Alfonso Maruccia

Blizzard: DRM, una perdita di tempo

Il pluri-premiato produttore videoludico californiano emette una condanna per le protezioni anticopia tanto popolari tra i publisher. Basta l'autenticazione online, dice Blizzard

Roma - Spendere pacchi di quattrini e il lavoro di valenti ingegneri del software per ingabbiare il codice e rendere difficile il lavoro ai pirati di videogame? Una perdita di tempo, ammette Blizzard. Frank Pearce, co-fondatore e attuale produttore esecutivo dello storico publisher statunitense da sempre attivo esclusivamente sul mercato PC (fusosi con Activision a formare il colosso Activision-Blizzard), va dritto alla questione e suona una incoraggiante campana a morto per le pesanti protezioni DRM recentemente introdotte da Ubisoft.

Il publisher di Splinter Cell e Assassin's Creed ha trasformato la connessione perenne a Internet in una blindatura anti-pirateria, ed è stato costretto a fronteggiare ogni genere di critica e malcontento per via dei problemi di accesso denunciati dai videogiocatori e la prevedibile vittoria dei "cracker" che l'hanno infine avuta vinta su un sistema che si voleva a prova di manomissione. Ubisoft ha perso la sua (azzardata) scommessa, e non a caso Pearce dice che la lotta contro la pirateria su PC a mezzo DRM è nient'altro che una "battaglia persa".

"Abbiamo bisogno che i nostri team di sviluppo siano concentrati sui contenuti e le caratteristiche innovative, non sulla tecnologia anti-pirateria" sentenzia candidamente Pearce in un'intervista. "Se si comincia a parlare di DRM e diverse tecnologie con cui provare a gestire questi sistemi - continua Pearce - per noi è davvero una battaglia persa perché la community è sempre molto più vasta, e il numero di persone in circolazione che vogliono provare a contrattaccare quella tecnologia, che sia per piratare il gioco o semplicemente per curiosità, è molto più numeroso dei nostri team di sviluppo".
La vera risorsa da giocare per vincere la battaglia contro la pirateria, dice Pearce, è dare ai videogiocatori una "piattaforma" online capace di attrarli fornendo loro strumenti di partecipazione attiva e di interconnessione con il mondo di gioco e gli altri player in tutto il mondo. "Dal nostro punto di vista il miglior approccio è essere sicuri di avere una piattaforma completa su cui le persone vogliano giocare - dice Pearce - dove possano trovare i loro amici, dove si trova una community".

Pearce si riferisce ovviamente al network Battle.net, tecnologia veterana del multiplayer online (attiva sin dal 1997 per il gioco in rete di Diablo) che sta per essere rinnovata contemporaneamente alla distribuzione del blockbuster annunciato StarCraft II. Ma le parole del co-fondatore di Blizzard vanno misurate con una realtà fattuale leggermente diversa perché, che lo si ammetta o meno, anche in casa del publisher californiano i sistemi DRM e la "pirateria" digitale continuano a rappresentare un cruccio. Magari secondario, ma sempre di cruccio si tratta.

Tutti i giochi Blizzard sono dotati di un sistema di autenticazione e check del disco originale, tanto per cominciare, e il succitato StarCraft II imporrà al giocatore la registrazione di un account su Battle.net (che si sia interessati al multiplayer o meno poco importa) prima di poter avere accesso alle campagne multi e single-player.

pur vero che una volta passato lo scoglio dell'autenticazione il gioco offline non necessiterà di una connessione a Internet perenne come nel caso di Assassin's Creed II, ma resta il fatto che Blizzard ha in precedenza comunicato di aver cancellato il supporto alle partite in LAN (feature storica e particolarmente apprezzata dal pubblico presente in tutti i vecchi giochi della casa) proprio a causa delle preoccupazioni in merito alla pirateria e al presunto rischio di "danneggiamento" dell'esperienza always-on garantita da Battle.net. E per quanto riguarda le DRM in stile Ubisoft, infine, certi apprezzamenti emersi in questi giorni non promettono nulla di buono per le sorti di un videogaming su PC ingiustamente trascurato anche se in crescita continua.

Alfonso Maruccia
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100 Commenti alla Notizia Blizzard: DRM, una perdita di tempo
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  • ...e loro sono esperti nel perdere tempo:

    - Diablo III, annunciato nel 2008, ancora non si conosce la data di uscita;

    - StarCraft II, annunciato nel 2007 e in sviluppo dal 2003 (!), ancora non si conosce la data di uscita.
    Enok
    245
  • SC2 è in uscita il 27 luglio.... informati.
    Io continuo a preferire la BLizz che sforna pochi giochi, ma di grande caratura, rispetto ad altre software houses...
  • Pensavo che per il 27 luglio era programmata un altra fase di beta testing, ma evidentemente mi sbaglio. Ad ogni modo il discorso non cambia: alla Blizzard sono lenti.
    Enok
    245
  • Alla Blizzard saranno anche lenti, ma rilasciano giochi di qualità indiscutible. Ripeto, preferisco la lentezza alle schifezze che si vedono in giro....

    - Scritto da: Enok
    > Pensavo che per il 27 luglio era programmata un
    > altra fase di beta testing, ma evidentemente mi
    > sbaglio. Ad ogni modo il discorso non cambia:
    > alla Blizzard sono
    > lenti.
  • - Scritto da: Friday Long
    > SC2 è in uscita il 27 luglio.... informati.

    sì sì certo certo, uscirà il 27 luglio, anno non specificato
    e babbo natale esiste e la befana è sua moglie
    e al polo nord c'è la marmotta che confeziona la cioccolata
    giusto quelli come te ci possono credere
    non+autenticato
  • Ignoranza e trollaggine vanno spesso a braccetto....


    - Scritto da: Gort
    > - Scritto da: Friday Long
    > > SC2 è in uscita il 27 luglio.... informati.
    >
    > sì sì certo certo, uscirà il 27 luglio, anno non
    > specificato
    > e babbo natale esiste e la befana è sua moglie
    > e al polo nord c'è la marmotta che confeziona la
    > cioccolata
    > giusto quelli come te ci possono credere
  • da beta tester ti dico che è già stabile e mautro, manca solo un giusto bilanciamento tra le razze nel gaming online e vogliono uscire con un prodtto perfetto (cosa che faranno)
    Il 27 luglio te lo puoi comprare di sicuro.
    non+autenticato
  • Anche io sono beta tester, ed il gioco funziona alla grande, a parte qualche problema di bilanciamento (e l'ultima patch con l'integrazione a facebook e la morte dei server.....)
    Per quello che mi riguarda, sono molto curioso di vedere la parte in single player, ma per il multi ha tutte le carte in regola per regalarci enormi soddisfazioni per i prossimi anni.
  • Non ci vedo nulla di male se ci mettono tanto a fare un gioco se c'è la qualità.
    Sgabbio
    26178
  • Beh, rispetto a quelli che sfornano la stessa minestra riscaldata ogni anno, con lo stesso engine, stesso gameplay, ecc. sono perfettamente d'accordo. Ma 7 anni di sviluppo per un videogioco mi sembrano oggettivamente troppi; mi stupirei se la tecnologia fosse ancora al passo coi tempi.
    Enok
    245
  • Chi ti dice che abbiano iniziato 7 anni fa? L'annuncio che stanno facendo un nuovo starcrasft e di 2 anni fà.
    Sgabbio
    26178
  • ...può lasciar perdere ogni tipo di drm. Sarai sicuro che l'utente che apprezza il gioco, lo comprerà per goderne a pieno.

    Starcraft e diablo sono titoli meravigliosi in single player, ma la loro vera vocazione avviene online tramite battle.net. Se vuoi il meglio del divertimento, devi avere il gioco originale con un seriale valido.
    Il miglior sistema di protezione al mondo è il gioco stesso: crea un gioco valido e la gente lo acquisterà.

    E lo sa bene chi ha acquistato starcraft e diablo 2, che sono giocati ancora oggi. Pochi titoli possono vantare una lunghezza del genere. Forse sarebbe ora che gli altri produttori aprano gli occhi e si rendano finalmente conto che non è importante sfornare mezzi giochi ogni anno, ma tirare fuori un mega titolo e fare vendite sicure.
  • La questione non è tanto sulla vendita del titolo, ma su cosa offri di unico, che non possa essere duplicato dalla pirateria: il manuale, una bella confezione, accessori, oppure l'ambiente di gioco online.
    Gli utenti, così, avranno interesse che tu continui ad esistere, e ti pagheranno.

    Altrimenti, anche se sforni il più bel gioco della storia, poi cosa fai? Ti fai pagare per star lì senza far niente? A quel punto, agli utenti se chiudi fai pure un favore, così il tuo gioco diventa abandonware e ci possono giocare gratis. Se però, senza di te, perdono alcune opzioni (come la community dei giocatori), il discorso cambia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > La questione non è tanto sulla vendita del
    > titolo, ma su cosa offri di unico, che non possa
    > essere duplicato dalla pirateria: il manuale, una
    > bella confezione, accessori, oppure l'ambiente di
    > gioco
    > online.
    > Gli utenti, così, avranno interesse che tu
    > continui ad esistere, e ti
    > pagheranno.

    Solo su un punto hai ragione (oggi come oggi), l'ambiente di gioco online.
    Il resto sono cavolate. Te lo dice uno che si è comprato, dal 98 ad oggi, tre volte lo stesso gioco (StarCraft) proprio per la parte online.

    > Altrimenti, anche se sforni il più bel gioco
    > della storia, poi cosa fai? Ti fai pagare per
    > star lì senza far niente? A quel punto, agli
    > utenti se chiudi fai pure un favore, così il tuo
    > gioco diventa abandonware e ci possono giocare
    > gratis. Se però, senza di te, perdono alcune
    > opzioni (come la community dei giocatori), il
    > discorso
    > cambia.

    Tecnicamente l'abandoware non esiste sui videogiochi considerando che rispetto alle altre industrie dell'intrattenimento son nate già "digitali" e prima che il diritto d'autore termini ce ne vuole ancora.
    A proposito, solitamente le aziende che falliscono vendono i loro asset, in questo caso i diritti sui loro giochi.
  • > Tecnicamente l'abandoware non esiste sui
    > videogiochi considerando che rispetto alle altre
    > industrie dell'intrattenimento son nate già
    > "digitali" e prima che il diritto d'autore
    > termini ce ne vuole
    > ancora.

    sempre stata lecita l'occupazione "nec clam, nec vi" di proprietà abbandonate: anzi, per i beni materiali, se tale occupazione dura abbastanza lungo (20 anni), dopo ne diventi tu il nuovo proprietario, e quello vecchio, se anche si fa vivo, si attacca.

    > A proposito, solitamente le aziende che
    > falliscono vendono i loro asset, in questo caso i
    > diritti sui loro
    > giochi.

    Ma chi te li comprerebbe, se tanto non puoi guadagnarci, perche nessuno ti compra quel gioco e tutti se lo scaricano?
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > > Tecnicamente l'abandoware non esiste sui
    > > videogiochi considerando che rispetto alle altre
    > > industrie dell'intrattenimento son nate già
    > > "digitali" e prima che il diritto d'autore
    > > termini ce ne vuole
    > > ancora.
    >
    > sempre stata lecita l'occupazione "nec clam,
    > nec vi" di proprietà abbandonate: anzi, per i
    > beni materiali, se tale occupazione dura
    > abbastanza lungo (20 anni), dopo ne diventi tu il
    > nuovo proprietario, e quello vecchio, se anche si
    > fa vivo, si
    > attacca.
    >
    > > A proposito, solitamente le aziende che
    > > falliscono vendono i loro asset, in questo caso
    > i
    > > diritti sui loro
    > > giochi.
    >
    > Ma chi te li comprerebbe, se tanto non puoi
    > guadagnarci, perche nessuno ti compra quel gioco
    > e tutti se lo
    > scaricano?

    Esistono diverse raccolte sulle attuali console (Wii, PS3, X360) con giochi che tu definiresti "abandonware": parlo dei coin-up degli anni 80/90 e i giochi per C64/atari/ecc... piattaforme ora scomparse.

    Esiste ancora l'abandoware?
  • - Scritto da: ThEnOra
    >
    > Esiste ancora l'abandoware?

    Abandonware e' qualunque software fuori commercio.

    Se tu che detieni i diritti di un software ritieni che possa essere ancora sfruttato commercialmente lo metti in vendita.
    Se invece non intendi piu' sfruttarlo commercialmente, perche' non ti conviene, perche' e' uscita una nuova versione, perche' non fornisci piu' supporto, allora diventa abandonware.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ThEnOra
    > >
    > > Esiste ancora l'abandoware?
    >
    > Abandonware e' qualunque software fuori commercio.
    >
    > Se invece non intendi piu' sfruttarlo
    > commercialmente, perche' non ti conviene, perche'
    > e' uscita una nuova versione, perche' non
    > fornisci piu' supporto, allora diventa
    > abandonware.

    Abandonware non esiste. E' solo una chimera!
    Semmai da prodotto commerciale passa a diventare freeware, ma abandoware è solo un altro azzardo fittizio creato da ipocriti pirati.

    Poi le motivazioni che usi per definire abandoware non reggono: i.e. Windows 3.11 non è abandonware.
  • > Difatti molti dei giochi che sono offerti da
    > questi siti sono
    > illegali.

    Ma i produttori non contestano (non ne hanno motivo: e poi, a volte non si sa nemmeno piu' a chi appartengano i diritti); se loro non protestano, nessun altro può farlo.
    non+autenticato
  • > Abandonware non esiste. E' solo una chimera!
    > Semmai da prodotto commerciale passa a diventare
    > freeware, ma abandoware è solo un altro azzardo
    > fittizio creato da ipocriti
    > pirati.

    No: è un caso particolare, diverso dalla pirateria, e non definito dalla legge.

    Se un programma non è piu' in vendita, altrimenti, io come posso procurarmelo, se mi serve?


    > Poi le motivazioni che usi per definire
    > abandoware non reggono: i.e. Windows 3.11 non è
    > abandonware.

    E dove si può comprare legalmente?
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > > Abandonware non esiste. E' solo una chimera!
    > > Semmai da prodotto commerciale passa a diventare
    > > freeware, ma abandoware è solo un altro azzardo
    > > fittizio creato da ipocriti
    > > pirati.
    >
    > No: è un caso particolare, diverso dalla
    > pirateria, e non definito dalla
    > legge.
    >
    > Se un programma non è piu' in vendita,
    > altrimenti, io come posso procurarmelo, se mi
    > serve?
    >
    >
    > > Poi le motivazioni che usi per definire
    > > abandoware non reggono: i.e. Windows 3.11 non è
    > > abandonware.
    >
    > E dove si può comprare legalmente?


    Non puoi. Al massimo fai un downgrade di una licenza superiore, però visto che non è in commercio dovresti richiedere e ottenere l'autorizzazione a farlo.
  • > Non puoi. Al massimo fai un downgrade di una
    > licenza superiore, però visto che non è in
    > commercio dovresti richiedere e ottenere
    > l'autorizzazione a
    > farlo.

    E ti sembra logico? O giusto?

    Anzi, se il produttore fa così, merita di perdere soldi, perchè sta deliberatamente creando un disservizio.
    non+autenticato
  • .. se non hai pagato l'abbonamento e non sei registrato nei loro server non puoi collegarti e non giochi.

    Pi Drm di cos.
    non+autenticato
  • Siamo più nel cloud gaming che nel DRM.

    Offrono alcuni servizi che non si possono avere senza essere connessi ai loro server.

    Dire che questo è un DRM è come dire che Google ha il DRM, perchè non puoi usare il motore di ricerca se non sei connesso al server di Google.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Siamo più nel cloud gaming che nel DRM.
    >
    > Offrono alcuni servizi che non si possono avere
    > senza essere connessi ai loro server.
    >
    >
    > Dire che questo è un DRM

    Non lo è, ma fa notare che se offri servizi ne puoi ottenere gli effetti in un altro modo.


    > è come dire che Google
    > ha il DRM, perchè non puoi usare il motore di
    > ricerca se non sei connesso al server di
    > Google.


    ma google non te lo fa pagare, non sfrutta la dipendenza dai server per obbligarti a pagare un canone, google li sfrutta per attrarre utenti, se rimangono soddisfatti attraggono business, l'utente non paga la dipendenza dai server.
  • - Scritto da: angros
    > Siamo più nel cloud gaming che nel DRM.
    >
    > Offrono alcuni servizi che non si possono avere
    > senza essere connessi ai loro server.
    >
    Mica vero, di server WoW free ce ne sono a bizzeffe, e non è troppo difficile farsene uno proprio (i forum sono pieni)
    non+autenticato
  • Non confondiamo WOW con diablo 3 e Stracraft II.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Undertaker
    > .. se non hai pagato l'abbonamento e non sei
    > registrato nei loro server non puoi collegarti e
    > non
    > giochi.
    >
    > Pi Drm di cos.

    Lascia perdere. Piuttosto, sai qual è il loro DRM? Mai sentito parlare del Warden?
    Quell'affare, dentro i sistemi, controlla ogni cosa: scansiona la memoria ed informa gli host remoti se ti stai connettendo ad un server lecito oppure no. Symantec ha avuto le settimane scorse, un falso positivo riguardo WoW. Ecco, semplicemente il NAV è stato troppo zelante, identificando il Warden come malware (perchè effettivamente lo è).
    Una chiamata infuriata dalle alte sfere di Blizzard, a Symantec, ed i tali si son subito scusati, facendo sparire tutto quanto.
    non+autenticato
  • Per una volta che facevano il loro dovere....
    Sgabbio
    26178
  • Warden ufficialmente è uno scanner dei processi attivi in memoria, serve ad impedire l'uso di cheat, non a verificare se giochi su un server privato.
    Tant'è che esiste anche una sua implementazione per i server privati. Sorride
    Ubunto
    1350
  • - Scritto da: Ubunto
    > Warden ufficialmente è uno scanner dei processi
    > attivi in memoria, serve ad impedire l'uso di
    > cheat, non a verificare se giochi su un server
    > privato.

    Piuttosto invasivo in locale però, non basterebbe implementare nel codice cheat, se gli servono, che si auto rivelano. Speculo perché non seguo proprio i meccanismi dell'online. In locale il problema evidentemente non sussiste.

    > Tant'è che esiste anche una sua implementazione
    > per i server privati.
    >Sorride

    Che sarebbe forse l'ambito più adeguato.
  • - Scritto da: Anonymous

    >
    > Lascia perdere. Piuttosto, sai qual è il loro
    > DRM? Mai sentito parlare del
    > Warden?
    > Quell'affare, dentro i sistemi, controlla ogni
    > cosa: scansiona la memoria ed informa gli host
    > remoti se ti stai connettendo ad un server lecito
    > oppure no. Symantec ha avuto le settimane scorse,
    > un falso positivo riguardo WoW. Ecco,
    > semplicemente il NAV è stato troppo zelante,
    > identificando il Warden come malware (perchè
    > effettivamente lo
    > è).
    > Una chiamata infuriata dalle alte sfere di
    > Blizzard, a Symantec, ed i tali si son subito
    > scusati, facendo sparire tutto
    > quanto.

    Esiste qualche raffigurazione di tale Warden, ci giocavo a wow col 486 e all'epoca c'erano orchi e non mi ricordo, ma questo come mostro mi pare più altolocato, ha terrorizzato pure i guardiani del pc!
    La storia si fa interessante, e altri guardiani ancora sonnecchiano e Warden si sta accasando?

    Ma è storia o leggenda?
  • Il controllo c'è per usufruire del servizio online. Se scarichi WoW e lo usi su server esterni nessuno ti ferma. Non vedo dove sia il DRM. Se scarichi WCIII ci giochi e non ti ferma nessuno se non vai online.

    Farsi pagare per i servizi paralleli (gioco online su tutti) é esattamente quello che si chiede alle compagnie. Nessuno gli vieta di fare profitti, o vuole obbligarle a offrire servizi gratuitamente.

    Non confondiamo le cose, non si fa bene al movimento pirata. Se una compagnia vuole la conferma dell'acquisto per offrirti un servizio aggiuntivo non ha niente a che vedere con i DRM.
    non+autenticato
  • Il DRM è un concetto ideato da idioti, blocca solo i pirati idioti, ed è apprezzato solo da utenti idioti.

    Se proprio vuoi tenere gli utenti sempre online per controllare che abbiano una versione originale, che almeno ne valga la pena (mettendo qualche funzione che richiede veramente l'accesso, come il gioco multiplayer online).

    Altrimenti, chi si ostina a cercare di usare il drm, si vedrà sempre craccare i suoi giochi, e gli utenti preferiranno sempre la versione craccata (senza rottura di scatole); e se ci rimette dei soldi, meglio ancora: o imparerà la lezione, o fallirà, ma in entrambi i casi non userà più il DRM.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Il DRM è un concetto ideato da idioti, blocca
    > solo i pirati idioti, ed è apprezzato solo da
    > utenti
    > idioti.

    Probabilmente chi ha ideato i DRM, l'idiota di turno, l'ha fatto proprio per bloccare i suoi simili, i pirati idioti, ma non credo che un utente, che sia idiota o non (ammesso che per utente intendi il consumatore) lo aprezzi.

    Poi c'è anche da dire che i giochi della Blizzard sono tutt'altra cosa rispetto ai giochi della Ubisoft, e qui parlo del genere: RTS/MMPMORG vs ACTION/SIMULAZIONI (in linea generale, ovvio)

    Dunque diverse sono le necessità di protezione.

    Come sempre i tuoi post sono superficiali...
  • - Scritto da: Sborone di Rubikiana memoria
    > Ehm, "razzolano"... Con la lingua fuori


    mica ha scritto che razzolano bene Rotola dal ridere
  • - Scritto da: Sgabbio

    "razolanano"...grande sgabbio!!!In lacrimeIn lacrimeIn lacrimeIn lacrime
    non+autenticato
  • Violi la policy, anonimo codardo.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Violi la policy, anonimo codardo.

    io, contrariamente a te, non ho insultato nessunoPerplesso

    anche tu hai violato la policy, non è un grave problema, basta non prenderselaOcchiolino
    non+autenticato