Mauro Vecchio

PEC, giorni di studio

Mentre il ministro Brunetta parla di 100mila contatti rilevati e dei benefici di Postacertificata, c'è chi sottolinea come esistano dei limiti. Dal suo funzionamento all'organizzazione dei servizi aggiuntivi

Roma - Un canale di comunicazione semplice, esclusivo, sicuro e gratuito tra cittadino e Pubblica Amministrazione. Così Renato Brunetta, ministro per la PA e l'Innovazione, ha spiegato a Montecitorio quali saranno per i cittadini del Belpaese gli intimi benefici derivanti dall'ormai nota Posta Elettronica Certificata (PEC).

"PostaCertificat@ garantisce valore legale alle comunicazioni via email tra cittadini e PA. Questo servizio consente infatti ai cittadini maggiorenni di inviare e ricevere in formato elettronico messaggi di testo e allegati, che hanno lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno". Sul suo blog ufficiale, Brunetta è così intervenuto in risposta ad un'interrogazione da parte del vicepresidente del gruppo PdL alla Camera, Simone Baldelli.

Ovvero: quali saranno i benefici per tutti quei cittadini italiani che useranno il servizio di PEC. "Per dialogare con qualsiasi ufficio della PA il cittadino non dovrà infatti più produrre copie cartacee - si legge sul blog del Ministro - o recarsi di persona presso gli uffici e perdere tempo in coda agli sportelli, sostenere i costi di invio di raccomandate con ricevuta di ritorno, correre il rischio che le pratiche vadano perse oppure sentirsi dire che l'ufficio non ha mai ricevuto la documentazione".
Non solo. Secondo Brunetta, i benefici della PEC consistono anche in ulteriori servizi gratuiti correlati, tra i quali il servizio di notifica - tramite email tradizionale - della presenza di messaggi sulla casella PostaCertificat@; il fascicolo elettronico personale, con un volume di 500MB di spazio sicuro per l'archiviazione di documenti; l'indirizzario delle caselle di PostaCertificat@ della PA.

Ma c'è qualcuno che ha parlato di flop, scatenando la stizza del ministro. "Dov'è la Posta Certificata tanto sbandierata dal ministro Brunetta? Niente, non funziona, è un flop". Così il senatore IdV Elio Lannutti, che ha recentemente presentato un'interrogazione parlamentare definita dallo stesso Brunetta come "una sciapa minestrina". Secondo una nota diramata dal portavoce del Ministro, il senatore Lannutti avrebbe copiato i dati forniti sull'attivazione degli indirizzi di PEC da parte delle principali PA, pubblicati sul sito web dello stesso Ministero. "Dati che peraltro - si legge nella nota - stanno nettamente migliorando di ora in ora grazie ai ripetuti solleciti di DigitPA e Formez".

Lannutti non si sarebbe - sempre a dire del portavoce di Brunetta - collegato al sito postacertificata.gov.it, in modo da scoprire di essere perfettamente in grado di attivare la casella. "Tanto che da lunedì scorso a oggi sono stati circa 60mila i cittadini italiani che hanno concluso felicemente questa semplice operazione", ha concluso la nota. "La rivoluzione digitale non può lasciar indietro nessuno, nemmeno lui".

Una settimana è passata dal varo ufficiale di PostaCertificat@. Un vero e proprio boom, sempre secondo Renato Brunetta. "Darò tutti i numeri - ha spiegato il Ministro - ma posso anticipare che siamo già a 100mila contatti. C'è stato un vero e proprio boom. Magari ci sarà stato qualche collo di bottiglia, ma il sistema ormai funziona a pieno regime".

Non appare chiaro però se si tratti di contatti legati alla navigazione degli utenti o caselle effettivamente attivate. Sul sito del quotidiano Il Messaggero è apparsa una lettera inviata da un anonimo "sconcertato cittadino". Che è riuscito "non senza difficoltà ed insistenza" a completare la specifica procedura presso un ufficio postale di Roma. "Alcune ore più tardi ho controllato ed effettivamente la casella di Posta Certificata risultava attivata e funzionante - si legge nella missiva - Ho provato quindi ad inviarmi da un'altra casella di Posta Certificata che (pagando) ho già dovuto attivare alcuni mesi or sono su indicazione del mio ordine professionale, ma ho scoperto che non riuscivo né ad inviare né a ricevere messaggi".

Un servizio così chiuso in sé stesso, che non permetterebbe - a dire dello sconcertato cittadino - l'invio/ricezione di messaggi da indirizzi (pur certificati) esterni al dominio postacertificata.gov.it. "Se le cose non cambiano in futuro sarò costretto a tenerle entrambe (una per la posta fra privati e l'altra per la posta fra me e la PA). Ma non si doveva semplificare?".

"Scordatevi di poter scambiarvi documenti con i soggetti privati, quindi le banche, il vostro avvocato o altri cittadini - ha denunciato Massimo Penco, presidente dell'associazione Cittadini di Internet - Questo perché la PEC di Brunetta non è una vera PEC, ma piuttosto una CEC-PAC, ovvero una Comunicazione Elettronica Certificata tra Pubblica Amministrazione e Cittadino".

Penco ha sottolineato come la CEC-PAC sia gratuita - "a parte i 50 milioni di euro che paghiamo a Poste e Telecom che si sono aggiudicate l'appalto" - ma ciò non comprenderebbe la firma digitale, che rientra tra i suoi servizi aggiuntivi a pagamento. Il presidente di Cittadini di Internet ha fatto un esempio: "Se voglio mandare al Comune la Dia per l'inizio di un'attività non basta la CEC-PAC, perché devo dimostrare che i documenti al suo interno li ho davvero firmati io. Per fare questo, mi serve la firma digitale, che non è altro che la traduzione della firma autenticata a mano". In pratica, senza la firma digitale il contenuto della email non è garantito.

Infine, per Penco, andrebbe sottolineato come la PEC non abbia validità per le comunicazioni internazionali. "La PEC è un'anomalia tutta italiana - ha concluso - usata solo nel nostro paese. Per questo secondo noi era meglio utilizzare un diverso protocollo, chiamato S/MIME: un indirizzo di posta elettronica certificata certificato usato a livello internazionale che poteva superare tutte le criticità della PEC".

Mauro Vecchio
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53 Commenti alla Notizia PEC, giorni di studio
Ordina
  • Criticare tutto per non fare mai niente. Un sistema così complesso non può funzionare subito perfettamente. Ci vorrà un adeguato lasso di tempo per il suo rodaggio. Tutto e subito è tipico di coloro hanno da criticare comunque e qualunque.
    non+autenticato
  • vero e condivisibile, ma se non si critica un pò, magari andando un pò oltre, le cose si fermano lì...e non migliorano.
  • Eccole riassunte in un blog
    http://www.medico-odontoiatra.it/blog-45-Posta-cer...

    Non solo è uno "standard" (virgolette dovute) nato male, ma viene presentato anche peggio...
  • elemosinando risposte dagli uffici dopo file estenuanti.
    Salvo qualche intervento che sta con i piedi x terra, solo chiacchiere di dissenso a tutti i costi.
    Ma avete provato mai a fare qualcosa nella vita? E se la risposta è si, è venuta subito bene?
    Abbiamo a che fare con la PA, che è il peggior cancro per il nostro Paese (salvo i rari casi in cui c'è chi si impegna x farla funzionare), con molti cittadini che nn hanno dimestichezza con le tecnologie e pubbliche amministrazioni che saranno costrette a passare da fascicoli polverosi a cartelle elettroniche.
    Bravo Brunetta e bravi quelli che fanno osservazioni sensate su cose migliorabili.
    Perchè in 1 mondo perfetto la PEC nn serve Occhiolino
    Saluti.
    1 come tanti da 30 anni in lotta con la burocrazia che ora avrà modo LUI di far domande sul perchè 1 pratica CONSEGNATA COMPLETA NN è stata evasa.
    non+autenticato
  • uhm, il senso del tuo messaggio è: "Ok, la macchina non funziona perché il filtro del gasolio è sporco, la pompa dell'acqua arranca, l'olio è vecchissimo, la distribuzione andava rifatta 5 anni fa...però voi siete tutti ciucci a dire che cambiare i pneumatici è stata una scemenza. La macchina continuerà a non camminare, ma si può dire almeno che la nostra parte l'abbiamo fatta" (sì, spendendo dei soldi per dei pneumatici nuovi che non serviranno a nulla)Sorride
    Se ho capito male scusa, ma praticamente l'interpretazione che do al tuo intervento è stata questa.
  • - Scritto da: ephestione
    > uhm, il senso del tuo messaggio è: "Ok, la
    > macchina non funziona perché il filtro del
    > gasolio è sporco, la pompa dell'acqua arranca,
    > l'olio è vecchissimo, la distribuzione andava
    > rifatta 5 anni fa...però voi siete tutti ciucci a
    > dire che cambiare i pneumatici è stata una
    > scemenza. La macchina continuerà a non camminare,
    > ma si può dire almeno che la nostra parte
    > l'abbiamo fatta" (sì, spendendo dei soldi per dei
    > pneumatici nuovi che non serviranno a nulla)
    >Sorride
    > Se ho capito male scusa, ma praticamente
    > l'interpretazione che do al tuo intervento è
    > stata
    > questa.

    Useresti oggi 1 telefonino del 90 da portare appresso con la valigia?
    Probabilmente no, ma la diffusione del suo uso ci ha indotto a modificare le nostre abitudini ed ha migliorato la ns vita.
    E questo anche se il primo che abbiamo comprato nn era granchè.
    Per la PEC sarà lo stesso.
    non+autenticato
  • I paragoni come sempre vanno bene fino ad un certo punto, e oltre lasciano il tempo che trovano... la mia macchina ed il tuo telefonino appuntoOcchiolino
    Mettiamola così, che senso ha usare un cellulare enorme con poca autonomia e in grado di ricevere il segnale solo in italia, e che tra l'altro fa telefonate costose, quando nel resto del mondo ci sono telefoni relativamente piccoli, che possono fare telefonate in tutto il mondo, e senza farti spendere nulla per le singole chiamate?
    Sto parlando di S/MIME naturalmente.
  • - Scritto da: ephestione
    > I paragoni come sempre vanno bene fino ad un
    > certo punto, e oltre lasciano il tempo che
    > trovano... la mia macchina ed il tuo telefonino
    > appunto
    >Occhiolino
    > Mettiamola così, che senso ha usare un cellulare
    > enorme con poca autonomia e in grado di ricevere
    > il segnale solo in italia, e che tra l'altro fa
    > telefonate costose, quando nel resto del mondo ci
    > sono telefoni relativamente piccoli, che possono
    > fare telefonate in tutto il mondo, e senza farti
    > spendere nulla per le singole
    > chiamate?
    > Sto parlando di S/MIME naturalmente.


    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2874483&m=287...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Roberto
    > - Scritto da: ephestione
    > > I paragoni come sempre vanno bene fino ad un
    > > certo punto, e oltre lasciano il tempo che
    > > trovano... la mia macchina ed il tuo telefonino
    > > appunto
    > >Occhiolino
    > > Mettiamola così, che senso ha usare un cellulare
    > > enorme con poca autonomia e in grado di ricevere
    > > il segnale solo in italia, e che tra l'altro fa
    > > telefonate costose, quando nel resto del mondo
    > ci
    > > sono telefoni relativamente piccoli, che possono
    > > fare telefonate in tutto il mondo, e senza farti
    > > spendere nulla per le singole
    > > chiamate?
    > > Sto parlando di S/MIME naturalmente.
    >
    >
    vedi sopra: Il meglio è nemico del bene
    non+autenticato
  • - Scritto da: Roberto

    > vedi sopra: Il meglio è nemico del bene

    quindi dici che è inutile rivolgersi al meglio se hai già il bene? (che poi definire "bene" la pec... è coraggiosoA bocca aperta )
    Abbasso il progresso?
    Fossilizziamoci su un sistema che arranca quando ne esistono di funzionanti e gratuiti già altrove?Occhiolino
    Oppure ho capito male quello che intendevi?
  • Esiste un alternativa alla PEC quella stabilita dall' Legge 28 gennaio 2009, n. 2 che all’art. 16/6 recita analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrita' del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilita' con analoghi sistemi internazionali. che racchiude tutto in un solo sistema il protocollo S-mime usato ed interoperabile in tutto il mondo non si capisce perché si insista a ricorrere ad un sistema che non potrà fare altro che dare problemi a tutti. Purtroppo con successivo provvedimento LEGGE 18 giugno 2009 , n. 69 art 35/1 si congela il tutto con il solito paletto del regolamento ancora non redatto “ Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, un regolamento recante modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, anche al fine di garantire l’interoperabilità del sistema di posta elettronica certificata con analoghi sistemi internazionali.” Quindi se da un lato risulta chiaro che è la PEC che dovrà essere resa interoperabile con gli altri sistemi ed è quindi una palese ammissione della mancanza del requisito basililare affinchè il sistema funzioni da un altro non si capisce come un regolamento possa cambiare una tecnologia.
  • Si possono fare mille critiche spesso più che giustificate a come il sistema è stato implementato.

    Personalmente sono estremamente più contento che ci sia la PEC con tutti i suoi limiti piuttosto che che non ci sia nulla, anzi direi ERA ORA!
    Pendiamolo come un inizio perfettibile.
    Nasce nella pubblica amministrazione italiana il principio di 'responsabilità' e questo non potrà che far bene.

    Tempo un anno e a mio parere i risultati saranno evidenti.
    Sono stufo di andare negli uffici a scrivere moduli per dire che io sono io, poi se mi sbaglio a compilarli magari mi fanno pure multa.

    Non capisco poi perché qualcuno scarichi Ubuntu il primo giorno di uscita e capisca l'intasamento senza lamentarsi, e per la PEC esiga banda e server nei primi due minuti.
    Io ho aspettato un po dal 26, ieri sono andato in posta e ho fatto tutto senza problemi.

    La PEC è una iniziativa sicuramente perfettibile e criticabile ma a mio parere va ampiamente sostenuta, in particolare da noi informatici che sappiamo che mattone fondamentale sia per tutto quello che ne può derivare.
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    Modificato dall' autore il 04 maggio 2010 09.36
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  • è bello essere ottimisti, ma quando la gente gioca a fare gli esperimenti con i tuoi soldi, forse gradiresti un po' più di attenzione e parsimonia.

    Penso che pochi bilanci familiari vengano gestiti male come quelli dello stato; tu avresti dato ai tuoi figli un tuo stipendio dicendogli di inventare un francobollo più costoso di quello che puoi comperare dal tabaccaio?
    Tieni conto che i 50 milioni corrispondono circa allo stipendio di un anno di 2000 operai che hanno perso il lavoro ...

    Esistendo tecnologie standard già consolidate, spendere (tanto per cominciare) 50 milioni (equivalenti a 100 miliardi delle care vecchie lire) per mettere in piedi un server di posta, tutto escluso (marche temporali, etc.) suona un po' male, tenendo conto che il referent dell'iniziativa, onorevolissimo ministro Brunetta, di soldi in consulenze di superprofessionisti ne ha spesi a vagonate (e se non lo ha fatto, è un incosciente, sempre con i nostri soldi, naturalmente).

    Purtroppo questa è una di quelle tipiche situazioni in cui la soluzione tecnica è condizionata da scelte commerciali fatta a priori (qualunque project manager può certamente narrare una pletora di casi in cui gli è stato detto: 'devo vendere questo: inventati qualcosa', piuttosto che farsi proporre la soluzione migliore, e poi cercare di vestirla commercialmente.)

    In questo caso qualcuno deve aver detto a Brunetta che occorreva far avere alle Poste ed a Telecom un appalto ultramilionario, e Brunetta ha dovuto inventarsi per forza di cose qualcosa che non esistesse già sul mercato a costi ridicoli (altrimenti come avrebbe potuto giustificare l'importo dell'appalto?).

    ... come si dice? A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca ...
  • > ... come si dice? A pensare male si fa peccato,
    > ma spesso ci si azzecca

    E' una valutazione sulla quale posso concordare, ma queste cose le lascio decidere alla magistratura (nella quale comunque confido poco), se mi serve un ponte voglio il ponte, se poi al costruttore chiedono il pizzo è un problema, ma intanto datemi il ponte.
    Si sconfina un po nella filosofia.

    Per il resto ci sono soluzioni gratuite con firme pgp ecc. che pure io ho da tempo implementato, ti garantisco che la PEC anche uno sfigato è in grado di farla partire, firma digitale e quant'altro non è proprio una passeggiata anche se il risultato è su un piano totalmente diverso.

    Le difficoltà a far partire servizi di questo tipo su persone che non solo sono 'a digiuno', ma spesso remano contro non sono da sottovalutare ed hanno pure queste un costo.

    Come dico cominciamo da qui, da noi dicono 'piuttost che nient l'è mei piuttost' (piuttosto che niente è meglio piuttosto).

    Intanto è stato approcciato il problema ... fino ad oggi nessuno aveva cercato di farlo partire su scala nazionale
  • Guarda, far partire la PEC ad un utente è sì facile, ma farle rispettare tutte le normative collegate (lettura obbligatoria, protocollazione negli enti pubblici, archiviazione) è comunque una procedura complessa. Dire che quindi sia stata preferita a PGP per "semplicità" mi sembra fuori luogo. Anche perché se proprio PGP o S/MIME sono tanto ostici per l'utente, poteva essere il provider stesso a gestire chiavi e certificati per conto dell'utente, tramite webmail.
    E avremmo avuto una soluzione STANDARD, INTEROPERABILE, aperta a tutti i provider e non solo ai 4 amici di Brunetta. Sarebbe funzionata in tutto il mondo, non avrebbe spillato altri soldi ai contribuenti.
    Sarebbe stato semplicemente una SCELTA di standard esistenti, e non la creazione di un immensa macchina mangiasoldi burocratica.

    Come al solito potavano fare una cosa semplice, ma i Burocrati, e in particolare il Burocrate Brunetta, ha creato il solito complessissimo mostro che non fa altro che riversare altre valangate di nostri soldi verso i soliti enti noti.
    non+autenticato
  • > Come al solito potavano fare una cosa semplice,
    > ma i Burocrati, e in particolare il Burocrate
    > Brunetta, ha creato il solito complessissimo
    > mostro che non fa altro che riversare altre
    > valangate di nostri soldi verso i soliti enti
    > noti.

    Ripeto concordo che tecnicamente potevano esserci soluzioni sicuramente più condivisibili, sono altrettanto convinto che qualcuno ci avrà guadagnato sopra e ci guadagnerà sopra ...

    ma almeno qualcuno ha cominciato (in un mondo in cui tutti se ne sono sbattuti fino ad oggi non è da sottovalutare) ... starà a noi tecnici 'rompere le p...' per renderlo più sensato.

    intanto c'è qualcosa di scadente (e costosissimo) dove non c'era nulla, visto che è un tassello fondamentale ... meglio che niente!
  • - Scritto da: acido
    > Guarda, far partire la PEC ad un utente è sì
    > facile, ma farle rispettare tutte le normative
    > collegate (lettura obbligatoria, protocollazione
    > negli enti pubblici, archiviazione) è comunque
    > una procedura complessa.

    quello devono farlo le PA, alla fine in attesa di dotarsi di strumenti più appropriati possono tranquillamente stampare il messaggio e protocollarlo come se fosse stato una qualsiasi altra comunicazione. Cosa che fanno da almeno un centinaio di anni.

    > Dire che quindi sia
    > stata preferita a PGP per "semplicità" mi sembra
    > fuori luogo.

    con PGP come puoi dimostrare l'avvenuto invio del messaggio ? la pec oltre a dimostrare l'identità del mittente deve dimostrare anche che tale messaggio è stato inviato. Ecco perché si usano le raccomandate e non le semplici lettere qualora, ad esempio nel caso di disdetta di un affitto, ci sia necessità di dimostrare l'invio della comunicazione.

    > Anche perché se proprio PGP o S/MIME
    > sono tanto ostici per l'utente, poteva essere il
    > provider stesso a gestire chiavi e certificati
    > per conto dell'utente, tramite
    > webmail.

    distinguiamo le due cose: uno è il garantire l'autenticità del messaggio e l'altro è garantire la consegna corretta del messaggio all'indirizzo di destinazione.

    > Come al solito potavano fare una cosa semplice,
    > ma i Burocrati, e in particolare il Burocrate
    > Brunetta, ha creato il solito complessissimo
    > mostro che non fa altro che riversare altre
    > valangate di nostri soldi verso i soliti enti
    > noti.

    non per fare il bastian contrario ma la tua analisi del problema mi sembra troppo semplicistica.
  • Giusto per chiarire io sarei stato per una soluzione che preveda PGP e la certificazione.

    In pratica gli scopi da perseguire dovrebbero essere:

    Sicurezza del mittente.
    Sicurezza del destinatario.
    Riproducibilità del documento che il mittente ha inviato al destinatario.
    Certezza nei tempi di spedizione e ricezione.
    Certezza che il documento arrivi a certificatore e destinatario 'integro'.

    Come vedi la PEC non risolve certo tutto, ma risolve molto più che una normale mail.
  • > distinguiamo le due cose: uno è il garantire
    > l'autenticità del messaggio e l'altro è garantire
    > la consegna corretta del messaggio all'indirizzo
    > di
    > destinazione.

    Mi spiego meglio: se PGP non basta, è sufficiente attingere a qualche altro standard, o al limite definirne uno nuovo. Che sia aperto a tutti, e non riservato agli amici del politicone di turno.

    E' la filosofia di base che è sbagliata: internet ha avuto un grande sviluppo perchè definisce solo PROTOCOLLI, cioè come si devono parlare tra di loro le applicazioni, proprietarie o no.

    Questa PEC invece definisce semplicemente un salottino di "attori" i quali hanno l'esclusiva di fare andare un certo tipo di infrastruttura.

    E' un po' lo stesso discorso dei formati di dati aperti contro applicazioni proprietarie: se scelgo una applicazione proprietaria (leggi Word) mi lego le mani a Microsoft, al suo formato, alle sue versioni, alle sue licenze, all'illeggibilità a lungo termine dei dati. Se scelgo un formato dati ben documentato (leggi ODF, o PDF o XML o quello che volete), invece viaggio su un terreno meno pericoloso e più fertile per nuovi progetti.

    Questa filosofia, dai vari governi (dove protocollo ha un altro significatoSorride) non è mai stato capito. Si continua imperterriti a scegliere "soluzioni" invece che formati o protocolli.

    E' come se domani dicessimo "dimenticatevi l'italiano, potete parlare il dialetto che vi pare, poi quando non saprete più parlare italiano, lo stato A VOSTRE SPESE vi comprerà il traduttore simultaneo del granproduttore XYZK che vi permetterà di capirvi gli uni e gli altri".

    Ripeto: soluzioni proprietarie contro protocolli/formati aperti.
    Terreno accidentato contro terreno fertile.

    >
    > > Come al solito potavano fare una cosa semplice,
    > > ma i Burocrati, e in particolare il Burocrate
    > > Brunetta, ha creato il solito complessissimo
    > > mostro che non fa altro che riversare altre
    > > valangate di nostri soldi verso i soliti enti
    > > noti.
    >
    > non per fare il bastian contrario ma la tua
    > analisi del problema mi sembra troppo
    > semplicistica.

    In poche righe mica posso scrivere tutto...
    non+autenticato
  • > Mi spiego meglio: se PGP non basta, è sufficiente
    > attingere a qualche altro standard, o al limite
    > definirne uno nuovo. Che sia aperto a tutti, e
    > non riservato agli amici del politicone di
    > turno.

    Se vai sul mio blog http://blog.holzl.it vedrai che da sempre lotto per i temi di cui parli, qui però la questione dei protocolli non è la principale anche se è importante.
    Un sistema di attestazione di questo tipo passa inevitabilmente per dei 'certificatori', si potrà discutere su come sono stati selezionati ma sono inevitabili.

    Poi quello dei protocolli aperti è un problema grave, giusto ma consoliamoci ... oggi le cose vanno su questo fronte molto meglio di qualche anno fa.
    Quando partecipo a dibattiti e conferenze mi rendo conto che il messaggio sui formati liberi (al quale sempre accenno) ha già fatto una certa presa.

    Come dico, se ho bisogno del ponte non sono disposto ad aspettare che si risolva il problema degli appalti pilotati per averlo.
    Poi la magistratura e la legislazione farà il suo corso ma voglio il ponte.
  • > Come dico cominciamo da qui, da noi dicono 'piuttost che nient
    > l'è mei piuttost' (piuttosto che niente è meglio piuttosto).
    In questo caso sarabbe stato meglio niente, guarda.
    Non so se hai capito come funziona la cosa:
    gia' la PEC e' una porcheria (praticamente una raccomandata per cui e' il postino che firma per te, poi se la leggi la leggi, altrimenti ca...voli tuoi). Una PEC castrata e' una porcheria di una porcheria, visto che mi costringe ad avere un altro "domicilio elettronico" da controllare. E per questo sono stati speso 50 MILIONI DI EURO, mica bruscolini.

    >Intanto è stato approcciato il problema ... fino ad oggi nessuno
    > aveva cercato di farlo partire su scala nazionale
    E meno male...
  • è bello essere ottimisti, ma occorre anche essere un po' pratici, soprattutto con i soldi degli altri.

    fermo restando che la CEC-PAC non è il primo approccio alla comunicazione digitale, in quanto, almeno in Lombardia, la gente è già dotata, senza saperlo, di una smart card con cui potrebbe tranquillamente firmare documenti, il fatto di adottare soluzioni che si sà già in anticipo che andranno a morire, sia per la non interoperabilità con il resto del mondo (ma anche con il resto dell'Italia, visto che non è una PEC), significa posticipare l'evoluzione e buttare soldi.

    Tanto per fare una foto al portafogli degli italiani, guardiamo un po' cosa di troviamo dentro:
    - tessera sanitaria (è una smart-card) (~50€ ?);
    - patente (è un plasticone inutilizzabile dal punto di vista informatico, e quindi sono soldi buttati);
    - carta d'identità elettronica;
    - smart card per la firma dei documenti digitali (~50€);

    ai costi di cui sopra andiamo ad aggiungere:
    - 50 milioni per le CEC-PAC;
    - 6€/anno per la PEC obbligatoria per legge per aziende e professionisti, oltre che necessaria se vogliamo eliminare le raccomandate;
    - 50€ per una smart card per poter firmare i documenti che trasmettiamo;
    - ~0.30€ a marca temporale, per lotti minimi di alcune centinaia (anche se dobbiamo mandare una sola raccomandata);

    In pratica sei ancora convinto che Brunetta si sia mosso nell'interesse degli italiani, e non di Poste+Telecom?

    Un ministro che vuole davvero innovare e semplificare avrebbe dovuto come minimo:
    - basarsi su standard aperti ed interoperabili con il resto del mondo;
    - unificare tutta la plastica che abbiamo nel portafogli in un'unica tessera con cui accedere a tutti i servizi della PA (e non solo);
    - aprire alla concorrenza, invece che creare l'ennesimo monopolio a cui, per di più, i soldi sono stati dati anticipati, d'ufficio, anche a fronte di un mancato utilizzo da parte dei cittadini.
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