massimo mantellini

Contrappunti/ Esperimenti comunicativi

di M. Mantellini - Un'indagine, un'esplorazione di un modo diverso di comunicare con un pubblico diverso. Anche in Italia prove tecniche per l'informazione mediata dal World Wide Web

Roma - Parte domani Il Post. Quotidiano solo web nato da una idea di Luca Sofri, giornalista e blogger. La redazione è stata in buona parte scelta in Rete, il progetto grafico e gli aspetti tecnici affidati alle cure di Banzai, l'idea di fondo e le aspirazioni quelle di un progetto giornalistico pensato per il web ma declinato in maniera inedita, avendo chiara la natura della Rete e le sue dinamiche. Così una delle prime cose che il lettore si troverà davanti domani, aprendo la homepage, sarà una colonna a destra, in grande evidenza, che linka direttamente il meglio degli articoli dei siti web de La Stampa, Repubblica, il Corriere e di qualunque altra fonte ritenuta interessante per i lettori.

Non si tratta del primo tentativo di un quotidiano solo web, ricordiamo per esempio la esperienza di qualche anno fa de Il Nuovo, progetto partito troppo presto e con eccessive aspettative in un momento in cui la rete italiana era ancora un ambito non troppo frequentato. Anche oggi Il Post esplora un dubbio, quello dell'esistenza di un nuovo lettore, a suo agio con l'informazione parcellizzata del Web, curioso e alla ricerca di un taglio informativo inedito e personale, magari liberato dai piccoli trucchetti della grande editoria, piena di pettegolezzi, giardinetti recintati e fotografie di belle ragazze seminude. E magari, intanto che ci siamo, fuori dalle pesanti dinamiche di occupazione e controllo del grande potere economico e politico che condiziona in maniera netta gran parte della informazione in questo paese.

Gli investitori de Il Post sono soggetti esterni alla babele giornalistica, persone che hanno creduto a due idee che Sofri ha pubblicamente espresso in questi anni: quella della presa di coscienza del modesto livello di molta informazione, riassunto in una rubrica scritta con impressionante costanza sulla Gazzetta dello Sport e sul suo blog dal titolo "Notizie che non lo erano" e gli "Appunti per un quotidiano da fare", meditazioni anch'esse sostanzialmente pubbliche su quali modelli siano applicabili oggi ad un quotidiano che vuole essere moderno, legato alla Rete e differente dal resto del panorama. Idee che Sofri condensò qualche mese fa in un suo intervento pubblico sul futuro del media a Venice Sessions.
Non è un mistero che Il Post si ispiri ad una idea di informazione in rete che ha fatto la fortuna di esperienze americane come Daily Beast, Politico o Huffington Post: soggetti informativi ibridi, a metà fra un blog, un aggregatore e un normale quotidiano web, che hanno saputo rapidamente attirare l'attenzione dei lettori (oggi Huffington Post ha sul web più lettori del Washington Post) proprio in virtù di una maggior aderenza nei confronti della architettura di Rete.

Esattamente come accade su questi siti informativi di grande successo, l'idea di fondo è che oggi l'attività giornalistica debba essere non solo e non tanto quella di produrre materialmente le notizie ma anche quella di proporre un filtro informativo per i propri lettori, scegliendo toni ed approfondimenti nel mare gigantesco delle informazioni già comunque disponibili online.

In questa ottica la pretesa de Il Post di seguire tutte le aree tematiche, dalla politica allo sport, dalla cronaca alla cultura, nasce proprio come ricerca di uno spazio interpretativo e fiduciario da costruire nei confronti dei propri lettori, più che da una pretesa di impossibile concorrenza nei confronti delle grandi agenzie informative.

L'unica concessione al facile applauso è forse quella della presenza dentro il sito del giornale di una serie di blog di personaggi noti e spesso prestigiosi, dal regista Paolo Virzì al direttore del Secolo d'Italia Flavia Perina, da quello di Giovanni de Mauro, direttore di Internazionale a quello di Giuseppe Civati esponente di primo piano del PD, oltre a blog di firme del giornalismo come Filippo Facci o Andrea Romano.

L'esperimento de Il Post è, comunque lo si guardi, una scommessa che interessa tutto l'ambiente informativo italiano. Capire se esiste uno spazio giornalistico evoluto, al passo coi tempi, che restituisca l'informazione ad un rapporto fiduciario fra chi la compone e chi la fruisce. Si tratta di un legame che la stampa di questo paese in questi anni ha progressivamente perso di vista. Un rapporto con i propri lettori che deve essere ricostruito. Nell'interesse di tutti, a partire dal Web.

Massimo Mantellini
Manteblog

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12 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Esperimenti comunicativi
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  • mantellini, che continui a pubblicare a fare ormai i commenti sui tuoi articoli sono praticamente della redazione e di un anarchico.
    Vai a vendere i pomodori sull'autostrada sei noioso e francamente i tuoi articoli sono inutili dei tuoi sbrodolamenti mentali non gliene frega niente piu' a nessuno.
    In questo angolo su P.I. ormai scrivi solo per te stesso. Tornatene su mantelblog dove i commenti te li fai da solo
    non+autenticato
  • Io francamente ho trovato interessante l'articolo.
    Però temo che questo nuovo rivoluzionario giornale online farà poca strada.
    Un po' perchè la concorrenza dei giornali meno rivoluzionari è forte, un po' perchè tanta gente crede ancora poco nella rete e un po' perchè per andare avanti servono soldi e non capisco dove possano trovarne in quantità adeguata.
    non+autenticato
  • non solo Pi ma anche Mantellini ormai.. non ho parole
    non+autenticato
  • c'è stata una lunga discussione su questo editoriale di Mante prima della sua pubblicazione
    la scelta di pubblicarlo denota a nostro avviso un concetto: ci sono da esplorare, come dice Massimo, molti aspetti del rapporto tra editori (web o ex-cartacei) e pubblico che fino a oggi non sono stati affrontati
    non esiste, a oggi, un generalista web "di successo" in Italia: e considerate le esperienze d'oltreoceano è qualcosa su cui riflettere
  • Secondo me intendeva che riportare/collegare notizie sul web di certe testate "controllate" non sia una buona idea. Non penso che si riferisse alle argomentazioni che hai esposto. In poche parole giudica Mantellini e PI dei venduti all'editoria di massa e generalista piena di donnine e grandi fratelli su isole famose. Mettiamola cosi e non penso che gli freghi molto se in italia esista o meno una testata di successo simile (che poi anch'io non ho ben capito l'argomento della notizia). Kontrokultura tanto per intenderci. Capisci ? D'altronde si firma come anarchico... Occhiolino
    non+autenticato
  • uhm

    uhm

    veramente da quello che so l'idea di Sofri è nettamente opposta a quella di varie "colonne infami"...
  • "... Così una delle prime cose che il lettore si troverà davanti domani, aprendo la homepage, sarà una colonna a destra, in grande evidenza, che linka direttamente il meglio degli articoli dei siti web de La Stampa, Repubblica, il Corriere e di qualunque altra fonte ritenuta interessante per i lettori..."

    La stampa di regime... Ad un anarchico gli viene come minimo un'eruzione cutanea...Occhiolino
    Vabbe comunque domani vedrò di cosa si tratta realmente.
    non+autenticato
  • "... E magari, intanto che ci siamo, fuori dalle pesanti dinamiche di occupazione e controllo del grande potere economico e politico che condiziona in maniera netta gran parte della informazione in questo paese ..."

    ...

    "... L'unica concessione al facile applauso è forse quella della presenza dentro il sito del giornale di una serie di blog di personaggi noti e spesso prestigiosi, dal regista Paolo Virzì al direttore del Secolo d'Italia Flavia Perina, da quello di Giovanni de Mauro, direttore di Internazionale a quello di Giuseppe Civati esponente di primo piano del PD, oltre a blog di firme del giornalismo come Filippo Facci o Andrea Romano ..."

    Fuori dalle pesanti dinamiche ecc ecc ????
    non+autenticato
  • uhm

    una cosa che trovo sempre interessante, btw, è la comprensione (o se vuoi la ricostruzione) che si fa di certe dinamiche dentro e fuori un certo ambiente

    ci sono personaggi definibili e riconoscibili come schierati per il "grande pubblico" che invece per gli addetti ai lavori sono delle "pecore nere" o per meglio dire dei personaggi "fuori dalle righe"

    è complicato
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > uhm
    >
    > una cosa che trovo sempre interessante, btw, è la
    > comprensione (o se vuoi la ricostruzione) che si
    > fa di certe dinamiche dentro e fuori un certo
    > ambiente
    >
    > ci sono personaggi definibili e riconoscibili
    > come schierati per il "grande pubblico" che
    > invece per gli addetti ai lavori sono delle
    > "pecore nere" o per meglio dire dei personaggi
    > "fuori dalle
    > righe"

    Vero.

    > è complicato

    Be non direi. Più che altro si dovrebbero conoscere le persone in questione e va bene. Però il discorso non è neanche questo. Qui si parla, prima, di rimanere fuori da certe dinamiche, ma poi poco più avanti, si tirano in ballo firme che queste dinamiche le conoscono molto bene e ne fanno parte. Pecore nere o meno. E' anche una questione di obiettività e coerenza. Ora non è che uno può scrivere in un certo modo nella testata A, perchè più soggetta alle dinamiche di cui sopra, e invece, per una testata B più indipendente almeno nelle intenzioni, scrivere in un modo completamente diverso. Di sicuro un esponente di spicco di un determinato partito politico non tesserà le lodi verso la parte opposta (visto come vanno le cose nel paesiello) di conseguenza si otterrà un ennesima testata giornalistica vistuale, tutto quello che vuoi, ma di parte. Come tutte le altre cartacee o meno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Eretico
    > Secondo me intendeva [...]

    secondo me, e questo in generale, ma lo commento qui siccome è l'unica discussione sull'articolo, e inizia proprio con un messaggio così "significativo", si sarebbe anche potuto spiegare meglio.
    Così com'è, penso che il suo intervento non avrebbe meritato alcuna risposta.
  • Parli dello spot promozionale dedicato al Post?
    I quite agreeOcchiolino
    non+autenticato