contare su una fetta di popolazione online pari al 47 per cento tra zone ad ovest e zone ad est.
2,2 i milioni di utenti per il Centro della penisola, mentre le zone del Sud e delle Isole hanno realizzato un totale del 18 per cento della popolazione. Nel complesso, gli uomini online nel giorno medio si sono assestati sui 6,7 milioni, mentre alle donne è spettata una fetta pari a 5,1.

Infine, i dati di Audiweb hanno illustrato la situazione generale del Belpaese per quanto riguarda la distribuzione dell'utilizzo del mezzo, che presenta una maggiore concentrazione nei giorni lavorativi con 12,4 milioni di utenti attivi. Numero che scende quando si arriva al fine settimana, per un totale di 10,3 milioni e 175 pagine visitate a persona.

Mauro Vecchio
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8 Commenti alla Notizia Audiweb: la conta degli italiani online
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  • possibile che nessuno si sia accorto che la fascia di età è assurda "da 2 anni"? a 74
    sul precedente rapporto (anno 2008) la fascia di età era da 11 anni a 74
  • il 72,385% delle statistiche' e' sempre inventato.
    non+autenticato
  • ...e il restante 42,238745% è mal compreso, per cui il 147% di queste è ancor peggio aggregato.

    Mi spiego:

    Da uno dei link riportati nell'articolo, cioè questo
    http://www.corrierecomunicazioni.it/index.php?sect...

    si legge che:

    "Per quanto riguarda la distribuzione geografica è online il 25% della popolazione del Nord-Ovest (3,7 milioni di utenti), il 22% del Nord-Est (2 milioni), il 22% del Centro (2,2 milioni) e il 18% dell'area Sud e Isole (3,6 milioni)."

    Le percentuali sono quindi relative alle persone online rapportate alle persone totali e non, come interpretato da PI, fette della sola popolazione online.

    I valori relativi a nord-est e nord-ovest non possono quindi essere aggregati per somma (22+25=47 riportato da PI, E PURE IN GRASSETTO!), semmai andrebbe calcolata la media! Anzi, i veri valori mostrano una discrepanza nella distribuzione molto più limitata! dal 18% del sud al 25% del nord-ovest, con centro e nord-est alla pari, mentre l'articolo di PI evidenzia una schiacciante preponderanza del nord che non esiste!
    non+autenticato
  • concordo, e a riprova il totale delle percentuali da l'87% quindi non è su base geografica, cioè per es. il 25% dei naviganti è del nord ovest, ma il 25% delle persone del nord-ovest naviga su internet.
    non+autenticato
  • Infatti mi sono accorto che qualcosa non quadrava quando, fuorviato anch'io dall'articolo, avevo provato a rimettere insieme percentuali (nord e sud) con il dato assoluto (centro):
    nord 47% + sud 18% = 65%, quindi centro = 35%? Quindi 2,2 milioni = 35% di che? Non certo dei quasi 23 milioni di utenti attivi. Allora ho seguito i link...
    non+autenticato
  • - Scritto da: KaysiX
    > nord 47% + sud 18% = 65%, quindi centro = 35%?
    > Quindi 2,2 milioni = 35% di che? Non certo dei
    > quasi 23 milioni di utenti attivi. Allora ho
    > seguito i link...

    Hai centrato il punto debole: % di che?

    Nelle scuole elementari dovrebbero insegnare a scrivere sempre "% DI QUALCOSA" e non "%" e basta... che oltre a non significare nulla fa anche gola ai telegiornali che usano questi non-sense per guidare l'opinione pubblica a proprio piacimento.

    Chiunque scrive, che sia un giornalista professionista o un blogger amatoriale, dovrebbe andare prima a lezione di aritmetica per imparare che solamente una "percentuale di qualcosa" ha un significato compiuto!

    Specificarlo ogni volta è ripetitivo? Si può sempre sostituire con un simbolo in apice tipo citazione. Quindi non ci sono scusanti, il simbolo "%" non seguito da "DI" va abolito e basta!!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Archimede
    >
    > Chiunque scrive, che sia un giornalista
    > professionista o un blogger amatoriale, dovrebbe
    > andare prima a lezione di aritmetica per imparare
    > che solamente una "percentuale di qualcosa" ha un
    > significato compiuto!

    Che vuoi farci, siamo nel paese in cui una F1 per superare quella che la precede avrebbe bisogno di una differenza di velocità di 10 chilometri (si vede che i cronisti non sono pagati abbastanza per dire anche "orari"), lo stesso paese nel quale la gente non si rende conto che di un gadget che "è anni luce avanti" non potrebbe farsene nulla perché si troverebbe in un'altra galassia... A bocca storta

    > Specificarlo ogni volta è ripetitivo? Si può
    > sempre sostituire con un simbolo in apice tipo
    > citazione. Quindi non ci sono scusanti, il
    > simbolo "%" non seguito da "DI" va abolito e
    > basta!!!!

    ....aspetta, aspetta, salvami almeno le etichette delle birre! Angioletto
    non+autenticato
  • - Scritto da: KaysiX
    >
    > ....aspetta, aspetta, salvami almeno le etichette
    > delle birre!
    >Angioletto

    Beh, io non ricordo le regole di etichettatura, cioè se una gradazione alcolica del 4% si riferisce al peso oppure al volume, a seconda se il prodotto è venduto a peso o a volume.
    Oppure potrebbe essere riferita sempre al peso, a prescindere da come viene venduto un prodotto? E chi se lo ricorda? E chi lo sa?

    Perché non precisarlo?
    Forse due paroline in più fanno sprecare più inchiostro al produttore?
    Mah...
    Io intanto continuo a non capire questa riluttanza alla trasparenza informativa...
    non+autenticato