Roma - La Svizzera si
chiede a cosa serva iPad: solo una volta compreso ciò potrà calcolare la remunerazione per copia privata dovuta.
A dirlo sono gli stessi rappresentati dei detentori dei diritti (
société suisse pour les droits d'auterus, SUISA): "Per quanto riguarda iPad vogliamo osservare in che misura l'apparecchio sarà utilizzato per effettuare la copia privata di opere protette dal diritto d'autore". Fin quando, cioè, i cittadini svizzeri non ce l'avranno in mano, non potranno essere definite tariffe e compensi per gli autori: se questo, da un lato, genererebbe una disparità di trattamento tra le prime vendite e quelle successive, dall'altro permetterà di applicare la giusta tariffazione al prodotto.
In Francia, al contrario, i detentori dei diritti hanno richiesto che fin da subito l'equo compenso sia
esteso anche al nuovo nuovo prodotto Apple, che finora non è stato possibile ricollegare a categorie tecnologiche preesistenti.
Il concetto di tablet, d'altronde, non è arrivato ancora alle orecchie dei legislatori: è quindi ancora idealmente sospeso tra smartphone e notebook.
Claudio Tamburrino