Alfonso Maruccia

Linux e brevetti, scoppia una bolla di sapone

Finisce in un nulla di fatto una causa intentata contro Red Hat e Novell. Ancora una volta il Pinguino Ŕ salvo. E i patent troll affondano

Roma - Era già stato definito come un potenziale "SCO II", in onore del più celebre caso giudiziario riguardante il mondo Linux, ma a conti fatti la causa intentata da IP Innovation LLC si è rivelata essere null'altro che una bolla di sapone. Nel 2007 la società statunitense aveva chiamato alla sbarra Novell e Red Hat, colpevoli a suo dire di aver infranto un brevetto assegnatole dall'USPTO nel 1991.

Parimenti al succitato caso SCO, una vera e propria storia infinita che si è trascinata per anni e nonostante il fallimento della società promotrice, la causa intentata da IP Innovation si sarebbe potuta trasformare in una minaccia per l'intero ecosistema Linux. Il brevetto incriminato riguardava una funzionalità di gestione di desktop multipli, con una definizione vaga al punto giusto per comprendere gli asset fondamentali delle funzionalità grafiche integrate nel sistema operativo del Pinguino.

Fortunatamente per l'ecosistema Linux, però, una giuria del Texas ha dato ragione a Novell e Red Hat e ha respinto le richieste restrittive di IP Innovation, non avendo quest'ultima fornito prove sufficienti a sostenere la sua tesi. Ancora una volta, dunque, il sistema operativo open source par excellence esce vittorioso dai tribunali.
Ovviamente soddisfatti della conclusione della vicenda i due vendor Linux, con il vice-presidente esecutivo di Red Hat, Michael Cunningham, che ha così commentato: "La giuria ha respinto tre brevetti invalidi che erano stati mascherati come nuove e importanti invenzioni, mentre non lo erano affatto". Non si conoscono, al momento, le reazioni di IP Innovation.

Alfonso Maruccia
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55 Commenti alla Notizia Linux e brevetti, scoppia una bolla di sapone
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  • L'ufficio brevetti dovrebbe avere scienziati per sapere cosa brevettare, senza accumulare un caos difficile da addomesticare. E se c'è uno scienziato, o chiude l'ufficio per manifesta violazione di logiche chiare o diventa Einstein, che lascia Maxwell (vado a memoria) a farsi il mazzo senza la gloria. Per cui imho, se hai un segreto, o lo sfrutti da solo e ti prendi tutti i frutti tenendolo segreto, o se lo pubblichi, non puoi chiedere di non usarlo o fare finta di non sapere o tassare ogni piccola applicazione e contare tutte le minuzie, e nel caso, si dovrebbe pure rispondere di tutti gli eventuali danni prodotti da quella idea che si è fatta pagare. Ti fai pagare? Ne rispondi. Non fai pagare nessuno, non ne rispondi e aspetti i premi, che la società civile dovrebbe attribuire.

    Imho, i brevetti sono esigenze industriali per convenienze e convenzioni industriali, la società civile, che guarda in prospettiva di benessere sociale senza interessi di parte, quando si accorge che l'industria vorrebbe assoggettare lo sviluppo alle sue logiche di sfruttamento, dovrebbe dettare legge e invitare a pubblicare, e se qualcosa ha valore lo può trovare il modo di ricompensare un'idea brillante sfruttata da altri, lo stesso.

    Ma siamo sempre nei tempi che i più grossi fanno credere ai cittadini che sono piccolini, che prima vengono i grossi, imho, i grossi sono piccoletti rispetto alla nazione, è il cittadino che crede alle loro favolette.
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    Modificato dall' autore il 07 maggio 2010 01.45
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  • Il problema non è il brevetto in sè come concetto ma l'uso che se ne dà nel campo dell'informatica. Nell'industria reale (nel senso che fa oggetti che puoi toccare) il brevetto funziona bene. Crei un accrocchio innovativo, consegni il progetto all'ufficio preposto e, se davvero il tuo accrocchio innova, ti rilasciano il brevetto di cui beneficerai per vent'anni. La cosa buona è che se vuoi brevettare la macchina sparaballe, DEVI presentare il prototipo funzionante (il progetto di costruzione); non basta dire che hai inventato una macchina che, schiacciando un tasto, le spara più grosse di Berlusconi (come invece avviene nel mondo "non reale" del software). Poi chiunque può brevettare altre macchine sparaballe: basta che funzionino in maniera diversa dalla tua.
    non+autenticato
  • In ogni caso, non puoi piegare un'idea al gusto industriale, non è fatta solo per quello, e chi risponde dei guasti? Dei difetti? L'originale che si fa pagare o il costruttore che la porta al mercato? Risponde l'originale di tutti i danni che può causare? Il costruttore dovrebbe provare come risponde il reale al suo uso su strada? Ti fidi a far produrre un oggetto a chi ha solo il modello di un frutto? Di tanti sviluppi tenuti in cassetto per portare a quello? Ti fidi di chi va di fretta per averne il primato? ╚ solo una convenzione da industrie per scambiarsi modelli, che porta a una serie di contro per solo qualche pro. L'industria potrebbe fregarti il modello e tu che hai inventato averne lo scorno? Davvero? Se tu l'hai inventato, quel genio svanisce? Difficile trovare qualcuno che mette la fabbrica sua a produrre con te? Qualcosa saprai no? Se è il merito è tuo, un oggetto non si sviluppa sempre? L'ideatore, non dovrebbe stare molto più avanti di chi copia un solo momento di tutto il percorso di creazione? Già sapere le strade più buone per farne migliori? E quelle che proprio non promettono grande futuro?
    Meucci? Se non c'era l'ufficio non correva nessuno e tutti avrebbero sviluppato a piacere e se ancora Meucci rimaneva in miseria, non doveva l'intera nazione riconoscergli il suo? E se si parla di sviluppo industriale, non è quella nazione il panorama mondiale?
  • L'ufficio fù chiuso da Einstein perché dopo Maxwell (sempre a memoria) nessun ricercatore che fosse arrivato fino alla scoperta di Maxwell, avrebbe mai potuto ritornare a fare la stessa scoperta, poteva scegliere tra affidarsi all'ufficio brevetti, nonostante il bug scoperto da Einstein? Per intenderci lo zio Bill dell'ufficio brevetti. Anzi certa storia informatica riporta spesso che nei territori recintati di fuffa c'è qualche Zio Bill e un ufficio brevetti. Dopo Einstein, come descritto, l'ufficio è buggatoTOPPESCORE jeecodeee, nel senso di logicamente insostenibile e quindi no bbuono, le industrie possono ottenere molto di più da proficui scambi tecnologici scambiando competenze con passaggio di formazione, dal punto di vista della analisi artistica di zio Me in uno scambio dialettico anche la parte più colta riceve spunti per fare sviluppi.
    Una industria guadagna sviluppo se scambia intelligenza con un altra, basta che siano diverse, la solita equazione di stato della retta artistica, il diverso dall'incontro produce diverso quindi nuovo.
    Del resto i modelli industriali sono solo quelli del marchio? In Giappone risulterebbero trust, quindi aggregazioni di distretti produttivi diversi che aumentano la capacità complessiva del trust disponendo di ogni capacità dei settori, quel modello soffre però la costituzioni di colossi che se aumentano aggregando, la diminuiscono separando, e soprattutto diminuiscono la varietà delle combinazioni possibili invece, con strutture meno rigide. Favoriscono la sicurezza del mantenimento di un distretto industriale dalla possibilità di compensazione, al costo però per zio Me troppo grande della rinuncia alla varietà.


    la tua osservazione zio Te è solo una delle tante tra le tante che si possono trovare come quelle descritte da zio Me.

    Hai presente quando c'è un bug molto grave? Puoi contare i casi in cui il comportamento di un presunto funzionamento meno buggato può produrre altri bug? Puoi contare tutti i casi del patent trolling descritti da zio Me?
    Si potrebbe fare un concorso di idee a premi, un giochino di zio Bill per ogni bug dell'ufficio brevetti, e in questo caso avrei sprecato tutti quei bug per niente?
    In sintesi, zio Te hai idea di quanto potrebbero chiedere di risarcimento i discendenti di Maxwell all'ufficio brevetti? Ragionando con la logica dell'ufficio. Una lettura esperta della collezione di brevetti assegna a Einstein il merito del nome conseguito sulle ricerche spettacolari di Maxwell? Ed Einstein lavorava per l'ufficio!!!! L'ufficio stesso non permette di controllare gli effetti della sua collezione sul percorso delle idee.


    Anzi fresca, il paradosso dell'ufficio brevetti.

    Più aumenta la comprensione di una catalogaizone efficiente dell'ufficio e più Einstein si porta a casa il più bello.

    E guarda che porta l'analisi artistica di zio Me a casa di Maxwell:

    http://www.patent-invent.com/electricity/inventors...


    Che nonostante i bug dell'ufficio brevetti, il new business model di google indica chiaramente che è l'ufficio brevetti ad avere bisogno di Maxwell per farsi pubblicità, l'ho cercato pure in un servizio per l'ufficio, e per darti una cosa hanno la tecnoGEEKcrazya di mezzo che ordina tutto in fila!!! E la ricerca avanzata ti offre la possibilità di cercare per termini in così tante categorie che si confondono solo. A un umano gli chiederesti Socrate, da qui a lì tutto Socrate, all'ufficio: se gli dici socrate, ti porta tutti i libri brevettati ORRORE, dove compare la parola Socrate per un qualche motivo, e quindi ti dovrebbero portare pure tutti i brevetti dei Pre secrotatici, se l'ufficio avesse pure una catalagozione per categorie erudite. Si può chiedere l'autore, ma a parte il passaggio da una domanda alla possibilità, da cercare, di accoppiare un termine a un tipo di ricerca, il sistema essendo bello pienotto di brevetti, lo mette insieme a tantissimi altri, e addirittura, nel delirio dei buroGEEKrazy c'è un linguaggio, simbolico, che non assomiglia a niente di amichevole, che serve per districarsi nell'amalgama strana di idee brevettate con un linguaggio GEEKISSIMO uomo servizio ricerca almalgama strano ufficio brevetti. Che deve essere il modo per un po' mitigare l'effetto del bug scoperto da Einstein, nessun lontano discendente di Einstein sarebbe in grado di assoggettarsi ad avere a che fare con quel servitore GEEKbeota che ti fa quaranta domande per portarti un caffé, e te ne portasse uno, ancora potrebbe essere utile, ma nella logica dell'intelligenza dell'ufficio brevetti GEEKISH, ti deve portare tutta la roba dove compare la parola caffé e anche il cafféttano possibilmente, dipende dalle opzioni, se il caffe è stato registrato col C.A.P. però si potrebbe fare prima, se trovi il form dove puoi scegliere quello del caffé?

    segue composizione artistica:

    Imho, l'ufficio dovrebbe sanare il bug trovato da Einstein aprendo le porte a tanti eruditi, almeno uno per ogni GEEKKOcrate, senza richieste di conoscenze informatiche, e partendo almeno da Parmenide e poi anche prima, cominciare a dare valore alla conoscenza per l'ufficio brevetti, presentando il loro modello di esposizione delle idee per una descrizione il più possibile bella e assegnare alle scoperte e apporti un valore attuale per l'ufficio, da rendere disponibili alle lingue o a un'altra parentela erudita con tutti i Maxwell di prima di Einstein, ovvero anche quelli che pubblicando le loro idee quando le ritengono pronte, non si vede perché non dovrebbero ricevere premi se valgono molto? Perché non corrono all'ufficio brevetti? Io non ce lo vedo Platone correre a brevettare, eppure, imho, l'ufficio erudito dovrebbe chiedere a chi più ha sfruttato brevetti di rifondere la Grecia per l'apporto delle sue innovazioni e cultura. Gli eruditi dovrebbero sfruttare i GEEKcrazyci dell'ufficio, per testare la bellezza della descrizione erudita GEEKcompliant, calcolando l'effetto GEEKsano, offrendo alle industrie una formazione, brevettata dall'ufficio erudito, per formare cultura anche se fanno cucito.
    Ottenendo un classico effetto google business model per l'ufficio Erudito GEEK che fa da posteri e ad mayora.
    Un google business model per l'ufficio brevetti che descrive il pensiero.
  • Se non si fosse capito
    Einstein ha chiuso l'ufficio brevetti
    o
    Ha risolto la ragione dell'ufficio brevetti, nel primo bug dell'ufficio brevetti di Einstein.

    Una raccolta di idee brevettate sistematicamente collezionate è provato offre i frutti più buoni agli ufficiali abbrevettatori o a qualcuno che ne sa approfittare.




    Brevettare un'idea fino a un'applicazione, addirittura, è contrario a ogni logica plausibile che acceda al piano pubblico. Può avere solo valore ristretto nel privato. Il pubblico stesso non può imporre di non sviluppare o produrre o derivare qualunque idea fino alle applicazione pratiche perché non esiste il diritto di vietare un'idea e tutti i passaggi che ne producono altre, in tutti in frangenti che quella idea continua a dare i suoi frutti, fino a quelli che qualcuno vuole comprare, perché si può portare a casa, uno dei tanti frutti arrivati fino a lui.

    Qualcuno altrimenti dovrebbe pubblicare un bel dialogo tra Platone e l'ufficio brevetti, poi un altro con un Einstein e se ha ancora rimangono dubbi c'è:

    Il secondo bug dell'ufficio brevetti.
    Per quale ragionevole motivo qualcuno prima di avere un'idea, svilupparla, applicarla, fare industrie, produrre beni, dovrebbe prima conoscere: tutte le idee, le tecniche, gli applicativi, le merci e i loro brevettatori?! Secondo la genealogia delle idee frettolose da presentare!?! Senza un'indicazione sulle idee e la cascata di tecniche e applicativi precedenti??? Una parvenza di cognizione su che tipo di valutazione si sarebbe dovuto dare alle idee degli antichi? E il seguito della cascata di tecnica, tecnologia, applicativi, strumenti, beni, merci, e ogni altro passaggio che porta un'idea a diventare commercio o progresso? E se i brevetti hanno una scadenza, dovremmo pensare, che non essendoci motivo plausibile da cui ricavarla, e lo dimostra il fatto che le scadenze sono storicamente variabili, per quale motivo una scadenza dovrebbe essere meglio di un'altra? I diritti dei discendenti di Platone, e potrebbe non doversi considerare solo la biologia, per quale motivo dovrebbero pensare che diritti ultra millenari non sarebbero una migliore scadenza arbitraria? Quindi i discendenti di Platone potrebbero fare causa all'ufficio brevetti perché quell'arbitrio li ha privati dello sfruttamento di loro diritti?
    E tutti quelli che hanno studiato, hanno conosciuto l'ufficio brevetti e Platone, credono all'ufficio?! Platone con tutte le intelligenze dello scibile umano fino all'ufficio brevetti.

    L'ufficio brevetti industrializza l'idea, l'attribuisce, e la cataloga, aspettando contese per eventuali risoluzioni di pedigree!!! Si tratta di un allevamento di idee, in cui si portano dei capi di bestiame di idee, senza pascolo, inanimate e non si sa se animabili, e che potrebbero anche servire a nulla! Per l'ufficio brevetti, in una sorta di prenotazione o di scommessa su una brillante idea brevettabile prima che qualcuno di corsa si rechi all'ufficio e presenti una idea somigliante alla tua, ed etichettandola, non potrà che considerarla ritardataria, rispetto alla costruzione del castello d'idee brevettate, che l'ufficio sta ordinatamente mischiando in posizioni qualunque . Cerca di considerare quelle titolari di diritto di avere un prezzo e quindi vendere l'idea come una patata, in modo che l'ufficio possa assaggiare tutti i purè pure, e decretare che quel purè non sia stato fatto con la vostra patata!

    E poi c'è il bug dell'ignoranza dell'ufficio.
    L'ufficio, portando le idee al supermercato, non può sapere se sta organizzando la vendita delle migliori idee che si potrebbero sfruttare, ma obbliga a dover prima controllare il supermercato dell'ufficio se quell'idea non abbia già un titolare che sia arrivato prima, cosa che dovrebbero fare secondo l'ufficio, tutte le industrie serie, prima di produrre qualunque cosa senza conoscere tutta la genealogia delle idee presentate e se queste non siano già assegnate al primo arrivato.
    Così l'ufficio inganna l'industria che sia l'ufficio ad avere le idee migliori, altrimenti perché avrebbero dovuto brevettarle, dice l'ufficio, che forse non si è mai accorto di non avere tutta la pubblica approvazione della sua condotta, necessaria a una convenzione, e che non c'è un obbligo di brevetto!!!
    Senza obbligo possono esserci idee migliori di quelle dell'ufficio, che non sono brevettate e saranno sfruttate da altri fino che a qualche abbrevettatore non venga in mente di brevettarla, a quel punto l'ufficio dovrà risolvere la paternità dell'idea e non può pretendere che il suo brevetto abbia validità se l'idea esiste già, nelle case di mezzo mondo magari.

    E poi c'è il bug scoperto dal Congresso degli Stati Uniti d'America stesso
    Basta cercare Bell e Meucci

    Evitare le false attribuzioni, potrebbe bastare.
    Poi rimangono i marchi, che ha senso registrare per non fare confusione, ma perché distruggere i falsi? Nel caso marchiarli di copia per l'inganno al cliente, e le multe a favore del nome originale, perché al nome la frode è ristretta, il resto è un oggetto, che ancora ha un valore, se qualcuno lo vuole.

    Così anche i marchi, registrano un nome per poter garantire chi ha prodotto un bene, in modo da dare al proprio utente o cliente, l'indicazione della provenienza, ma il nome stesso del marchio, anche se fosse parola a zero risultati nei motori di ricerca della rete, non avrebbe altro effetto di non potere usare quel nome per vendere nulla senza l'assenso del titolare del marchio, ma la lingua non lo concede di marchiare parole, non si può ingannare l'utente sulla provenienza, ma tutti non possono che avere la stessa libertà di prima, di usarla al solito gusto, non facendo affari sfruttandone il nome.

    >>>>Segue evidenza del bug dell'ignoranza dell'ufficio brevetti
  • Evidenza del bug dell'ignoranza dell'ufficio brevetti.


    Considera intanto che scienziati hanno di meglio catalogato e insegnandolo non danno dei numeri, ma spiegano tutto quello che potrebbe servire facendo discorsi e invitando al dialogo e chiedendo la pratica applicazione di ogni tipo di casi si possa escogitare, fino a scadere nel vizio, di avere bisogno di almeno ogni tanto di qualche problema che sembri insoluto. Per cui anche un insoluto apparente, ai fini dell'idea è una bellissima invenzione, però non per l'ufficio, l'idea nuova non c'è, solo un caso intricato, basti sembri non possibile davvero, fino a quando è davvero impossibile, e addirittura, fino a stravolgere la storia delle idee e quella dell'uomo. Perché le idee non si sa quanto son buone, o buone del tutto, e con quali confini, e potrebbero anche risultare mediocri e anche dannose, e di questo, se ci si fa pagare la parte pregiata, sempre secondo l'ufficio, si dovrebbe rispondere degli effetti di quella sui difetti dei suoi frutti.


    E veniamo a zio Me, nell'occasione di una bella invenzione casuale, imho, matematica senza neanche tutti i teoremi e molte materie ancora, e il mio ritmo libero voleva ancora degli anni, intanto ebbi certezza che studiando nei posti seri le idee fecondano sole, perché non sono archiviate numerate, ma logicamente dimostrate e provate, con l'interesse a tutti gli aspetti per averne sviluppi, continui, incessanti, tenni tutto per me.


    Non solo, li dimenticai pure, abbandonando tutta la tecnica, e occupandomi di tutto il resto dell'universo che non avesse tecnica che mi ricordava il passato. E questo per decenni, fino al recente, quando ho realizzato che dovevo pubblicarla. Infatti non era nemmeno una invenzione ma un metodo, applicabile per soluzioni, quali? Le più varie. Da cui, ho argomentato dopo, potrei averlo usato già per la Teoria della paradisoccupazione, che non c'è in quella matematica, ma il metodo ora traspare a miei occhi. Così quando ormai non credevo dovere tornare a occuparmi più di tecnicismi, il web e la sua grammatica mi riportarono pure la matematica, da cui il metodo è saltato all'uso fuori da solo, perché una matematica può pure non usarsi e non lo usavo, ma un metodo, non c'è modo, una volta acquisito, i suoi frutti, se buoni, son parenti di quell'idea, e se vengono i frutti, chi sa tenerli per sé soli? Ma il modo è scorretto, zio Me ho un metodo, che uso quando mi pare, anzi si usa da solo, ogni volta che si prende dei meriti, perché si dichiara parente di qualche trovata, ma ogni dialogo sbilancia gli equilibri a favore del segreto. E senza nessuna ignoranza dell'interlocutore, che anche avendo studiato le stesse identiche idee, non ha modo, di usare quel metodo, di averlo disponibile quando può usarsi, e assommare i suoi risultati nella disponibilità dei frutti pregiati pronti all'evenienza, senza partita tra pari. Così il lontano può pure avere da zio Me senza danno e godersene i frutti, ma il vicino si trova a dover ragionare con chi usa un segreto e i vantaggi che dà si dimostrano bari, non siamo alla pari, anzi, so che posso sempre contarci. Così dopo che i frutti diventano tanti, non posso che dire pure da quale seme discende.

    Da cui da il metodo, a zio Me noto da decenni:

    teoria della retta artistica

    (in ordine vario e più interessanti per me nella memoria i frutti più ghiotti)

    Teoria della paradisoccupazione – universal resource – motomolla – città macchina piramidale – nirvana di neanderthal* (due teorie genetiche e nuova definizione di specie)- bipersonal-modello premia autori-tubo nave-politubo-jeecoddee-tuttAmeba (grazie MexSorride ) -e altre diverse teorie genetiche-




    *suggerì Basement_cat e poi cercava di invalidare perché poco apparentemente grazioso, non so quanto consapevole che il suo era un metodo scientifico, e spettava a me difendere i frutti del suo guizzo nel buio.

    Produrre più frutti?

    Capire il saputo e avversare l'ignoto, pensare e comunicare, e già dal dialogo colle parole, gli Antichi scoprirono che i frutti migliori si fanno da soli, e si offrono a tutti.
  • Azz... un trattato filosofico addirittura. Complimenti. A 'sti livelli non posso minimamente controbattere. Mi arrendo e mi ritiro commossoSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: waka_jawaka
    > Azz... un trattato filosofico addirittura.
    > Complimenti. A 'sti livelli non posso minimamente
    > controbattere. Mi arrendo e mi ritiro commosso
    >Sorride

    La commozione è contagiosa, In lacrime datti da fare e scova qualche bug, l'analisi artistica legge molte cose considerandoli.

    Da una mail mai spedita per fortuna:

    the freedoom is in the range of the mistake

    che potrebbe non essere novità
  • - Scritto da: Africano
    > L'ufficio brevetti dovrebbe avere scienziati per
    > sapere cosa brevettare, senza accumulare un caos
    > difficile da addomesticare.

    ma nemmeno

    una volta il brevetto si concedeva a chi aveva un prototipo funzionante dell'oggetto del brevetto

    si andava poi a valutare se c'erano brevetti che coprissero la stessa invenzione

    il problema è che oggi ti presenti con un pezzo di carta dove ci sono scritte cose assurde senza fondamento ( è stato brevettato pure il mitico MEG ovvero il moto perpetuo ) e ti danno il brevetto

    è questo il vero problema
    non+autenticato
  • no dovrebbero eliminare i brevetti... inventi una cosa, producila e falla bene... se qualcun'altro la fa meglio ad un prezzo minore, l'ha fatta meglio di te!
    stop..
    altro che brevetti!
    brevetti = mafia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pota
    > no dovrebbero eliminare i brevetti... inventi una
    > cosa, producila e falla bene... se qualcun'altro
    > la fa meglio ad un prezzo minore, l'ha fatta
    > meglio di
    > te!
    > stop..
    > altro che brevetti!
    > brevetti = mafia.

    Certo, comincia ad investire tuoi soldi per far qualcosa da vendere che poi ridiamo quando qualcuno copiando da te e apportando si e no qualche ritocchino vende un prodotto simile al tuo e ti fa chiudere bottega.
    non+autenticato
  • Mi domando quale nuova testa di legno verra' ora pagata da Microsoft per adare all'attacco di GNU/Linux....
    non+autenticato
  • Be' vedrai che qualche altra prostituta in via di fallimento della "niu-economi" con manager riempiti di bonus come un tacchino ripieno si farà avanti presto ... e farà la stessa fine delle altre ...
    non+autenticato
  • no no c'è ancora SCO che promette fuoco e fiammeA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > no no c'è ancora SCO che promette fuoco e fiamme
    >A bocca aperta
    Le fiamme che vorrebero fare sono quelle dei libri contabili che il giudice gli ha fatto portare in tibunale per fallimento!
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito
    > Mi domando quale nuova testa di legno verra' ora
    > pagata da Microsoft per adare all'attacco di
    > GNU/Linux....

    Mi domando quale testa di legno riesca a leggere Microsoft al posto di IP Innovation e non riesca ad arrivare al punto dell'articolo dove parla di una "funzionalità di gestione di desktop multipli" che windows non ha mai avuto
  • - Scritto da: p4bl0
    > - Scritto da: attonito
    > > Mi domando quale nuova testa di legno verra' ora
    > > pagata da Microsoft per adare all'attacco di
    > > GNU/Linux....

    > Mi domando quale testa di legno riesca a leggere
    > Microsoft al posto di IP Innovation e non riesca
    > ad arrivare al punto dell'articolo dove parla di
    > una "funzionalità di gestione di desktop
    > multipli" che windows non ha mai avuto

    http://punto-informatico.it/2088290/PI/News/un-bre...

    Circa a meta' :

    Groklaw evidenzia alcuni presunti collegamenti tra Acacia e Microsoft: in particolare, risulta che proprio di recente la prima abbia accolto tra le proprie file almeno tre ex manager di BigM, due dei quali sono stati nominati vice presidenti. "A luglio un dirigente di Microsoft arriva in Acacia; il primo ottobre ne arriva un secondo, un esperto di brevetti. Il 9 ottobre, IP Innovation, una sussidiaria, fa causa a Red Hat e a Novell. Ce n'è abbastanza per definire Acacia un'amichetta di Microsoft", si legge sul celebre blog paralegale. "Credo che SCO II sia arrivata".
    krane
    22544
  • Analisi'

    ragionate sempre sulle stesse cose
    non si vede niente se si guardano gli episodi
    si deve vedere non solo la situazione secondo opinioni
    ma cercare una visione prospettica senza categorie cavillose
    se si descrive un ambiente nel modo più semplice coerente
    si può avere una valutazione meno opinabile
    Inoltre, in era forum digitale, si nota una certa assenza
    di categorie non solo bit e chip, sembra tutto chiuso da sé
    ogni linaro colla sua idea di licenza esprime l'idea che ha lui
    di libertà
    solo che
    con tutti i vantaggi che offre la libertà non può nemmeno questa
    determinare una visione significativa di una situazione
    senza una valutazione del proprio peso e capacità e prospettiva
    e visione dei movimenti se indicano direzione obbligate

    così per certi, il software libero, che è già pubblicato, potrebbe,
    con tutto il tempo che è passato, per reclami ritardatari
    mettere royalties? Cosa? Giocarselo a dadi?
    Poi l'ufficio brevetti è buggato.
    Fosse stato uno qualsiasi a scoprire il bug, ma non fu proprio così.
    Quindi quell'ufficio prima dovrebbe risolvere quel bug, ma quel bug
    non è il più grave per l'ufficio, perché l'ufficio è assurdo, sarebbe bastato
    pensare a Platone, per cui il bug più grave è nella logica che da una convenienza
    impone limiti alla conoscenza inconcepibili col digitale, è contrario a ogni più
    buia prospettiva del progresso della civiltà, una società che fa servo il corso delle
    idee a una numerazione a codici di archiviazione da programmi.
    I bug, che sono parecchi, dovevano esserci necessariamente, dalla logica, come può essere di registrare montagne di idee, impacchettandole nei limiti del caos immaginabile, senza la logica di una studio, ma al primo che arriva si trova un posto, si genererà una stratificazione di schegge di corse alla registrazione per non perdere l'occasione di avere la propria parte nel commercio dello sviluppo del pensiero umano, a leggerlo non è un'assurdità? Perché l'analisi dei linari si ferma all'ambiente delle licenze, non ha senso pensare al codice libero e poi ritenere che le licenze possano darsi ognuno la sua, non possono che valere regole semplici a ragione della necessità di facilitare la diffusione del codice e diffonderlo, e invece anche i linari pensano che tutto sia determinabile dalle licenze, ma come potrebbe essere che un zio Bill col codice chiuso non abbia potuto fermare il codice, che anzi incoraggiava, e poi il codice aperto dovrebbe essere più protetto col codice chiuso. Come? Dalla licenza? La licenza è una protezione non solo falsa ma dannosa alla salute del sistema per gli effetti. Non protegge niente, perché anche se non prendessero il codice, e se volessero potrebbero farlo, e questo è un bug nella protezione e nella licenza, poi lo stesso hanno sempre sotto gli occhi gli sviluppi, quindi da cosa protegge la licenza? Dalla paura? Si ha paura che venga rubato il codice, ma è sempre un contratto che non guarda l'utente, un rispetto reciproco di contratti tra parti scritto da programmatori, senza gli utenti però.
    Quindi è il contratto che non ha senso. E in più, riesce a far credere che delle licenze pubbliche, proteggendo dal furto di codice abbiano risolto qualche problema, non ho mai ben capito quale? Un contratto sbilanciatissimo a favore di zio Bill.
    Zio Bill non deve volere prendere il codice e i linari chiedono che non si usi quello loro. Ma se è aperto? Che differenza fa? Al posto che prenderlo a pezzi se vogliono farlo da quello lo studiano meglio? Ma non è questo, zio Bill deve trattenersi dal prenderlo e il libero lo chiede da aperto.
    Quindi la licenza libera non protegge il codice, se non dall'invasione nel codice di zio Bill.
    Domandati, saprebbe poi svilupparlo nel chiuso?

    Poi ci si dovrebbe fidare più della propria forza che delle protezione, e sembra quasi che siano ai linari che non credono alle sorti del digitale libero, che sviluppa fantastico ma guarda al 1 bug di mark
    Mi pare una favola, come non si veda che zio Bill non ha problemi di fuffa ma di sviluppo, il modello chiuso non è diventato difficile per la fuffa se si vende bene ma per lo sviluppo libero che ha pochissimi limiti.
  • "Se fosse possibile disporre del codice sorgente di Windows, si scoprirebbe che è proprio Microsoft a violare la proprietà intellettuale, non solo di Linux, ma anche di numerose altre aziende".

    Questa affermazione di Linus Torvalds può essere estesa anche a IP Innovation e ad altre aziende del mondo closed; cosa salterebbe fuori se si disponesse del codice sorgente di Flash Player, SilverLight, PhotoShop, AutoCAD, MathCAD, Internet Explorer, Windows Media Player?

    Meglio non indagare ...
    non+autenticato
  • > "Se fosse possibile disporre del codice sorgente
    > di Windows, si scoprirebbe che è proprio
    > Microsoft a violare la proprietà intellettuale,
    > non solo di Linux, ma anche di numerose altre
    > aziende".

    http://punto-informatico.it/2749062/PI/News/micros...

    Microsoft inciampa nella GPL

    Microsoft ha rimosso il tool USB/DVD download dal Microsoft Store: nei giorni scorsi un blogger aveva individuato al suo interno linee di codice molto simile a quello di Codeplex, parte del progetto ImageMaster e rilasciato sotto licenza GPLv2.

    Lo strumento, che serve a facilitare la masterizzazione di copie scaricate di Windows 7 su pennette o DVD, violerebbe la licenza GPL dal momento che modifica il codice open source rilasciandolo poi con una licenza differente. Microsoft ha quindi affermato di aver rimosso il programma in attesa di un'analisi più accurata della questione.

    Redmond si era già trovata ad aver utilizzato codice GPL distribuendolo con licenze in parte closed: nell'occasione era finito sotto la lente il codice di Hyper-V, per cui aveva deciso di rilasciare l'intero driver in cui era utilizzato con la prevista licenza aperta.
    L'utilizzo di codice aperto in violazione della licenza sotto cui è rilasciato non è raro. Sulla questione, e partendo proprio dal caso Microsoft-Codeplex, è intervenuto anche Bradley Kuhn, direttore tecnico del Software Freeedom Law Center (SFLC).

    A tal proposito ha offerto delle linee guida da seguire in caso di sospetta violazione di GPL. In particolare afferma di non precipitarsi in conclusioni affrettate (lasciando sempre il beneficio del dubbio, anche perché spesso le violazioni sono involontarie), cercando la soluzione collaborativa e arrivando al tribunale solo in casi estremi: gli episodi di violazione di GPL sono d'altronde talmente frequenti che egli afferma di scovarne almeno uno al giorno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zebibyte

    > gli episodi di violazione
    > di GPL sono d'altronde talmente frequenti che
    > egli afferma di scovarne almeno uno al
    > giorno.

    Pare anche ovvio, nel mondo libero parti da dove si è arrivati, nel chiuso pagano per reinventare la ruota, o pagano un'altra ruota, quanto ci vuole a non sprecare fatica e prendere dove ci sono ruote e in tutte le varianti consentite dalla varietà del software libero? Inoltre, non credo che si abbia ben chiara la disparità di sviluppo nel libero e nel chiuso, il libero è tutto libero, il chiuso sono chiusi verso il libero e tra loro. Quindi la partita è tra un vasto e libero e tanti piccoli e costretti, e anche i più grandi chiusi, senza libero, sono niente, per quanto riguarda sviluppo, possono avere market share importanti, ma non sviluppa da solo, anzi, tende a chiedere di chiudersi ancora.

    Per cui, imho, l'attrazione fatale per il codice libero anche da chi ha market share chiuso, se si è intelligenti non si potrà resistere a lungo al richiamo dell'intelligenza, sempre imho.
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    Modificato dall' autore il 07 maggio 2010 01.18
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  • Divide et impera.
    non+autenticato
  • nunc est bibendum
    non+autenticato
  • - Scritto da: Africano
    > - Scritto da: Zebibyte
    >
    > > gli episodi di violazione
    > > di GPL sono d'altronde talmente frequenti che
    > > egli afferma di scovarne almeno uno al
    > > giorno.
    >
    > Pare anche ovvio, nel mondo libero parti da dove
    > si è arrivati, nel chiuso pagano per reinventare
    > la ruota, o pagano un'altra ruota, quanto ci
    > vuole a non sprecare fatica e prendere dove ci
    > sono ruote e in tutte le varianti consentite
    > dalla varietà del software libero? Inoltre, non
    > credo che si abbia ben chiara la disparità di
    > sviluppo nel libero e nel chiuso, il libero è
    > tutto libero, il chiuso sono chiusi verso il
    > libero e tra loro. Quindi la partita è tra un
    > vasto e libero e tanti piccoli e costretti, e
    > anche i più grandi chiusi, senza libero, sono
    > niente, per quanto riguarda sviluppo, possono
    > avere market share importanti, ma non sviluppa da
    > solo, anzi, tende a chiedere di chiudersi
    > ancora.
    >
    > Per cui, imho, l'attrazione fatale per il codice
    > libero anche da chi ha market share chiuso, se si
    > è intelligenti non si potrà resistere a lungo al
    > richiamo dell'intelligenza, sempre
    > imho.
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    > Modificato dall' autore il 07 maggio 2010 01.18
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    si fa un po di fatica a capirti sai!? Però il discorso una volta compreso fila liscio!
    non+autenticato
  • Trattasi di analisi artistica

    che gode di licenza poetica nuova, come il resto, e quindi può essere scritta meglio dal primo zio Libero che lo sa fare.

    Oppure, indica, il punto, anche il motivo che posso aver saltato, qualunque dubbio, che consenta anche a me di farlo.
  • Quello che più mi fa inca...re è che questo genere di comportamento da loro un vantaggio strategico importantissimo.
    Le aziende (non solo MS) che usano codice GPL o altro all'interno dei loro prodotti possono avere un grossissimo vantaggio sui loro concorrenti che non lo usano perché evitano di investire denaro in un nuovo sviluppo. Inoltre permette loro di pubblicare il software in anticipo rispetto al tempo che avrebbero avuto bisogno se avessero implementato tutto in casa.
    E tutto questo lo possono fare nascondendo completamente il fattaccio dietro copyright e altre leggi che impediscono al comune dei mortali di dare un'occhiata al loro codice.

    Quindi in parole povere, violano la GPL (o qualunque altra licenza libera o open), ottengono un vantaggio sui concorrenti (compresi i software open stessi) e nessuno può sapere nulla perché hanno il diritto di impedire che qualcuno osservi il loro codice.

    E per coronare il tutto accusano il software libero di concorrenza sleale e di violazione di brevetti!
    non+autenticato
  • si vede che questo modello di software libero è perdente per chi lo sviluppa e vincente per chi sfrutta il lavoro di altri pagando poco e niente.
    Ovviamente qualcuno ci ha guadagnato ma in generale è una pugnalata
    non+autenticato
  • stai confondendo l'uso e lo sviluppo di codice gpl col furto

    gli sviluppatori open sono pagati meglio di quelli closed e questo è un dato di fatto, altro che pagare poco e niente

    che poi ci sia gente che ruba il codice e lo inserisci nei propri programmi, beh, questo è sempre esistito sia ai tempi del copyleft che nel mondo del software closed ( spionaggio industriale )
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > stai confondendo l'uso e lo sviluppo di codice
    > gpl col
    > furto
    >

    Se l'uso non è contrario alla gpl di che cianciamo?

    > gli sviluppatori open sono pagati meglio di
    > quelli closed e questo è un dato di fatto, altro
    > che pagare poco e
    > niente
    >

    E qualche link non c'è?


    > che poi ci sia gente che ruba il codice e lo
    > inserisci nei propri programmi, beh, questo è
    > sempre esistito sia ai tempi del copyleft che nel
    > mondo del software closed ( spionaggio
    > industriale
    > )
    non+autenticato
  • Attenzione: la pagina che si sta cercando non esiste su questo server.

    Non riesco ad entrare e fare il login. Che cavolo succede?

    In ogni caso sono contento che non abbiano vinto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: luca rivara
    > Attenzione: la pagina che si sta cercando non
    > esiste su questo
    > server.
    >
    > Non riesco ad entrare e fare il login. Che cavolo
    > succede?
    >
    > In ogni caso sono contento che non abbiano vinto.

    Altrettanto. Questa sera era addirittura inaccessibile l'homepage.
    non+autenticato
  • Io sono ancora loggato ah ah ahA bocca aperta
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: fiertel91
    > - Scritto da: luca rivara
    > > Attenzione: la pagina che si sta cercando non
    > > esiste su questo
    > > server.
    > >
    > > Non riesco ad entrare e fare il login. Che
    > cavolo
    > > succede?
    > >
    > > In ogni caso sono contento che non abbiano
    > vinto.
    >
    > Altrettanto. Questa sera era addirittura
    > inaccessibile
    > l'homepage.
    che seci pensi bene, e' pure un vantaggioA bocca aperta
    non+autenticato