Claudio Tamburrino

Maroni, il ministro è un pirata

Il reggente del dicastero degli Interni torna a parlare di P2P. Ribadendo il suo utilizzo del file sharing. Fimi piccata, Agorà Digitale chiede l'appoggio della proposta di legge sulle licenze collettive estese

Roma - Il ministro Maroni, come già aveva fatto nel 2006, torna a parlare di file sharing e ribadisce che anche lui scarica musica illegalmente via P2P. E come quattro anni fa monta una polemica sospesa tra dura condanna alla pirateria e necessità di una riforma.

L'altra volta era stata la rivista Vanity Fair, oggi è Panorama ad accogliere la confessione dell'attuale Ministro degli Interni: "Non passo una giornata senza musica. La ascolto al Ministero, in aereo con l'iPod e, a volte la scarico gratis dal Web". E lo farebbe non per semplice delinquere, spiega il Ministro (che facendo parte della band Distretto 51 è anche un autore), ma come "una provocazione, perché credo che la soluzione non sia quella francese", non - come aveva già dichiarato - una dura sanzione punitiva per i downloader: piuttosto "la soluzione è creare un sito dove i ragazzi possano scaricare brani i cui diritti d'autore sono garantiti da uno o più sponsor".

Se l'obiettivo della provocazione era quello di riportare l'attenzione sul tema, Maroni potrebbe aver colto nel centro, dal momento che subito è arrivata la secca risposta di Fimi: "Il ministro dovrebbe valutare che vi sono in gioco posti di lavoro e ricavi per lo Stato. Chi ruba in un negozio viene sanzionato, non si capisce perché in Rete dovrebbe farla franca".
Ora però, gli chiede Luca Nicotra, segretaio di Agorà Digitale, deve trarre le conseguenze delle sue provocazioni e compiere un passo in più: "Facendosi promotore di una iniziativa che porti verso l'unica strada alternativa alla criminalizzazione, e cioè la legalizzazione del fenomeno file-sharing". Nicotra parla in particolare della proposta di legge a prima firma Marco Beltrandi, deputato radicale, che prevede l'adozione di licenze collettive estese che tentano di remunerare i produttori dei contenuti e al contempo non bloccare la condivisione fra utenti via P2P.

Claudio Tamburrino
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56 Commenti alla Notizia Maroni, il ministro è un pirata
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  • > E la bibliografia te la fai in genere pagando i libr icvhe consulti.
    > O una tessera della biblioteca che te li mette a disposizione.
    ....
    > Credo di conoscere quel mondo MOLTO meglio di quel che pensi.

    L'accesso alle biblioteche universitarie è gratuito, per gli studenti; e in genere gli archivi online (anche quelli a pagamento) sono accessibili gratuitamente da tali biblioteche, perchè le biblioteche universitarie sono abbonate.

    Da quello che scrivi, dimostri di non conoscere affatto l'ambiente universitario.


    > Allora torniamo alla domanda iniziale: che motivazione
    > avrei a darmi da fare e sviluppare se difficilmente
    > avrò da guadagnarci?

    Ti rispondo subito: chi ragiona come te, pensando solo ai soldi, difficilmente sviluppa qualcosa di buono, al massimo ripropone qualcosa che esisteva già in una confezione nuova (e pretende di farsi pagare a peso d'oro, producendo un bidone)
    Per cui, è meglio togliergli qualsiasi motivazione, e impedirgli di sviluppare; per guadagnare, vai a lavorare!
    non+autenticato
  • >Basterebbe essere meno avidi, remunerare BENE gli inventori/autori e far >durare meno i diritti.
    >Tutti lavorerebbero di più e tutto il pianeta beneficierebbe prima del >meglio, come comunità globale.


    come darti torto?
    non+autenticato
  • uno dei problemi della ricerca è che i ricercatori sono (mediamente) mal pagati.

    E.. si, non giocare a chi ce l'ha più lungo. Credo di conoscere quel mondo MOLTO meglio di quel che pensi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Solito

    >> Evidentemente tu non hai la più pallida idea di
    >> come si scriva un articolo scientifico o anche
    >> una tesi...

    > Una tesi la scrivi perchè seve a laurearti...
    > ma una ricerca se non hai chi te la paga, perchè la fai,
    > visto che con questo meccansimo non ti renderà soldi?
    > Mica tutti possono lavorare per la fama...

    Difatti i ricercatori universitari ci fanno un sacco di soldi con i loro articoli... Rotola dal ridere

    Quando si è ignoranti su un dato argomento, la cosa migliore è tacere...

    >> Un'ampia bibliografia che giustifichi tutte le
    >> ipotesi su cui poggia il lavoro che presenti è
    >> imprescindibile

    > ovvio.
    > E la bibliografia te la fai in genere pagando i libr icvhe consulti.
    > O una tessera della biblioteca che te li mette a disposizione.

    Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere
    Iscriviti all'università e impara come funzionano le cose nella ricerca scientifica invece di parlare a vanvera di cose di cui non conosci assolutamente nulla...
    Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • La cosa che i cari signori della FIMI ignorano che noi contribuenti italiani paghiamo già l'ingiustissima tassa che va nelle tasche della SIAE (il decreto Romani ne è un esempio).
    Quindi se io effettuo un download di un mp3, di un film ecc.... NON STO RUBANDO NULLA dato che ho già pagato di più di quello che avrei pagato acquistando quel singolo contenuto!!!
    Quindi il Ministro Maroni ha ragione, ed ha tutta la mia stima per aver tirato fuori un problema che molti in rete conoscono.
    non+autenticato
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