Alfonso Maruccia

USA, illegali le false identitÓ telefoniche

La Camera dei Rappresentanti vota la legge che mette al bando l'utilizzo di identitÓ fittizie nelle comunicazioni vocali. Che si tratti di PSTN o VoIP poco importa, mentre resta garantito il diritto all'anonimato

Roma - La Camera dei Rappresentanti ha appena approvato il Truth in Caller ID Act of 2010, una legge che vuole mettere un freno all'utilizzo di identità fittizie nelle comunicazioni via voce. L'associazione degli operatori mobili applaude, citando motivazioni di sicurezza a giustificare la decisione dei parlamentari di Capitol Hill.

La legge stabilisce l'illegalità dell'utilizzo di un'identità fittizia nelle comunicazioni vocali, o più in dettaglio "l'indurre qualunque servizio di identificazione del chiamante a trasmettere informazioni di identificazione false o inaccurate, con l'intento di frodare e raggirare" il destinatario della chiamata. Resta garantito il diritto all'anonimato per quanti volessero mantenere riservata la loro identità per motivi del tutto legittimi.

La nuova norma va a coprire il vasto spettro delle comunicazioni vocali in tempo reale "indipendentemente dalla tecnologia o dal network impiegati", quindi si applica anche alle chiamate su protocollo VoIP e anzi i membri del Congresso hanno voluto sottolineare come la legge sia mirata a regolamentare soprattutto questo genere di servizio digitale.
Incassata l'approvazione della Camera dei Rappresentanti, la legge potrà ora seguire un percorso in discesa verso l'adozione definitiva nel quadro legislativo visto che già il Senato ne aveva approvato una versione precedente a febbraio. CTIA, l'associazione degli operatori mobile supporta le nuove regole perché l'attività di spoofing dell'identità del chiamante è "generalmente votata a intenti malevoli".

A riprova del fatto che la nuova legge è tutto fuorché inutile, un'indagine congiunta FBI-Polizia di San Francisco ha incastrato un uomo responsabile di aver molestato telefonicamente Nancy Pelosi, lo speaker della Camera dei Rappresentanti. Gregory Giusti aveva acquistato la chiavetta USB per comunicazioni VoIP offerta dal provider MagicJack, abusandone per chiamare, minacciare e insultare con linguaggio scurrile Pelosi in almeno 48 diverse occasioni tra febbraio e marzo di quest'anno. L'identità fornita per l'acquisto della chiavetta, naturalmente, era falsa.

Alfonso Maruccia
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