Roma - Era già stato definito come un potenziale "SCO II", in onore del più celebre caso giudiziario riguardante il mondo Linux, ma a conti fatti la causa intentata da
IP Innovation LLC si è rivelata essere null'altro che una bolla di sapone. Nel 2007 la società statunitense aveva chiamato alla sbarra
Novell e
Red Hat, colpevoli a suo dire di aver infranto un brevetto assegnatole dall'USPTO nel 1991.
Parimenti al succitato caso SCO, una vera e propria
storia infinita che si è trascinata per anni e nonostante il fallimento della società promotrice, la
causa intentata da IP Innovation si sarebbe potuta trasformare in
una minaccia per l'intero ecosistema Linux. Il brevetto incriminato riguardava una funzionalità di gestione di desktop multipli, con una definizione vaga al punto giusto per comprendere gli asset fondamentali delle funzionalità grafiche integrate nel sistema operativo del Pinguino.
Fortunatamente per l'ecosistema Linux, però, una giuria del Texas ha dato ragione a Novell e Red Hat e ha respinto le richieste restrittive di IP Innovation, non avendo quest'ultima fornito prove sufficienti a sostenere la sua tesi. Ancora una volta, dunque, il sistema operativo open source
par excellence esce vittorioso dai tribunali.
Ovviamente
soddisfatti della conclusione della vicenda i due
vendor Linux, con il vice-presidente esecutivo di Red Hat, Michael Cunningham, che ha così
commentato: "La giuria ha respinto tre brevetti invalidi che erano stati mascherati come nuove e importanti invenzioni, mentre non lo erano affatto". Non si conoscono, al momento, le reazioni di IP Innovation.
Alfonso Maruccia