Alfonso Maruccia

Videogame quasi gratis? Non è abbastanza

Un bundle di giochi indipendenti permette all'utente di scegliere la quantità di denaro da versare per l'acquisto. Il risultato? In tantissimi comprano ma c'è chi ne approfitta comunque

Roma - Lo studio di sviluppo indipendente Wolfire Games, che già si è distinto per le non banali opinioni espresse in merito alla tanto discussa pirateria digitale in ambito videoludico, è attualmente impegnato a distribuire online il pacchetto The Humble Indie Bundle. Pagando il prezzo che preferisce, fosse anche un solo centesimo, l'utente può portarsi a casa cinque giochi indie più l'extra Samorost 2. E gli utenti, stando al milione di dollari fin qui raccolto, pagano ben volentieri (più su Linux che altrove) anche se la pirateria rappresenta una percentuale non indifferente dei download totali.

Il bundle ospitato da Wolfire (World of Goo, Aquaria, Gish, Laguru HD, Penumbra Overture più il succitato Samorost 2) manca di una qualsivoglia limitazione al download, all'installazione e alla fruizione dei giochi multi-piattaforma (Win/Mac/Linux) e prevede anche la possibilità, in alternativa al pagamento degli sviluppatori coinvolti, di un versamento ad associazioni come EFF e Childs Play.

Forte della sua visione "alternativa" del gaming su PC e della pirateria, Wolfire ha impostato l'esperimento "The Humble Bundle" alla stregua di quanto già fecero i "precursori" Radiohead qualche anno fa in ambito musicale. E i risultati paiono essere positivi, visto che al momento di scrivere le statistiche in tempo reale sul sito del bundle riportano un totale di oltre un milione di dollari raccolti con oltre 120mila contributi individuali, con casi estremi di chi ha pagato 400, 500 o anche 1.000 dollari per scaricare il pacchetto.
Il bundle è insomma un successo di proporzioni moderatamente sorprendenti, a dimostrazione del fatto che le lamentele sui sistemi DRM e la scarsa attenzione alla piattaforma (PC) da parte dei grossi publisher non sono solo chiacchiere. Comprano in tantissimi, e il bollino della generosità va agli utenti Linux che in media versano il doppio di quelli Windows (e il 60% in più di quelli Mac).

Eppure, nonostante i numeri rosei e i dollari a centinaia di migliaia, The Humble Bundle è finito per diventare parecchio popolare anche nei circuiti "pirata", nei link condivisi sui forum e sulle reti di file sharing. Senza considerare quel che succede su BitTorrent, Wolfire stima che il 25% dei download siano "non autorizzati" e non contribuiscano nemmeno con un centesimo al finanziamento del progetto.

Invece di piangere sul download versato, però, Wolfire analizza i numeri nel tentativo di capire perché, in un'iniziativa che cerca in tutti i modi di disincentivare la pirateria, il numero di pirati continui a essere così sostanzioso. La pirateria è inevitabile, ha detto il co-fondatore di Wolfire Jeffery Rosen, e le ipotesi che lo sviluppatore formula vanno dall'impossibilità di usare le modalità di pagamento previste, la "pigrizia" nel compilare il form preposto al pagamento, la "condivisione" del bundle tra amici e parenti e il semplice menefreghismo di chi vuole sfruttare tutto e tutti a proprio vantaggio.
Ma Rosen ha una sola richiesta per i downloader a scrocco: se proprio "pirateria" ha da essere, che almeno non abusi della banda dei server di Wolfire - tutto rigorosamente aperto anche ai download da riga di comando - e si rivolga alle risorse decentralizzate dei network di P2P come quello di BitTorrent.

Alfonso Maruccia
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332 Commenti alla Notizia Videogame quasi gratis? Non è abbastanza
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  • > Ipotizziamo che la tua innovazione non sia
    > brevettabile (o che i brevetti non ci
    > siano)

    l'effetto te l'avevo scritto: io non ho interesse ad investire risorse, ovvero a lavorare a tempo pieno alle ricerche per quell'innovazione, se ho la certezza di non poter ricavare assolutamente niente dal mio prodotto. Preferisco andare a coltivare pomodori che almeno con quelli lo stomaco lo riempio. Risultato avremmo uno stato che non fa ricerca e che dipende dai vicini per avere le innovazioni tecnologiche, che al più può cavarsela vendendo materie prime ma non è in grado di attrarre investimenti industriali e nel quale la ricerca esiste solo se finanziata dallo stato, con tutte le ovvie controindicazioni del caso.
  • - Scritto da: shevathas
    > > Ipotizziamo che la tua innovazione non sia
    > > brevettabile (o che i brevetti non ci
    > > siano)

    > l'effetto te l'avevo scritto: io non ho interesse
    > ad investire risorse, ovvero a lavorare a tempo
    > pieno alle ricerche per quell'innovazione, se ho
    > la certezza di non poter ricavare assolutamente
    > niente dal mio prodotto. Preferisco andare a
    > coltivare pomodori che almeno con quelli lo
    > stomaco lo riempio. Risultato avremmo uno stato
    > che non fa ricerca e che dipende dai vicini per
    > avere le innovazioni tecnologiche, che al più può
    > cavarsela vendendo materie prime ma non è in
    > grado di attrarre investimenti industriali e nel
    > quale la ricerca esiste solo se finanziata dallo
    > stato, con tutte le ovvie controindicazioni del
    > caso.

    Veramente lo stato non dovrebbe avere problemi a finanziare la ricerca, quella di cui tu parli e' la ricerca privata, sulla quale lo stato ha solo vantaggi indiretti.
    krane
    22544
  • > Veramente lo stato non dovrebbe avere problemi a
    > finanziare la ricerca,

    se parliamo in termini teorici avresti ragione, ma se ci caliamo nella realtà c'è altissimo il rischio che, se esiste solo la ricerca statale, la ricerca miri principalmente a soddisfare il committente o che diventi un modo per distribuire regalie e prebende o che porti a disastri come ad esempio il caso di Lysenko.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Trofim_Denisovi%C4%8D...

    quindi la ricerca "statale" limita ed è limitata da quella privata in una forma di reciproco controllo, considerando che il privato se investe lo fa per avere un guadagno che può essere minori costi di produzione o un prodotto più "appetibile". Lo stato (ovvero il politico) invece cerca di soddisfare il maggior numero dei propri elettori, e questo può anche significare l'uso dell'università e della ricerca per distribuire regalie e prebende Meglio che ci siano entrambe così entrambe hanno un termine di paragone.
  • Premetto che io in primis uso programmi crackati e talvolta me li cracko da solo (per uso personale), ma sono anche il primo a donare per software che trovo soddisfacendi.
    Oltre che per questo bundle, mi è capitato di fare donazioni per esempio per dd-wrt che trovo un firmware fantastico per il mio router, per LiquidCD che trovo ottimo per masterizzare al volo qualcosa (anche se è da un pezzo che non masterizzo), eccetera.
    Mentre per esempio non farei mai una donazione per aMule Adunanza che trovo un'applicazione pessima poichè non nativa, pesante e talvolta poco stabile.
    Ne per esempio comprerei mai EyeTV, che però mi trovo costretto ad usare visto che non ci sono alternative valide, poichè è pesantissimo e per certi versi bloated.

    Insomma penso che a parte un certo di pirateria inevitabile, se un software è valido sia giusto contribuire, ma se un software è pessimo ma è purtroppo l'unico e quindi si è costretti ad usarlo trovo altrettanto giusto che si dia una sorta di penalità non contribuendo.
    non+autenticato
  • > Insomma penso che a parte un certo di pirateria
    > inevitabile, se un software è valido sia giusto
    > contribuire, ma se un software è pessimo ma è
    > purtroppo l'unico e quindi si è costretti ad
    > usarlo trovo altrettanto giusto che si dia una
    > sorta di penalità non
    > contribuendo.

    scusa ma è un ragionamento del cavolo, piratando il messaggio che dai è:
    il software mi va bene, visto che lo uso, ma non te lo voglio pagare.
    E poche vendite significa anche pochi investimenti in quel campo.
  • faccio anche io come lui.
    ho comprato solo il software che ho ritenuto valido(poco) oppure le versioni economiche (la maggior parte)
    nel totale del software che mi è passato sotto al mouse cmq quello originale è ben poca cosa.
    non+autenticato
  • Se il software mi va bene, non voglio che sia cambiato; e gli investimenti in quel campo servirebbero proprio a modificarlo.
    non+autenticato
  • Questo articolo è semplicemente vergognoso, ed interpreta i dati in modo casuale e strumentale.

    Per favore, prima di pubblicare una tale sequela di considerazioni superflue, almeno documentarsi:


    http://blog.wolfire.com/2010/05/Saving-a-penny----...
    non+autenticato
  • Dal post di un blog che esprimeva soddisfazione per i risultati ottenuti (1 milione di dollari incassati) e procedeva con una sobria analisi del perchè il bundle veniva piratato nonostante le persone potessero pagare un solo penny per comprarlo legalmente siete riusciti a ricondurre alla solita solfa "pirateria si/pirateria no/che cattivi i pirati".

    PI delusione e addio.
    non+autenticato
  • In primis vorrei dire che quelli di Wolfire non si sono messi tanto a scandagliare i torrent ma ad analizzare la mole di traffico dai loro server; e stimano un ipotetico 25% di pirateria; ora vi è un errore in questa stima derivante da vari fattori.

    Vi sono persone, io in primis, che appena acquistato l'humble indie bundle, hanno avviato il download per più piattaforme contemporaneamente (cosa che loro escludevano come possibilità nel post ove facevano la stima sulla pirateria).

    Vi sono altri che, dopo la donazione, scaricavano più volte per la stessa piattaforma (tra i commenti del post originale spiccano i "ho fatto un offerta 2x anzichè x e poi l'ho scaricato anche sul pc della mia ragazza").

    Vi sono infine i pirati che dopo aver fatto una donazione hanno dato la loro chiave al mondo; e delle persone senza riguardi che l'hanno scaricato.

    Ora nulla toglie che costoro una volta provato i giochi decidano di diventare utenti legittimi (e per chi dice se l'hai già non ci spendi dei soldi ... beh io avevo già (in versione steam-osa) World of Goo, Gish e Penumbra, ma non mi sono fatto scrupoli a dare via i miei soldi (al più che ora riesco a giocarci in nativo sotto linux)).

    Infine rimane quella bassa percentuale per cui il download è un bisogno fisiologico, non riescono a stare senza scaricare illegalmente, tuttavia non proveranno mai più del 5% del software che scaricano.

    P.S. Tra l'altro questo discorso sulla pirateria mi fa venire in mente due quesiti pseudo-legalesi:

    1. se io scaricassi un software sarebbe reato? (sapendo che quando acquisto un software in realtà acquisto la sua licenza d'uso se non uso il software che ho scaricato in teoria dovrei essere nel pieno della legalità)

    2. se io scaricassi film/musica sarebbe reato? (sapendo che sull'acquisto di supporti informatici grava l'equo compenso, posto perché su tali supporti si potrebbe archiviare materiale pirata, e sapendo che la legge sancisce che è illegale far pagare per un servizio non usufruibile)
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    Modificato dall' autore il 12 maggio 2010 22.20
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  • - Scritto da: Simon the Sorcerer
    > Vi sono persone, io in primis, che appena
    > acquistato l'humble indie bundle, hanno avviato
    > il download per più piattaforme
    > contemporaneamente (cosa che loro escludevano
    > come possibilità nel post ove facevano la stima
    > sulla
    > pirateria).

    Beh questo pure io

    > Vi sono altri che, dopo la donazione, scaricavano
    > più volte per la stessa piattaforma (tra i
    > commenti del post originale spiccano i "ho fatto
    > un offerta 2x anzichè x e poi l'ho scaricato
    > anche sul pc della mia
    > ragazza").

    Ma usare una chiavetta no? Bastava anche un CD-ROMSorride

    > Vi sono infine i pirati che dopo aver fatto una
    > donazione hanno dato la loro chiave al mondo; e
    > delle persone senza riguardi che l'hanno
    > scaricato.

    Come quello che ha scaricato dieci giga di giochi che in totale fanno poche centinaia di megaSorride

    > 1. se io scaricassi un software sarebbe reato?
    > (sapendo che quando acquisto un software in
    > realtà acquisto la sua licenza d'uso se non uso
    > il software che ho scaricato in teoria dovrei
    > essere nel pieno della
    > legalità)

    C'era stata la discussione sul caso in cui la Finanza trova un installer pirata, ma non installato. Qualcuno sa come era finita?

    > 2. se io scaricassi film/musica sarebbe reato?
    > (sapendo che sull'acquisto di supporti
    > informatici grava l'equo compenso, posto perché
    > su tali supporti si potrebbe archiviare materiale
    > pirata, e sapendo che la legge sancisce che è
    > illegale far pagare per un servizio non
    > usufruibile)

    Qui non si può dimostrare di non aver fruito, e poi l'equo compenso copre unicamente la copia privata di Cd e DVD regolarmente comprati, non la roba piratata (ca*gata immonda ma è così)
    Funz
    13000
  • Ho versato una piccola somma, come casual gamers interessato solo a world of goo mi sembra equo, peccato che non abbiano intenzione di renderlo open source e free software.

    Ovviamente sono un utente linux.
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