Alfonso Maruccia

L'anello mancante dei transuranici

Ricercatori russi e statunitensi sintetizzano l'elemento 117, riempiendo il buco della tavola periodica. Aprendo la strada a una nuova era di studi della chimica degli elementi

Roma - Dopo 70 giorni di lavoro intensivo con un acceleratore di particelle in Russia e 6 atomi sintetizzati, un team di ricercatori russo-americano ha finalmente confermato di aver scoperto l'ununseptium, elemento transuranico superpesante dotato di 117 protoni e scarsa propensione alla stabilità atomica. Si tratta dell'anello mancante a lungo cercato per completare la tavola periodica, un elemento altamente radioattivo che conferma il lavoro di ricerca sin qui fatto e alimenta le speranze di andare molto oltre i 118 protoni sin qui raggiunti in laboratorio.

L'ununseptium, nome in codice dell'elemento 117 che sarà destinato a lasciare il passo a quello "ufficiale" ma solo tra un bel po' di anni, pesa il 40 per cento in più del piombo e resiste allo stato "naturale" per non più di una frazione di secondo, dopo di ché decade in una selva di particelle più leggere con tanto di rilascio di energia come previsto dalla celebre formula E=mc al quadrato.

La sinterizzazione del nuovo elemento ha richiesto un lavoro faticoso e lungo più di due mesi, periodo di tempo nel quale i ricercatori hanno bombardato atomi di calcio contro un altro elemento transuranico raro, il berkelio, dotato di 97 protoni (5 in più dell'uranio). Il risultato, come dimostrano le analisi delle reazioni avvenute nell'acceleratore di particelle, sono appunto 6 atomi di ununseptium con numero atomico 117.
L'individuazione dell'elemento è di notevole importanza perché va a segnare il completamento della tavola periodica sin qui scoperta, conferma la teoria che già aveva portato alla sinterizzazione dei suoi "vicini" elemento 116 e 118, e soprattutto conforta i ricercatori nella loro caccia a una fantomatica "isola di stabilità" di elementi superpesanti stabili.

Da qualche parte oltre un nucleo contenente 120 o 126 protoni (e 184 neutroni), recita la teoria, esistono atomi massicci eppure capaci di mantenere stabilmente la propria esistenza senza decadere, per anni e anche oltre.

Alfonso Maruccia
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66 Commenti alla Notizia L'anello mancante dei transuranici
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  • Perchè dici sinteRizzare? intendi che il prodotto emerge partendo da una miscela di polveri fortemente compresse e riscaldate al punto di fusione?
    non+autenticato
  • Se la memoria non mi inganna, l'elemento 117 era proprio quello indicato da uno scienziato, che diceva di aver lavorato nell'area 51, come l'elemento usato dagli extra terrestri per costruire i propulsori antigravitazionali dei dischi volanti.
    Cavolo, stai a vedere che aveva ragione.........
    P.S. Il nome dello scienziato lo conosco ma non so se posso menzionarlo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Speranzoso
    > Se la memoria non mi inganna, l'elemento 117 era
    > proprio quello indicato da uno scienziato, che
    > diceva di aver lavorato nell'area 51, come
    > l'elemento usato dagli extra terrestri per
    > costruire i propulsori antigravitazionali dei
    > dischi
    > volanti.
    > Cavolo, stai a vedere che aveva ragione.........
    > P.S. Il nome dello scienziato lo conosco ma non
    > so se posso menzionarlo.

    Se la memoria non mi inganna, avevo letto, non mi ricordo dove che, non so quando, un tizio aveva detto una cosa....
    non+autenticato
  • - Scritto da: mmmmmmmmm
    > - Scritto da: Speranzoso
    > > Se la memoria non mi inganna, l'elemento 117 era
    > > proprio quello indicato da uno scienziato, che
    > > diceva di aver lavorato nell'area 51, come
    > > l'elemento usato dagli extra terrestri per
    > > costruire i propulsori antigravitazionali dei
    > > dischi
    > > volanti.
    > > Cavolo, stai a vedere che aveva ragione.........
    > > P.S. Il nome dello scienziato lo conosco ma non
    > > so se posso menzionarlo.
    >
    > Se la memoria non mi inganna, avevo letto, non mi
    > ricordo dove che, non so quando, un tizio aveva
    > detto una
    > cosa....
    Ok, allora prova a leggere HERA Magazine e DNA Magazine, su queste due riviste trovi il nome che non ho fatto. Anche su YouTube se cerchi "ufo area 51" trovi delle cose interessanti.
    non+autenticato
  • No, è il carburante della macchina del tempo di J. Titor.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Speranzoso
    > Se la memoria non mi inganna, l'elemento 117 era
    > proprio quello indicato da uno scienziato, che
    > diceva di aver lavorato nell'area 51, come
    > l'elemento usato dagli extra terrestri per
    > costruire i propulsori antigravitazionali dei
    > dischi
    > volanti.
    > Cavolo, stai a vedere che aveva ragione.........
    > P.S. Il nome dello scienziato lo conosco ma non
    > so se posso
    > menzionarlo.
    Massi dai dillo jameshon william peracot detto "er peracottaro"!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Speranzoso
    > Se la memoria non mi inganna, l'elemento 117 era
    > proprio quello indicato da uno scienziato, che
    > diceva di aver lavorato nell'area 51, come
    > l'elemento usato dagli extra terrestri per
    > costruire i propulsori antigravitazionali dei> dischi
    > volanti.
    l'elerium 117, era in "UFO enemy unknow"Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Undertaker
    > - Scritto da: Speranzoso
    > > Se la memoria non mi inganna, l'elemento 117 era
    > > proprio quello indicato da uno scienziato, che
    > > diceva di aver lavorato nell'area 51, come
    > > l'elemento usato dagli extra terrestri per
    > > costruire i propulsori antigravitazionali dei>
    > dischi
    > > volanti.
    > l'elerium 117, era in "UFO enemy unknow"Sorride

    Era elerium 115! Mitico giocoA bocca aperta
    non+autenticato
  • Maledetto non se ne trovava mai abbastanza!!!
    non+autenticato
  • il tuo scienziato deve aver lavorato molto velocemente, perché la vita stimata dell'ununseptium è di 112ms per l'isotopo 294 o di 25ms per l'isotopo 293.
    Anche il convoglio che ha trasportato il materiale doveva viaggiare veloce, probabilmente avevano assunto Nuvolari per guidarlo, altrimenti il materiale si sarebbe esaurito prima di arrivare al laboratorio.

    Si e' parlato di "isola di stabilita'" perche' dai calcoli teorici, ci si aspettavano valori di 45ms / 10ms.
    non+autenticato
  • ...nemmeno l'Isola dei Famosi è Stabile !
    non+autenticato
  • Non hai capito: lo "scenziato"che DICE di aver lavorato all'Area 51 ha infilato l'elemento 117 n ella sua storiella proprio perchè ancora non esisteva ed era misterioso...
    non+autenticato
  • Per fare il giornalista scientifico bisogna essere una persona con una preparazione scientifica (un Ph.D. e qualche anno di esperienza in ricerca non farebbe male) e in aggiunta un giornalista. Fare ricerca ti qualifica in un certo modo per fare il giornalista, dato che passi il tempo a scrivere articoli scientifici. Chiaramente, il livello divulgativo e' differente, ma si puo' imparare, e ci sono dei master apposta di giornalismo scientifico a Roma (anche se non sono a conoscenza della effettiva qualita').

    Detto cio', se uno non conosce i termini e le procedure scientifiche conseguenti a un dato evento di ricerca, possiamo per cortesia evitare di scrivere cose a sproposito, usando termini a sproposito ?

    A cio' aggiungo che, dato che non si muove filo d'erba che non tiri vento, intravedo un problema di management e scelta del "best man for the job".

    La scienza ringrazia!
    non+autenticato
  • Mi pare pretestuoso il tuo commento... Anonimo
    Ubunto
    1350
  • > Detto cio', se uno non conosce i termini e le
    > procedure scientifiche conseguenti a un dato
    > evento di ricerca, possiamo per cortesia evitare
    > di scrivere cose a sproposito, usando termini a
    > sproposito ?

    che i tipi di PI abbiano dato e diano prova di "peracottarismo", scusa eh, ma non ci volevi tu per venire a discelo, e' un fatto noto da anni.
    Nello specifico, mi puoi segnalare ove alligna l'errore?
    Per il discorso "serve un Ph.D." per scrivere articoli, ti correggo: SERVIVA un Ph.D. adesso i passi da eseguire sono:

    A. raccattare un' articolo dal wikipedia inglese
    B. macinarlo nel traduttore google inglese-italiano
    C. dargli una ritoccata
    D. Servire caldo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricercatore
    > Per fare il giornalista scientifico bisogna
    > essere una persona con una preparazione
    > scientifica (un Ph.D. e qualche anno di
    > esperienza in ricerca non farebbe male) ..

    il Ph.D. in Italia non esiste tuttalpiù possiamo parlare di dottorato di ricerca.
    non+autenticato
  • Quindi, questo vorrebbe dire buttare nel cesso:

    FOCUS
    QUARK
    e Soci.....

    Da qualche anno pure Le Scienze è un cesso....

    La scenza va diffusa, se poi si vuole anche i fronzoli
    e meglio chiudere le università in italia ed andare tutti
    in miniera.

    Meglio qualcosa fatto male o meglio niente ?
    Meglio qualcosa....!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricercatore
    > Per fare il giornalista scientifico bisogna
    > essere una persona con una preparazione
    > scientifica (un Ph.D. e qualche anno di
    > esperienza in ricerca non farebbe male) e in
    > aggiunta un giornalista. Fare ricerca ti
    > qualifica in un certo modo per fare il
    > giornalista, dato che passi il tempo a scrivere
    > articoli scientifici. Chiaramente, il livello
    > divulgativo e' differente, ma si puo' imparare, e
    > ci sono dei master apposta di giornalismo
    > scientifico a Roma (anche se non sono a
    > conoscenza della effettiva
    > qualita').
    >
    > Detto cio', se uno non conosce i termini e le
    > procedure scientifiche conseguenti a un dato
    > evento di ricerca, possiamo per cortesia evitare
    > di scrivere cose a sproposito, usando termini a
    > sproposito
    > ?
    >
    > A cio' aggiungo che, dato che non si muove filo
    > d'erba che non tiri vento, intravedo un problema
    > di management e scelta del "best man for the
    > job".
    >
    > La scienza ringrazia!

    Dal momento che non porti nemmeno un esempio di cosa ci sia che non va nella'articolo, pue dandoti ragione, in generale, sulla scarsa preparazione scientifica degli articolisti di P.I., in questo caso bollo il tuo commento come: SPROLOQUIO.
    Non sono d'accordo che per scrivere articoli scientifici informativi/divulgativi serva per forza un'esperienza come ricercatore scientifico. Certo una preparazione di base solida, e documentarsi scrupolosamente prima di ogni pezzo. Poi... scienza vuol dire tante cose: posso avere un dottorato e anni di esperienza "sul campo" come genetista, e non saper una mazza di fisica delle alte energie, di scienze dei materiali, di fisica dell'atmosfera... ma addirittura essere un dio in astrofica e avere grosse lacune in fisica dello stato solido... con l'iperspecializzazione dei nostri giorni.
    il tuo discorso fa un po' acqua, mi spiace.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Massimo
    > Dal momento che non porti nemmeno un esempio di
    > cosa ci sia che non va nella'articolo, pue
    > dandoti ragione, in generale, sulla scarsa
    > preparazione scientifica degli articolisti di
    > P.I., in questo caso bollo il tuo commento come:
    > SPROLOQUIO.

    In parte penso tu abbia ragione, e mi scuso.

    > Non sono d'accordo che per scrivere articoli
    > scientifici informativi/divulgativi serva per
    > forza un'esperienza come ricercatore scientifico.

    Il punto, a mio vedere, e' doppio:

    il primo fattore e' la terminologia: capire cosa si intende, e quali sono le problematico relative a "scoprire" qualcosa. Presumo, senza dati alla mano ma con consapevolezza del mondo che mi circonda, che le nozioni di statistica necessarie a capire quanto ragionevole e' un certo punto non sono parte del bagaglio culturale ne' del cittadino medio, ne' del giornalista medio non specializzato. Per esempio, dire che qualcosa e' significativo non implica che abbia un'incidenza sulla vita quotidiana: supponi che "esista un significativo contributo dei cellulari al tumore al cervello". Questo fatto non implica che questo incremento sia rilevante all'atto pratico: potrebbe essere che incrementi il rischio dello 0.001 %. Il concetto di "significativo" in termine statistico e' molto diverso dal concetto di "significativo" che la gente comune attribuisce al termine. Questo problema percola a livello giornalistico, e il risultato e' che titoloni e scandali appaiono. Stesso problema con il concetto di "teoria". Il termine teoria in una teoria scientifica non la rende inutile. Nel linguaggio comune si usa "in teoria" per parlare di qualcosa di ipotetico o lontano dalla realta' dei fatti, ma nel linguaggio scientifico significa ben altro. Oggi andiamo in orbita con la teoria del campo gravitazionale, ci curiamo con la teoria dei germi, studiamo i colori e le proprieta' elettriche delle sostanze con la teoria dei gruppi, del campo cristallino e del funzionale densita'. Queste cose sono modelli su fatti sperimentali la cui affidabilita' e' indiscussa, ma sono chiamati con un termine che per la gente normale e' ipotetico e lontano dalla realta'.

    Il secondo problema e' dovuto al fatto che un giornalista e' un protagonista mediatico che gode di maggior visibilita'. Punto informatico ha maggior visibilita' rispetto al blog di Carlo Rubbia (ammesso che ne abbia uno). Se anche Rubbia avesse un blog divulgativo, la gente comune non andrebbe a procacciarsi le notizie dal suo blog, perche' il compito del giornalista e' comunicativo. Sono il marketing dell'informazione, e non c'e' niente di male in questo. La loro arma e' la parola. Come un chimico analitico usa determinate quantita' e tipi di sostanze per ottenere un buon risultato analitico, un giornalista professionale deve usare le parole per ottenere un buon risultato mediatico, fornendo elementi importanti e non palesemente errati, magari imprecisi a causa di una semplificazione, ma l'utilizzo errato e' a mio parere poco accettabile.

    Nello specifico, quando leggo errori plateali quali il DNA e' fatto di aminoacidi (qualcosa che fa parte di una preparazione basilare alle scuole superiori), o usando il termine sinterizzazione che ha tutt'altro significato, la cosa mi lascia alquanto perplesso. Chiaramente, uno non puo' conoscere a priori tutti i termini tecnici di tutte le discipline, ne' puo' sapere cosa c'e' dietro ad ogni procedura scientifica. Tuttavia, nel momento in cui un giornalista si trovasse a dover scrivere un articolo un minimo di ricerca sui termini usati andrebbe fatta, specie e soprattutto quando il suo lavoro e' manipolare parole, frasi, e fornire informazione. Questo, lo ripeto, non col fine di scrivere cose scientificamente e formalmente corrette, semplicemente quello di non scrivere cose completamente errate. Semplificazioni accettate. Errori plateali no.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricercatore
    > - Scritto da: Massimo
    > > Dal momento che non porti nemmeno un esempio di
    > > cosa ci sia che non va nella'articolo, pue
    > > dandoti ragione, in generale, sulla scarsa
    > > preparazione scientifica degli articolisti di
    > > P.I., in questo caso bollo il tuo commento come:
    > > SPROLOQUIO.
    >
    > In parte penso tu abbia ragione, e mi scuso.
    >
    > > Non sono d'accordo che per scrivere articoli
    > > scientifici informativi/divulgativi serva per
    > > forza un'esperienza come ricercatore
    > scientifico.
    >
    > Il punto, a mio vedere, e' doppio:
    >
    > il primo fattore e' la terminologia: capire cosa
    > si intende, e quali sono le problematico relative
    > a "scoprire" qualcosa. Presumo, senza dati alla
    > mano ma con consapevolezza del mondo che mi
    > circonda, che le nozioni di statistica necessarie
    > a capire quanto ragionevole e' un certo punto non
    > sono parte del bagaglio culturale ne' del
    > cittadino medio, ne' del giornalista medio non
    > specializzato. Per esempio, dire che qualcosa e'
    > significativo non implica che abbia un'incidenza
    > sulla vita quotidiana: supponi che "esista un
    > significativo contributo dei cellulari al tumore
    > al cervello". Questo fatto non implica che questo
    > incremento sia rilevante all'atto pratico:
    > potrebbe essere che incrementi il rischio dello
    > 0.001 %. Il concetto di "significativo" in
    > termine statistico e' molto diverso dal concetto
    > di "significativo" che la gente comune
    > attribuisce al termine. Questo problema percola a
    > livello giornalistico, e il risultato e' che
    > titoloni e scandali appaiono. Stesso problema con
    > il concetto di "teoria". Il termine teoria in una
    > teoria scientifica non la rende inutile. Nel
    > linguaggio comune si usa "in teoria" per parlare
    > di qualcosa di ipotetico o lontano dalla realta'
    > dei fatti, ma nel linguaggio scientifico
    > significa ben altro. Oggi andiamo in orbita con
    > la teoria del campo gravitazionale, ci curiamo
    > con la teoria dei germi, studiamo i colori e le
    > proprieta' elettriche delle sostanze con la
    > teoria dei gruppi, del campo cristallino e del
    > funzionale densita'. Queste cose sono modelli su
    > fatti sperimentali la cui affidabilita' e'
    > indiscussa, ma sono chiamati con un termine che
    > per la gente normale e' ipotetico e lontano dalla
    > realta'.
    >
    > Il secondo problema e' dovuto al fatto che un
    > giornalista e' un protagonista mediatico che gode
    > di maggior visibilita'. Punto informatico ha
    > maggior visibilita' rispetto al blog di Carlo
    > Rubbia (ammesso che ne abbia uno). Se anche
    > Rubbia avesse un blog divulgativo, la gente
    > comune non andrebbe a procacciarsi le notizie dal
    > suo blog, perche' il compito del giornalista e'
    > comunicativo. Sono il marketing
    > dell'informazione, e non c'e' niente di male in
    > questo. La loro arma e' la parola. Come un
    > chimico analitico usa determinate quantita' e
    > tipi di sostanze per ottenere un buon risultato
    > analitico, un giornalista professionale deve
    > usare le parole per ottenere un buon risultato
    > mediatico, fornendo elementi importanti e non
    > palesemente errati, magari imprecisi a causa di
    > una semplificazione, ma l'utilizzo errato e' a
    > mio parere poco
    > accettabile.
    >
    > Nello specifico, quando leggo errori plateali
    > quali il DNA e' fatto di aminoacidi (qualcosa che
    > fa parte di una preparazione basilare alle scuole
    > superiori), o usando il termine sinterizzazione
    > che ha tutt'altro significato, la cosa mi lascia
    > alquanto perplesso. Chiaramente, uno non puo'
    > conoscere a priori tutti i termini tecnici di
    > tutte le discipline, ne' puo' sapere cosa c'e'
    > dietro ad ogni procedura scientifica. Tuttavia,
    > nel momento in cui un giornalista si trovasse a
    > dover scrivere un articolo un minimo di ricerca
    > sui termini usati andrebbe fatta, specie e
    > soprattutto quando il suo lavoro e' manipolare
    > parole, frasi, e fornire informazione. Questo, lo
    > ripeto, non col fine di scrivere cose
    > scientificamente e formalmente corrette,
    > semplicemente quello di non scrivere cose
    > completamente errate. Semplificazioni accettate.
    > Errori plateali
    > no.


    Il problema che poni è importante, e non vale solo per l'informazione scientifica.
    Esempio: Quando si parla di "Lodo Alfano", cosa si intende? Solo chi ha una preparazione giuridica (o chi come me non ce l'ha ma è curioso del significato delle parole) sa che la parola "lodo", usata per mesi per dare un nome alla proposta di legge di un ministro, è stata usata a sproposito, non c'entra nulla. E ti chiedi perché... e capisci che c'è qualcosa che non torna: perché usare una parola "strana", il cui significato ai più non è noto, e per di più usarla in modo sbagliato... e qui mi fermo, ma è inquietante.
    Questo per dire che con l'uso e l'abuso delle parole nell'informazione davvero si può indirizzare in un senso o nell'altro il modo di pensare e prima ancora proprio l'attenzione delle persone, che può essere attirata o respinta... e il giornalista ha delle importanti responsabilità.
    Ma c'è anche un'altra questione. Giustamente dici, la parola "teoria", ha un senso diverso in fisica e nella vita quotidiana. Ma , perdonami, non c'è un'ambiguità anche nel linguaggio scientifico? Davvero sono tutti d'accordo su cos'è una teoria? Sono tutti d'accordo sulla differenza tra teoria e ipotesi? I confini sono marcati una volta per tutte? Nel modello standard, che è una teoria (così la si definisce), si accetta l'esistenza di una particella ipotetica come il Bosone di Higgs. Teoria, ipotesi, modello, esperimento, risultati... se la scienza smette di interrogarsi sul significato di queste parole, se le dà per scontate, diventa pura meccanicità e non cresce, non si prepara a nuove rivoluzioni scientifiche.
    Quindi io mi sento di scusare anche le ambiguità di un giornalista scientifico, in questo caso meno gravi rispetto a certo malo uso delle parole, come ho detto sopra. Certo, vanno evitati gli errori marchiani.
    non+autenticato
  • Ragazzi miei correggete questa cosa, chi di dovere si sta rigirando nella tomba.
    E=mc al quadrato.
    Non è possibile neanche leggerla.
    Ciao.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mauro Fava
    > Ragazzi miei correggete questa cosa, chi di
    > dovere si sta rigirando nella
    > tomba.
    > E=mc al quadrato.
    > Non è possibile neanche leggerla.
    > Ciao.

    forse non avevano il simobolo per indicare il due come esponente....
    non+autenticato
  • ²
    e=mc²

    voglio i creditA bocca aperta
  • - Scritto da: Mr. Olotom
    > ²
    > e=mc²
    >
    > voglio i creditA bocca aperta

    credit di che cosa? e minuscolo significa elettrone.
    Energia si indica con la E maiuscola.

    vediamo se mi prende gli unicode...
    𝔼=𝗆𝖼²
  • allora facciamo a metà LOL
  • ALT+0178 (da tastierino numerico) = ²

    ;)
    non+autenticato
  • - Scritto da: J.M.
    > ALT+0178 (da tastierino numerico) = ²
    >
    >Occhiolino

    Solo su Finestre devi pigiare tutta quella roba. Su Ubuntu e affini bastano due tasti: [Alt Gr] + [2]
    non+autenticato
  • sì lo so, anche sulla mia DebianSorride Solo che generalmente gli utenti che usano Windows magari trovano comodo il "metodo". Chi usa il pinguino è ovvio che conosca gli shortcuts comodi...e non serve ricordarglieli, no ?Occhiolino
    non+autenticato
  • Su un foglio di carta basta scriverlo con la penna,
    si deduce che un foglio di carta è più potente di
    Debian e Soci.
    non+autenticato
  • Nessuno ha parlato di potenza, ma solo di comodità.

    Se per te è più comodo un foglio di carta di Debian e Soci (Windows incluso), usalo pure.
    non+autenticato
  • Per quanto la mia memoria si stia affievolendo mi sembra un termine usato un po' a sproposito.
    Fabbricare un oggetto per sinterizzazione significa realizzare la forma con delle polveri (soprattutto metalliche) e poi fondere parzialmente le polveri per far attaccare i granelli tra di loro ma senza modificarne tanto le proprietà
    guast
    1319
  • infatti credo volesse dire sintetizzazione, sintetizzare, cioè nel linguaggio chimico creare un composto da una reazione chimica
    non+autenticato
  • è in corsivo non a casoOcchiolino
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