Giorgio Pontico

Shuttlerworth: l'open source ha bisogno di voi

L'opinione del CEO di Canonical sul futuro prossimo del concetto di software a sorgenti aperti. Pochi militanti non possono garantire un modello di business funzionale

Roma - Il cruccio maggiore di chi investe denaro in progetti open source è nella maggior parte dei casi l'estrema difficoltà nel creare un ritorno economico soddisfacente, generato magari da un modello di business vincente. Una situazione del genere permetterebbe uno scontro ad armi pari con il closed source, l'unica alternativa giudicata remunerativa che in molti ritengono però l'emblema di un epoca agli sgoccioli. Ne è convinto Mark Shuttleworth, CEO di Canonical, l'azienda che si occupa di sviluppare e supportare Ubuntu, una delle più note distribuzioni del sistema operativo a codice aperto per eccellenza.

"Sviluppare un business partendo da un approccio votato all'open source significa predisporre vari step da percorrere" ha riconosciuto Shuttleworth, il quale ha successivamente sottolineato i sacrifici che vanno fatti per mantenere in vita iniziative come Canonical, che si serve del lavoro di 330 dipendenti per mandare avanti un progetto di ampio respiro: dallo sviluppo (ogni sei mesi viene presentata una nuova release) al mantenimento, passando per il supporto agli utenti, quest'ultimo l'unica fonte diretta di introiti assieme a quanto versato dai produttori di computer che vogliono vendere modelli già equipaggiati con Ubuntu.

L'open source ha bisogno maggiore di credibilità per fare breccia nelle idee degli utenti meno propensi al cambio di piattaforma, perché se in alcune parti del mondo sono proprio le istituzioni governative a caldeggiarne l'adozione, ancora resistono correnti di pensiero che associano il software libero alla contraffazione e alla violazione di licenze e brevetti.
"Sussiste una leggenda che vuole che l'open source sia per forza più efficiente ed economica, tuttavia non ci sono frotte di persone disposte a sobbarcarsi l'enorme mole di lavoro necessaria per proseguire l'opera - ha spiegato Shuttleworth - ogni tanto siamo testimoni di eventi particolari, come una trovata geniale, che però non sono supportati da una ferma volontà comune". Servirebbe dunque secondo il CEO di Canonical un cambiamento di mentalità che faccia aumentare sensibilmente la componente attiva della comunità open source per affrontare ad armi pari la propria nemesi.

Giorgio Pontico
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133 Commenti alla Notizia Shuttlerworth: l'open source ha bisogno di voi
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    Questo è un casting per il ceo di ubuntu, suo primo compito è suggerire un brillante business model al ceo della maggiore azienda che sviluppa ubuntu, quindi ceo classico, che lo ha chiesto ufficialmente, pare.
    Prima di ciò deve essere in grado di avere una visione aggressiva verso i bug di ubuntu in ordine di importanza e descriverla, poi sarà un televoto cantinaro indi senza sms a decretare cosa chiedergli per prima cosa.

    Se io fossi il ceo di Ubuntu, che so esser figura immaginaria quindi mi posso prendere tutte le libertà del caso, innanzitutto ...
  • - Scritto da: Africano
    > o
    >
    > Questo è un casting per il ceo di ubuntu, suo
    > primo compito è suggerire un brillante business
    > model al ceo della maggiore azienda che sviluppa
    > ubuntu, quindi ceo classico, che lo ha chiesto
    > ufficialmente,
    > pare.

    trovare qualche fesso in grado di comprare e farsi dare una fracca di soldi. (SUN Style).
  • - Scritto da: shevathas
    > - Scritto da: Africano
    > > o
    > >
    > > Questo è un casting per il ceo di ubuntu, suo
    > > primo compito è suggerire un brillante business
    > > model al ceo della maggiore azienda che sviluppa
    > > ubuntu, quindi ceo classico, che lo ha chiesto
    > > ufficialmente,
    > > pare.
    >
    > trovare qualche fesso in grado di comprare e
    > farsi dare una fracca di soldi. (SUN
    > Style).


    Prima di arrivare al primo compito bisogna avere una visione aggressiva su come trattare i bug in ordine d'importanza, e descriverla. Le possibilità di arricchimento di un aspirante Zio Mark fregano nulla se nulla comportano per i bug più importanti di ubuntu.
  • - Scritto da: Africano
    > - Scritto da: shevathas
    > > - Scritto da: Africano
    > > > o
    > > >
    > > > Questo è un casting per il ceo di ubuntu, suo
    > > > primo compito è suggerire un brillante
    > business
    > > > model al ceo della maggiore azienda che
    > sviluppa
    > > > ubuntu, quindi ceo classico, che lo ha chiesto
    > > > ufficialmente,
    > > > pare.
    > >
    > > trovare qualche fesso in grado di comprare e
    > > farsi dare una fracca di soldi. (SUN
    > > Style).
    >
    >
    > Prima di arrivare al primo compito bisogna avere
    > una visione aggressiva su come trattare i bug in
    > ordine d'importanza, e descriverla. Le
    > possibilità di arricchimento di un aspirante Zio
    > Mark fregano nulla se nulla comportano per i bug
    > più importanti di
    > ubuntu.

    aspetto che qualche linux boy lo risolva. Se non si fa avanti nessuno significa che quel bug non è poi così grave e può anche rimanere.
  • La tua attesa di auto elimina, ho capito, non vuoi fare il ceo di ubuntu.
  • Questo è il senso... su su andate a lavorare gratis nell'open source...
    non+autenticato
  • - Scritto da: xxx
    > Questo è il senso... su su andate a lavorare
    > gratis nell'open
    > source...

    E tu continua a riciclare il tuo gestionaleVB fatto in casa...
    non+autenticato
  • ehehe, grandeSorride

    agli altri ricordo che lavorare per un progetto open source
    non significa lavorare gratis. si può farlo come obby piuttosto
    che svilupparlo al lavoro perché ti serve ed essere pagati
    per farlo... insomma ci sono vari modi per avere indietro qualcosa.
    per uno studente ad esempio poter lavorare ad un bel progetto open
    è prima di tutto una bella esperienza e una possibilità di
    lavorare con tecnologie avanzate senza la dipendenza da qualche
    grossa software house (che in italia non vedo!).

    gli ms fanboy esistono solo perché sono troppo stupidi per usare
    uno unix.
    non+autenticato
  • > gli ms fanboy esistono solo perché sono troppo
    > stupidi per
    > usare
    > uno unix.

    il problema di molti linuxboy è invece il non capire che l'ambito hobbistico è completamente diverso dall'ambito aziendale e che chi decide alla fine è chi paga.
  • > il problema di molti linuxboy è invece il non
    > capire che l'ambito hobbistico è completamente
    > diverso dall'ambito aziendale e che chi decide
    > alla fine è chi
    > paga.

    Un sacco di aziende deployano soluzioni open source customizzate. E ci fanno soldi. Il problema dei ms-boy, semmai, è che ormai hanno speso soldi per le licenze, si sono formati sulle robe Microsoft, si sono legati mani e piedi ad essa e, OVVIAMENTE, sono reticenti ad abbandonarla, si pensi alle aziende nate nei primi anni novanta per esempio, valle a smuovere dai loro Visual Studio e IIS... Questo è comprensibile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Enterprise Profession al
    > > il problema di molti linuxboy è invece il non
    > > capire che l'ambito hobbistico è completamente
    > > diverso dall'ambito aziendale e che chi decide
    > > alla fine è chi
    > > paga.
    >
    > Un sacco di aziende deployano soluzioni open
    > source customizzate.

    piccola nota stilistica, conviene evitare di usare anglismi a pera come deployare, soprattutto quando esiste il termine italiano: "sviluppare", l'effetto è abbastanza penoso, più che i tecnici si ricordano i manager tutti power point e buzzword.

    > E ci fanno soldi. Il

    non lo nego, ma in quali ambiti lavorano e con quali fatturati ?

    > problema dei ms-boy, semmai, è che ormai hanno
    > speso soldi per le licenze, si sono formati sulle
    > robe Microsoft, si sono legati mani e piedi ad
    > essa e, OVVIAMENTE, sono reticenti ad
    > abbandonarla, si pensi alle aziende nate nei
    > primi anni novanta per esempio, valle a smuovere
    > dai loro Visual Studio e IIS... Questo è
    > comprensibile.

    ed è anche logico, ho ammortizzato le mie spese, ho i miei clienti, ho la mia base di applicazioni installate, per quale motivo dovrei buttare tutto a mare e ripartire praticamente da zero ? Per che cosa poi ? per raccattare due clienti in più che vorrebbero utilizzare OO.org e linux ? in moltissimi casi il gioco non vale la candela.
  • A questo aggiungiamo che non esistono solo linux, php e joomla e che non esistono solo le applicazioni web
    non+autenticato
  • Ma perchè secondo te deve riciclare gestionali in vb? chi ti dice che non sia uno sviluppatore C++ o Java che lavora su altro?

    Sei tu che probabilmente sei uno spara gestionali web (preferisci sviluppatore di applicazioni web?) e vuoi le librerie gratis (anche quello è riclare!!) per lavorare meno (anche se poi ti pagano anche meno e per meno tempo...)

    Adesso ti lascio così vai a stampare gli elenchi di nomi e telefoni con le tue librerie php
    non+autenticato
  • - Scritto da: xxx
    > Questo è il senso... su su andate a lavorare
    > gratis nell'open source...

    Meglio che lavorare gratis per M$, come ai tempo di explorer 6 quando si e' fatta personalizzare internet dai webmaster volontari.
    krane
    22544
  • - Scritto da: riserva di cancellare
    > eeeehh???

    Coraggio...
    Ce la puoi fare...
    krane
    22544
  • Ma la Microsoft vi paga per storpiare i nomi dei rivali?
    Si chiama Shuttleworth, non Shuttlerworth Triste(
    non+autenticato
  • - Scritto da: nerdista
    > Ma la Microsoft vi paga per storpiare i nomi dei
    > rivali?
    > Si chiama Shuttleworth, non Shuttlerworth Triste(

    E dire che non ci avevo fatto caso che si chiama Shuttle.

    Non cambia molto, se risolve il primo bug è Zio Mark altrimenti no.
  • - Scritto da: Africano
    > Non cambia molto, se risolve il primo bug è Zio
    > Mark altrimenti
    > no.

    Spiacente ma il primo bug è "by design": irrisolvibile.
    E per fortuna!!! Data "l'alternativa" (se così vogliamo definire babanto)...
  • - Scritto da: Uau (TM)
    > - Scritto da: Africano
    > > Non cambia molto, se risolve il primo bug è Zio
    > > Mark altrimenti
    > > no.
    >
    > Spiacente ma il primo bug è "by design":
    > irrisolvibile.

    Se fosse facilmente risolvibile non ci sarebbe bisogno di nessun Zio Mark.


    > E per fortuna!!! Data "l'alternativa" (se così
    > vogliamo definire
    > babanto)...

    Per fortuna di chi? Non di Zio Bill, più dura il bug di ubuntu e più Zio Bill si addentrerà nelle secche dove lo portarono antiche imprese.
  • Si è reso conto che l'età avanza e i milioni è meglio spenderli in donne e viaggi sulla soyutz piuttosto che buttarli in imbuto?
    non+autenticato
  • Ti vedo fuori forma: queste trollate sono scarse e non attirano flame. Impegnati di più o, questo mese, niente paghetta.
  • Semplice e banale caso concreto.

    Jasig CAS ( http://www.jasig.org/cas ) prevede la configurazione del client ufficiale java, cioè del filtro per le servlet che controlla l'autenticazione, tramite web.xml, spring o JNDI. A noi serve che faccia questo controllo tramite file di proprietà. La ragione è che così puoi avere una configurazione diversa per ogni applicazione sul server e non è necessario che la configurazione sia specificata nel web.xml durante il build. Quando si lavora server di sviluppo, test, integrazione e così via è molto comodo.

    Mi sono scaricato i sorgenti, me li sono studiati e li ho modificati per aggiungere questa funzionalità. Al momento la modifica è solo a nostro beneficio. Sono però intenzionato a contattare Jasig per proporgli la patch.

    In questo caso è una corporate che tramite uno dei suoi sviluppatori contribuisce con le sue necessità e con le sue soluzioni alla crescita del software open.

    Per quel che riguarda il problema di Shuttlerworth, se lui vuole vendere "scatole" il problema è solo nel piazzare le scatole nello scaffale giusto per invogliare l'utenza all'acquisto. E' indifferente che il contenuto sia open o closed. Quello al massimo può essere un argomento di marketing. Ma non è l'unico. Oggi lo scaffale giusto mi sembra sia quello dei nuovi dispositivi hardware. Cioè, dovrebbe guardare a nuovi mercati. Il vecchio mercato dei PC è purtroppo occupato da Microsoft. Scalzare MS dal suo posto è difficile. E ripeto: non c'entra un cavolo che il software sia open o closed.
    FDG
    10946
  • - Scritto da: FDG

    La tua idea di contributo è quella su cui cresce il software libero, se si condividono gli sviluppi ci sono pochi limiti.

    >
    > Per quel che riguarda il problema di
    > Shuttlerworth, se lui vuole vendere "scatole" il
    > problema è solo nel piazzare le scatole nello
    > scaffale giusto per invogliare l'utenza
    > all'acquisto.

    Non vuole vendere scatole vuote, non sa che metterci dentro, sa che non ci può mettere copie non copiabili.

    > E' indifferente che il contenuto
    > sia open o closed.

    Per il markettaro può essere così, con l'open il cofano è aperto e non puoi contare troppe balle.


    > Quello al massimo può essere
    > un argomento di marketing. Ma non è l'unico. Oggi
    > lo scaffale giusto mi sembra sia quello dei nuovi
    > dispositivi hardware.

    I vecchi li dismettiamo? Si parla di un os, le possibilità non si esauriscono in uno scaffale, i nuovi sono una delle opzioni.


    > Cioè, dovrebbe guardare a
    > nuovi mercati.
    > Il vecchio mercato dei PC è
    > purtroppo occupato da Microsoft. Scalzare MS dal
    > suo posto è difficile. E ripeto: non c'entra un
    > cavolo che il software sia open o
    > closed.

    Zio Bill non verrà mai scalzato da nessuno se non dal più avanti di tutti quando la corrente lo obbligherà ad aggregarsi con tutti gli altri.
    Questo ha promesso il ceo dell'azienda che si occupa di sviluppare Ubuntu, di essere tra quelli davanti quando Zio Bill rientrerà nei ranghi, e ci si aspetta un avvicinamento graduale all'avvistamento, cioè la progressione nello sviluppo di ubuntu prima ancora dello stesso business model, un business model vantaggioso senza tenere conto del primo bug di ubuntu e non è più ubuntu.
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