Mauro Vecchio

P2P, consigli per l'acquisto

Uno studio olandese lo ha ribadito: gli scariconi del P2P sono i migliori clienti dei settori della musica dal vivo e dei videogame. E l'industria non ascolterebbe le richieste degli utenti, arroccata su vecchi modelli di business

Roma - Uno studio per fare luce sugli aspetti legali, economici e culturali del file sharing. Così il titolo di una recente pubblicazione a cura del professore olandese Nico van Eijk, titolare della cattedra di diritto dell'informazione presso l'Università di Amsterdam. Il divario tra i cosiddetti pirati della Rete e gli onesti consumatori di contenuti non sarebbe così ampio. Almeno nei rispettivi comportamenti d'acquisto di film, musica e videogame.

E non ci sarebbe nemmeno una così diretta connessione tra la condivisione illecita delle opere e quell'abissale declino delle vendite che tanto preoccupa industria e detentori dei diritti. Lo studio di van Eijk ha infatti illustrato una tendenza già emersa con una precedente analisi britannica: nell'acquisto di DVD o di biglietti per spettacoli dal vivo, gli scariconi del P2P costituirebbero la fetta di platea più vasta.

Dunque andrebbero più spesso ai concerti rispetto ai consumatori legali di musica; comprerebbero più film in DVD e soprattutto più videogame, con una quota generale d'acquisto pari al 61 per cento negli ultimi 12 mesi. Van Eijk non ha tuttavia negato che il P2P selvaggio costituisca una delle cause delle difficoltà attuali delle varie industrie dell'intrattenimento.
Ma ha allo stesso tempo riportato l'esempio della Svezia, uno degli snodi cruciali del file sharing globale. Secondo i dati dello studio, la situazione del mercato musicale svedese sarebbe rimasta stabile in un lungo periodo di tempo, dal 2000 al 2008. Criticità non certo dovute solo ed esclusivamente alla diffusione online del torrentismo illecito.

A condannare l'industria ci sarebbero almeno due fattori determinanti, seppelliti invece da coltri di sistemi DRM e cause legali. Il primo, si ignorerebbero quelle che sono le aspettative degli utenti, le loro reali intenzioni a pagare una cifra equa per i vari contenuti. Il 75 per cento degli intervistati ha infatti sottolineato come 8 euro per un album sia una cifra ragionevole. Peraltro non molto distante dai prezzi medi attuali.

Il secondo fattore che penalizzerebbe l'industria - sempre secondo lo studio olandese - è la mancanza d'innovazione. Le varie etichette avrebbero paura di andare avanti, di superare un modello di business ormai obsoleto. Paura di studiare alternative legittime al P2P, senza portarsi allo stesso tempo dietro meccanismi distributivi e di vendita appartenenti ad una sorta di vecchia era. In fondo, gli scariconi sono i loro migliori clienti.

Mauro Vecchio
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105 Commenti alla Notizia P2P, consigli per l'acquisto
Ordina
  • lo studio dice che la gente scarica la musica illegalmente, ma poi va ad affittarsi un DVD, va a vedere i concerti dal vivo, compra i videogiochi. insomma questo studio ha dimostrato che: se Pippo entra nel ristorante e mangia e poi va via senza pagare il conto (100 euro), avrà risparmiato abbastanza soldi per, nell'ordine, vedersi uno spettacolo di spogliarello, farsi qualche giro sulle giostre di un parco tematico, fare la ricarica al cellulare.

    io proporrei lo scienziato Van Eijk per la prossima edizione della pupa e il secchione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: petrestov
    > lo studio dice che la gente scarica la musica
    > illegalmente, ma poi va ad affittarsi un DVD, va
    > a vedere i concerti dal vivo, compra i
    > videogiochi. insomma questo studio ha dimostrato
    > che: se Pippo entra nel ristorante e mangia e poi
    > va via senza pagare il conto (100 euro), avrà
    > risparmiato abbastanza soldi per, nell'ordine,
    > vedersi uno spettacolo di spogliarello, farsi
    > qualche giro sulle giostre di un parco tematico,
    > fare la ricarica al
    > cellulare.
    >
    > io proporrei lo scienziato Van Eijk per la
    > prossima edizione della pupa e il
    > secchione.
    Io ti proporrei di rileggere l'articolo, magari va a finire che capisci qualcosa (gratis) e smetti di sparare razzate (gratis pure quelle)!
    non+autenticato
  • scarico, sopratutto roba vecchia che in italia non si trova. ogni tanto, scoprendo qualcosa di molto buono che non trovo da scaricare, lo compro in download dagli stati uniti o con amazon uk, prezzo medio 8 dollari per album o 0.99 singolo brano. le case indipendenti usa hanno tutto il catalogo scaricabile, due click carta di credito e in pochi minuti hai l'album sul pc, senza nessun tipo di protezione.

    se non avessi scaricato niente, non saprei nemmeno dell'esistenza di certi musicisti, e non avrei comprato niente.

    la siae e chi gli sta dietro non ha capito un cazzo, o forse ha fatto finta di non capire.
  • "nell'acquisto di DVD o di biglietti per spettacoli dal vivo, gli scariconi del P2P costituirebbero la fetta di platea più vasta."

    Cioé, prendi 1000 persone che hanno comprato 5 DVD in un anno e gli chiedi "usi il P2P?"

    É OVVIO che la maggior parte delle persone usa il P2P...
    Basta vedere i dati di vendita complessivi, che sono in calo sempre e comunque.
    Ovvio che i pochi che comprano per la maggior parte usano il P2P, chi é che non lo usa?
    MeX
    16902
  • Ovviamente no Deluso

    L'articolo (anche se la frase di PI è confusa come spesso accade) è chiarissimo. Se io scarico è più probabile che vada ad un concerto. Non il viceversa (Se vado ad un concerto è più probabile che io scarichi). Idem per le vendite di DVD.

    Comunque dai dati dell'articolo scarica circa il 47% dei belgi over 15 con connessione a internet.
    non+autenticato
  • > L'articolo (anche se la frase di PI è confusa
    > come spesso accade) è chiarissimo. Se io scarico
    > è più probabile che vada ad un concerto.

    no, hanno chiesto a 1000 persone che sono andate ad un concerto se usano il P2P e la maggioranza ha risposto di si, cosa OVVIA
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > > L'articolo (anche se la frase di PI è confusa
    > > come spesso accade) è chiarissimo. Se io scarico
    > > è più probabile che vada ad un concerto.
    >
    > no, hanno chiesto a 1000 persone che sono andate
    > ad un concerto se usano il P2P e la maggioranza
    > ha risposto di si, cosa
    > OVVIA
    Meno ovvio se lo chiedevano a chi NON scarica!
    Salvo poche eccezioni chi non scarica non compra neppure!
    È palesemente una guerra tra le major e i loro clienti.
    Il problema reale che hanno le major è che il portafogli è quello dei clienti e da che il mondo è mondo non si è mai visto che chi fa la guerra al portafogli dei suoi clienti la abbia vinta!
    Sono già morti!
    È la legge del mercato chi non cambia crepa!
    Chi cambia (se è fortunato e imbrocca le scelte) sopravvive (N.B. ho detto SE )
    È così evidente e elementare che non c'è nulla da discutere.
    Un epoca è finita non ci sono più i tram a cavalli....
    Come dire ... è il mercato bellezza.... è il mercato...
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • é ovvio che chi non scarica non ha evidentemente nessuno interesse particolare nella musica/film perché non se la prende nemmeno gratis...

    Quindi, é OVVIO che chi consuma intrattenimento utilizzi il P2P (dove attinge gratuitamente all'intrattenimento)

    Su cosa concordo, é che chi produce intrattenimento deve adottare modelli di business efficaci e "moderni" per dare una scelta... attualmente se vuoi fruire "comodamente" dei media il P2P é una buona tecnologia, con la musica, un po' si sono messi a posto con iTunes e Amazon senza DRM, peró con i film e le serie televisive sono molto indietro
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > é ovvio che chi non scarica non ha evidentemente
    > nessuno interesse particolare nella musica/film
    > perché non se la prende nemmeno
    > gratis...

    Ergo si dimostra che il problema dello "scaricone" è un problema che riguarda le major e i LORO CLIENTI!

    In altri termini noscaricone=nosoldi!
    Questo tanto per mettere i puntini sulle i!
    E per girarla nel giusto verso.... scaricone=il_cliente_cheli_paga (prima o poi).

    >
    > Quindi, é OVVIO che chi consuma intrattenimento
    > utilizzi il P2P (dove attinge gratuitamente
    > all'intrattenimento)

    Non necessariamente!
    La cosa è molto più articolata
    Conosco un sacco di "scariconi" attingono "gratuitamente" il più delle volte per visionare il prodotto (se lo dovessero acquistare non lo acquisterebbero proprio) dei prodotti "gratuitamente forniti".
    Il 90% degli scariconi compra poi il prodotto che gli piace (l' 1% o il 2%) del totale "scaricato"...
    Il resto poltrisce inutilizzato sugli hard disk fino a che non interviene un bel formattone senza rimpianto!
    L'unica eccezione a questo ragionamento sono i prodotti "introvabili" (quelli che sono usciti dai cataloghi non "convengono più" perchè rendono meno di britney spears e così via)...
    Questa è la prassi per tutti gli scariconi che conosco.
    Quelli come me invece (che hanno abbandonato da tempo i "prodotti da catalogo standard") si limitano a ricopiare i vecchi dischi degli anni dal 65 al 75 della propria "preziosissima" collezione rokketar-jazz-blues da un device ad un altro perchè (ovviamente) portarsi dietro il vinile (o anche il cd) non è il massimo della comodità.
    In fondo è tutto piuttosto semplice....
    >
    > Su cosa concordo, é che chi produce
    > intrattenimento deve adottare modelli di business
    > efficaci e "moderni" per dare una scelta...
    > attualmente se vuoi fruire "comodamente" dei
    > media il P2P é una buona tecnologia, con la
    > musica, un po' si sono messi a posto con iTunes e
    > Amazon senza DRM, peró con i film e le serie
    > televisive sono molto
    > indietro
    Razzacci loro!
    Quello che è insopportabile è che pretendano tutele e sostegni pubblici e di stato!
    Per poi fare pagare pure quello che è stato sovvenzionato anche a soldini pubblici!
    Devono MO-RI-RE!
    O sei competitivo o fuori dalle balle!
    Chi non si adeguerà muore alla lunga e pure alla breve! è inevitabile!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala

    > Non necessariamente!
    > La cosa è molto più articolata
    > Conosco un sacco di "scariconi" attingono
    > "gratuitamente" il più delle volte per visionare
    > il prodotto (se lo dovessero acquistare non lo
    > acquisterebbero proprio) dei prodotti
    > "gratuitamente forniti".
    >
    > Il 90% degli scariconi compra poi il prodotto che
    > gli piace (l' 1% o il 2%) del totale
    > "scaricato"...
    Mi spieghi che vantaggio hanno a comprarlo una volta che lo hanno già scaricato gratis?
    Una qualità migliore del prodotto comprato o cosa?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hiperlon
    > - Scritto da: ullala
    >
    > > Non necessariamente!
    > > La cosa è molto più articolata
    > > Conosco un sacco di "scariconi" attingono
    > > "gratuitamente" il più delle volte per visionare
    > > il prodotto (se lo dovessero acquistare non lo
    > > acquisterebbero proprio) dei prodotti
    > > "gratuitamente forniti".
    > >
    > > Il 90% degli scariconi compra poi il prodotto
    > che
    > > gli piace (l' 1% o il 2%) del totale
    > > "scaricato"...
    > Mi spieghi che vantaggio hanno a comprarlo una
    > volta che lo hanno già scaricato
    > gratis?
    > Una qualità migliore del prodotto comprato o cosa?
    Ma chiedilo a loro!
    IO sono un semplice osservatore e riporto quello che nei fatti mi dicono e vedo di persona!
    Posso se vuoi darti la mia personale interpretazione ma rimane "personale" mentre quello che ho detto prima non è interpretazione ma fatto!
    Io posso immaginare che comprano il prodotto che gli piace perchè gli sembra "normale" e pensano di "comprarlo" nella accezione che ha questo termine nel senso comune.
    Cioè è mio e ci faccio quel che voglio!
    La accezzione "pay-per" ovvero pago n volte per la stessa cosa tutte le volte che ne "fruisco" è semplicemente rifiutata perchè è vista come "furbesca furfanteria" e quindi inapprovabile dal buon senso comune!
    Questa è la mia personalissima interpretazione ma avallata da quello che mi sento dire.
    Ma il resto (non la interpretazione) è un semplice fatto.
    O se ne prende atto oppure ripeto si va alla guerra coi propri clienti!
    Il problemino che resta da risolvere però (se si va in guerra) è che i soldini stanno nel portafogli dello scaricone e o lo si convince a cacciarne una parte che gli sembri accettabile oppure la guerra ha un solo e prevedibilissimo esito!
    Devo dire quale o ci arrivi da solo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala
    > - Scritto da: Hiperlon
    > > - Scritto da: ullala
    > >
    > > > Non necessariamente!
    > > > La cosa è molto più articolata
    > > > Conosco un sacco di "scariconi" attingono
    > > > "gratuitamente" il più delle volte per
    > visionare
    > > > il prodotto (se lo dovessero acquistare non lo
    > > > acquisterebbero proprio) dei prodotti
    > > > "gratuitamente forniti".
    > > >
    > > > Il 90% degli scariconi compra poi il prodotto
    > > che
    > > > gli piace (l' 1% o il 2%) del totale
    > > > "scaricato"...
    > > Mi spieghi che vantaggio hanno a comprarlo una
    > > volta che lo hanno già scaricato
    > > gratis?
    > > Una qualità migliore del prodotto comprato o
    > cosa?
    > Ma chiedilo a loro!
    > IO sono un semplice osservatore e riporto quello
    > che nei fatti mi dicono e vedo di
    > persona!
    > Posso se vuoi darti la mia personale
    > interpretazione ma rimane "personale" mentre
    > quello che ho detto prima non è interpretazione
    > ma
    > fatto!
    > Io posso immaginare che comprano il prodotto che
    > gli piace perchè gli sembra "normale" e pensano
    > di "comprarlo" nella accezione che ha questo
    > termine nel senso
    > comune.
    > Cioè è mio e ci faccio quel che voglio!
    Perchè, una volta che lo hanno scaricato gratis non ci fanno quel che vogliono?

    > La accezzione "pay-per" ovvero pago n volte per
    > la stessa cosa tutte le volte che ne "fruisco" è
    > semplicemente rifiutata perchè è vista come
    > "furbesca furfanteria" e quindi inapprovabile dal
    > buon senso
    > comune!
    Se per pagare n volte per la stessa cosa intendi pagare più volte per una stessa versione, son d'accordo.

    > Questa è la mia personalissima interpretazione ma
    > avallata da quello che mi sento
    > dire.
    > Ma il resto (non la interpretazione) è un
    > semplice
    > fatto.
    > O se ne prende atto oppure ripeto si va alla
    > guerra coi propri clienti!
    >
    > Il problemino che resta da risolvere però (se si
    > va in guerra) è che i soldini stanno nel
    > portafogli dello scaricone e o lo si convince a
    > cacciarne una parte che gli sembri accettabile
    > oppure la guerra ha un solo e prevedibilissimo
    > esito!
    Nella logica di chi scarica gratis non vedo alcun motivo per cui dovrebbero convincersi che pagare qualcosa sia sensato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hiperlon
    > - Scritto da: ullala
    > > - Scritto da: Hiperlon
    > > > - Scritto da: ullala
    > > >
    > > > > Non necessariamente!
    > > > > La cosa è molto più articolata
    > > > > Conosco un sacco di "scariconi" attingono
    > > > > "gratuitamente" il più delle volte per
    > > visionare
    > > > > il prodotto (se lo dovessero acquistare non
    > lo
    > > > > acquisterebbero proprio) dei prodotti
    > > > > "gratuitamente forniti".
    > > > >
    > > > > Il 90% degli scariconi compra poi il
    > prodotto
    > > > che
    > > > > gli piace (l' 1% o il 2%) del totale
    > > > > "scaricato"...
    > > > Mi spieghi che vantaggio hanno a comprarlo una
    > > > volta che lo hanno già scaricato
    > > > gratis?
    > > > Una qualità migliore del prodotto comprato o
    > > cosa?
    > > Ma chiedilo a loro!
    > > IO sono un semplice osservatore e riporto quello
    > > che nei fatti mi dicono e vedo di
    > > persona!
    > > Posso se vuoi darti la mia personale
    > > interpretazione ma rimane "personale" mentre
    > > quello che ho detto prima non è interpretazione
    > > ma
    > > fatto!
    > > Io posso immaginare che comprano il prodotto che
    > > gli piace perchè gli sembra "normale" e pensano
    > > di "comprarlo" nella accezione che ha questo
    > > termine nel senso
    > > comune.
    > > Cioè è mio e ci faccio quel che voglio!
    > Perchè, una volta che lo hanno scaricato gratis
    > non ci fanno quel che
    > vogliono?
    >
    Quale è la parte di "comprarlo" 8 righe più sopra che non ti è chiara?

    > > La accezzione "pay-per" ovvero pago n volte per
    > > la stessa cosa tutte le volte che ne "fruisco" è
    > > semplicemente rifiutata perchè è vista come
    > > "furbesca furfanteria" e quindi inapprovabile
    > dal
    > > buon senso
    > > comune!
    > Se per pagare n volte per la stessa cosa intendi
    > pagare più volte per una stessa versione, son
    > d'accordo.
    >
    > > Questa è la mia personalissima interpretazione
    > ma
    > > avallata da quello che mi sento
    > > dire.
    > > Ma il resto (non la interpretazione) è un
    > > semplice
    > > fatto.
    > > O se ne prende atto oppure ripeto si va alla
    > > guerra coi propri clienti!
    > >
    > > Il problemino che resta da risolvere però (se si
    > > va in guerra) è che i soldini stanno nel
    > > portafogli dello scaricone e o lo si convince a
    > > cacciarne una parte che gli sembri accettabile
    > > oppure la guerra ha un solo e prevedibilissimo
    > > esito!
    > Nella logica di chi scarica gratis non vedo alcun
    > motivo per cui dovrebbero convincersi che pagare
    > qualcosa sia
    > sensato.

    Neanche io vedo logico quello che dici dato che l'esito è già scontato!
    Se non li convinci a pagare chiudi, muori, defungi!
    È un problema tuo convincerli a pagare abbastanza da farti campare sono tuoi clienti non miei!
    Se non pagano abbastanza (come capita a qualunque attività economica) porti i libri in tribunale!
    Alè !
    Fuori dalle balle!
    Non è semplice?
    non+autenticato
  • > Se non li convinci a pagare chiudi, muori,
    > defungi!

    Infatti: e agli utenti, di solito, non frega nulla, perchè il programma che hanno continua a funzionare.

    > È un problema tuo convincerli a pagare abbastanza
    > da farti campare sono tuoi clienti non
    > miei!

    Vero: e devi offrire qualcosa che giustifichi la spesa (ad esempio, un servizio di gioco online valido, che chiuderebbe se tu fallisci)

    > Se non pagano abbastanza (come capita a qualunque
    > attività economica) porti i libri in
    > tribunale!
    > Alè !
    > Fuori dalle balle!
    > Non è semplice?

    Semplicissimo: quoto in toto.
    non+autenticato
  • C'è l'equo compenso che mette a posto tutto, no?
    Di soldi in giro ce ne son pochi; se arginassero, per assurdo, il p2p c'è davvero qualcuno che pensa seriamente che le cose cambierebbero drasticamente?
    Insomma fintanto che un operaio guadagna meno di mille euro al mese (e porto questo esempio perchè il suddetto è la figura più numerosa più o meno ovunque) tra mangiare o comprare il blu ray di Avatar cosa pensate che scelga?
    E poi insomma io Lady Gaga o Vasco alla mensa dei poveri non ce li ho ancora visti. Attenzione ad usare un termine come 'crisi'! Quello si addice alle cose serie...
    non+autenticato
  • l'equo compenso serve a ingrassare la SIAE, non certo a pagare gli artisti.
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > l'equo compenso serve a ingrassare la SIAE, non
    > certo a pagare gli
    > artisti.
    Nel 99% dei casi (e pure della percentuale) è vero anche per quello che paghi in negozio serve a mantenere l'editore e non l'artista!
    L'artista e l'editore sono (anche contrattualmente) controparti con interessi divergenti.
    Di autori che ricavano di che vivere dal compenso del solo copyright ce ne è 1 su milione (a essere buoni) il resto si limita ad arrotondare se gli va bene!
    Chi campa (e bene) sono la SIAE le associazioni varie tra i fonografici e compagnia "cantante" (si fa per dire) e campano di semplice intermediazione!
    Purtroppo non ci sono più i margini per una catena di lunghezza pressochè infinita in cui ciascuno aggiunge il suo "fardello" al costo da pagare.
    Senza contare che si sa benissimo dove finisce il 90% del "fardello".
    E per ora alla mensa dei poveri non si sono visti i "poveri editori" a volte (spesso anzi) si sono visti semmai i "poveri artisti"... e pure quelli che li ascoltano!
    Forse c'è qualcosa che non funziona no?
    non+autenticato
  • guarda, io ti posso dare l'esempio di come funzionava nella mia casa discografica.

    La divisione era 60/40, 60 all'artista, 40 alla casa discografica.

    Sul costo di un CD o di un MP3 poi gravano molte cose, SIAE, IVA, DISTRIBUZIONE.

    Quindi, il prezzo finale non é "incasso puro dell'editore" che fa il parassita... poi dipende da casa discografica a casa discografica, da contratto a contratto... ma in linea di massima é puerile pensare che su 99 centesimi arrivano 99 centesimi ai "cattivi" che poi danno le briciole all'artista...
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > guarda, io ti posso dare l'esempio di come
    > funzionava nella mia casa
    > discografica.
    >
    > La divisione era 60/40, 60 all'artista, 40 alla
    > casa
    > discografica.

    La "tua" casa discografica non lo so ma i dati del mercato complessivo portano meno del 1% (0.87 a essere esatti) che va all'artista!
    C'è stata giusto poco tempo fa un articolo su PI che sintetizzava in modo (un pò approssimativo perchè sintesi era) che trattava questi dati in rapporto al venduto!
    Infatti non c'è artista che ci campi (1 su un milione può permettersi il lusso di vivere di diritti).
    Gli altri (il 99%) ciccia!
    Si arrabattano con lavoretti, serate, localini... e tirare la carretta!
    Ci sono addirittura quelli che arrivano a pagare di tasca loro le spese di "produzione" all'editore per "stampare" il loro cd!
    Non raccontiamoci pietose panzane sul "povero artista" i soldini prendono sempre altre (per la verità solo apparentemente misteriose) strade.
    Certo le "piccole case indipendenti" tirano pure loro la cinghia sulle loro nicchiette di mercato e invece di mettere in discussione un sistema che ingrassa a dismisura i soliti 3 o 4 stanno al gioco (e di quel gioco prima o poi crepano!) nella vana speranza che si avveri il mantra "da grande farò la Universal" .... seee come no!
    A bocca aperta
    Tutta roba che conosco bene e la conosco a memoria...
    Sai nella mia generazione molti "hanno frequentato l'ambiente" chi più chi meno tanti avevano il loro "gruppo" e tanti hanno ancora amici "nel giro"...
    Oggi per fortuna se vuoi suonare perchè ti piace ti organizzi con poco e qualche amico... registrare e produrre roba anche di ottima qualità è alla portata degli appassionati... il resto è pura fuffa... da britney spears!
    Non prendiamoci in giro per favore!

    >
    > Sul costo di un CD o di un MP3 poi gravano molte
    > cose, SIAE, IVA,
    > DISTRIBUZIONE.

    Cioè le tasse (non sono un costo le riversi per intero come te le da l'utente)...
    Il resto (distribuzione e intermediazione) è diventato INUTILE!
    È servizio e il guadagno può essere solo marginale... MARGINALE capito?
    Altrimenti non sei competitivo dato che la distribuzione digitale ha costi NEAR ZERO!
    Non ce ne è abbastanza per "garantire" rendite di posizione!

    >
    > Quindi, il prezzo finale non é "incasso puro
    > dell'editore" che fa il parassita... poi dipende
    > da casa discografica a casa discografica, da
    > contratto a contratto... ma in linea di massima é
    > puerile pensare che su 99 centesimi arrivano 99
    > centesimi ai "cattivi" che poi danno le briciole
    > all'artista...
    Non è puerile è la realtà leggi i dati!
    Li tengono abbastanza "nascosti" (poca pubblicità) ma haimè se googli (altro danno della tecnologia) li trovi!
    Se compri (dove vuoi) "in the jungle the mighty jungle" quanto va all'autore?
    Lo sai?
    Occhiolino
    non+autenticato
  • ma guarda che la maggior parte degli artisti guadagna poco perché vende poco... se vendi 1000 copie non fai nulla... se vendi 6 milioni di dischi... anche con 50 cents a copia ti fai 3 milioni di €
    MeX
    16902
  • Ti fai sicuramente più soldi con i live, solo che a guadagnarci con i concerti non sono le etichette, ma giustamente gli artisti con le società di management.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tony
    > Ti fai sicuramente più soldi con i live,

    dipende.
    Se hai giá avuto un buon successo discografico si... sennó con i live ti fai un po' di cash extra ed esperienza, niente di piú

    > solo che
    > a guadagnarci con i concerti non sono le
    > etichette, ma giustamente gli artisti

    ci guadagna di piú perché ci sono meno passaggi

    > con le
    > società di
    > management.

    si... beh ci mancherebbe che non ci guadagnino anche loro
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > ma guarda che la maggior parte degli artisti
    > guadagna poco perché vende poco... se vendi 1000
    > copie non fai nulla... se vendi 6 milioni di
    > dischi... anche con 50 cents a copia ti fai 3
    > milioni di
    > €
    Io guardo...
    Guardo le cifre!
    E guardo i fatti!
    La merini ha venduto un sacco ma campava col sussidio di stato!

    E ripeto l'editore guadagna "il suo" (si fa per dire) su tutti (che vendano o meno) mentre il "povero artista" ripeto... 1 su un milione si può permettere il lusso!
    Per questo motivo non mi incanta il discorso sul "povero artista".
    L'editore ha bisogno del "povero artista" e il fatto di esserne controparte lo spinge (per ovvio interesse) a gabbarlo... il contrario no!
    Francamente che britney spears venda 6 o 7 milioni di dischi non è motivo bastante a convincermi a sovvenzionare la "cultura" (si fa per dire) di tasca mia con protezioni e aiuti di stato.
    A lavorare!
    Zappa e vanga!
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • quantifica "tanto"

    Quello che dico é che sul prezzo di vendita sia l'editore che il musicista (il mondo editoriale non lo conosco, io ti parlo di cose che ho visto per esperienza diretta) prendono una parte molto piú bassa vista SIAE, IVA e DISTRIBUZIONE

    Per vedere "qualcosa" di interessante devi andare oltre le decine di migliaia di copie vendute... e questo vale per l'artista, tanto quanto per la casa discografica.

    L'editoria in effetti ha agevolazioni sull'IVA e non son quale sia lo standard di retribuzione... mi sembra che sia solo l'8% che va all'artista, io peró ti parlo di musica, il resto non lo conosco e non mi pronuncio
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > quantifica "tanto"
    >
    > Quello che dico é che sul prezzo di vendita sia
    > l'editore che il musicista (il mondo editoriale
    > non lo conosco, io ti parlo di cose che ho visto
    > per esperienza diretta) prendono una parte molto
    > piú bassa vista SIAE, IVA e
    > DISTRIBUZIONE
    >
    > Per vedere "qualcosa" di interessante devi andare
    > oltre le decine di migliaia di copie vendute... e
    > questo vale per l'artista, tanto quanto per la
    > casa
    > discografica.
    Ripeto che per camparci devi andare oltre il milione e si tratta di una esigua minoranza.
    Il break event per l' editore arriva ben prima, per ovvio effetto di scala.
    Morale nessuno (o quasi quantitativamente parlando) campa di diritti.
    Solo l'editore ci vive perché se a conti fatti non arriva al break event non pubblica!
    Questo è il succo!

    >
    > L'editoria in effetti ha agevolazioni sull'IVA e
    > non son quale sia lo standard di retribuzione...
    > mi sembra che sia solo l'8% che va all'artista,
    > io peró ti parlo di musica, il resto non lo
    > conosco e non mi
    > pronuncio
    Io invece mi pronuncio eccome.
    Zappa, vanga e a lavorare!
    Altro che equi compensi finanziamenti e leggine lobbistiche di protezione!
    Sudarsi il pane e competitività.
    altrimenti si chiude e fine!
    non+autenticato
  • ....che continueranno a fare orecchie da mercante....
    d'altronde non sono altro che mercanti....
    non+autenticato
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