Claudio Tamburrino

USA: la pirateria Ŕ tutta da verificare

Una ricerca governativa afferma che gli studi finora condotti sulla pirateria sono basati su dati e metodologie non chiari. Insomma, il problema c'Ŕ, ma non si sa quanto Ŕ grande. E potrebbe avere lati positivi

USA: la pirateria Ŕ tutta da verificareRoma - Il Government Accountability Office (GAO), la sezione investigativa del Congresso degli Stati Uniti, era stata incaricata nell'aprile 2009 di analizzare e quantificare il peso e gli scopi della pirateria, e chiarire in questo modo l'impatto dello sharing online sull'industria dei contenuti. Ma le conclusioni ora riportate non sono univoche nel riconoscere i danni causati dalla pirateria.

Secondo le 32 pagine del rapporto redatto in questo anno di indagini, l'economia statunitense e gli introiti fiscali sono minacciati dalla pirateria (digitale o meno): i prodotti contraffatti possono essere, in alcuni casi, addirittura pericolosi per la salute pubblica o per la sicurezza nazionale, dal momento che il loro commercio potrebbe essere legato a organizzazioni criminali e addirittura ricondurre al terrorismo.

Tuttavia, i dati su cui si basano queste conclusioni, secondo il GAO, non sono attendibili: "Tre dei maggiori studi effettuati dal governo degli Stati Uniti che stimano il danno economico generato dalla contraffazione non sono sostenuti da studi di base". Problemi vi sarebbero in generale con la metodologia di analisi utilizzata per dimostrare i danni causati all'industria dei contenuti. Addirittura in alcuni casi specifici l'ufficio governativo avrebbe anche trovato dati a supporto della tesi contraria: "alcuni esperti intervistati hanno identificato possibili benefici economici della pirateria e della contraffazione". In parte per la logica del mercato nero, per cui compenserebbe mancanze e inefficienze dell'economia legale, in parte la considerazione che alcuni comprano beni contraffatti perché non possono permettersi quelli originali (costituisco quindi una spesa altrimenti non possibile da effettuare).
Per quanto riguarda poi nello specifico la pirateria digitale "i contenuti illegali costituiscono in alcuni casi semplici esempi che vengono utilizzati dai consumatori per scegliere un prodotto", come l'ascolto di un brano per poi rivolgersi al CD originale, e contribuirebbe in questo modo a incentivare gli acquisti.

Insomma gli studi su cui finora si sono basati i calcoli dei danni subiti dai detentori dei diritti non hanno tenuto conto di fattori come la ridistribuzione (e quindi non perdita netta) operata dalla pirateria e ha probabilmente sopravvalutato le perdite.

Così, anche se MPAA (Motion Picture Association of America) afferma che "l'analisi del GAO conferma la dilagante diffusione della pirateria", e minimizza i dubbi avanzati sui dati a conferma di tale tesi affermando che "la stima in termini di dollari è molto complicata", l'investigazione dell'organo del Congresso non può rappresentare la vittoria attesa da parte dell'industria dei contenuti. GAO arriva addirittura a dire che mancano prove certe del presunto legame tra la crisi economica attraversata (in particolare per il settore dei film e della televisione) e la pirateria.

Ciò non significa, peraltro, che la pirateria e la contraffazione non siano un problema: le conclusioni GAO sottolineano tuttavia che finora si è parlato della questione partendo da basi sbagliate e dati non verificati. E che quindi bisogna effettuare maggiori studi per capire come e quanto la pirateria rechi danni.

Claudio Tamburrino
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59 Commenti alla Notizia USA: la pirateria Ŕ tutta da verificare
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  • per mettere a tacere i mille e uno, perché uno è, venditori di licenze...

    se cercate bene, è il primo negozio, non comprerete mai più nulla in Italia.
    Oggetti esentasse, nessuna tassa e/o spesa di trasporto nell' unione europea, soprattuto legale... e gli articoli arrivano in un paio di giorni!!!
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    Modificato dall' autore il 20 aprile 2010 13.57
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  • Mi viene un po' tristezza a leggere i commenti di chi insulta i gestori di videoteche, così come mi dispiace sentire i discorsi di detti gestori che (detta da un gestore di mia conoscenza) vorrebbero che internet fosse proibita o almeno strettamente controllata. I primi non capiscono che dietro ai videotecari ci sono famiglie da sfamare; i secondi perché non capiscono che in ogni caso sono spacciati: se anche Internet cadesse sotto il pieno controllo delle majors (ACTA?), la userebbero loro per fare distribuzione diretta di video on demand, con tutte le esclusive del caso, sbarazzandosi della costosa rete di distribuzione!
    non+autenticato
  • i secondi perché non capiscono che in
    > ogni caso sono spacciati: se anche Internet
    > cadesse sotto il pieno controllo delle majors
    > (ACTA?), la userebbero loro per fare
    > distribuzione diretta di video on demand, con
    > tutte le esclusive del caso, sbarazzandosi della
    > costosa rete di
    > distribuzione!

    Fagli studiare Darwin. Può darsi che dopo abbiano qualche possibilità di capire.
    non+autenticato
  • le videoteche devono iniziare a usare internet, ci sono già videoteche che sono passate su internet e offrono film a domicilio in affitto...

    Ripeto quando sono nati i frigoriferi, chi vendeva il ghiaccio ha chiusoA bocca aperta
    è evoluzioneA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Tir
    > Mi viene un po' tristezza a leggere i commenti di
    > chi insulta i gestori di videoteche, così come mi
    > dispiace sentire i discorsi di detti gestori che
    > (detta da un gestore di mia conoscenza)
    > vorrebbero che internet fosse proibita o almeno
    > strettamente controllata. I primi non capiscono
    > che dietro ai videotecari ci sono famiglie da
    > sfamare;
    Personalmente ho il dente avvelenato con le videoteche (non tutte, chiaro) perché in due occasioni hanno chiuso le saracinesche rubandosi i soldi delle mie ricariche e questo non è scusabile dicendo che sono falliti per colpa di internet.
    Poi vogliamo parlare di quelli che (ai tempi delle VHS) duplicavano illegalmente i film per avere disponibili più copie di quelle riconosciute al distributore? No? E le ricariche alle tessere fatte senza evidenza fiscale (scontrino o ricevuta)? Tutto bene, allora?
    Lo dico pur avendo noleggiato per 15 anni (ho la tessere Gold Blockbuster, e credo tra attive e chiuse di aver frequentato almeno altre 5/6 videoteche.

    > in ogni caso sono spacciati: se anche Internet
    > cadesse sotto il pieno controllo delle majors
    > (ACTA?), la userebbero loro per fare
    > distribuzione diretta di video on demand, con
    > tutte le esclusive del caso, sbarazzandosi della
    > costosa rete di distribuzione!

    Infatti tutti se ne guardano bene dal citare l'altro (legale) fattore che ha schiantato i videonoleggi, ossia la Pay-TV con i canali cinema e le novità disponibili praticamente in contemporanea con le videoteche.
    Questi non si criticano, vero?

    Ultimo fattore arbitrario: la distribuzione diluita per aree mondiali con relati codici d'area, fatta per impedire acquisti internazionali sui mercati più competitivi. Tutti bravi a volere il mercato globale quando fa comodo a loro, basta che la mandria di noi consumatori mangi buona buona solo il fieno che ci mettono in mangiatoia.
    non+autenticato
  • > Mi viene un po' tristezza a leggere i commenti di
    > chi insulta i gestori di videoteche...

    Questo è quello che dicono i gestori di videoteche, quando sostengono le soluzioni legali:
    http://www.videotecheforum.it/index.php?showtopic=...

    Queste, invece, sono le soluzioni "moderne e innovative" che propongono:

    http://www.videotecheforum.it/index.php?s=84c0140b...


    E questo è il modo in cui trattano i loro stessi clienti:
    http://www.videotecheforum.it/index.php?showtopic=...

    http://www.videotecheforum.it/index.php?showtopic=...

    http://www.videotecheforum.it/index.php?showtopic=...


    Gente così si merita di essere salvata? O merita solo di chiudere?
    non+autenticato
  • > Gente così si merita di essere salvata? O merita
    > solo di
    > chiudere?

    La seconda che hai dettoA bocca aperta
    non+autenticato
  • Ma che difficoltà ci sono a copiare un DVD quando con AnyDVD te lo sprotegge alla velocità della luce ?
    Sgabbio
    26178
  • Bestiali sti videotecari! Credono di essere gli unici depositari della tecnologia, vogliono sfruttarla per l'esclusività dei loro intressi ma bandirla dal pubblico usufrutto, come se la loro fosse una categoria privilegiata, manco fossero loro ad aver sviluppato e/o finanziato la tecnologia. Non vogliono farsi scavalcare dal canale major - consumatore, ma vogliono a loro volta scavalcare grafici e tipografi delle copertine e dei supporti. Mi dispiace per loro ma la realtà è che oramai sono obsoleti.
    non+autenticato
  • Alla luce di ciò che si legge su quel forum c'è da pentirsi di aver dato anche solo un euro a quegli individui.

    I migliori sono quelli che per arrotondare fanno assistenza sui PC e si lamentano perchè trovano dentro le macchine dei clienti musica e film scaricati !

    Ma se la battono con quelli che rivendicano il loro ruolo di cultori e divulgatori di cinema come arte e cultura, e due righe dopo fanno capire che campano praticamente grazie ai pornazzi.

    Alcuni elementi, poi, se venissero a scrivere su P.I., tempo dieci posts e sarebbero eletti giullari di corte all'unanimitàSorride
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    Modificato dall' autore il 16 aprile 2010 01.32
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  • - Scritto da: angros
    > > Mi viene un po' tristezza a leggere i commenti
    > di
    > > chi insulta i gestori di videoteche...
    >
    > Questo è quello che dicono i gestori di
    > videoteche, quando sostengono le soluzioni
    > legali:
    > http://www.videotecheforum.it/index.php?showtopic=

    Mi hai fatto scoprire un forum bestiale!! Ma chi se l'immaginava che potessero grondare tutto quest'odio e questa acredine?

    Illusi... I videonoleggi scompariranno nel giro di pochi anni. Un iTunes Store del cinema è vicino... vicinissimo...
  • I primi non capiscono
    > che dietro ai videotecari ci sono famiglie da
    > sfamare;

    http://www.lavorare.net/

    i secondi perché non capiscono che in
    > ogni caso sono spacciati

    Tranquillo ... il granaio è pienoOcchiolino
  • Le industrie discografiche non capiscono che il modello dibusinness di alcuni decenni fa è cambiato, i giovani non sono più disposti a far fuori la loro paghetta per comprarsi un CD. Ma questo non è certo dovuto a internet e l'industria dei contenuti non se ne vuole rendere conto, continua a vedere nel p2p la causa del loro male. Invece, la causa è da ricercare in altri fattori, e non da ultimo la loro arroganza, ma sicuramente il fatto che negli anni '90 il CD era considerato una novità, una moda, oggi invece i giovani hanno altri interessi e quindi, se un giovane ha 30 euro in tasca, magari invece di prendersi un CD, si ricarica il telefonino (che una volta non c'era), oppure fa altri tipi di spesa. ╚ vero, non comprano più i CD (intanto perchè hanno i lettori mp3 e non si portano più in giro i lettori CD) perchè le canzoni le possono trovare in internet, ma, se non le trovassero in internet, non è automatico che andrebbero a comperarle in negozio, mi spiego meglio, se io devo mandare una email a un amico, non è automatico che se non mi va la connessione internet gli mando una lettera con la posta, quindi non è che la posta può valutare il danno subito tenendo conto di tutte le email che ho scritto e che ho ricevuto, e lo stesso discorso vale per i brani scaricati (e magari nemmeno ascoltati). Anzi, in certo senso, se le popstar sono ancora tali, se i loro brani sono ancora ascoltati, se possono ancora fare soldi con i vari sponsor e con i vari locali che visitano, e fanno ancora il pienone ogni volta che si danno la pena di fare un concerto, devono la loro popolarità proprioa internet e al p2p, senza il quale, il vero rischio è che cadano nell'oblio.
    Forse, questo si, le case discografiche (che fino al decennio scorso avevano il monopolio del commercio), loro si che sono superati ed obsoleti e la loro esistenza è a rischio, ma chi se ne frega... non sono mica loro che fanno i brani che poi vengono scaricati.
    non+autenticato
  • Quoto tutto, in particolare l'ultimo paragrafo.
    non+autenticato
  • Anzi, in certo senso, se le popstar
    > sono ancora tali, se i loro brani sono ancora
    > ascoltati, se possono ancora fare soldi con i
    > vari sponsor e con i vari locali che visitano, e
    > fanno ancora il pienone ogni volta che si danno
    > la pena di fare un concerto, devono la loro
    > popolarità proprioa internet e al p2p, senza il
    > quale, il vero rischio è che cadano
    > nell'oblio.

    Quoto tutto alla grande ma questo pezzo lo quoto doppiamente.
    Anzi, mi sa tanto che te lo pirato e lo uso per tentare di aprire gli occhi a certi zucconi con i quali ho (purtroppo) a che fare.
    Per fortuna che, zucconi o meno, il trend è inarrestabile ed irreversibile.
    non+autenticato
  • "...Insomma, il problema c'è, ma non si sa quanto è grande. E potrebbe avere lati positivi.."

    Sara' ora di parlare della figura dello psichiatra di redazione?
    Qualcuno disse: "sono peggio delle prostitute, perche' ci sono cose che le prostitute non fanno"
    non+autenticato
  • - Scritto da: incredibile
    > "...Insomma, il problema c'è, ma non si sa quanto
    > è grande. E potrebbe avere lati
    > positivi.."
    >

    I vantaggi, per gli utenti, sono innegabili
    non+autenticato
  • non per gli utenti, per i ladri
    non+autenticato
  • Scaricare è diverso da rubare.
    Chiamare "ladro" qualcuno a sproposito costituisce calunnia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: incredibile

    > Qualcuno disse: "sono peggio delle prostitute,
    > perche' ci sono cose che le prostitute non fanno"

    Cioè, i giornalisti di P.I. baciano sulla bocca?

    (cit. da "Pretty Woman", anche nota come la vera storia di Cenerentola).
    non+autenticato
  • no, fanno articoli compiacenti la pirateria per aumentare i visitatori,
    un business "solido" ... fondato su basi oneste...
    ma a quello che vende gli mp3 o un app iphone non gliene frega niente se "in generale" ci sono dei vantaggi.
    Tu prova a rubare le patate da un alimentari e poi convincilo che ci sono vantaggi per l'economia, che buffonata
    non+autenticato
  • > Tu prova a rubare le patate da un alimentari e
    > poi convincilo che ci sono vantaggi per
    > l'economia, che
    > buffonata

    Le patate sono un bene materiale, è risibile che si insista con esempi chiaramente sbagliati.

    Ecco un video che aiuta a capire la differenza fra COPIARE e RUBARE:
    non+autenticato
  • > Ecco un video che aiuta a capire la differenza
    > fra COPIARE e
    > RUBARE:
    > http://www.youtube.com/watch?v=IeTybKL1pM4

    GENIALE!!!
    non+autenticato
  • > no, fanno articoli compiacenti la pirateria per
    > aumentare i
    > visitatori,

    Si chiama "libertà di espressione", che naturalmente i sostenitori del copyright vorrebbero eliminare.

    Se la scelta è tra la libertà di espressione, o i diritti dell'autore, io scelgo indubbiamente la prima, e gli autori possono cambiare mestiere (preferisco fare a meno di loro, che non della libertà di espressione)

    > un business "solido" ... fondato su basi oneste...
    > ma a quello che vende gli mp3 o un app iphone non
    > gliene frega niente se "in generale" ci sono dei
    > vantaggi.

    Quello che vende app può attaccarsi qui:
    Clicca per vedere le dimensioni originali

    Non abbiamo bisogno di lui.

    > Tu prova a rubare le patate da un alimentari e

    Tu prova a duplicare le patate, poi mi dici se sei capace.
    non+autenticato
  • e io esprimo liberamente la mia opinione per cui la redazione di punto informatico fa cose che le prostitute non fanno, pronto a dare estremi del domicilio qualora avessero voglia di discuterne in tribunale
    non+autenticato
  • Ma quanto sei frustrato... che c'è, la tua videoteca sta fallendo?

    Oppure hai scritto un programma pessimo, e dai la colpa alla pirateria perchè non trovi nessuno abbastanza stupido da comprartelo?
    non+autenticato
  • ho riso molto leggendo le risposte al primo post.. che mi sembra scritto dal presidente della siae o Mario Rossi, era così il nome del collaboratore stretto della carlucci quando si era schierata contro la pedofilia online?
  • Davide Rossi, presidente UNIVIDEO, avvocato dell'On. Carlucci e redattore del documento Word (contenente la proposta di legge che vuole proibire l'immissione di qualsiasi contenuto anonimo in Internet) immesso in rete dall'On. Carlucci stessa (Proprietà->Autore Davide Rossi - Organizzazione: Univideo).Sorride
    non+autenticato
  • Come non citare che la Carlucci ha bollato come insulti le critiche del suo delirate disegno di legge ?

    Come non criticare una persona che dice: "E' normale fare una legge che usa la pedofilia come motivo per combattere la pirateria".
    Sgabbio
    26178
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