massimo mantellini

Contrappunti/ Miopia digitale

di M. Mantellini - Il contributo alla banda larga per i giovani dice molto della politica di questo, e passati, governo su Internet. Che non è una commodity, ma un bisogno primario di tutti i cittadini

Contrappunti/ Miopia digitaleRoma - A poco meno di due anni dalla nascita del quarto governo Berlusconi, all'interno di un piccolo decreto che incentiva di tutto, dalle gru per l'edilizia ai fuoribordo, dalle case ecologiche alle cucine componibili, abbiamo potuto osservare il primo flebile vagito dell'esecutivo nei confronti di Internet. Nelle prossime settimane, a partire dal 6 aprile, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto, circa 400mila contratti ADSL, destinati ai giovani dai 18 ai 30 anni potranno godere di un incentivo governativo pari a 50 Euro una tantum.

Al netto della solita propaganda cui siamo ormai abituati (ben tre ministri della Repubblica, Brunetta, Scajola e Meloni, si attribuiscono la progenitura di questo provvedimento per Internet, inserito in extremis nel pacchetto incentivi) c'è da chiedersi quali siano utilità e logica di una iniziativa del genere.

Intanto è importante il contesto politico in cui nasce un simile piccolo cerotto. Da oltre un anno il Governo promette e poi destina ad altro utilizzo i denari da tempo previsti per lo sviluppo della banda larga. Si tratta di una somma vicina agli 800 milioni, alla quale dovrebbero aggiungersi altri stanziamenti delle Regioni a completare un pacchetto di oltre un miliardo e quattrocento milioni destinato a portare i collegamenti a Internet veloce nelle ampie zone del paese ancora non raggiunte dal servizio. A fronte dei mille annunci al riguardo (il sottosegretario Romani ha ormai esaurito qualsiasi credibilità sul tema, visto che sono ormai innumerevoli i suoi annunci sull'imminente stanziamento: soldi che prima ci sono e poi scompaiono, poi ricompaiono e poi altrettanto misteriosamente svaniscono, poi ritornano dimezzati e poi riscompaiono del tutto) l'unico passo concreto del Governo per lo sviluppo della Rete è questo dei 20 milioni destinati ai contratti ADSL per i giovani.
Le ragioni per cui una simile iniziativa è velleitaria e sostanzialmente inutile sono evidenti. La prima è che con questo provvedimento lo Stato versa nelle casse degli operatori delle telecomunicazione una cifra di denaro, pur se modesta, a titolo di semplice regalia: quasi un piccolo gesto di scuse per i ritardi dei sostanziosi denari promessi e mai versati. Soldi in cambio di nulla insomma. Gli operatori dal canto loro ricevono un obolo che non li vincola in alcuna maniera. Una cifra che non subordina comportamenti virtuosi per esempio sulla copertura geografica in banda larga e che ha come unica modesta leva quella di invogliare i giovani a stipulare un contratto ADSL (là dove questo è già possibile) in cambio di un minimo sconto iniziale pari a circa due mesi e mezzo di canone. Si tratta di uno sconto di entità simile a quello che molti operatori di tanto in tanto già autonomamente propongono nelle offerte alla loro clientela.

Esiste poi - lo si capisce bene dall'affollamento dei padri putativi del provvedimento - una motivazione estetica e propagandistica all'iniziativa, ed è la solita aleatoria dichiarazione di intenti sulla necessità di essere moderni e ragionevolmente propositivi sull'impatto che lo sviluppo della Rete avrà sull'economia e sullo sviluppo del Paese. Le solite chiacchiere che la politica ci propone da anni, destinate, nella grande maggioranza dei casi, a rimanere tali.

Eppure, fuori da ogni demagogia, non sarebbe difficile disegnare a grandi linee lo scenario dell'accesso alla Rete in Italia.

Dobbiamo affrontare un "divide geografico" significativo, anche se numericamente non amplissimo. È anch'esso il retaggio di una sottovalutazione, la conseguenza delle politiche commerciali delle telco associate allo scarso controllo sociale sui numeri raccontati. Ci sono voluti anni per sapere ad esempio che le stime offerte dai vari osservatori sulla copertura della banda larga in Italia erano nella migliore delle ipotesi ottimistiche e nella peggiore truffaldine; c'è voluto del tempo per comprendere come le dichiarazioni dei politici su come l'Italia fosse un paese tecnologicamente all'avanguardia si scontrassero ogni volta più duramente con i numeri di un paese arretrato fra gli ultimi in Europa.

Per il cosiddetto ritardo geografico ci sono comunque denari già stanziati ma mai erogati (gli 800 milioni di cui si diceva prima) accanto a ipotesi tecnologiche che si sono dimostrate fallimentari (una per tutte le licenze per il WiMAX) e scenari futuri fin da ora foschi, come la assoluta mancanza di investitori per la rete di nuova generazione di cui tutti gli altri paesi europei si stanno dotando.

Ma esiste, come abbiamo tante volte sottolineato, un problema perfino più grave da affrontare ed è quello noto del "divide culturale". Quella predisposizione nazionale che fa in modo che un cittadino su due della Penisola sia sostanzialmente disinteressato allo sviluppo delle reti, le percepisca come un inutile teatrino di complicazioni e inutilità al quale non ha intenzione di partecipare in alcuna maniera. Si tratta di una sorta di arretratezza sociale nei confronti della quale sarebbe necessario investire soldi ed attenzioni.

Denari da destinare prima di tutto alle scuole, ma anche alle amministrazioni, alle biblioteche, ai progetti di comunicazione sui media, alla alfabetizzazione delle categorie sociali meno protette e alle tante piccole e medie imprese del paese che a stento utilizzano la posta elettronica. Progetti insomma capaci di raccontare una Internet differente da quella percepita da una platea disincantate e diffidente di mancati utilizzatori.

Purtroppo si tratta di iniziative inadatte all'annuncio trionfale di questo o quel ministro, che richiedono investimenti generosi e che non consegnano il risultato spicciolo di uno sconticino di quelli che fanno sempre piacere. Scelte politiche insomma che richiedono visione e tempi lunghi. Visione e tempi lunghi per schiodare questo Paese da un declino che la tecnologia ha, se possibile, ulteriormente acuito. Scenari di sviluppo che, per dirla francamente, oggi paiono fuori non solo dalle priorità ma anche dalle capacità progettuali dei nostri attuali amministratori.

Massimo Mantellini
Manteblog

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52 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Miopia digitale
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  • INTERNET = mi informo dove voglio con chi voglio, berlusconi NON guadagna soldi
    TELEVISIONE = qualcuno decide come devo essere informato, berlusconi guadagna soldi

    E qualcuno si chiede perchè il governo di berlusconi si disinteressa, anzi rema contro, ad internet...
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome cognome
    > INTERNET = mi informo dove voglio con chi voglio,
    > berlusconi NON guadagna
    > soldi
    > TELEVISIONE = qualcuno decide come devo essere
    > informato, berlusconi guadagna
    > soldi
    >
    > E qualcuno si chiede perchè il governo di
    > berlusconi si disinteressa, anzi rema contro, ad
    > internet...


    Straquoto!!!
    non+autenticato
  • La soluzione doveva essere il WiMAX. Ma dopo aver affidato le licenze ai soliti noti questa tecnologia è praticamente caduta nell'oblio più assoluto.

    E a pensare che un'antenna gregoriana da 30 euro basterebbe a coprire intere aree metropolitane...

    Ma come si sa le antenne volano troppo alte e a questi piace solo la mangiatoia bassaSorride
    non+autenticato
  • Il wimax non partirà tanto presto, e se partirà non saranno i big della telefonia a spingerlo: questi ultimi han tutto l'interesse a sfruttare l'umts, almeno finché non riusciranno a rientrare dei costi sostenuti a suo tempo per le sue licenze, e a farci anche qualche buon utile (cosa facilissima viste le sue tariffe non particolarmente economiche).
    Se il wimax partirà lo farà solo grazie ai provider medio-piccoli, che già stanno organizzando qualcosa a livello di aree medio-piccole colpite dal digital divide: quando i pesci grossi noteranno un aumento del volume d'affari dei piccoli si muoveranno di conseguenza per spazzarli via con offerte molto più economiche (e poco importa se magari faranno overbooking di banda come fan adesso con le adsl, tanto all'utonto medio non interessa la qualità del servizio, ma il suo prezzo finale).
    non+autenticato
  • Sei forse non del tutto informato: WiMax non è nelle mani di grandi player, l'unico operatore che ha le licenze su tutto il territorio nazionale è il piccolo Aria, un ISP umbro. Questa scelta, che all'inizio pareva buona perché per l'appunto non consegnava WiMax ai soliti noti, in realtà ora fa sì che la rete si stia sviluppando in modo mooolto lento.
    In pratica, l'alternativa alla dipendenza dagli operatori telefonici tradizionali continua ad essere l'Hyperlan dei tanti piccoli operatori locali.
  • Se nel resto d'Europa stanno puntando tutto sul terziario avanzato e sulle nuove tecnologie oggi il Global Household Broadband Penetration Rankings pone l'Italia dietro la Slovenia e la Lituania.

    Ci confermiamo dunque un paese solo spaghetti e mandolini...

    http://www.strategyanalytics.com/default.aspx?mod=...

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • Non è una bruttissima notizia, vuol dire che c'é spazio per crescere a patto di partire adesso e di buona lena.
    non+autenticato
  • Non siamo noi che dobbiamo partire. Sono i nostri governanti che dovrebbero partire in massa per HammametSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: eclettico
    > Non è una bruttissima notizia, vuol dire che c'è
    > spazio per crescere a patto di partire adesso e
    > di buona lena.
    Posso proporti per il premio "bicchiere mezzo pieno 2010"? Sorride

    Qui è come la classifica di certi campionati sportivi: a un certo punto finisce la stagione e si contano i punti (fuor di metafora: ci sono opportunità e l'infrastruttura della nazione è attrezzata o meno per sfruttarle).
    Abbiamo carenze di infrastrutture perché in Italia le fanno solo con i soldi pubblici (e magari sarebbe sopportabile, ma...), purtroppo ci pasteggiano talmente tanti corvi che alla fine l'infrastruttura resta spolpata e senza vita dopo decenni anni di tentativi di farla partire.

    Le costose incompiute, o cattedrali nel deserto, sono tante piaghe da decubito di un paese troppo immobile, senza visione culturale e sociale, con imprenditori spesso incapaci di superare lacciuoli burocratici e miopie personali.

    Lo abbiamo visto con gli incentivi al digitale terrestre che doveva, dicevano pochi anni fa, facilitare un passaggio indolore al nuovo sistema, salvo scoprire problemi tecnici con alcuni decoder (bande incompatibili con la situazione italiana), difficoltà di switch, aree mai raggiungibili salvo comprare decoder satellitare aggiuntivo e installare parabola... una mezza Caporetto dalla quale hanno beneficiato i soliti noti.
    non+autenticato
  • Osservando l'intero panorama politico si rimane desolati.
    C'é la parte politica al governo che considera internet come media avversario della tv (non sempre a torto) e quindi fa i suoi interessi.
    L'opposizione ne è distante, aliena.
    Ma il vero male è il disinteresse del cittadino, per il quale internet è una specie di cattiva maestra o pozzo di San Patrizio, una cosa di cui si può fare a meno e, quando ci fosse, da sfruttare al massimo senza dare nulla in cambio.
    non+autenticato
  • Tutto questo è conseguenza di Microsoft, l'azienda che ha fatto in modo che il computer risulti uno strumento OSTICO e quindi messo in secondo piano dalla popolazione, che lo SUBISCE prima ancora di trarne beneficio.
    ruppolo
    33147
  • Semmai ha fatto il contrario.
    Ha travestito una macchina complessissima da elettrodomestico uso internet - email - porno.
    Ci sono macchine quad core con fanstastiliardi di ram usate per scrivere posta e visualizzare video su youporn...
    Le conseguenze sono sotto agli occhi di tutti, chi fa un po' l'informatico casalingo e ha visto il pc della famiglia media italiana sa cosa voglio dire, macchine piegate in due da miliardi di processi in esecuzione di cui, ovviamente, il proprietario non sa nulla.
    Però qui usciamo off-topic. Se c'é una cosa effettivamente a portata di pirla al giorno d'oggi e sballare un pc e collegarlo ad internet, nulla di ostico in questo.
    La cosa ostica, all'italiano medio, è restituire alla rete quello che prende.
    non+autenticato
  • Ma per fortuna esistono soluzioni gratuite di molto superiori...

    non+autenticato
  • Se fosse come dici tu, tutto il resto dei paesi occidentali sarebbe nella nostra stessa situazione.
    La penetrazione di altri SO (principalmente Unix-like) negli altri paesi d'Europa e negli USA non è molto differente dalla nostra.
    non+autenticato
  • Oggi a fare Scuola è Linux e non gli asini che ci governano...

    non+autenticato
  • Questo attacco è stupido quanto fuori luogo.

    Questo non spiega come mai all'estero fanno di tutto per diffondere la banda larga...
    Sgabbio
    26178
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