Claudio Tamburrino

Svezia, Google accusata di diffamazione

Negli USA, Bev Stayart colpisce ancora e non è sola: anche un imprenditore svedese ricorre in tribunale contro il motore di ricerca. Ma la diffamazione è perpetrata da un anonimo via blog

Roma - Un piccolo imprenditore svedese ha fatto causa a Google Svezia per diffamazione: l'accusa è di aver riportato, nei risultati della ricerca relativa alla sua attività, link a blog che la collegavano a oscuri affari e che dipingevano lui stesso come un pedofilo.

L'uomo, 61enne, ha chiesto un milione di corone (circa 100mila euro) di danni: pubblicità negativa e diffamazione secondo il codice penale svedese. Bisogna tuttavia verificare se basterà la semplice indicizzazione dei contenuti incriminati.

"Ho pochissime possibilità, Google è talmente ricca e grande e non può permettersi di perdere un processo del genere - ha spiegato l'uomo - vorrebbe dire che dovrebbe assumersi la responsabilità di tutto quello che pubblica". Il 61enne si accontenterebbe, d'altronde, di affrontare la tematica delle responsabilità del motore di ricerca. Anche se questo dovrà significare spendere migliaia di corone in spese legali.
La questione riguarderebbe proprio quel termine "pubblicare" utilizzato dall'uomo nell'accusa: indicizzare contenuti già disponibili escluderebbe l'opera del motore di ricerca da tale concetto, tuttavia le anteprime che BigG offre nella pagina dei risultati costituirebbero di fatto una pubblicazione (almeno secondo l'accusa).

L'uomo si era già rivolto alle forze dell'ordine denunciando colui che crede essere alla fonte della diffamazione: tuttavia le investigazioni sono ancora in corso e la polizia non ha ancora rintracciato chi si nasconde dietro i blog anonimi. "Socialmente è la peggiore accusa che ti possa cadere addosso in Svezia: e sia io che i miei affari ne abbiamo risentito gravemente".

Un precedente brasiliano ha visto Google condannata perché un prete era stato accusato di pedofilia attraverso il social network Orkut, di proprietà di Mountain View. Tuttavia a ispirare l'uomo è stato il caso Vividown, che ha posto l'Italia a ricoprire un ruolo particolare in tema di responsabilità e tutela della privacy in Rete.

Nel frattempo negli Stati Uniti Beverly "Bev" Stayart continua la sua battaglia legale che, per il momento, le ha dato solo responsi negativi: nonostante la corte abbia respinto la sua prima accusa nei confronti di Yahoo!, la donna ha continuato e ha deciso ora di chiamare davanti al giudice anche Google, sempre perché nei suggerimenti di ricerca collegherebbe il suo nome al prodotto farmaceutico Levitra, cui viene associata anche grazie ad articoli come questo che parlano della causa da lei stessa intentata.

Claudio Tamburrino
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8 Commenti alla Notizia Svezia, Google accusata di diffamazione
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  • ... dev'esserci un'epidemia di influenza "italiana"
  • Ma che cosa pubblica Google, è solo un motore di ricerca! Sarebbe come citare la telecom perchè ha messo nell'elenco telefonico il numero di uno che ci ha diffamati. Ma per favore....
  • contenuto non disponibile
  • Per essere più precisi, Google indicizza le diffamazioni aggravate (3 anni di galera in Italia), le inserisce nei propri database, fa "caching", ovvero copia e ripropone le frasi diffamatorie.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franzis Co
    > Per essere più precisi, Google indicizza le
    > diffamazioni aggravate (3 anni di galera in
    > Italia), le inserisce nei propri database, fa
    > "caching", ovvero copia e ripropone le frasi
    > diffamatorie.

    google non e' una persona e' un motore di ricerca che funziona attraverso meccanismi automatici, lui come qualsiasi crawler intendiamoci...l'indicizzazione e' alla base dell'uso di internet, cioe' o ci son i motori di ricerca o si torna alle banche dati di cui devi conoscer l'indirizzo per andare a consultarle...
    e comunque visto che quando google indicizza non conosce la natura del materiale non ha colpa(anche per la legge italiana e il caso vividown da questo punto di vista gli ha dato ragione) a meno che nel caso gli venga chiesto non rimuova subito il materiale....
    Questa caxxo di sentenza ha creato un sacco di maleinformazione, google e' stato condannato "solo" perche' a detta del giudice(e comunque e' na caxxxata) non aveva informato con sufficiente chiarezza l'uploader delle sue responsabilita' verso le persone ritratte nel video...sic
  • Internet non è controllabile, ma la diffamazione è facilissima. Quello che viene pubblicato, può restare lì per anni, apparire nelle ricerche, crearti problemi quando cerchi lavoro o quando hai un'azienda che viene messa ingiustamente in cattiva luce da un singolo cliente insoddisfatto che crea un caso e lo diffonde a macchia d'olio o da un concorrente o un invidioso che ti vuol fare uno sgambetto.
    Internet può essere la bocca della verità come l'altoparlante delle bufale. Subire la costante pressione di malignità e falsità sul tuo conto, a cui non è possibile porre rimedio, anche perdendo tempo ed energie a difendersi, può essere pesante. La gente tende a dare più retta alle bufale che a chi spala la famosa "montagna di merda".
    non+autenticato
  • Nondimeno, è assurdo dare la colpa a Google per aver catalogato degli articoli diffamatori scritti da altri. Sarebbe come pretendere un risarcimento anche da chi è andato a leggerseli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: exo
    > Internet non è controllabile, ma la diffamazione
    > è facilissima. Quello che viene pubblicato, può
    > restare lì per anni, apparire nelle ricerche,
    > crearti problemi quando cerchi lavoro o quando
    > hai un'azienda che viene messa ingiustamente in
    > cattiva luce da un singolo cliente insoddisfatto
    > che crea un caso e lo diffonde a macchia d'olio o
    > da un concorrente o un invidioso che ti vuol fare
    > uno sgambetto.
    >
    > Internet può essere la bocca della verità come
    > l'altoparlante delle bufale. Subire la costante
    > pressione di malignità e falsità sul tuo conto, a
    > cui non è possibile porre rimedio, anche perdendo
    > tempo ed energie a difendersi, può essere
    > pesante. La gente tende a dare più retta alle
    > bufale che a chi spala la famosa "montagna di
    > merda".

    sostituisci muro a internet e la tua frase avra' lo stesso senso e non solo oggi ma anche 1000 anni fa...
    non hai bisogno di internet per diffamare ti bastano dei volantini...detto questo se io scrivo su ogni muro della citta' che ce l'hai piccolo chi e' il colpevole?io o ogni singolo abitante della citta?