Claudio Tamburrino

Libro digitale, lo standard da riscrivere

Editori ormai convinti della necessità di uno standard: per rimuovere gli ultimi ostacoli e scommettere sul nuovo mezzo. Con lo spettro della pirateria, e l'esempio della musica

Roma - Mentre divampa la battaglia sul controllo del mercato degli e-book, gli editori stanno cercando di iniziare a unirsi sotto un'unica bandiera: un formato universale degli libri digitali.

Già la scelta potrebbe da sola significare il cambiamento di rotta degli editori, finora scettici rispetto al nuovo mezzo. Vedrebbero, insomma, con favore gli e-book, vero e proprio futuro del settore: da un lato lo sviluppo dei tablet, dall'altro le possibilità ancora inespresse dei libri nelle nuove forme, sono due degli elementi che concorrono a costruire questo ottimismo.

Per questo è giunto il momento di superare le divisioni tra i vari dispositivi, perché la vera evoluzione del mercato sarà possibile solo se i lettori potranno usufruire di maggiori libertà e non inferiori rispetto al mezzo precedente: consultare un libro liberamente sul mezzo desiderato, è l'idea che sembra circolare tra gli editori, o anche prestarlo non possono essere ostacoli concepibili.
David Shanks della Penguin ha affermato che: "Il nostro più grande desiderio è che tutti i dispositivi diventino agnostici, così da non avere formati proprietari e permettere agli utenti di leggere ciò che vogliono dove vogliono".

Alcuni errori, sottolinea poi Susan Petersen Kennedy, presidente Penguin, sono stati già commessi dall'industria musicale (fra i quali la lotta sui sistemi di distribuzione): quindi, afferma, "non bisogna ripeterli". Il business sta cambiando e non si può rimanere incatenati a vecchi modelli. Questo significa, tra l'altro, secondo Kennedy, che l'editoria diventerà, come l'industria del cinema, "più concentrata sui blockbuster": titoli su cui muovere la macchina da guerra del marketing.

Tuttavia c'è un altro elefante nella stanza, e si chiama pirateria: proprio parlando dell'industria musicale salta alla mente il teme. Per gli editori avere uno standard significa anche provare a stabilire un sistema DRM (e un sistema distributivo) in grado di contrastarla.

Claudio Tamburrino
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161 Commenti alla Notizia Libro digitale, lo standard da riscrivere
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  • Se il modello che si prospetta è il tutto gratuito e/o piratabile, come fare a far mangiare tutta questa gente? Che lavori vuoi trovargli?

    La soluzione e dimezzare il numero di persone su questa terra, eliminare il denaro e scambiarsi solo servizi (non servizietti, eh?).
    gli artiti vivano per fare arte, il sostentamento viene dato dai benefit che ti arrivano dalla..popolarita'?o qualcosa simile...

    Sono solo ipotesi, ma io il surplus lo userei per il bene dell'umanita' (ricerca&sviluppo), non certo per far comprare yacht e ville a questi babbuini ricchi.
    non+autenticato
  • > Se il modello che si prospetta è il tutto
    > gratuito e/o piratabile, come fare a far mangiare
    > tutta questa gente?

    Magari andando a lavorare.

    > Che lavori vuoi trovargli?

    Una zappa, un pezzo di terra, coltivi le patate e mangi.

    > La soluzione e dimezzare il numero di persone su
    > questa terra

    Ok: prendi la sega e comincia a dimezzarti, se credi che sia così semplice.


    > Sono solo ipotesi, ma io il surplus lo userei per
    > il bene dell'umanita' (ricerca&sviluppo), non
    > certo per far comprare yacht e ville a questi
    > babbuini
    > ricchi.

    E come fai?
    non+autenticato
  • Lo standard esiste. Si chiama epub. Libero, aperto. Se poi uno vuole essere succube della follia Amazon si becca il mobipocket. Non c'è tanto da discutere. E lo dico da editore. Epub tutta la vita.
  • - Scritto da: Linvenzione della ruota
    > Lo standard esiste. Si chiama epub. Libero,
    > aperto. Se poi uno vuole essere succube della
    > follia Amazon si becca il mobipocket. Non c'è
    > tanto da discutere. E lo dico da editore. Epub
    > tutta la
    > vita.

    Verissimo, a leggere questo articolo sembra che nessuno sappia che pesci pigliare e invece è 3 anni che io leggo epub su un PRS505 e come saprai meglio di me il progetto Gutenberg e le altre librerie free usano principalmente questo formato.

    Forse però la loro idea è quella di trovare non tanto un "formato" comune ma un DRM comune, in modo che i libri "non free" continuino ad essere legati al dispositivo di lettura ma le librerie siano condivisibili da tutti i dispositivi.

    In questo modo si potrebbe comprare qualsiasi titolo da qualsiasi libreria e poterlo vedere su qualsiasi ebook reader.
    non+autenticato
  • Penso sia questo, anzi lo spero.
    Spero proprio che non ci troviamo afflitti da una moltitudine di pseudo standard, con parcellizzazione dei titoli. Perchè allora il tarocco avrà una forte motivazione anche da chi abitualmente non è malitenzionato.
    non+autenticato
  • L'esistenza del DRM è già di per sè una giustificazione assoluta (già solo per il backup) all'uso del "tarocco"
    non+autenticato
  • errr... mobipocket != amazon.
  • Concordo il futuro è epub.

    ...epub si muove!
    non+autenticato
  • che poi se non sbaglio epub puó anche implementare il DRM no?
    MeX
    16897
  • In ogni caso chiunque con un pò di esperienta degli strumenti elettronici/informatici oggi a disposizione può violare qualunque DRM... i contenuti multimediali NON sono assoggettabili a qualsivoglia sistema di protezione. Basta ntercettare i dati nel viaggio che effettuano DAL medium alle nostre orecchie e occhi, per esempio. Sono una sana politica dei prezzi potrebbe, dico potrebbe, permettere a qualche intermediario di sopravvivere. Naturalmente dovrebbe trasferire il core della sua attività su Internet.
    non+autenticato
  • si si... il DRM per l'acquisto é una porcata... ma gli editori hanno giá detto chiaramente che senza DRM non pubblicano, da qui la mia domanda...

    Tecnicamente l'EPUB supporta il DRM no?
    MeX
    16897
  • Il fatto che gli editori pensino che senza DRM non pubblicano ha la stessa rilevanza, usando una fortunata frase che Umberto Bossi pronunciò nei riguardi del prof. Miglio, di "una scorreggia nello spazio". Gli editori, quando ci sarà l'avvento degli e-book, saranno semplicemente spazzati via, saranno bypassati come se non ci fossero. Se invece proporranno delle leggi che permettano loro di sopravvivire artificiosamente, come spesso avviene in Italia, la pirateria raggiungerà livelli altissimi. Io stesso sarei capace (se lo volessi) di digitalizzazre un libro di 200 pagine e salvarlo in qualunque formato desideri in circa 90 minuti. Gli editori devono capire che devono reinventarsi, non so come, ma devono farlo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Achille Scalzo
    > Il fatto che gli editori pensino che senza DRM
    > non pubblicano ha la stessa rilevanza, usando una
    > fortunata frase che Umberto Bossi pronunciò nei
    > riguardi del prof. Miglio, di "una scorreggia
    > nello spazio". Gli editori, quando ci sarà
    > l'avvento degli e-book, saranno semplicemente
    > spazzati via, saranno bypassati come se non ci
    > fossero.

    difficile, molto difficile.
    Gli autori di peso preferiranno far fare agli altri i lavori come l'impaginazione, la scelta delle immagini e dello stile di copertina, la promozione e la distribuzione in siti "visibili" a chi lo sa far meglio evitando di scassarsi le OO a far tutto da soli.
    E tutti questi servizi son da pagare, e logicamente chi paga, sia esso autore o editore, gradirà evitare di dover lavorare in perdita.

    > Se invece proporranno delle leggi che
    > permettano loro di sopravvivire artificiosamente,
    > come spesso avviene in Italia, la pirateria
    > raggiungerà livelli altissimi. Io stesso sarei
    > capace (se lo volessi) di digitalizzazre un libro
    > di 200 pagine e salvarlo in qualunque formato
    > desideri in circa 90 minuti. Gli editori devono
    > capire che devono reinventarsi, non so come, ma
    > devono
    > farlo.

    c'è da dire che immagini grandi viste su gli schermi da 6' e da 8' di un ebook reader sono atroci, si potrebbe ricorrere anche ad un OCR ma poi bisognerebbe perdere un sacco di tempo a controllare l'acquisizione. Un lavoraccio. Sicuramente verranno piratati i blockbuster ma dubito che i testi di nicchia lo siano.
  • Che gli editori non vogliano scomparire è comprensibile, ma è ormai chiaro che con gli e-book si stabilirà un contatto diretto con gli autori. Gli intermediari (editori, distributori), fin qui necessari ma estranei al processo creativo verranno semplicemente scavalcati. Per quanto riguarda i sistemi di protezione non hanno funzionato con la musica e non funzioneranno con i libri. I lettori di libri saranno più che felici di mandare all'autore un compenso per indurlo a continuare la sua opera.
    non+autenticato
  • ma avete i sassi in testa? sai cos'é un EDITORE? una CASA EDITRICE?

    Amazon, Nook, iTunes... sai cosa sono? DISTRIBUTORI!

    L'unico business che é messo in crisi dal modello digitale sono i distributori fisici e i librai, per il resto per portare un libro ad un utente servono:

    - uno scrittore
    - un editore
    - un distributore
    MeX
    16897
  • Le offese gratuite inserite nella tua risposta servono solo a coprire la carenza di argomentazioni a favore della tua "tesi" che poi è quella degli editori. Chi vivrà vedrà! Agli autori viene ricosciuto un compenso che raramente supera il 5-10%, il reso se lo pappano una massa di burocrati delle cultura avulsi dal processo creativo. Non è un caso che molti autori di pezzi musicali li vendano direttamente su Internet. Dovresti documentarti prima di sposare in modo così dogmatico le tesi degli editori... ma forse lo sai già.
    non+autenticato
  • si certo chiedi ai Radiohead (che di certo non avevano neppure problemi di fama) com'é andata.

    Dire "avete i sassi in testa" non mi sembra un cosí grave insulto, sicuramente potevo evitarlo, e chiedo scusa se suona come un'offesa ingiuriosa
    MeX
    16897
  • Se qualcuno ti dicesse durante un civile confronto di opinioni che hai "i sassi in testa" avresti forse qualche dubbio sulle intenzioni ingiuriose del tuo interlocutore? In ogni caso accetto le tue scuse.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MeX
    > si certo chiedi ai Radiohead (che di certo non
    > avevano neppure problemi di fama) com'é
    > andata.

    Direi molto bene :
    1,2 milioni di copie di In Rainbows distribuite come download digitale nella sola giornata di mercoledì 10 ottobre.

    Se si considera una media ipotetica di una sterlina pagata a download, il guadagno sostanzialmente netto per la band - visto che non ci sono intermediari arraffoni di mezzo - sarebbe di 1,2 milioni di sterline, oltre 1,7 milioni di euro. In un solo giorno.

    http://www.megalab.it/1652

    > Dire "avete i sassi in testa" non mi sembra un
    > cosí grave insulto, sicuramente potevo evitarlo,
    > e chiedo scusa se suona come un'offesa ingiuriosa

    Te hai i sassi in testa ( tanto non e' un grave insulto no ?)
    krane
    22544
  • > Se si considera una media ipotetica di una
    > sterlina pagata a download
    , il guadagno
    > sostanzialmente netto per la band - visto che non
    > ci sono intermediari arraffoni di mezzo - sarebbe
    > di 1,2 milioni di sterline, oltre 1,7 milioni di
    > euro. In un solo
    > giorno.

    infatti la media era molto piú bassa di una sterlina a download...
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > > Se si considera una media ipotetica di una
    > > sterlina pagata a download
    , il guadagno
    > > sostanzialmente netto per la band - visto che
    > > non ci sono intermediari arraffoni di mezzo -
    > > sarebbe di 1,2 milioni di sterline, oltre 1,7
    > > milioni di euro. In un solo giorno.

    > infatti la media era molto piú bassa di una
    > sterlina a download...

    E quanto era ? Link ?
    krane
    22544
  • http://www.stephenbailey.com/music/110907-radiohea.../
    "While about 62% of those paid nothing, 38% paid what averaged to $6.00 per download."

    Un link a caso...
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > http://www.stephenbailey.com/music/110907-radiohea
    > "While about 62% of those paid nothing, 38% paid
    > what averaged to $6.00 per
    > download."
    >
    > Un link a caso...

    Che moltiplicato per : 1,2 milioni di copie di In Rainbows distribuite come download digitale nella sola giornata di mercoledì 10 ottobre...

    Non mi sembra male...
    krane
    22544
  • continua a leggere: "After consulting with my calculator, I see that it comes to just under $1.2 million in one month! Um … failure?
    With the CD coming out in January and continued downloads, some experts predict the band could take in up to $4.7 million."

    1.2M di $ contro 4.7M di $ e attenzione, parliamo dei radiohead! uno sconosciuto che si mette a vendere a offerta libero il suo CD va bene se incassa quanto a suonare una settimana in metropolitana
    MeX
    16897
  • Ma se ce ne sono a migliaia!
    Pdf,odf, cbr....
    La verità è che vogliono mettere un bel drm!
    Così morirà solo l'editoria!
    Meglio , molto meglio, dare la possibilità a chi scarica un libro di fare una donazione direttamente all'autore!
    La percentuale data dagli editori agli autori è una bazzecola rispetto a ciò che loro guadagnano!

    E a chi critica, sensa senso, gli "scariconi" ricordo che non si scaricano i libri ma film e canzoni, a volte solo per archiviarli senza mai usufruirne.
    Per un libro è diverso!
    E chi afferma il contrario non conosce il piacere di tenere un libro in mano,del profumo e della lettura di un buon libro!!!!!!!
    non+autenticato
  • Sono completamentte d'accordo con te. I lettori di libri sono persone, in generale, che amano i libri e gli autori, per cui inviare dei soldi ad un autore sarà una cosa naturale. Io invio 20€ all'anno a Wikipedia per permerterle di continuare a svolgere il suo compito. Dove sono finiti oggi le grandi encliclopedie che fino a qualche anno fa venivano vendute a carissimo prezzo quasi casa per casa e che ingombravano i nostri scaffali? Gli autori guadagneranno di più è più rapidamente. Presto avremo in rete dei blog dove i lettori insieme agli autori si scambieranno libri in cambio di soldi e nessun editore potrà più decidere cosa pubblicare. A proposito lo sapete che "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa venne rifiutato dal promo editore (che non rivelo per carità di patria) a cui venne sottoposto?
    non+autenticato
  • > "Il Gattopardo" di Tomasi
    > di Lampedusa venne rifiutato dal promo editore
    > (che non rivelo per carità di patria) a cui venne
    > sottoposto?

    Anche Harry Potter e probabilmente un sacco di altri.
  • - Scritto da: Fiamel
    > > "Il Gattopardo" di Tomasi
    > > di Lampedusa venne rifiutato dal promo editore
    > > (che non rivelo per carità di patria) a cui
    > venne
    > > sottoposto?
    >
    > Anche Harry Potter e probabilmente un sacco di
    > altri.

    E questo dimostra solo l'idiozia degli editori dei quali auspichiamo la scomparsa!
  • Ormai il destino è quello.
    Mi spiace dirlo ma non vedo modelli distributivi in grado di contrastare la pirateria.
    I cantanti hanno i concerti e gli attori i cinema.
    Ma un libro è un libro.
    I DRM serviranno solo a scoraggiare gli onesti mentre un con sistema free inevitabilmente il libro finirà on line il giorno stesso dell'uscita.
    Mi consola sapere che una vita non basta a leggere tutti i libri editi sinora.

    Ridicolo poi il discorso dei blockbuster.
    non+autenticato
  • - Scritto da: dalai
    > Ormai il destino è quello.
    > Mi spiace dirlo ma non vedo modelli distributivi
    > in grado di contrastare la
    > pirateria.

    Il modello lulu, ad esempio.


    > I cantanti hanno i concerti e gli attori i cinema.
    > Ma un libro è un libro.
    > I DRM serviranno solo a scoraggiare gli onesti
    > mentre un con sistema free inevitabilmente il
    > libro finirà on line il giorno stesso
    > dell'uscita.

    Vero: agli autori conviene probabilmente mettere subito il loro libro online, e un bel link per le donazioni.

    Morirà l'editoria, non i libri.
    non+autenticato
  • > Il modello lulu, ad esempio.

    non conosco Newbie, inesperto
    hai link?
    non+autenticato
  • http://www.lulu.com/it

    Il concetto è: tu spedisci a loro il tuo libro, e scegli il tipo di rilegatura. Loro ti dicono quanto costa a loro stampare una copia del tuo libro: poi, tu scegli il prezzo di vendita (che va da quella cifra in su).

    Tu non spendi nulla, perchè il libro non viene stampato, viene solo messo in catalogo: se io voglio comprare quel libro, lo ordino, lulu me lo stampa e me lo spedisce a casa: quando pago, lulu si tiene i costi di stampa, e da a te la differenza (se tu hai scelto di vendere ad un prezzo vicino al costo di stampa, la differenza è piccola e tu ricavi poco, se hai scelto un prezzo più alto, guadagni di più per ogni copia, ma rischi di venderne meno).

    A lulu, del resto, non importa quante copie vendi: per loro, il guadagno è uguale, sia che vendano i tuoi libri o quelli di un altro (si fanno pagare solo la stampa), e non hanno problemi di giacenze, visto che il libro è stampato sul momento.

    Quindi, la strategia di vendita dipende solo da te: se vuoi essere sicuro di non essere piratato, ad esempio, pubblichi il libro sul tuo sito (leggibile online, magari con un po' di banner pubblicitari), e a fianco metti il link "Ti piace questo libro? Comprane una copia cartacea su lulu" o qualcosa del genere.

    Minimo investimento, nessun rischio, buone possibilità di vendita.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > http://www.lulu.com/it
    >
    > Il concetto è: tu spedisci a loro il tuo libro, e
    > scegli il tipo di rilegatura. Loro ti dicono
    > quanto costa a loro stampare una copia del tuo
    > libro: poi, tu scegli il prezzo di vendita (che
    > va da quella cifra in
    > su).
    >
    > Tu non spendi nulla, perchè il libro non viene
    > stampato, viene solo messo in catalogo: se io
    > voglio comprare quel libro, lo ordino, lulu me lo
    > stampa e me lo spedisce a casa: quando pago, lulu
    > si tiene i costi di stampa, e da a te la
    > differenza (se tu hai scelto di vendere ad un
    > prezzo vicino al costo di stampa, la differenza è
    > piccola e tu ricavi poco, se hai scelto un prezzo
    > più alto, guadagni di più per ogni copia, ma
    > rischi di venderne
    > meno).

    Quando ho controllato io la tua copia la dovevi comprare se volevi che venisse messa in vendita per il pubblico. Quando la ricevevi, la controllavi e poi davi l'ok. In genere quei servizi di self-publishing funzionano tutti così. A me sembra più affidabile CreateSpace.com di Amazon.
    non+autenticato
  • Gentilissimo; grazie per spiegazione e linkSorride
    non+autenticato
  • > Tu non spendi nulla, perchè il libro non viene
    > stampato, viene solo messo in catalogo: se io
    > voglio comprare quel libro, lo ordino, lulu me lo
    > stampa e me lo spedisce a casa: quando pago, lulu
    > si tiene i costi di stampa, e da a te la
    > differenza (se tu hai scelto di vendere ad un
    > prezzo vicino al costo di stampa, la differenza è
    > piccola e tu ricavi poco, se hai scelto un prezzo
    > più alto, guadagni di più per ogni copia, ma
    > rischi di venderne
    > meno).

    come mai gli autori non son migrati in massa su lulu ? la verità è che il modello distributtivo di lulu, che per la precisione vende anche le versioni ebook in pdf, dei libri va bene per testi di nicchia a bassa tiratura, generalmente testi di autori che possono contare su un piccolo numero di appassionati. E la loro scarsa diffusione rende anche difficoltoso trovarli e scaricarli via p2p, senza considerare che chi compra in un mercato di nicchia ha molte più remore a piratare il materiale di quel mercato e cerca di pagare in un modo o nell'altro gli autori.
    >
    > Minimo investimento, nessun rischio, buone
    > possibilità di
    > vendita.

    a parte il tempo che perdi per comporre l'opera e pubblicizzarla e farti conoscere.
  • - Scritto da: angros
    > http://www.lulu.com/it
    >
    > Minimo investimento, nessun rischio, buone
    > possibilità di
    > vendita.

    Però così leggeremo solo autori italiani. A meno di non conoscere tutte le lingue del mondo.

    Io sono favorevolissimo all'editoria "fai da te" però secondo me un qualche tipo di organizzazione ci vuole.
    non+autenticato
  • - Scritto da: dalai
    > Ormai il destino è quello.
    > Mi spiace dirlo ma non vedo modelli distributivi
    > in grado di contrastare la
    > pirateria.
    > I cantanti hanno i concerti e gli attori i cinema.
    > Ma un libro è un libro.
    > I DRM serviranno solo a scoraggiare gli onesti
    > mentre un con sistema free inevitabilmente il
    > libro finirà on line il giorno stesso
    > dell'uscita.
    > Mi consola sapere che una vita non basta a
    > leggere tutti i libri editi
    > sinora.
    >
    > Ridicolo poi il discorso dei blockbuster.

    Parla la paura.
    Un testo digitale lo si compra poichè costa di meno di quello cartaceo.
    Nessuno compra un file o un Cd con un libro se costa altrettanto, e del resto il libro digitale costa anche pochissimo all'editore.
    Il testo cartaceo lo si consulta anche a lume di candela o col Sole naturale, quello digitale richiede un mezzo tecnologico adatto.
    Un libro in carta pregiata (sottolineo pregiata) dura oltre 500 anni, un libro digitale va già bene se si potrà consultare anche dopo 30 anni.
    Morale della favola: anche con i libri digitali, si continuerà a stampare su carta e gli editori venderanno anche CD o files di libri su Internet.
    Il libri digitalizzati anche se scaricati per essere utili devono essere letti. Leggere su di uno schermo è più faticoso e stancante che leggere su carta. La stampa con una stampante odinaria costa almeno 10 volte di più che stampare un libro con sistemi industriali.
    Quindi un altro fattore che non mette in pericolo l'idustria, non solo, ma le scuole devono richiedere libri non piratati poichè possono essere soggette a controlli. Quindi multe a chi ne fa uso improrio, anche gli studenti non possono portare a scuola o nelle università materiale illecito soggetto a diritto d'autore senza licenza.
    A casa magari faranno ciò che vogliono, ma nei locali pubblici no, se lo fanno vanno incontro a rischi di sanzioni.
    O è troppo difficile fare questo?
    Già in Italia è difficilissimo.
  • - Scritto da: ninjaverde
    > Il libri digitalizzati anche se scaricati per
    > essere utili devono essere letti. Leggere su di
    > uno schermo è più faticoso e stancante che
    > leggere su carta.

    Esistono gli ebook reader con tecnologia e-ink. Io ne ho uno ed è come leggere sulla carta.
    E' anche perché ci sono questi apparecchi come il Kindle che gli editori ora si preoccupano del drm e della distribuzione degli ebook.
    non+autenticato
  • > Esistono gli ebook reader con tecnologia e-ink.
    > Io ne ho uno ed è come leggere sulla
    > carta.

    E questo potrebbe decretare la fine dell'editoria, così come i lettori MP3 portatili stanno spazzando via i discografici. Finchè gli mp3 si potevano sentire solo su pc, il cd era abbastanza al sicuro.

    > E' anche perché ci sono questi apparecchi come il
    > Kindle che gli editori ora si preoccupano del drm
    > e della distribuzione degli
    > ebook.

    Il drm non ha salvato la musica, non salverà i libri. Anche perchè, se io metto online un libro digitalizzato tramite scanner, l'editore come fa a metterci il drm? Può fare la sua versione, con drm, ma il testo è lo stesso, e la gente scaricherà il mio (senza drm).
    non+autenticato
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