Videogame, chi salva i bimbi?

di Alberigo Massucci - Per la prima volta una proposta di legge statunitense chiede di studiare i videogiochi violenti senza supporre a priori che siano dannosi ai più giovani. Un passo avanti forse decisivo

Roma - Sono passati solo pochi giorni dalle proposte legislative sui videogame di due senatori americani e ancora la comunità videoludica americana deve riprendersi dallo shock. Già, perché il democratico Joe Lieberman e il repubblicano Sam Brownback ritengono che sia ora di studiare come i minori reagiscano all'esposizione ai videogame prima di pensare a nuove censure.

Lo shock è notevolissimo. Fino ad oggi le proposte di legge, le denunce e le battaglie legali tra il mondo videoludico e le autorità americane si erano incentrate su un fatto centrale: l'impatto della violenza e del sesso contenuto nei game. Da un lato i creatori e molti utilizzatori dei giochi, dall'altro benpensanti e censori, convinti che la società possa benissimo risparmiarsi di promuovere contenuti difficili da digerire.

Nel clima sempre più oscuro e censorio di questi ultimi due anni, il passo avanti fatto dai due senatori è ammirevole.
Screenshot da Grand Theft AutoBasti pensare che lo stesso Lieberman, nome già noto per le sue aspirazioni presidenziali, ha approfittato della copertura mediatica della propria proposta per attaccare "Grand Theft Auto III" per Playstation2. Secondo Lieberman si tratta di un videogioco "malato e indifendibile" perché collega sesso e violenza e premia i giocatori quando si trasformano in assassini o quando maltrattano le donne.

"Ma - e qui viene la novità, nelle parole del senatore - al di là dell'essere offensivo per i nostri valori, noi dobbiamo sapere se questo contribuisce a nutrire posizioni e comportamenti misogini tra i ragazzi più giovani". Lieberman, cioè, al contrario dei suoi predecessori, non dà per scontato che un gioco del genere sia dannoso: chiede di scoprirlo.

Da qui la proposta, che vuole affidare all'Istituto americano della Salute i fondi necessari a capire quale impatto tutto questo abbia sui bambini. "Se il paese vuole fare il meglio per i propri giovani - ha sottolineato nelle scorse ore anche Brownback - allora è necessario finanziare nuove ricerche per fornire ai genitori le informazioni di cui hanno bisogno per compiere scelte consapevoli sulla salute dei propri figli".

Di fronte alle scelte del governo australiano che impediscono la vendita di "Grand Theft Auto III" ai minori, di fronte alle legislazioni di alcuni stati americani che vietano la vendita ai minori di videogiochi violenti e di fronte ad una proposta legislativa di un altro democratico, Joe Baca, che vuole trasformare la vendita ad un minore di videogiochi violenti in un reato federale, ebbene la proposta Lieberman-Brownback è un grosso passo avanti. Che potrà forse servire anche ai creativi e agli sviluppatori del mondo videoludico per riflettere un po' di più sul ruolo sociale del proprio lavoro, argomento tradizionalmente inviso all'ambiente del business.

Alberigo Massucci
TAG: censura
8 Commenti alla Notizia Videogame, chi salva i bimbi?
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  • ...Commentare e` bello.
    ...e in effetti e` deprimente che molti giochi siano quello che siano, nel mio immodesto parere. Ci son tanti modi di divertirsi, avranno anche provato a fare qualcosa di diverso e evidentemente non e` andato. Boh? Sara` cosi`? Ci avranno provato? O forse lo sparatutto pompato con cheap directX e facili accelerazioni hardware e` un progetto troppo ben collaudato per pensare di essere avventurosi?
    non+autenticato
  • non mi sembra tanto difficile capire che un bambino o un ragazzino, con un carattere non completamente sviluppato, e una scala di valori ancora da costruire, non possa comprendere il valore della violenza nel videogioco.


    che c'è. come un tempo esistevano le tragedie greche
    e poi le lotte tra gladiatori
    e poi le pubbliche esecuzioni

    la violenza fa schifo, ma è parte della natura umana. I videogiochi violenti servono ad esorcizzare l'istinto che porta a desiderare determinati atti; il fine è la catarsi.


    questo.. un quattordicenne non può capirlo. Un 17enne invece può aver necessità di certe forme di intrattenimento.



    altrimenti condanniamo alla visione forzata di tutte le puntate di teletubbies(con sigla integrale) chiunque spacci materiale violento.


    avvelenato che ama i teletubbies e i videogiochi violenti
  • secondo me i "teletubbies" SONO I VERI ISTIGATORI ALLA VIOLENZA..ma li avete mai visti..... MI VIENE LA VOGLIA DI SPACCARE LA TV!!!!!

    meglio Unreal2!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > secondo me i "teletubbies" SONO I VERI
    > ISTIGATORI ALLA VIOLENZA..ma li avete mai
    > visti..... MI VIENE LA VOGLIA DI SPACCARE LA
    > TV!!!!!
    >
    > meglio Unreal2!!!
    esatto....la vera vuilenza non sono i videogiochi...
    sono quegi stupidi programmi per bambini....
    non+autenticato
  • - Scritto da: avvelenato

    >
    > altrimenti condanniamo alla visione forzata
    > di tutte le puntate di
    > teletubbies(con sigla integrale)
    > chiunque spacci materiale violento.
    >

    =====8-O
    Devo sforzarmi per immaginare torture peggiori!
    SiN
    1120
  • Non vorrei che questa proposta intelligente nasconda un fine deficente, ovvero far credere che ci sia stata ricerca per portare come prove nei dibattiti e sale dei tribunali un risultato scientifico manipolato atto a salvaguardare il ricco mercato dei videogame in cui il genere violento rappresenta un pilastro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Non vorrei che questa proposta intelligente
    > nasconda un fine deficente, ovvero far
    > credere che ci sia stata ricerca per portare
    > come prove nei dibattiti e sale dei
    > tribunali un risultato scientifico
    > manipolato atto a salvaguardare il ricco
    > mercato dei videogame in cui il genere
    > violento rappresenta un pilastro.

    Non ho capito. Traduco: hai paura che serve a salvaguardare l'attuale mercato? Ho capito bene?
    non+autenticato
  • Il problema è che di questo passo non possiamo più fidarci di nessuna ricerca.

    - Scritto da: Anonimo
    > Non vorrei che questa proposta intelligente
    > nasconda un fine deficente, ovvero far
    > credere che ci sia stata ricerca per portare
    > come prove nei dibattiti e sale dei
    > tribunali un risultato scientifico
    > manipolato atto a salvaguardare il ricco
    > mercato dei videogame in cui il genere
    > violento rappresenta un pilastro.
    non+autenticato