La nevrosi squilla in tasca

di Luddist - Dalla bufala degli squilli a pagamento alle perversioni da telefonino. C'è chi utilizza il cellulare per lavoro, piacere, opportunità o per la mamma, e aborrisce dover consegnare i suoi euro agli operatori mobili. Ma perchè?

Roma - Gli operatori di telefonia mobile e il ministero delle Comunicazioni hanno deciso di perseguire gli autori di una clamorosa bufala, uno scherzetto che in rete si è diffuso a macchia d'olio: la diceria secondo cui da ieri notte ogni singolo squillo del cellulare l'avremmo pagato 0,001 euro. Un'ovvia boutade ripresa anche da giornali considerati autorevoli, con tanto di interviste al ministro Gasparri, e che invece costerà cara al suo inventore.

Costui, se lo prenderanno, pagherà per le emergenti nevrosi connaturate al perverso rapporto che lega l'utente di telefonia mobile alle tariffe che ne governano gli umori. Una perversione innescata scientemente dagli operatori, a cui si deve anche il clamoroso errore di alcuni giornalisti. Il balletto delle tariffe, il loro continuo cambiamento, le card a pagamento spacciate come imperdibili promozioni, la moltiplicazione di giochini da microdisplay e l'insostenibile leggerezza del multimediale confinato in un portatilino sono tutti pezzi di un puzzle sparati uno dopo l'altro dalla pubblicità su tutti i media. Dal caos nasce il business.

C'è chi, di fronte a questo genuino sforzo dei carrier di trasmettere ai clienti il perché dei propri affari, vuole lamentarsi, affondando nella più carnale delle motivazioni: le tariffe. C'è chi utilizza il cellulare ogni giorno, per lavoro, piacere, divertimento, dovere, opportunità o per la mamma, e trova aberrante dover consegnare un certo numero di euro nelle mani degli operatori mobili. Ora, ci dicono, e la nevrosi s'acuisce, che sono lamentele infondate.
Un accurato studio del Nus Consulting Group presentato in questi giorni, infatti, informa che chi si arrabbia per quelle decine di centesimi di euro che finanziano ogni minuto di conversazione farebbe bene a darsi una calmata. In Italia le tariffe sono tra le più basse d'Europa e in paesi come la Spagna ogni tre minuti di conversazione si spende molto più di quanto si spenda da noi (36 eurocent contro 58,50). Se si considera la tradizionale capacità di chiacchiera degli spagnoli ci vuol poco a dedurre che per loro il sacrificio economico è in ogni caso superiore a quello degli italiani. Solo in Olanda si spende meno, ma gli olandesi sono avanti in tutto, quindi anche nel mobile, e poi sono un popolo silenzioso, spendono poco comunque.

L'Italia non solo ha tariffe basse, ha anche tariffe che vanno riducendosi, come accade nel resto dell'Unione Europea, dove la concorrenza ha giocato un ruolo favorevole al consumatore. Il fiorire degli operatori ha portato sì a clamorosi fallimenti (si veda l'operazione Blu, sopravvissuta solo nelle aule di tribunale) ma ha preso a mazzate le tariffe. Nessuno si allarmi se proprio nelle ore del rapporto Nus il capo di TIM, De Benedetti, dichiarava al New York Times che in Europa di operatori ne rimarranno solo un paio al termine di una ormai imminente e tumultuosa stagione di accoppiamenti (uno comincia per T e l'altro per V).

Basta lamentarsi dunque: in Italia chiamare costa sempre meno, anche dal telefono fisso (tariffe in caduta libera: meno 20,5 per cento in un anno) e anche se si chiacchiera al telefono sempre di più. Oggi l'italiano medio usa il cellulare per un'ora al giorno, secondo gli ultimi dati di SWG, vale a dire il doppio di quanto accadeva cinque anni fa. Dunque è l'uso, molto più delle tariffe, a scatenare le nevrosi e, sempre più spesso, le bufale. Perché arrabbiarsi se qualche burlone ne approfitta?

Luddist

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39 Commenti alla Notizia La nevrosi squilla in tasca
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  • Oltre le varie cose sui celluari nell'articolo si afferma che le tariffe da fisso sono diminuite del 20 %... e già qui c'è il dubbio. Ma poi considerando che in tale periodo è aumentato il canone in proporzione... su quali basi si fanno queste affermazioni??
    non+autenticato
  • Salve, nell'articolo viene detto che in Italia si paga meno che nel resto d'Europa (Olanda esclusa). Io ho dei dubbi e cmq i prezzi restano alti, soprattutto quando nella chiamata sono coinvolti due operatori (da TIM a Omnitel ad es.). Inoltre, osserviamo attentamente le tariffe di tutti i gestori: cambia solo il nome, per il resto sono perfettamente identiche. Peccato che in Italia chi dovrebbe difendere i diritti del consumatore si fa avanti sono su cose insignificanti, su queste che invece coinvolgono gran parte della popolazione in modo rilevante, tutti tacciono.
    non+autenticato
  • Ma non si era appena detto che in Italia le tariffe sono le piu' alte d'europa???

    Comunque.. chi vuole utilizzare continuamente il cellulare, bhe, paghi e basta!!
    non+autenticato
  • Nessuno se ne ricorda ma aglli albori del GSM quando inpochi sapevano cosa fossero gli SMS mi ricordo che inviare un SMS (dai pochi telefoni che lo contentivano) costava come 1 minuto di chiamate nella fascia attiva.

    Siccome a quei tempi le tariffe diurne erano 2000 lire al minuto fai i vostri conti.

    Inoltre se non ricordo male si pagava anche per attivare le funzioni a codice **xx#

    Per un periodo di tempo inoltre la Omnitel tolse il messaggio di benvenuto alla segreteria e chi chiamava spendeva subito lo scatto

    Morale della favola: tutto è possibile con la telefonia
    non+autenticato
  • Così si sentiranno meno trilli e suonerie del c***o in treno. Anzi, io sono favorevole anche alla tassa sul tic di quando premi i pulsanti.
    ODDIO COME LI ODIO
    Bruco
    2098
  • Beh allora ci vorrebbe anche una tassa quando si riceve un sms, infatti il cell fa un suono anche in quel momento e rompe non poco.
    Ma si , tassiamo la pressione dei tasti,l'accensione del cell,la ricezione di sms e ovviamente gli squilli.
    Salut
    non+autenticato
  • Puoi andare a vivere in cima ad una montagna, li di sicuro non senti niente! Qualche grillo magari, se non vai troppo in alto!

    - Scritto da: Bruco
    > Così si sentiranno meno trilli e suonerie
    > del c***o in treno. Anzi, io sono favorevole
    > anche alla tassa sul tic di quando premi i
    > pulsanti.
    > ODDIO COME LI ODIO
    non+autenticato
  • > - Scritto da: Bruco
    > > Così si sentiranno meno trilli e suonerie
    > > del c***o in treno. Anzi, io sono
    > favorevole
    > > anche alla tassa sul tic di quando premi i
    > > pulsanti.
    > > ODDIO COME LI ODIO

    - Scritto da: Anonimo
    > Puoi andare a vivere in cima ad una
    > montagna, li di sicuro non senti niente!
    > Qualche grillo magari, se non vai troppo in
    > alto!

    Una goccia d'acqua in testa non fa nulla. Due nemmeno.
    Un milione ti fanno un bel buco in testa.
    Se ti capita di passare gran parte della giornata in
    luoghi pubblici molto affollati, come ad esempio i mezzi
    pubblici, o hai una testa mooooolto dura e un notevole
    senso di autocontrollo o i continui squilli ti bucano il sistema nervoso come la goccia sulla testa.
    Certo, se tu sei un maestro yoga magari non te ne puo' fregare di meno, ma le persone normali risentono di queste ca**ate, come pure il vicino di tavolo al ristorante che fuma un toscano mentre tu stai mangiando o come il nevrotico di turno che si attacca al clacson due decimi di secondo dopo che scatta il verde...

    Personalmente uso il vibracall: mi sta sui co...oni ma
    vorrei fare la mia parte per evitare di essere l'ennesima goccia fastidiosa.

    Un trillo a tutti.

    Viaggiatore Stanco.

    non+autenticato
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