Giorgio Pontico

USA, esame universitario del DNA

Alle matricole di Berkeley verrà chiesto di sottoporsi a una sperimentazione volta a studiare alcuni geni. Ma c'è chi si preoccupa per la privacy degli studenti

Roma - Ai nuovi arrivati alla University of California-Berkeley verrà chiesto di fare un ulteriore esame rispetto a quanto riportato sul proprio piano di studi: un esame che consiste nel consegnare un campione della propria saliva ad alcuni responsabili dell'ateneo, che poi lo gireranno a un azienda privata specializzata nell'analisi del DNA.

Entro l'estate circa 5.500 nuovi studenti riceveranno un tampone con le relative istruzione per l'utilizzo. Il test non è obbligatorio ma il professor Jasper Rine, che presiede la sperimentazione, ha spiegato come si tratti di un progetto educativo. In ogni caso ad ogni studente volontario verrà associato un codice a barre, in modo da preservare l'anonimato. Gli studenti che vorranno conoscere le informazioni ricavate dal proprio DNA dovranno assistere alla prima lezione tenuta da Rine, il prossimo 13 settembre.

Gli esami dovrebbero servire a studiare la predisposizione genetica rispetto a difficoltà nella "digestione" dell'alcol, dei latticini, o all'assorbimento di specifiche vitamine contenute in alcuni vegetali. Secondo George Annas, professore di bioetica alla Boston University School of Public Health, quello dell'alcol in particolare è un problema da affrontare seriamente visto il modus vivendi adottato dalla maggior parte degli studenti che alloggiano nei campus universitari.
Tali motivazioni non sarebbe state sufficienti tuttavia a convincere le associazioni locali per la tutela della privacy, che non hanno esistato a inondare di missive di protesta la segreteria dell'ateneo.

Giorgio Pontico
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