Alfonso Maruccia

Il netizen è unico e distinguibile

Sconcertanti i risultati conclusivi dello studio di EFF sulla tracciabilità dei software di navigazione. Nella stragrande maggioranza dei casi ogni utente ha una sua impronta digitale unica che lo identifica a ogni URL visitato

Roma - Se i risultati preliminari del progetto Panopticlick di Electronic Frontier Foundation preoccupavano, lo studio conclusivo che l'organizzazione pro diritti digitali presenterà a luglio durante il Privacy Enhancing Technologies Symposium (PETS 2010) di Berlino sconcertano. L'84 per cento delle combinazioni di configurazione presenti sulle macchine dei netizen è unico, rivela EFF, e può essere facilmente tracciato da malintenzionati, pubblicitari e siti web assortiti.

Con Panopticlick EFF si prefissava l'obiettivo di aumentare la consapevolezza dell'utente circa l'esistenza di una sorta di "impronta digitale" del browser web usato per la navigazione, una serie di valori e caratteristiche specifiche comunicate da ogni software di navigazione all'atto dell'accesso a un sito web (User Agent, header di accesso su HTTP, dettagli sui plugin installati, fuso orario, dimensioni e profondità di colore del desktop, font di sistema, cookie e "supercookie" attivi) che nell'insieme identificano e differenziano in maniera univoca un utente dall'altro.

Quasi 900mila test (anonimi e volontari) dopo, il progetto Panopticlick ha raggiunto la sua amara conclusione: 8 utenti su 10 sono identificabili per la configurazione del sistema semplicemente al momento dell'accesso su un sito, e la presenza di elementi aggiuntivi come Adobe Flash e Java (nelle varie versioni disponibili) porta questo valore al 94 per cento del totale.
"Abbiamo fatto in modo di rendere anonimi i partecipanti al nostro esperimento" dice Peter Eckersley di EFF, "ma molti siti non lo fanno. Difatti, sono già attive svariate aziende che mettono in vendita prodotti apparentemente in grado di usare l'impronta digitale del browser per aiutare i siti web a identificare gli utenti e le loro attività online". Utilizzando i succitati prodotti, avverte EFF, pubblicitari e attori variamente interessati al business della tracciabilità in rete avranno a disposizione uno strumento potente per profilare utenti e navigatori senza il benché minimo vincolo tecnico a inibirne le azioni.

Certo esiste qualche sparuta possibilità di complicare il profiling dei browser bloccando il codice JavaScript e configurando certi plugin per "chiudere il becco" sui dettagli di configurazione, ma per EFF l'unica reale alternativa a questo sconcertante stato di cose e riprogettare da capo i browser web per integrare nel profondo del codice dei suddetti una difesa efficace della privacy dell'utente.

Alfonso Maruccia
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109 Commenti alla Notizia Il netizen è unico e distinguibile
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  • ...aver inserito il vostro nome, cognome, indirizzo e numero di telefono sull'elenco?
    ...aver comprato un xxx (a piacere) con la carta di credito?
    ...che vi portate appresso un telefonino che comunica costantemente con l'antenna più vicina?
    non+autenticato
  • Ognuno sta solo in mezzo agli scaffali
    trafitto da ammicchi sessuali
    ed è subito spesa


    Imho, il marketing avrà sempre buon gioco rispetto al singolo consumatore, la partita si può riaprire se si fa parte di gruppi abbastanza numerosi che limitino gli acquisti e consumi individuali e trattino per tutti, su decisione del gruppo.
    La sola presunta consapevolezza individuale, al massimo, aumenterà qualche mosca bianca, al traino di tutte le altre.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 19 maggio 2010 11.01
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  • invece io penso che basta essere coscenti di cosa sia il marketing, di quali siano le tue vere esigenze ed agire di conseguenza.

    Non ho bisogno di "un gruppo" che decide per me
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > invece io penso che basta essere coscenti di cosa
    > sia il marketing, di quali siano le tue vere
    > esigenze ed agire di
    > conseguenza.

    E potresti illuderti che stai a posto, solo che il resto del mercato va dove lo porta la massa.


    >
    > Non ho bisogno di "un gruppo" che decide per me


    Non dovrebbe decidere per te, tu dovresti decidere con gli altri nell'interesse del gruppo.

    Per fare un esempio:

    Le città dovrebbero decidere le specifiche dei veicoli in circolazione, e le industrie adeguarsi, i cittadini smaniosi di viaggiare sui modelli fuori specifica, possono essere accontentati se pagano un bella tassa sul lusso, che altrimenti non sarebbe nemmeno tale.
  • il problema é che nella realtá le persone non avrebbero alcun interesse a partecipare attivamente (purtroppo) e demandano "ad altri"

    La massa é "massa" e sempre "massa" resterá, non puoi pensare di guidarla, puoi appunto solo influenzarla
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > il problema é che nella realtá le persone non
    > avrebbero alcun interesse a partecipare
    > attivamente (purtroppo) e demandano "ad
    > altri"

    Un conto è demandare al marketing, che in pratica sceglie per te o ti fa scegliere tra le sue scelte, e un altro è demandare ad altri più interessati al gruppo che alla convenienza di qualche speculazione.


    >
    > La massa é "massa" e sempre "massa" resterá, non
    > puoi pensare di guidarla, puoi appunto solo
    > influenzarla

    E chi ci pensa? Dico solo che i gruppi hanno ben altro potere contrattuale che i singoli sparsi.
  • il problema sará che poi il gruppo accentra un potere enorme, e sará facilmente corruttibile, guarda i sindacatiOcchiolino
    MeX
    16902
  • OT(){
    Ricordati sempre di sciacquarti la bocca con un colluttorio disinfettante quando nomini i sindacati...

    (leggasi come battuta, non voglio dire che sono inutili o che fanno tutti schifo, solo ironizzare sul fatto che in questi ultimi anni fanno un po' schifetto Con la lingua fuori )
    }
    non+autenticato
  • - Scritto da: MeX
    > il problema sará che poi il gruppo accentra un
    > potere enorme, e sará facilmente corruttibile,
    > guarda i sindacati
    >Occhiolino

    I sindacati rappresentano, se si parla di acquisti, un sindacato manderebbe rappresentanti a trattare i prezzi per i singoli, un gruppo valuterebbe prima cosa acquistare e poi selezionerebbe le offerte. Non potrebbe succedere che al mio gruppo si vendessero eula, per esempio, potrebbe, ma non sarebbe il mio.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 19 maggio 2010 14.23
    -----------------------------------------------------------
  • vabbeh...
    MeX
    16902
  • - Scritto da: Africano
    > - Scritto da: MeX
    > > il problema sará che poi il gruppo accentra un
    > > potere enorme, e sará facilmente corruttibile,
    > > guarda i sindacati
    > >Occhiolino
    >
    > I sindacati rappresentano, se si parla di
    > acquisti, un sindacato manderebbe rappresentanti
    > a trattare i prezzi per i singoli, un gruppo
    > valuterebbe prima cosa acquistare e poi
    > selezionerebbe le offerte. Non potrebbe succedere
    > che al mio gruppo si vendessero eula, per
    > esempio, potrebbe, ma non sarebbe il
    > mio.
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 19 maggio 2010 14.23
    > --------------------------------------------------
    Mbhe dipende c'è eula e eula !
    Anche una licenza GPL è appunto una licenza magari particolare ma sempre licenza.
    EULA detto in modo generico non significa altro che end-user-license-agreement il che non dice in se nulla di particolare...
    È quando la leggi (se la leggi) che capisci dove sta la trappola ad esempio in un eula MS o in una di altro tipo.
    Sta a te decidere si ti sta bene o no.
    Nessuno lo può fare al posto tuo.
    Lo stesso vale quando usi una licenza GPL o BSD o... altre open leggi e decidi se ti sta bene valutando vantaggi e svantaggi ma solo tu lo puoi fare.
    Delegare la scelta a altri allunga solo la "catena del trust" non ti risparmia di aver preso conoscenza delle scelte (questa licenza si e quella no) che eventualmente sono "comprese o escluse" dal tuo eventuale "gruppo".
    L'indirezione non è un vantaggio di per sè anzi quasi mai lo è quando si tratta di trust... finisce per diventare pericolosa e non sotto il tuo diretto controllo ma nel controllo di qualcuno che non sei comunque tu.
    Non è una soluzione è solo una indirezione che rischia di essere inutile.
    In altre parole nessuno ti può risparmiare scelte che puoi fare solo tu!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala
    > - Scritto da: Africano
    > > - Scritto da: MeX
    > > > il problema sará che poi il gruppo accentra un
    > > > potere enorme, e sará facilmente corruttibile,
    > > > guarda i sindacati
    > > >Occhiolino
    > >
    > > I sindacati rappresentano, se si parla di
    > > acquisti, un sindacato manderebbe rappresentanti
    > > a trattare i prezzi per i singoli, un gruppo
    > > valuterebbe prima cosa acquistare e poi
    > > selezionerebbe le offerte. Non potrebbe
    > succedere
    > > che al mio gruppo si vendessero eula, per
    > > esempio, potrebbe, ma non sarebbe il
    > > mio.
    > >
    > --------------------------------------------------
    > > Modificato dall' autore il 19 maggio 2010 14.23
    > >
    > --------------------------------------------------
    > Mbhe dipende c'è eula e eula !

    Lì si parlava di quelle che si vendono.

    > Anche una licenza GPL è appunto una licenza
    > magari particolare ma sempre
    > licenza.

    Quella "l" in gpl è fuffosa, può aver valore contro altra fuffa, mirata ai soldi dell'utente è fuffa standard.

    Attualmente l'unico caso che vedo, in cui la parola licenza non ha senso di fuffa, è la licenza poetica.


    > EULA detto in modo generico non significa altro
    > che end-user-license-agreement il che non dice in
    > se nulla di particolare...

    Come no? Se sganci i dindini dice che non hai superato il test dell'utonto di zio Bill.

    >
    > È quando la leggi (se la leggi) che capisci dove
    > sta la trappola ad esempio in un eula MS o in una
    > di altro
    > tipo.

    Tutte quelle che si arrogano diritti che non hanno nemmeno logica sono fuffose, il digitale non è commerciabile a copia, senza fuffa.

    > Sta a te decidere si ti sta bene o no.
    > Nessuno lo può fare al posto tuo.
    > Lo stesso vale quando usi una licenza GPL o BSD
    > o... altre open leggi e decidi se ti sta bene
    > valutando vantaggi e svantaggi ma solo tu lo puoi
    > fare.

    Salti qualche passaggio, immagini che potresti controllare la diffusione delle copie con un eula, se non sai controllare la tua produzione, che vuoi vendere? Merce che circola libera fuori dal mercato? Aumentare la percentuale di fuffa allora.

    > Delegare la scelta a altri allunga solo la
    > "catena del trust" non ti risparmia di aver preso
    > conoscenza delle scelte (questa licenza si e
    > quella no) che eventualmente sono "comprese o
    > escluse" dal tuo eventuale
    > "gruppo".

    Chi delega a chi? Si decide insieme e non si lasciano i singoli ad andare dove li porta l'utontaggine.

    > L'indirezione non è un vantaggio di per sè anzi
    > quasi mai lo è quando si tratta di trust...
    > finisce per diventare pericolosa e non sotto il
    > tuo diretto controllo ma nel controllo di
    > qualcuno che non sei comunque
    > tu.

    Cioè democrazia rappresentativa sì e gruppi democratici no?
    > Non è una soluzione è solo una indirezione che
    > rischia di essere
    > inutile.
    > In altre parole nessuno ti può risparmiare scelte
    > che puoi fare solo
    > tu!

    In altre parole cosa sarebbe "l'indirezione"? E per acquisti collettivi perché dovrei fare la scelta solo io.
  • Ci sono in circolazione alcuni divertenti giocattoli.
    Molti appartengono alla categoria "gestione cookies."
    Possono permettere cose come scambio di cookies, cancellazione totale o parziale, importazioni di liste, parziali o totali da un browser a un altro.
    È oltremodo divertente osservare cosa succede se si scambiano e mescolano con altri un pochino di questi cookie.
    In genere tutti gli strumenti di profilazione vari dei siti vanno nel pallone.
    Gli effetti possono essere comici e a volte persino fastidiosi.
    Questo mette in luce il fatto che se è vero che gli utenti sono piuttosto niubbi e navigano senza molta consapevolezza i webmaster medi, diciamo "i webmaster di voghera"
    Sono affetti da ignoranza cronica a loro volta.
    Si basano spesso (87% e rotti ) delle volte su metodi niubbi e inaffidabili.
    Se chi cura il marketing si basa su quei risultati c'è da chiedersi che valore abbiano certe statistiche.
    Io ho fatto un esempio relativo alla "falsificazione volontaria " dei dati da parte utente ma la cosa accade più spesso di quanto non si creda in modo spontaneo (cambi di browser, limiti del browser, memoria, memory leaks, errori e crash).
    Insomma l'ignoranza è una brutta bestia!
    Fa danni in ambedue i campi i siti in grado di raccogliere in modo affidabile dati di profilazione utile sono pochissimi.
    È su quelli che si dovrebbe concentrare la attenzione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala

    > Insomma l'ignoranza è una brutta bestia!
    > Fa danni in ambedue i campi i siti in grado di
    > raccogliere in modo affidabile dati di
    > profilazione utile sono
    > pochissimi.

    Vuol dire solo che quelli più scarsi saranno soppiantati.

    > È su quelli che si dovrebbe concentrare la
    > attenzione.

    Imho, 3ad sotto, un consumatore solitario è in balia del market comunque.
  • - Scritto da: Africano
    > - Scritto da: ullala
    >
    > > Insomma l'ignoranza è una brutta bestia!
    > > Fa danni in ambedue i campi i siti in grado di
    > > raccogliere in modo affidabile dati di
    > > profilazione utile sono
    > > pochissimi.
    >
    > Vuol dire solo che quelli più scarsi saranno
    > soppiantati.
    >
    > > È su quelli che si dovrebbe concentrare la
    > > attenzione.
    >
    > Imho, 3ad sotto, un consumatore solitario è in
    > balia del market
    > comunque.

    1) Sta in "balia" solo di alcuni siti (pochissimi).
    2) nessuno ha detto che debba starci anzi.
    3) Non è poi così complesso "ingannare" anche quelli furbi... i dati di identificazione sono anche quelli falsificabili.
    4) Non c'è soluzione possibile alla ignoranza che non sia il sapere quindi l'ostcolo principale a risolvere la questione sta nella consapevolezza dell'utente e nelle scelte che fa (o meglio non fa) i browsers già ora fornirebbero soluzioni è che la gente non li usa in modo consapevole e a questo non c'è purtroppo alcun rimedio possibile!
    L'unico bilanciamento "involontario" è come dicevo il "webmaster di voghera".
    non+autenticato
  • Guarda quanto incide qualche webmaster alle prime armi e i pochi utenti più scafati sull'andamento del mercato, imho, quasi niente.
  • - Scritto da: Africano
    > Guarda quanto incide qualche webmaster alle prime
    > armi e i pochi utenti più scafati sull'andamento
    > del mercato, imho, quasi
    > niente.

    Sono d'accordo ma questo non cambia la situazione.
    Se manca un qualche tipo di coscienza nell'uso degli strumenti non c'è soluzione possibile.
    La gestione delle proprie informazioni richiede giocoforza coscienza e scelta non ci sono "magici automatismi" possibili che rendano l'utente inconscio ma protetto!
    Per il semplice motivo che la decisione se rilasciare o meno certe informazioni a un sito (o più) richiede una decisione che solo l'utente può porendere.
    Gli automatismi funzionano solo quando non c'è nulla da decidere tipo (ad esempio) "non do informazioni a nessuno" oppure "le do a tutti quelli che me le chiedono".
    Decidere quali sono i siti "trusted" e su quali informazioni lo sono è comunque cosa che può fare solo l'utente!
    Morale non c'è scampo l'utente "unaware" sarà sempre alla mercede di chi sa fare un servizio con certi criteri anche se questo qualcuno è una minoranza in quanto la maggior parte sono "webmaster di voghera" o se preferisci "wannabe".
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala
    > - Scritto da: Africano
    > > Guarda quanto incide qualche webmaster alle
    > prime
    > > armi e i pochi utenti più scafati sull'andamento
    > > del mercato, imho, quasi
    > > niente.
    >
    > Sono d'accordo ma questo non cambia la situazione.
    > Se manca un qualche tipo di coscienza nell'uso
    > degli strumenti non c'è soluzione
    > possibile.


    Io dico invece che i gruppi potrebbero a loro volta monitorare i venditori, nella loro attività pubblica, e porgli le condizioni.
  • - Scritto da: Africano
    > - Scritto da: ullala
    > > - Scritto da: Africano
    > > > Guarda quanto incide qualche webmaster alle
    > > prime
    > > > armi e i pochi utenti più scafati
    > sull'andamento
    > > > del mercato, imho, quasi
    > > > niente.
    > >
    > > Sono d'accordo ma questo non cambia la
    > situazione.
    > > Se manca un qualche tipo di coscienza nell'uso
    > > degli strumenti non c'è soluzione
    > > possibile.
    >
    >
    > Io dico invece che i gruppi potrebbero a loro
    > volta monitorare i venditori, nella loro attività
    > pubblica, e porgli le
    > condizioni.
    Monitorare cosa?
    IL sito web cinese che spamma?
    Lascia perdere stai sognando!
    Quelli sono attività oltretutto spesso legate a gruppi criminali (mafia russa ecc.) la rete è quello che è nel bene e nel male!
    E nessuno può (meglio nessuno DEVE) farci nulla!
    Anzi la cosa migliore da fare è darsi da fare per mantenerla agnostica e neutrale è in questo modo (ripeto nel bene e nel male) che è Internet e deve rimanere così!
    Per il bene di tutti (gruppi compresi).
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala
    > - Scritto da: Africano
    > > - Scritto da: ullala
    > > > - Scritto da: Africano
    > > > > Guarda quanto incide qualche webmaster alle
    > > > prime
    > > > > armi e i pochi utenti più scafati
    > > sull'andamento
    > > > > del mercato, imho, quasi
    > > > > niente.
    > > >
    > > > Sono d'accordo ma questo non cambia la
    > > situazione.
    > > > Se manca un qualche tipo di coscienza nell'uso
    > > > degli strumenti non c'è soluzione
    > > > possibile.
    > >
    > >
    > > Io dico invece che i gruppi potrebbero a loro
    > > volta monitorare i venditori, nella loro
    > attività
    > > pubblica, e porgli le
    > > condizioni.
    > Monitorare cosa?
    > IL sito web cinese che spamma?
    > Lascia perdere stai sognando!

    Sei sicuro di aver compreso? Pensi che t'interessi monitorare tutti i venditori del web? Non ti basta stare un po' attento a cosa fanno i fornitori del gruppo?

    > Quelli sono attività oltretutto spesso legate a
    > gruppi criminali (mafia russa ecc.) la rete è
    > quello che è nel bene e nel
    > male!
    > E nessuno può (meglio nessuno DEVE) farci nulla!
    > Anzi la cosa migliore da fare è darsi da fare per
    > mantenerla agnostica e neutrale è in questo modo
    > (ripeto nel bene e nel male) che è Internet e
    > deve rimanere
    > così!
    > Per il bene di tutti (gruppi compresi).


    Non hai capito.
  • al massimo sai che computer viene utilizzato, chi lo stia utilizzando resta un'incognita...

    Non per niente io mi ritrovo suggeriti video di gossip su youtube e mia moglie video di auto e gadgetSorride
    MeX
    16902
  • se il computer che usate è "condiviso" mi pare ovvio che accada ciò, ma se come nella maggior parte delle famiglie oggi, ognuno ha il proprio pc in casa (desktop, portatile, ecc.), e se poi ovviamente, ognuno se lo configura al meglio per le proprie esigenze... Probabilmente i risultati di youtube saranno molto più precisi.

    detto questo, è evidente che tutta 'sta storia della profilazione utente fa acqua da tutte le parti.
    non+autenticato
  • ma poi sinceramente non mi dá fastidio, anzi...
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > ma poi sinceramente non mi dá fastidio, anzi...

    Almeno fino a quando tua moglie non vedrà la pubblicità dei servizi di escort e tu quella degli avvocati divorzisti... Angioletto
    non+autenticato
  • a meno che io non sia un avvocato divorzista e mia moglie lavora in una concessionaria Ford
    MeX
    16902
  • > mia moglie lavora in una concessionaria
    > Ford


    ehm.... forse non si intendeva la Ford Escort, quelle in carne ed ossa per intenderci Sorride
    non+autenticato
  • nooooooooooooooooooooooooooooooooooo? veramenteeeeeeeeeeeeeeeeeeee?
    MeX
    16902
  • - Scritto da: Anonimo
    > se il computer che usate è "condiviso" mi pare
    > ovvio che accada ciò, ma se come nella maggior
    > parte delle famiglie oggi, ognuno ha il proprio
    > pc in casa (desktop, portatile, ecc.), e se poi
    > ovviamente, ognuno se lo configura al meglio per
    > le proprie esigenze... Probabilmente i risultati
    > di youtube saranno molto più
    > precisi.
    >
    > detto questo, è evidente che tutta 'sta storia
    > della profilazione utente fa acqua da tutte le
    > parti.

    Immagina che qualche sito pubblicitario particolarmente agressivo usi tali informazioni per ricordarti (quando magari c'è la tua compagna davanti allo schermo) di non perderti l'ultimo video hard della tua pin-up preferita.... poi ne riparliamo!
  • - Scritto da: MeX
    > al massimo sai che computer viene utilizzato, chi
    > lo stia utilizzando resta
    > un'incognita…

    Direi che è irrilevante, visti gli scopi prefissati.

    > Non per niente io mi ritrovo suggeriti video di
    > gossip su youtube e mia moglie video di auto e
    > gadget
    >Sorride

    Ma anche viceversa, e non vi verranno proposti abbigliamento per cacciatori.
    ruppolo
    33146
  • si esatto, e alla fine la trovo una cosa positiva
    MeX
    16902
  • Invece la trovo una gran rottura di scatole, fastidiosa e una cosa che potrebbe col tempo diventare veramente pericolosa perchè potrebbe aprire le porte, se non lo ha gia fatto, ad altri scopi non proprio leciti.

    Sai, quando ho bisogno di qualcosa me la cerco e la trovo senza tanti problemi. Sempre. Non ci vuole molto.

    Non mi serve qualcuno che mi dica cosa dovrei comprare o cosa dovrebbe servirmi ad ogni click che faccio. Il cervello lo so usare anche senza "assistente".
    non+autenticato
  • Tutto questo castello di carte si regge in piedi se il netizen non varia il suo strumento di navigazione. Al primo aggiornamento di un qualsiasi componente, la persona X svanisce nel nulla e nasce la nuova persona Y (o diventa magari uguale alla persona Z).

    L'utente Mac varia identità, considerando il solo aggiornamento del sistema operativo, mediamente ogni 45 giorni. Certo che se uno usa Windows, che si aggiorna mediamente ogni 18 mesi...
    ruppolo
    33146
  • - Scritto da: ruppolo
    Certo che se uno usa Windows, che
    > si aggiorna mediamente ogni 18
    > mesi...

    esagerato... qui gli updates li vedo a distanza di non più d 2 o 3 settimane, ma forse tu ti riferivi ai service pack? Newbie, inesperto beh, quelli è ovvio che siano "rari" e dilazionati nel tempo, senno che 'pacchi' cumulativi sarebbero? Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: ruppolo
    > Certo che se uno usa Windows, che
    > > si aggiorna mediamente ogni 18
    > > mesi...
    >
    > esagerato... qui gli updates li vedo a distanza
    > di non più d 2 o 3 settimane, ma forse tu ti
    > riferivi ai service pack? Newbie, inesperto beh, quelli è
    > ovvio che siano "rari" e dilazionati nel tempo,
    > senno che 'pacchi' cumulativi sarebbero?
    > Rotola dal ridere

    heheheh!!

    Comunque ai fini dell'identificativo del sistema operativo trasmesso dal browser, vale il service pack, quindi sei candidato alla profilazione coattaA bocca aperta
    ruppolo
    33146
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > - Scritto da: ruppolo
    > > Certo che se uno usa Windows, che
    > > > si aggiorna mediamente ogni 18
    > > > mesi...
    > >
    > > esagerato... qui gli updates li vedo a distanza
    > > di non più d 2 o 3 settimane, ma forse tu ti
    > > riferivi ai service pack? Newbie, inesperto beh, quelli è
    > > ovvio che siano "rari" e dilazionati nel tempo,
    > > senno che 'pacchi' cumulativi sarebbero?
    > > Rotola dal ridere
    >
    > heheheh!!
    >
    > Comunque ai fini dell'identificativo del sistema
    > operativo trasmesso dal browser, vale il service
    > pack, quindi sei candidato alla profilazione
    > coatta
    >A bocca aperta
    iper cassata... ma l'ha scritta ruppolo , cosa vi aspettavate??
    non+autenticato
  • E invece mi sa che ruppolo ha ragione...
    A parte che è un valore idiota che si può cambiare da regedit, però rimane sempre un'informazione indissolubilmente allegata alla variabile "Sistema Operativo"
    non+autenticato
  • Invece ha ragione... Ogni aggiornamento Mac cambia il sistema operativo nel nome OS 10.6.xxx mentre le patch di Windows non cambiano il numero di versione, a meno che non sia installato un nuovo service pack
  • - Scritto da: ruppolo
    > Tutto questo castello di carte si regge in piedi
    > se il netizen non varia il suo strumento di
    > navigazione. Al primo aggiornamento di un
    > qualsiasi componente, la persona X svanisce nel
    > nulla e nasce la nuova persona Y (o diventa
    > magari uguale alla persona Z).


    Siccome le informazioni che vengono "incrociate" sono molteplici, la loro variazione (lenta) nel tempo in genere non costituisce un problema; costituirebbe un problema solo se MOLTE di esse variassero contemporaneamente:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Clustering
    non+autenticato
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