Giorgio Pontico

USA, processo ai timonieri della botnet

Nel 2006 ne avevano testato le capacitÓ su un ISP texano per rivenderla. Ora i cybercriminali rischiano fino a cinque anni di reclusione

Roma - Colpevole. David Anthony Edwards, un texano che nel 2006 gestiva una botnet composta da circa 22mila computer zombie, ha deciso di non nascondersi davanti al giudice. Dal prossimo 17 maggio lui e un complice, Thomas James Frederick Smith, dovranno rispondere dell'accusa di aver organizzato un DDoS contro theplanet.com per mostrare ai papabili acquirenti la potenza di fuoco a disposizione.

I PC catturati da Smith ed Edwards erano stati messi in vendita a 15 centesimi di dollaro l'uno in stock da 5mila unità e dopo l'attacco avrebbero ricevuto, secondo quanto emerso dall'incartamento, una proposta di acquisto per l'intera botnet e il sorgente del malware.

Successivamente i due cybercriminali se la sono presa con un ISP locale, irrompendo nel suo database e svelando al pubblico username e password di ignari cittadini della rete. Smith, che a differenza del collega si è dichiarato innocente, ha sostenuto di aver assistito da spettatore e di aver addirittura contribuito alla relativa discussione su helpingwebmasters.com.
Dal canto suo Edwards rischia invece fino a cinque anni di reclusione, una multa da 250mila dollari e il risarcimento delle vittime dei suoi attacchi, che secondo T35.net, il provider che aveva subito l'attacco, ammonta a circa 10mila dollari.

Giorgio Pontico
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