Claudio Tamburrino

Macchina della veritÓ: prova provata?

Un avvocato di Brooklyn tenta di introdurre in tribunale la risonanza magnetica funzionale. Per rilevare le bugie

Roma - Un avvocato newyorkese sta tentando di far ammettere come prova in tribunale i test effettuati con la risonanza magnetica funzionale, imbracciata come fosse una macchina della verità.

Il principio è semplice: quando si mente arriva più sangue all'area ventrolaterale della corteccia prefrontale e gli scanner possono rilevarlo misurando il livello di ossigeno nel sangue fluito al cervello.

L'accuratezza non sarebbe perfetta: secondo test effettuati in laboratorio sarebbe compresa tra il 76 e il 90 per cento. Nonostante ciò un procuratore di Brooklyn, David Levin, sta spingendo per poter impiegare lo strumento in un caso di molestie sul posto di lavoro. Che a questo punto potrebbe creare un precedente.
Secondo la dottrina statunitense, per essere ammessa una prova deve essere "generalmente accettata come riconosciuta nella comunità scientifica di riferimento".

Claudio Tamburrino
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11 Commenti alla Notizia Macchina della veritÓ: prova provata?
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  • se e possibile vorei che mi aiutate a fare un test con la machina della verita. e in giocco la mia credibilita davanti alle persone che gli voglio bene. grazie infinite!
    non+autenticato
  • Uso una risonanza magnetica funzionale (fMRI) per ricerca da 10 anni negli US e conosco con buon dettaglio cosa questa macchina può e cosa non può fare;

    I principali problemi sono:
    1) non è ancora sviluppata una statistica che permetta di giungere a risultati significativi su sogetto singolo.
    2) La significatività dei risultati è strettamente connessa al disegno sperimentale adottato, quindi non può essere utilizzta nel corso di un interrogatorio
    3) Non vi è nessuno studio che abbia identificato con chiarezza di metodi "l'area cerebrale della menzogna"
    non+autenticato
  • Almeno non abbiamo ancora invertito il procedimento giudiziale attuale e non siamo arrivati a minority report, ma stabilire un'accusa su un dato che ha tra 10 ed il 24% di probabilità di essere sbagliato...
  • ma non andrebbe bene neanche se il margine d'errore fosse dell'1%!
    perché c'è sempre la possibilità che tu capiti proprio in quell'1%, e non è una bella cosa.
    Comunque, mi pare che non sia sufficiente una sola, singola prova (anche se schiacciante) per emanare una condanna. Ci vogliono più prove possibili, il maggior numero d'indizi, ipotesi e moventi, etc. Il tutto poi deve intrecciarsi insieme (senza stonare dal punto di vista logico) e dare un quadro generale accurato della situazione. IMHO.
    non+autenticato
  • Ahahahahaha
    attualmente in Italia (e non solo per la verità) si rovina la vita alla gente con un dato 'scientifico' con variabilità fino al 30% circa.
    mai sentito parlare del 'fattore di conversione' dell' etilometro?
    Ha un valore fisso stabilito per legge di 2300 ma è un dato biologico che può variare tra individui e anche nello stesso individuo in base al momento tra i valori di 1300 e 3300.
    Mi pare che già da tempo quindi ci si basi sulla presunzione di colpevolezza, almeno quando fa comodo per fare cassa, quando si tratta di crimini molto più gravi invece: garantismo oltre ogni limite mi raccomando!
    Ormai ho perso fiducia da tempo nel sistema...Triste


    - Scritto da: Anonimo
    > ma non andrebbe bene neanche se il margine
    > d'errore fosse
    > dell'1%!
    > perché c'è sempre la possibilità che tu capiti
    > proprio in quell'1%, e non è una bella
    > cosa.
    > Comunque, mi pare che non sia sufficiente una
    > sola, singola prova (anche se schiacciante) per
    > emanare una condanna. Ci vogliono più prove
    > possibili, il maggior numero d'indizi, ipotesi e
    > moventi, etc. Il tutto poi deve intrecciarsi
    > insieme (senza stonare dal punto di vista logico)
    > e dare un quadro generale accurato della
    > situazione.
    > IMHO.
  • ma infatti ho detto "IMHO" mica per niente...
    il mio intervento era più che altro un'utopia di come dovrebbero andare le cose, per poter affermare di voler garantire "giustizia", il procedimento che ho espresso mi sembra il 'minimo'. poi vabbeh, alla fine si sa sempre come va a finire in realtà... Triste
    non+autenticato
  • tu vedi troppo csi...
    nella realtà funziona che il giudice di turno se ne sbatte altamente di quello che succederà, manda in galera uno in base alle sue simpatie per l'avvocato che l'ha difeso, per l'accusa, ecc...
    più spesso l'avvocato della difesa tenta di costruirsi un nome portando avanti per anni processi inutili, solo per farsi pubblicità
    poi il giudice assegnato ad un processo cambia sempre ogni 3-4 mesi, col risultato che il giudice che arriva dopo decide di rimandare l'udienza perché deve studiare il caso, nel frattempo gli viene proposto un nuovo luogo di lavoro e viene trasferito, ne arriva un altro e si ripete tutto
    finchè alla fine uno dei vari giudici non si stanca e decide di dichiarare qualcuno colpevole o innocente in base al ritorno immagine che ne ottiene

    esempi pratici che mi vengono in mente:
    causa di separazione per decidere l'affidamento dei figli, nel 99% dei casi il giudice se è una donna li affiderà alla madre, se è un uomo li affiderà alla madre comunque per fare bella impressione, nel 100% dei casi il marito sarà comunque costretto a pagare gli alimenti per il resto della sua vita, anche se la moglie è andata a letto con 47 mandingo, la colpa sarà sempre del marito, così giudice e avvocato dell'accusa fanno bella figura e si costruiscono la carriera

    volete un consiglio? state lontano dai tribunali, a me è bastato andarci 1 volta per un banale caso assicurativo, se avete problemi risolveteli "alla vecchia maniera"
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > ma non andrebbe bene neanche se il margine
    > d'errore fosse
    > dell'1%!
    > perché c'è sempre la possibilità che tu capiti
    > proprio in quell'1%, e non è una bella
    > cosa.
    > Comunque, mi pare che non sia sufficiente una
    > sola, singola prova (anche se schiacciante) per
    > emanare una condanna. Ci vogliono più prove
    > possibili, il maggior numero d'indizi, ipotesi e
    > moventi, etc. Il tutto poi deve intrecciarsi
    > insieme (senza stonare dal punto di vista logico)
    > e dare un quadro generale accurato della
    > situazione.
    > IMHO.

    In Italia bastano 3 indizi.
    Ossia 3=1prova
    O anche (similmente) tre mele equivalgono ad una zucca. oppure tre zucche equivalgono ad una capra, tre veline ad un elefante ecc...
    E con questo pricipio si è arrivati a delle condanne (processi anche famosi).
  • tieni conto che neanche il test del dna è sicuro....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > ma non andrebbe bene neanche se il margine
    > d'errore fosse
    > dell'1%!
    > perché c'è sempre la possibilità che tu capiti
    > proprio in quell'1%, e non è una bella
    > cosa.

    Sarebbe pure peggio, perchè tenderebbero a considerarla "infallibile", quindi considerare il suo risultato come "prova indiscutibile".
    Se si sa che l'affidabilità è al 70%, almeno, chi è vittima di un errore ha speranza di vederlo riconosciuto.
    Funz
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