Giorgio Pontico

Nokia perdona, Apple no

Dopo aver appreso che un prototipo di N8 era nelle mani di un blogger russo, Espoo ne ha chiesto semplicemente la restituzione. Mentre negli USA lo scoop Gizmodo si fa sempre pi¨ nebuloso

Roma - Quando è arrivato il momento di togliere il velo che nascondenva N8, l'ultimo smartphone di Nokia, l'azienda finlandese non era al corrente che un esemplare di questo nuovo cellulare fosse già nelle mani di Eldar Murtazin, un blogger russo che si occupa di tecnologia e che ha colto l'occasione per pubblicare una accurata recensione del modello sul suo sito.

Visto che dall'altra parte del mondo, negli Stati Uniti, sta tuttora tenendo banco l'affaire iPhone 4G, c'è chi è rimasto quantomeno interdetto dalla reazione di Nokia che ha titolato One of our children is missing (uno dei nostri bambini manca all'appello) un post sul blog aziendale con il quale, oltre a fare alcune precisazioni, ha richiesto la restituzione del telefonino: indicato come "un esemplare ancora incompleto dal punto di vista software", riferendosi con molta probabilità alla recensione di Murtazin, il quale aveva sottolineato proprio alcune mancanze di Symbian^3.

"Non siamo la Stasi - viene ricordato sul blog - vogliamo mantenere questa mentalità open facendo in modo che giorni come quello di ieri non alterino il nostro modo di agire. Per cui ora che lo scoop è stato fatto gradiremmo riavere indietro il nostro prototipo".
Nokia non sembra dunque avere intenzione di procedere per vie legali, complice forse anche la residenza del tenutario del blog in questione, quindi lo scenario che ha caratterizzato la vicenda di Jason Chen (l'editor di Gizmodo cui è stata perquisita casa) non dovrebbe essere replicato.

In California invece la vicenda starebbe assumendo tinte ancora più fosche: la polizia ha identificato il misterioso personaggio che per 5mila dollari ha ceduto a Chen il prototipo. Una volta interrogato, le autorità non sono riuscite a chiarire la provenienza dell'esemplare.

Nonostante l'identità dell'uomo non sia stata resa nota, Wired, citando una fonte giudicata attendibile, riferisce che si tratterebbe di un giovane residente nella Silicon Valley che nei giorni precedenti lo scoop avrebbe ricevuto la visita di alcuni uomini dichiaratisi emissari di Apple che volevano perquisire il suo appartamento. Essendo stati tuttavia accolti dal coinquilino questi personaggi avrebbero rinunciato.

Secondo quanto riferito da Wired, l'uomo avrebbe immediatamente cercato di restituire il dispositivo a Apple ma per qualche ragione questo tentativo si sarebbe rivelato vano, da qui la sceltà di provare il "colpaccio" proponendo il prototipo a Engadget, Gizmodo e lo stesso Wired.

Stephen Wagstaffe, il vice procuratore della contea di San Mateo che è risalito all'identità di colui che era entrato in possesso di iPhone 4G, ha dichiarato che non è stato possibile ricostruire la successione di eventi servendosi solamente delle informazioni acquisite dall'interrogatorio. Sempre dal punto di vista legale, gli avvocati di Gawker continuano a richiedere l'applicazione della Shield Protection Law, la legge che per il momento ha sortito l'effetto di congelare le ricerche sui computer sequestrati a Chen in attesa che venga fatta chiarezza. Wagstaffe dal canto suo non ha esitato a ribadire la completa legittimità della perquisizione portata a termine nei giorni scorsi.

Allo stato attuale, dunque, le autorità non hanno ancora incriminato nessuno e starebbero solamente indagando sulla vicenda a seguito di una formale denuncia di furto depositata da Apple: la situazione dovrebbe restare immutata almeno fino a quando non verrà raccontata tutta la storia che ha portato un iPhone 4G non funzionante dagli uffici di Cupertino a casa di Jason Chen.

Giorgio Pontico
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139 Commenti alla Notizia Nokia perdona, Apple no
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  • Se uno è in "buona fede" e trova una cosa non sua sul tavolo di un bar non la vende a qualcun altro, la porta all'ufficio oggetti smarriti.
    non+autenticato
  • Trovai un telefono un po' annacquato sulla spiaggia, d'inverno, una decina di anni fa. Era un bel telefono per quegli anni, come un iPhone di adesso come valore. Un sogno per me.
    Lo portai a casa, lo ripulii, riuscii a rianimarlo, guardai sulla rubrica, cercai cose come mamma, babbo, casa, amore... chiamai, fissai un appuntamento e restituii il cellulare al legittimo proprietario.
    Altrimenti, la caserma dei carabinieri è ad un chilometro da casa mia.

    Tutto il resto è fuffa, piccineria, egoismo, invidia.
    non+autenticato
  • Non se ne può più di questa storia del prototipo di iPhone smarrito al pub.

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • basta che nn leggi bastra che nn intervieni e cosi' ci eviti di subire la tua insofferenza... e di contro eviti di aumentare la tua insofferenza partecipando ad una discussione su questo argomento...
    bibop
    3451
  • Finché continuerete a parlarne la mia risposta è NO.
    non+autenticato
  • smetti di leggere notizie a riguardo... smetti di postare su un forum che ha come topic l'insopportabile storia...
    bibop
    3451
  • Il modello in questione non era "nascosto" nell'aspetto di un qualsiasi iPhone?
    Quindi il presunto ladro sarebbe dovuto essere o un agente segreto freelance informato sulla vera natura di quel dispositivo o un individuo dotato di poteri telepatici.

    Ma no, era indubbiamente un comune ladro. Abbiamo avuto modo di conoscere tanti profili professionali basati su modelli di illegalità: ladri di cavalli, di bestiame, di ortaggi, di galline, di motorini, di automobili, di autoradio.
    La recente frontiera tecnologica ha creato un nuovo protagonista nel mondo del crimine: il ladro di iPhone da pub.

    Questi loschi figuri si appostano nei pub in attesa dei malcapitati ingegneri Apple o di comuni clienti possessori di dispositivi iPhone, dopodiché approfittano della caratteristica confusione presente nei sudetti locali di svago e relax per trafugare i preziosi dispositivi mobili.
    Obbiettivo: contattare telefonicamente il produttore originale per rendere il dispositivo. Un vero e proprio business dell'appropriazione indebita.

    Qualora la trattativa non vada in porto interviene un'altra subdola figura ad alimentare questo sporco giro d'affari: il blogger.
    Il nome dice tutto, provate a pronunciarlo: b-l-o-g-g-e-r.
    Lo stesso suono della parola trasuda nequizia, sregolatezza e perfidia.

    Tali individui, sono la vera "mente" che agisce dietro il fenomeno dei ladri di iPhone da Pub. Sono persone senza scrupoli, capaci di compiere qualsiasi gesto pur di diffondere tramite internet informazioni riservate: spionaggio, diffamazione, incitamento all'odio.
    Queste sono solo alcune delle nefaste attività condotte dai bloggers.

    Ma tornando in tema: i bloggers acquistano i dispositivi trafugati.
    Ebbene, un comune "ricettatore" cercherebbe banalmente di trarre vantaggio nel valore materiale del dispositivo, ma i bloggers NO.
    Loro sono diversi, la loro mente è allenata alle peggiori perversioni: il prezzo pagato è solitamente ben superiore al valore reale dell'oggetto, in media 5000 dollari a pezzo.
    Tutto questo per tornare al business iniziale: RENDERE il modello al produttore originale.
    Ma la peggiore, la più odiosa ed insopportabile delle loro malefatte è questa: descrivere nel loro blog quello che hanno visto.

    Un fatto inaccettabile, una violazione evidente delle norme sull'informazione che, lo vogliamo ricordare, non può essere indipendente e comunque in nessun modo di intralcio (nemmeno involontario) a quelli che sono gli interessi di un'azienda privata.

    Le polizie di tutto il mondo, i giudici, la politica,quelli che sono poteri fondamentali negli stati democratici e badano all'interesse comune ed ai diritti dei cittadini devono fare qualcosa per fermare questo scempio.


    --
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    Modificato dall' autore il 29 aprile 2010 03.44
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    Ubunto
    1350
  • - Scritto da: Ubunto
    > Il modello in questione non era "nascosto"
    > nell'aspetto di un qualsiasi
    > iPhone?
    > Quindi il presunto ladro sarebbe dovuto essere o
    > un agente segreto freelance informato sulla vera
    > natura di quel dispositivo o un individuo dotato
    > di poteri
    > telepatici.
    >
    > Ma no, era indubbiamente un comune ladro. Abbiamo
    > avuto modo di conoscere tanti profili
    > professionali basati su modelli di illegalità:
    > ladri di cavalli, di bestiame, di ortaggi, di
    > galline, di motorini, di automobili, di
    > autoradio.
    >
    > La recente frontiera tecnologica ha creato un
    > nuovo protagonista nel mondo del crimine: il
    > ladro di iPhone da
    > pub
    .
    >
    > Questi loschi figuri si appostano nei pub in
    > attesa dei malcapitati ingegneri Apple o di
    > comuni clienti possessori di dispositivi iPhone,
    > dopodiché approfittano della caratteristica
    > confusione presente nei sudetti locali di svago e
    > relax per trafugare i preziosi dispositivi
    > mobili.
    >
    > Obbiettivo: contattare telefonicamente il
    > produttore originale per rendere il dispositivo.
    > Un vero e proprio business dell'appropriazione
    > indebita
    .
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    > Qualora la trattativa non vada in porto
    > interviene un'altra subdola figura ad alimentare
    > questo sporco giro d'affari: il
    > blogger.
    > Il nome dice tutto, provate a pronunciarlo:
    > b-l-o-g-g-e-r.
    > Lo stesso suono della parola trasuda nequizia,
    > sregolatezza e
    > perfidia.
    >
    > Tali individui, sono la vera "mente" che agisce
    > dietro il fenomeno dei ladri di iPhone da Pub.
    > Sono persone senza scrupoli, capaci di compiere
    > qualsiasi gesto pur di diffondere tramite
    > internet informazioni riservate: spionaggio,
    > diffamazione, incitamento
    > all'odio.
    > Queste sono solo alcune delle nefaste attività
    > condotte dai
    > bloggers.
    >
    > Ma tornando in tema: i bloggers acquistano i
    > dispositivi
    > trafugati.
    > Ebbene, un comune "ricettatore" cercherebbe
    > banalmente di trarre vantaggio nel valore
    > materiale del dispositivo, ma i bloggers
    > NO.
    > Loro sono diversi, la loro mente è allenata alle
    > peggiori perversioni: il prezzo pagato è
    > solitamente ben superiore al valore reale
    > dell'oggetto, in media 5000 dollari a
    > pezzo.
    > Tutto questo per tornare al business iniziale:
    > RENDERE il modello al produttore
    > originale.
    > Ma la peggiore, la più odiosa ed insopportabile
    > delle loro malefatte è questa: descrivere nel
    > loro blog quello che hanno
    > visto
    .
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    > Un fatto inaccettabile, una violazione evidente
    > delle norme sull'informazione che, lo vogliamo
    > ricordare, non può essere indipendente e comunque
    > in nessun modo di intralcio (nemmeno
    > involontario) a quelli che sono gli interessi di
    > un'azienda
    > privata
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    > Le polizie di tutto il mondo, i giudici, la
    > politica,quelli che sono poteri fondamentali
    > negli stati democratici e badano all'interesse
    > comune ed ai diritti dei cittadini
    devono
    > fare qualcosa per fermare questo
    > scempio
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    > Modificato dall' autore il 29 aprile 2010 03.44
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    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    Che tu abbia ragione o no....
    Un capolavoro di ironia questo post!
    Complimenti!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ubunto
    > Il modello in questione non era "nascosto"
    > nell'aspetto di un qualsiasi
    > iPhone?
    > Quindi il presunto ladro sarebbe dovuto essere o
    > un agente segreto freelance informato sulla vera
    > natura di quel dispositivo o un individuo dotato
    > di poteri
    > telepatici.
    >
    > Ma no, era indubbiamente un comune ladro. Abbiamo
    > avuto modo di conoscere tanti profili
    > professionali basati su modelli di illegalità:
    > ladri di cavalli, di bestiame, di ortaggi, di
    > galline, di motorini, di automobili, di
    > autoradio.
    >
    > La recente frontiera tecnologica ha creato un
    > nuovo protagonista nel mondo del crimine: il
    > ladro di iPhone da
    > pub
    .
    >
    > Questi loschi figuri si appostano nei pub in
    > attesa dei malcapitati ingegneri Apple o di
    > comuni clienti possessori di dispositivi iPhone,
    > dopodiché approfittano della caratteristica
    > confusione presente nei sudetti locali di svago e
    > relax per trafugare i preziosi dispositivi
    > mobili.
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    > Obbiettivo: contattare telefonicamente il
    > produttore originale per rendere il dispositivo.
    > Un vero e proprio business dell'appropriazione
    > indebita
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    > Qualora la trattativa non vada in porto
    > interviene un'altra subdola figura ad alimentare
    > questo sporco giro d'affari: il
    > blogger.
    > Il nome dice tutto, provate a pronunciarlo:
    > b-l-o-g-g-e-r.
    > Lo stesso suono della parola trasuda nequizia,
    > sregolatezza e
    > perfidia.
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    > Tali individui, sono la vera "mente" che agisce
    > dietro il fenomeno dei ladri di iPhone da Pub.
    > Sono persone senza scrupoli, capaci di compiere
    > qualsiasi gesto pur di diffondere tramite
    > internet informazioni riservate: spionaggio,
    > diffamazione, incitamento
    > all'odio.
    > Queste sono solo alcune delle nefaste attività
    > condotte dai
    > bloggers.
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    > Ma tornando in tema: i bloggers acquistano i
    > dispositivi
    > trafugati.
    > Ebbene, un comune "ricettatore" cercherebbe
    > banalmente di trarre vantaggio nel valore
    > materiale del dispositivo, ma i bloggers
    > NO.
    > Loro sono diversi, la loro mente è allenata alle
    > peggiori perversioni: il prezzo pagato è
    > solitamente ben superiore al valore reale
    > dell'oggetto, in media 5000 dollari a
    > pezzo.
    > Tutto questo per tornare al business iniziale:
    > RENDERE il modello al produttore
    > originale.
    > Ma la peggiore, la più odiosa ed insopportabile
    > delle loro malefatte è questa: descrivere nel
    > loro blog quello che hanno
    > visto
    .
    >
    > Un fatto inaccettabile, una violazione evidente
    > delle norme sull'informazione che, lo vogliamo
    > ricordare, non può essere indipendente e comunque
    > in nessun modo di intralcio (nemmeno
    > involontario) a quelli che sono gli interessi di
    > un'azienda
    > privata
    .
    >
    > Le polizie di tutto il mondo, i giudici, la
    > politica,quelli che sono poteri fondamentali
    > negli stati democratici e badano all'interesse
    > comune ed ai diritti dei cittadini
    devono
    > fare qualcosa per fermare questo
    > scempio
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    > Modificato dall' autore il 29 aprile 2010 03.44
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    MA LOL!A bocca aperta
  • sono abbastanza d'accordo, il punto è proprio questo: tutta questa vicenda, vista con gli occhi disillusi di uno spettatore imparziale, appare grottesca
    se ci si mette di mezzo l'amore, allora si fa presto a dare ragione all'una o l'altra parte: altrimenti la si vede per quello che è, un'esagerazione
  • La vera esagerazione è aver pagato un pseudo-prototipo (non si sa neanche se era completamente funzionante) 5.000$.
    non+autenticato
  • perché?

    parliamo di ritorni economici? a naso gawker si è già ripagata 10 volte (100 volte) la spesa
  • Ahhh ok. Ora ho capito. Uno scoop creato ad arte. Una patacca o sola !
    non+autenticato
  • non ti seguo
    certo che è uno scoop

    ma adesso vien fuori, lo dice wired, che l'autore del "folle gesto" sarebbe uno studente universitario: il classico sociopatico potenziale cleptomane?Occhiolino

    dice che sapevano già chi fosse, e a maggior ragione NON si capisce cosa siano andati a prendere a fare i computer di gizmodo...
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > non ti seguo
    > certo che è uno scoop

    Si eh ?! Mah ! A me le parole "ritorno economico" mi fanno pensare ad una notizia creata ad arte. Una sola. Un fake, chiamalo come ti pare. Hai presente gli scoop di Novella 30.000 ? Sorride

    > ma adesso vien fuori, lo dice wired, che l'autore
    > del "folle gesto" sarebbe uno studente
    > universitario: il classico sociopatico potenziale
    > cleptomane?
    >Occhiolino

    Ecco questo è un elemento che mancava nella storia. Il sociopatico (potenziale serial killer). Forse inizialmente voleva abusare delle sue vittime mediante l'utilizzo del nuovo iPhone. Poi ci ha ripensato (visto anche che non era completamente funzionante) e lo ha venduto per 5.000$. Con somma gioia di gawker che ha fiutato subito l'affare.A bocca aperta

    > dice che sapevano già chi fosse, e a maggior
    > ragione NON si capisce cosa siano andati a
    > prendere a fare i computer di
    > gizmodo...

    Complotto ! Ora salta fuori che è tutta una macchinazione di al-Qaeda ed in realtà il sociopatico in questione era Osama bin Laden abilmente cammuffato. Sorride
    non+autenticato
  • filosofia spiccia.. ne educhi 100 colpendone uno.. la apple ha voluto dare un segnale ben preciso agendo in questo modo
  • no, la perquisizione l'ha fatta la polizia: e io ancora non ho capito perché
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