Contrappunti/ Che bello pagare l'hi-tech

di Massimo Mantellini - Come impedirsi di comprare un cellulare per un figlio che va in seconda media? Come resistere alla tentazione di credere davvero che gli sms siano vitali allo sviluppo delle sue capacità di comunicazione?

Roma - Qualche sera fa ero a Milano ad un convegno nel quale si discuteva di informazione e blog. Una buona scusa per provare a dare una occhiata non tanto e non solo alle tematiche in campo quanto all'approccio alle stesse da parte di persone diversissime. Era da un certo punto di vista come essere all'interno di un micro ambiente nel quale per un momento si ritrovavano spalla a spalla persone che normalmente non hanno punti di contatto anche se si citano vicendevolmente spesso l'un l'altra. La prima cosa che mi è parsa è che la tecnologia è ancora fuori dalle nostre menti. Qualcuno dirà che è una fortuna, in ogni caso l'evento di cui parlo era forse il primo in Italia ad essere cablato in wi-fi. Chiunque poteva arrivare, trovare un posto a sedere (se lo trovava), aprire il proprio laptop e collegarsi a Internet. Eppure la stragrande maggioranza dei giornalisti presenti li si poteva riconoscere perchè avevano in mano penna e taccuino. Tutto molto romantico in effetti ma anche molto antico.

Pensare ad una ipotetica conferenza del futuro nella quale ognuno di noi invece che guardare e ascoltare chi sta parlando in quel momento se ne stia con il capo reclinato ad osservare lo schermo del proprio computer ha un che di insopportabile. Nello stesso tempo le possibilità di integrazione che un accesso a Internet durante lo svolgimento di un evento del genere consentono, superano le possibilità offerte dalla nostra fantasia. Si va dal possibile diversivo di farsi gli affari propri mentre il relatore più noioso illustra i propri punti di vista fino alla integrazione via web degli argomenti di cui si sta discutendo in quel momento. Molte porte che si aprono e nessun obbligo a varcarle.

Così mi veniva in mente che uno dei grossi guai del nostro paese resta quello legato all'estetica della tecnologia. Basta andarsene in giro osservando le persone per accorgersene. Le finalità di facciata degli strumenti tecnologici che utilizziamo sono spesso predominanti rispetto ai contenuti di innovazione e servizio che i gadget della modernità portano con sè. Sarebbe importante non farsi ingannare, avere la capacità di distinguere non tanto l'utilità spicciola dell'oggetto tecnologico (che è un dato del tutto variabile e individuale) quanto l'utilizzo furbo dell'informazione per orientare le nostre scelte di compratori e utenti.
L'altra sera a Milano accanto ai taccuini degli uomini della stampa era un tripudio di oggetti tecnologici di ogni tipo. Telecamere grandi come cassette della frutta (quelle delle TV) e videocamere personali che stanno racchiuse in un pugno a riprendere l'evento, smartphone dagli schermi colorati che fanno di tutto, compreso gestire software di Instant messaging, semplici cellulari ma di dimensioni lillipuzziane, fotocamere digitali di ogni foggia e colore.

Io non impazzisco per un simile concentrato di possibilità di racconto offerte dalla tecnologia. Ne vedo ben chiari gli aspetti positivi (il convegno in questione è oggi abbondantemente consultabile in rete in tutte le forme possibili e immaginabili) ma temo le derive di obbligatorietà che tale potenza di fuoco porta con sè. Si tratta del resto di una obbligatorietà che è in larga misura a noi imposta dall'abitudine alla tecnologia. Tuttavia cio' sembra accadere e svilupparsi lungo direttrici che troppo spesso non siamo noi a scegliere.

Per fare un esempio: mia figlia frequenta una classe di 2° media nella quale su una ventina di alunni solo due non posseggono un telefono cellulare. Sfido chiunque a dimostrarmi (nel qual cosa cambierò idea e glielo comprero' anch'io) non tanto l'economicità di starsene a 12 anni tutto il giorno a spedirsi sms da un paio di righe quanto il contributo che tale pratica dà alle possibilità di comunicazione di un adolescente. Specie quando questo adolescente ha la possibiltà di utilizzare altri strumenti meno costosi e più completi come la posta elettronica e i sistemi di instant messaging. Si tratta in realtà - ed è una scommessa per ciascuno di noi - di scoprire la tecnologia nei suoi pregi e nei suoi difetti, liberandosi il più possibile della informazione interessata delle grandi società delle telecomunicazioni che ne orientano come possono il consumo.

Riuscendoci. Solo così si spiegano i 752 milioni di euro che sono stati spesi in Italia per l'invio di sms nel 2002, il successo prossimo venturo degli MMS legato ad una martellante campagna pubblicitaria e tutti i traffici interessati (e parzialmente falliti) tentati intorno alla telefonia di terza generazione. Così si spiega anche la tendenza americana di segno opposto, figlia di un mercato molto più aperto del nostro (secondo Forrester in USA nell'ultimo anno l'utilizzo dei software di messaging è aumentato del 50%) a orientarsi verso strumenti di comunicazione differenti più potenti e certamente più economici, o alcuni recenti dati di Pew Research che indicano come il 77% degli americani abbia cercato informazioni sulla guerra in Iraq prima su Internet che su qualsiasi altro media.

Il giornalista col taccuino in una sala completamente cablata in wi-fi è una immagine significativa di un ritardo certamente culturale così come anche l'eccesso di tecnologia inutile, ostentata agli altri e utilizzata per scopi dubbi, lo è. Le colpe di questa ristrettezza di orizzonti sono certamente in parte nostre, sedimentate in una cultura impermeabile alla innovazione, ma sono anche figlie di altri due fattori che forse fuori dal nostro paese incidono meno pesantemente.
Il primo è una piattezza assoluta dei nostri amministratori nei confronti delle nuove tecnologie che vengono poco o nulla considerate, incentivate solo occasionalmente e con modalità sempre e comunque utili alle grandi società delle comunicazioni.
Il secondo fattore è figlio di questo controllo invertito (sono i grandi soggetti delle comunicazioni che controllano le scelte politiche in materia e non viceversa come dovrebbe essere) e vede una ricerca continua del massimo profitto in barba ad ogni concetto di rapporto costo beneficio. Del quale il consumatore, stordito da continue campagne di stampa e televisiva che raccontano l'assoluta urgenza di mandare una propria foto a 10 metri di distanza ogni 5 minuti, sembra non volersi più occupare.

Mi colpisce a tal proposito che si possano proporre servizi il cui costo è totalmente al di fuori di ogni logica. Un esempio è il servizio di news su SMS che Repubblica ha iniziato ad offrire in collaborazione con Sonera. Quattro messaggi al giorno sul proprio cellulare con le principali news della giornata costano esattamente quanto un abbonamento mensile adsl. Ed io non so se sorprendermi perché la sua tariffa è stellare o invece perché i suoi strateghi possono ritenere che la piazza, cioè noi, siamo pronti a recepirla.

Massimo Mantellini
Manteblog
34 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Che bello pagare l'hi-tech
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  • Io non ci vedo nulla di antiquato in un giornalista con taccuino....
    Per ora nessuno strumento tecnologico ha superato la validità e la rapidità di un semplice taccuino o di un libro, forse tra qualche anno ci saranno i palmari o i tablet pc, ma per ora non sono abbastanza "intelligenti" per interpretare una scrittura in corsivo veloce. Inutile dire che un registratore digitale o un software che salva la scrittura in formati grafici tipo jpg sposta solo il problema.
    Per il resto il lato di moda della tecnologia è un fattore di mercato, c'è chi lo subisce più di altri, ma non mi allarma più di tanto; lo stesso utilizzo del wi-fi in una manifestazione pubblica è, per ora, più una mossa per dare una buona impressione che altro.

    Saluti
    Guglielmo
    non+autenticato
  • ...è inutile lamentarsi poi della crisi dell' ICT !!!
    Inutile fare i falsi moralisti. Prima ci lamentiamo della crisi dell' ICT, dell' arretratezza tecnologica del nostro paese..... poi ci sconvolgiamo se un ragazzino di 12 anni ha il cellulare...
    Il mercato va fatto girare, i soldi vanno fatti girare....
    Il telefonino è uno strumento. Che problema c'è a darlo a un 12enne?? Basta insegnarli ad usarlo con intelligenza.
    E' un mercato ancora nuovo, fresco... ha bisogno di assestarsi, ma non facciamolo morire col solito luddismo da 4 soldi....
    ....d'altra parte negli anni '80 anche il videoregistratore sembrava un lusso inutile...
    non+autenticato
  • a 12 anni...di un telefonino un ragazzino...NON SE NE FA NULLA...!

    DEVE USCIRE DI CASA E DEVE "PARLARE"!!!!..con i suoi amici..."guardandosi in faccia!"....non da uno schermo!!!!!
    non+autenticato
  • > a 12 anni...di un telefonino un
    > ragazzino...NON SE NE FA NULLA...!
    >
    > DEVE USCIRE DI CASA E DEVE
    > "PARLARE"!!!!..con i suoi
    > amici..."guardandosi in faccia!"....non da
    > uno schermo!!!!!

    http://www.deejay.it/player/player.php?audio=/medi...
    4751
  • Ed eccolo il cavaliere di tutte le mode (anche le più inutili ed imbecilli)
    Il cantore dell'economia consumista ed ottimista,composta da gente disposta ad indebitarsi pur di vedere il goal sul cellulare (invece di muoversi un pò e tirare due calci al pallone in prima persona)
    Ed ho il sospetto che in molti casi non gliene frega niente del goal quanto di far vedere agli altri "chelorohannoilcellularesucuisivedonoigoals"
    Sicuramente non ha figli , altrimenti si preoccuperebbe accompagnandoli ad una festa in pizzeria vederli mandarsi messaggi SMS da un metro di distanza.
    Mi sembra che siano sempre i più sprovveduti culturalmente a cavalcare l'ultima moda (tecnologica?) senza il minimo senso critico.
    Sono sempre più convinto che questa pseudotecnologia supportata da pubblicitari(in cuor loro alternativi.......), che non sanno che c.....o inventarsi, sia una cosa da terzo mondo.
    Quando il videoregistratore mi si è rotto ne ho approfittato per buttare tutta una caterva di videocassette che stavano li a prendere polvere..........

    - Scritto da: Anonimo
    > ...è inutile lamentarsi poi della crisi
    > dell' ICT !!!
    > Inutile fare i falsi moralisti. Prima ci
    > lamentiamo della crisi dell' ICT, dell'
    > arretratezza tecnologica del nostro
    > paese..... poi ci sconvolgiamo se un
    > ragazzino di 12 anni ha il cellulare...
    > Il mercato va fatto girare, i soldi vanno
    > fatti girare....
    > Il telefonino è uno strumento. Che problema
    > c'è a darlo a un 12enne?? Basta insegnarli
    > ad usarlo con intelligenza.
    > E' un mercato ancora nuovo, fresco... ha
    > bisogno di assestarsi, ma non facciamolo
    > morire col solito luddismo da 4 soldi....
    > ....d'altra parte negli anni '80 anche il
    > videoregistratore sembrava un lusso
    > inutile...
    non+autenticato
  • ...si si... ok.... bellissime parole e nobili concetti.... ma, soluzioni?
    Voglio dire...
    ....non sono il cavaliere di tutte le mode... sono stufo anche io di trovare su google 187 siti di "luoghi e sunerie" su 190 trovati ogni volta che digito "Nokia"....
    ..però evitiamo il clima da caccia alle streghe!!!!
    Ci sono miliardi investiti e migliaia di posti di lavoro nell' ICT.... non dimentichiamocelo....
    ....ai nostri nonni sembrava impossibile e assurdo avere la TV in casa.... e oggi non c'è nessuno che ne ha meno di due....
    ....siamo più razionali, e meno untori!
    non+autenticato
  • io ho due figli (piccolini) e sono uno di quelli che non guarda la televisione (nemmeno i missili in diretta), siamo rimasti in pochi ma "resisteremo".
    ormai la tecnologia (consumistica) è fine a sè stessa, la comunicazione ormai è fine a sè stessa, bisogna essere realisti. non è sempre buono "comunque" il fine di "creare occupazione", altrimenti andrebbe bene anche l'industria bellica (perlomeno a me non va bene!)

    stiamo perdendo la curiosità per le "cose vere" (e non solo il pane caldo col burro), l'intelligenza di "costruire": ci danno tutto già fatto e di un tale tenore tecnologico che abbiamo già problemi ad usarlo... e chi pensa più ad inventare?

    il gioco che preferisce (per fortuna) mio figlio di quattro anni è sempre il lego, non i giochini tecnologici.
    non sono retrogrado, semplicemente non voglio che lui sprechi la sua esistenza nel superfluo... chiedo troppo?

    i miei mitici docenti all'università (fisica) ci lasciavano qualsiasi appunto e testo agli esami, tanto poi ci davano da sviluppare problemi che non eravamo in grado di risolvere (impostarli giusti era già ottimo), perché la vita è così... bisogna risolvere problemi dei quali non si sa la risposta, non invece l'esercizio a pagina 232...

    chi vuole fare l'"homo tecnologicus" faccia pure, ma non cerchi la sua giustificazione nel voler coinvolgere anche noi...!

    p.s. viva carta e penna
    non+autenticato
  • non glielo comprare il telefonino a tuo figlio: non ne ha bisogno.
  • Trovo molto scorretto assimilare gli SMS agli MMS, ci sono delle differenze abissali a livello filosofico.
    I primi sono arrivati (almeno in Italia) dal basso, sono gli utenti che li hanno voluti, li hanno usati, forse abusati, ma li hanno capiti molto prima dei gestori, che all'inizio neanche li avevano implementati, al contrario del resto dell'Europa.
    Gli MMS invece sono una creazione dei gestori, che nessuno vuole, che stanno cercando di spingere a forza di pubblicita' continue, a dispetto del disinteresse generale. Gli MMS non servono a niente, gli unici interessati possono essere i ragazzini al di sotto di una certa eta', ma che in quanto tali non possono permetterseli ai prezzi che hanno. Solo la mia opinione, ovviamente.
    non+autenticato
  • D'ACCORDO!

    un esempio? "3"!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Gli MMS invece sono una creazione dei
    > gestori, che nessuno vuole, che stanno
    > cercando di spingere a forza di pubblicita'
    > continue, a dispetto del disinteresse
    > generale. Gli MMS non servono a niente, gli
    > unici interessati possono essere i ragazzini
    > al di sotto di una certa eta', ma che in
    > quanto tali non possono permetterseli ai
    > prezzi che hanno. Solo la mia opinione,
    > ovviamente.

    Assolutamente d'accordo.
    Tant'è vero che non vedo nessun motivo per mettere una doppia telecamera su un volgarissimo GSM.
    Su un UMTS *serve*.
    Su un GSM è come se avessero voluto aggiungere il vano del filtro caffè: certo, se il nokia ti fa anche l'espresso è un surplus.Ma se voglio il caffè non è meglio comprare una macchina espresso?(che costa pure meno,per altro?).
    Era una mia opinione,per carità.
    Faggiano ha detto.
    non+autenticato
  • tutto vero !! ci vogliono riempire di cacchiate e svuotare le tasche. un mi amico cè lha e mi ha chiesto perche non me lo comper.. ho risposta che ci devo telefonare e non spedire via cacchiate .... ho 34 anni anche lui.. lo ha venduto dopo 3 mesi.. ahahhahahahaahahahha
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Tant'è vero che non vedo nessun motivo per
    > mettere una doppia telecamera su un
    > volgarissimo GSM.
    > Su un UMTS *serve*.
    >

    Ma serve a cosa?! Siamo seri, suvvia!

    ciao
    non+autenticato
  • Parlavo con un amico giornalista, si è finalmente comprato un portatile, lo ha usato un paio di volte, poi è tornato al taquino.
    Troppo scomodo, troppo ingombrante (mai provato ad andare in bagno con un portatile?), a volte non trovi posto per sederti .....

    Peccato, spesso la tecnoLogia è troppo ... standardizzata.
    Una volta i Notebook avevano schermi da 12", ormai hanno tutti display da 14-15", spesso un 12" potrebbe esere sufficiente, ma non ne vendono (non parlate di sub-notebook, con quelli non si riesce a scrivere).

    La mia paura è che a furia di "Crearci delle nuove necessità" si scordino delle necessità vere.
    Magari l'hanno prossimo dovrò comprarmi un cellulare che fa foto e toast, perchè quello solo per telefonare non esisterà più.

    Ciao Max
    non+autenticato
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