Alfonso Maruccia

Linaro d una mano a Linux

Un gruppo di giganti dei microprocessori unisce le forze per portare Linux dappertutto, nei dispositivi mobile come nel salotto domestico. Focus sulle CPU di ARM, ma Intel resta la benvenuta

Linaro d una mano a LinuxRoma - Si chiama Linaro e non è un'esca per troll, bensì la nuova iniziativa di un folto gruppo di produttori di microchip intenzionati a favorire la diffusione di Linux all'interno dei prodotti di elettronica di consumo. Promuovono Linaro: ARM, Freescale, IBM, Samsung, ST-Ericsson e Texas Instruments, promettendo di investire milioni di dollari e di non voler lasciare fuori dalla porta nessuno. Nemmeno Intel e le sue CPU x86-64, nonostante il focus iniziale della fondazione sia l'architettura ARM a basso consumo energetico.

"La sorprendente crescita dello sviluppo di software open source può ora essere osservata nei prodotti consumer e mobile basati su Internet e sempre connessi", dice il CEO ad-interim di Linaro, Tom Lantzsch. E compito di Linaro, dice ancora Lantzsch, sarà proprio "favorire l'ulteriore accelerazione di questo trend aumentando gli investimenti su progetti open source cruciali, e fornendo un allineamento dell'industria con la community per realizzare i migliori prodotti Linux-based a vantaggio dei consumatori".

Presso Linaro lavoreranno ingegneri del software (attualmente sono in 20 ma saranno 100 entro breve, promette Lantzsch) impegnati nella realizzazione di tool di sviluppo, kernel, e software middleware variamente assortito ottimizzati per CPU ARM Cortex-A e altri prodotti del tipo System-on-Chips (SoC), con l'obiettivo preciso di distribuire versioni aggiornate del codice FOSS ogni sei mesi.
Piattaforme hardware a parte, il lavoro degli sviluppatori sarà naturalmente concentrato sul miglioramento delle tecnologie Linux già attive nel mercato inclusi Android di Google, Ubuntu, webOS e MeeGo. L'inclusione di quest'ultimo sistema lascia intendere la volontà del consorzio di non lasciare fuori dalla porta proprio nessuno, nemmeno Intel (che MeeGo lo ha creato) e i suoi processori Atom.

La prima release di sorgenti da parte di Linaro è prevista per il prossimo novembre, e il codice servirà soprattutto per implementare una tecnologia di startup "veloce" del kernel Linux per l'accensione accelerata dei dispositivi compatibili. Nel mentre Lantzsch ha lasciato il posto di CEO dopo aver ottemperato al proprio compito di fondare il consorzio, e Linaro è al momento alla ricerca di un nuovo amministratore delegato in sostituzione.

Alfonso Maruccia
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160 Commenti alla Notizia Linaro d una mano a Linux
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  • Come da titolo. Non è alta filosofia, è concretezza.
    Open source significa non reinventare la ruota ogni volta.

    Qui sta anche la differenza tra lo speculare ed il fornire valore aggiunto. Chi fa software chiuso può speculare, chi fa software open deve fornire continuamente valore aggiunto o fallire.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vitalij
    > Come da titolo. Non è alta filosofia, è
    > concretezza.

    entrambe le cose.

    > Open source significa non reinventare la ruota
    > ogni
    > volta.

    Vale anche per il closed source.


    >
    > Qui sta anche la differenza tra lo speculare ed
    > il fornire valore aggiunto.

    Non vuol dire nulla messa in questi termini in quanto può essere vero sia per l'open che per il closed


    Chi fa software
    > chiuso può speculare, chi fa software open deve
    > fornire continuamente valore aggiunto o
    > fallire.

    Falso. Entrambi per campare devono creare valore aggiunto. Per contro un monopolista può speculare e anzio gli conviene farlo fintanto che non ha concorrenti che lo minacciano
    non+autenticato
  • - Scritto da: Livio
    > - Scritto da: Vitalij
    > > Come da titolo. Non è alta filosofia, è
    > > concretezza.
    >
    > entrambe le cose.
    >
    > > Open source significa non reinventare la ruota
    > > ogni
    > > volta.
    >
    > Vale anche per il closed source.
    Immagina una azienda che vuole scrivere un browser a sorgente chiuso, lo deve creare "dal prato verde" anche se esistono già dei browser che svolgono la propria funzione egregiamente, a meno che non vuole dare soldi proprio ai propri concorrenti per usare il loro codice. Quindi deve pagare parecchi programmatori.
    Vice versa, in ambito open source si forka anche con pochissime persone e cambiando piccoli pezzi di codice già scritto, vedi Mozilla/Firefox e XFree86/X.org.

    >
    >
    > >
    > > Qui sta anche la differenza tra lo speculare ed
    > > il fornire valore aggiunto.
    >
    > Non vuol dire nulla messa in questi termini in
    > quanto può essere vero sia per l'open che per il
    > closed
    >
    >
    > Chi fa software
    > > chiuso può speculare, chi fa software open deve
    > > fornire continuamente valore aggiunto o
    > > fallire.
    >
    > Falso. Entrambi per campare devono creare valore
    > aggiunto. Per contro un monopolista può speculare
    > e anzio gli conviene farlo fintanto che non ha
    > concorrenti che lo
    > minacciano

    Come giò detto sopra, il software chiuso crea una barriera d'ingresso non trascurabile ai potenziali concorrenti, che sarebbero costretti a riscrivere tutto da zero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vitalij

    > > Vale anche per il closed source.
    > Immagina una azienda che vuole scrivere un
    > browser a sorgente chiuso, lo deve creare "dal
    > prato verde" anche se esistono già dei browser
    > che svolgono la propria funzione egregiamente, a
    > meno che non vuole dare soldi proprio ai propri
    > concorrenti per usare il loro codice. Quindi deve
    > pagare parecchi
    > programmatori.

    Non è detto, può anche partire da un browser open e i programmatori li deve pagare comunque in funzione delle competenze e della durata del progetto; e senza andare a scomodare i costi fissi.


    > Vice versa, in ambito open source si forka anche
    > con pochissime persone e cambiando piccoli pezzi
    > di codice già scritto, vedi Mozilla/Firefox e
    > XFree86/X.org.

    Si ma ciò non toglie che si possa fare il percorso inverso.




    >
    > Come giò detto sopra, il software chiuso crea una
    > barriera d'ingresso non trascurabile ai
    > potenziali concorrenti, che sarebbero costretti a
    > riscrivere tutto da
    > zero.

    No, in quanto la barriera all'ingresso nel mercato non viene generata da quanto dici tu ma da altri fattori.
    Se esistesse una barriera all'ingresso varrebbe per tutti, open e closed.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Livio
    > - Scritto da: Vitalij
    Quindi
    > deve
    > > pagare parecchi
    > > programmatori.
    >
    > Non è detto, può anche partire da un browser open
    > e i programmatori li deve pagare comunque in
    > funzione delle competenze e della durata del
    > progetto; e senza andare a scomodare i costi
    > fissi.

    Certo. Io dico che con l'open ti diminuisce la durata del progetto, perché parecchio codice lo trovi già scritto.
    Certo, non ti risparmia i costi delle ricerche di mercato. Forse aumenta quelli della progettazione. Ma è già un bel risparmio.

    >
    >
    > > Vice versa, in ambito open source si forka anche
    > > con pochissime persone e cambiando piccoli pezzi
    > > di codice già scritto, vedi Mozilla/Firefox e
    > > XFree86/X.org.
    >
    > Si ma ciò non toglie che si possa fare il
    > percorso
    > inverso.
    >
    Potresti spiegarmelo meglio, per favore? Non ho capito...
    > >
    > > Come giò detto sopra, il software chiuso crea
    > una
    > > barriera d'ingresso non trascurabile ai
    > > potenziali concorrenti, che sarebbero costretti
    > a
    > > riscrivere tutto da
    > > zero.
    >
    > No, in quanto la barriera all'ingresso nel
    > mercato non viene generata da quanto dici tu ma
    > da altri
    > fattori.
    > Se esistesse una barriera all'ingresso varrebbe
    > per tutti, open e
    > closed.
    Dai per scontato che il mercato sia immobile. Immagina questo scenario.
    Fase 1: non esiste nessun software che svolge una determinata funzione (compressione e WinZip, oppure mp3 e WinAmp). Qualunque software venga scritto va bene.
    Fase 2: quelli che hanno scritto i primi software nella fase 1 li hanno migliorati mano mano. Chiunque voglia entrare deve fornire tutte le funzionalità dei software già presenti più qualcos'altro che lo renda migliore. Nel modello open basta fare un fork e aggiungere la nuova funzionalità. Nel modello closed bisogna scrivere tutte le funzionalità già presenti nei software affermati, e questo è proprio reinventare la ruota, più la nuova funzionalità.
    non+autenticato
  • > > Vale anche per il closed source.
    > Immagina una azienda che vuole scrivere un
    > browser a sorgente chiuso, lo deve creare "dal
    > prato verde" anche se esistono già dei browser
    > che svolgono la propria funzione egregiamente, a
    > meno che non vuole dare soldi proprio ai propri
    > concorrenti per usare il loro codice. Quindi deve
    > pagare parecchi
    > programmatori.

    dipende da cosa vogliono fare e da cosa vogliono vendere. Dove vorrebbero migliorare il loro browser e se vogliono implementare nuove funzionalità, chesso' un browser che integra un visualizzatore VRML.
    Partendo dal prato verde sei sicuro di avere un browser progettato esattamente come vuoi e magari sai già dove poter fare le ottimizzazioni, partendo da un codice esistente devi:

    1) studiarlo per capire come funziona e quali siano le dipendenze fra gli oggetti e le funzioni che lo costituiscono.

    2) studiare dove e come andare a modificare, testare le modifiche e verificare che non ti scardinino il tuo programma.

    3) testare approfonditamente le modifiche ed il funzionamento del programma modificato per accertarti che il codice nuovo non vada in conflitto con quello vecchio.

    Anche se parti da una base non è un lavoro ne veloce e spesso neppure facile.


    > Vice versa, in ambito open source si forka anche
    > con pochissime persone e cambiando piccoli pezzi
    > di codice già scritto, vedi Mozilla/Firefox e
    > XFree86/X.org.
    >
    Firefox di fatto è una evoluzione di Netscape, non un nuovo prodotto. Per il resto uno dei problemi di Linux rimane proprio il fork selvaggio che ti porta a disperdere molte energie in un sacco di progetti che corrono in parallelo.

    > Come giò detto sopra, il software chiuso crea una
    > barriera d'ingresso non trascurabile ai
    > potenziali concorrenti, che sarebbero costretti a
    > riscrivere tutto da
    > zero.

    barriera che ha anche il software open. Non è facile analizzare un codice di 25K righe per capire bene dove devi mettere le mani. Immagina programmi con milioni di righe di codice.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 04 giugno 2010 13.06
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  • - Scritto da: shevathas
    > dipende da cosa vogliono fare e da cosa vogliono
    > vendere. Dove vorrebbero migliorare il loro
    > browser e se vogliono implementare nuove
    > funzionalità, chesso' un browser che integra un
    > visualizzatore
    > VRML.

    Ottima osservazione: evoluzione vs rivoluzione. L'open source funziona molto bene per le evoluzioni e le "copie" di software già pensati e scritti. Per le rivoluzioni un po' meno.
    Comunque, anche il browser innovativo avrà dei menu, dei tasti avanti indietro aggiorna, eccetera. Male che ti va il 20% delle funzionalità è già fatto.
    Si dice che l'ottimizzazione prematura è la radice di molti mali.

    > Partendo dal prato verde sei sicuro di avere un
    > browser progettato esattamente come vuoi e magari
    > sai già dove poter fare le ottimizzazioni,
    > partendo da un codice esistente
    > devi:
    >
    > 1) studiarlo per capire come funziona e quali
    > siano le dipendenze fra gli oggetti e le funzioni
    > che lo
    > costituiscono.
    >
    > 2) studiare dove e come andare a modificare,
    > testare le modifiche e verificare che non ti
    > scardinino il tuo
    > programma.
    >
    > 3) testare approfonditamente le modifiche ed il
    > funzionamento del programma modificato per
    > accertarti che il codice nuovo non vada in
    > conflitto con quello
    > vecchio.
    >
    > Anche se parti da una base non è un lavoro ne
    > veloce e spesso neppure
    > facile.

    Non so quanto sia modulare e quanto sia ben documentato il codice degli applicativi open source... certo se è scritto coi piedi e documentato peggio si fa prima a riscrivere qualcosa da zero.

    > Firefox di fatto è una evoluzione di Netscape,
    > non un nuovo prodotto. Per il resto uno dei
    > problemi di Linux rimane proprio il fork
    > selvaggio che ti porta a disperdere molte energie
    > in un sacco di progetti che corrono in
    > parallelo.

    Sfondi una porta aperta: il fork va fatto sempre con buon senso.
    Comunque parlavo del fork da mozilla tutto-in-uno (browser, posta, editor HTML...) e firefox.


    > barriera che ha anche il software open. Non è
    > facile analizzare un codice di 25K righe per
    > capire bene dove devi mettere le mani. Immagina
    > programmi con milioni di righe di
    > codice.

    Ripeto: dipende da come è organizzato il codice. Se i package hanno nomi intuitivi e la documentazione è buona, tante linee di codice non dovrebbero essere difficili da comprendere.
    Inforndo non stiamo parlando di programmi scritti in fretta e furia in COBOL con 3000 pezze per una banca avente dirigenti incompetenti (ogni riferimento è puramente casuale).
    non+autenticato
  • > Ottima osservazione: evoluzione vs rivoluzione.
    > L'open source funziona molto bene per le
    > evoluzioni e le "copie" di software già pensati e
    > scritti. Per le rivoluzioni un po'
    > meno.

    > Comunque, anche il browser innovativo avrà dei
    > menu, dei tasti avanti indietro aggiorna,
    > eccetera. Male che ti va il 20% delle
    > funzionalità è già
    > fatto.

    per quello esistono già ottime librerie sia open che closed.

    > Si dice che l'ottimizzazione prematura è la
    > radice di molti
    > mali.
    >
    infatti. Ma il mio ragionamento era diverso: se per sviluppare la mia idea devo buttare a mare l'80% del software di partenza, la convenienza del fork diventa abbastanza aleatoria.

    > Non so quanto sia modulare e quanto sia ben
    > documentato il codice degli applicativi open
    > source... certo se è scritto coi piedi e
    > documentato peggio si fa prima a riscrivere
    > qualcosa da
    > zero.
    >
    come in tutte le cose ci trovi ottimo codice e immani schifezze. Il problema è che anche un ottimo codice va studiato e, anche se ottimamente modulare, devi capire cosa stai andando a toccare e come. Soprattutto se vai a mettere mano al "motore" vero e proprio del software.

    > Sfondi una porta aperta: il fork va fatto sempre
    > con buon
    > senso.
    > Comunque parlavo del fork da mozilla tutto-in-uno
    > (browser, posta, editor HTML...) e
    > firefox.
    >
    e seamonkeyOcchiolino

    > Ripeto: dipende da come è organizzato il codice.
    > Se i package hanno nomi intuitivi e la
    > documentazione è buona, tante linee di codice non
    > dovrebbero essere difficili da
    > comprendere.

    posso farti l'esempio del minix che è lungo "solo" 26K righe ed è magistralmente documentato. Ci vuole tempo per capire come funziona il listato e dove devi andare a mettere mani se vuoi farci modifiche, pur essendo, il minix, bene o male un sistema operativo giocattolo pensato per la didattica lavorarci sopra non è uno scherzo.

    > Inforndo non stiamo parlando di programmi scritti
    > in fretta e furia in COBOL con 3000 pezze per una
    > banca avente dirigenti incompetenti (ogni
    > riferimento è puramente
    > casuale).

    succede anche nell'OS, spesso trovi 3000 pezze mandate da 3000 programmatori diversi per curare 3000 bug scoperti. Vedi cosa disse Torvalds del kernel di linux, purtroppo al crescere del numero di righe di codice cresce anche la complessità del sorgente.
  • mega QUOTONE
  • - Scritto da: GioeleZ
    > mega QUOTONE

    ...di neanche un carattere! Rotola dal ridere
    Clicca "Quota" e sarai più fortunato.
    non+autenticato
  • Se ci fai caso ci sono i trattini che collegano il messaggio che ho quotato.
    Che fra parentesi non so te ma a me scoccia scorrere 2 volte lo stesso commento solo perchè l'hanno quotato.
    ciauz
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 04 giugno 2010 15.04
    -----------------------------------------------------------
  • Linux, Linux e sempre Linux !!! Che barba !

    Chi stanno anche altri interessanti OS open sulla scena, lo sanno 'sti signori produttori ???

    http://www.haiku-os.org/

    http://aros.sourceforge.net/

    http://www.syllable.org/

    http://www.reactos.org/

    Basta con l'egemonia del pinguino !

    Open Source != Linux
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Ravich
    > Linux, Linux e sempre Linux !!! Che barba !
    >
    > Chi stanno anche altri interessanti OS open sulla
    > scena, lo sanno 'sti signori produttori
    > ???
    >
    > http://www.haiku-os.org/
    >
    > http://aros.sourceforge.net/
    >
    > http://www.syllable.org/
    >
    > http://www.reactos.org/
    >
    > Basta con l'egemonia del pinguino !
    >
    > Open Source != Linux
    Quoto, se comondo me fanno male a puntare solo su il Kernel Linux
    non+autenticato
  • - Scritto da: VS26
    > - Scritto da: Marco Ravich
    > > Linux, Linux e sempre Linux !!! Che barba !
    > >
    > > Chi stanno anche altri interessanti OS open
    > sulla
    > > scena, lo sanno 'sti signori produttori
    > > ???
    > >
    > > http://www.haiku-os.org/
    > >
    > > http://aros.sourceforge.net/
    > >
    > > http://www.syllable.org/
    > >
    > > http://www.reactos.org/
    > >
    > > Basta con l'egemonia del pinguino !
    > >
    > > Open Source != Linux
    > Quoto, se comondo me fanno male a puntare solo su
    > il Kernel
    > Linux

    Reactos è un "clone" di Windows ed è troppo acerbo.
    Syllable was "built using many parts from the GNU project and Linux" (dal loro sito)
    Aros non è niente male, specialmente per i nostalgici di Amiga, ma non è completo.
    Haiku, che si "ispira" a BeOS è un'alpha, per quanto già abbastanza usabile.
    Tutti progetti meritevoli di interesse, spero molto in Haiku, ma non sono sufficientemente maturi.

    PC-BSD invece è un progetto più maturo:
    http://www.pcbsd.org/
    non+autenticato
  • Linux e disponibile in un sacco di piattaforme ed è molto versatile.

    I progetti che hai citato, sono interessanti ma ancora acerbi.
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Marco Ravich
    > Linux, Linux e sempre Linux !!! Che barba !
    > Chi stanno anche altri interessanti OS open sulla
    > scena, lo sanno 'sti signori produttori> ???
    > http://www.haiku-os.org/
    > http://aros.sourceforge.net/
    > http://www.syllable.org/
    > http://www.reactos.org/

    e secondo te un produttore di hardware dovrebbe creare driver per ognuno di questi fantasiosi os usati da un pugno di smanettoni ?
    lo stesso per il software, per il supporto di bug e lo sviluppo di applicazioni

    Linux é sistema operativo OS che ha dimostrato di funzionare meglio, e di funzionare sia su server che su dispositivi embedded, quindi conviene puntare solo su di lui.

    Meglio un solo successo che dieci bei tentativi
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Ravich
    > Linux, Linux e sempre Linux !!! Che barba !
    >
    > Chi stanno anche altri interessanti OS open sulla
    > scena, lo sanno 'sti signori produttori
    > ???
    >
    > http://www.haiku-os.org/
    >
    > http://aros.sourceforge.net/
    >
    > http://www.syllable.org/
    >
    > http://www.reactos.org/
    >
    > Basta con l'egemonia del pinguino !
    >
    > Open Source != Linux

    Mi offendo. Ti sei dimenticato i *BSD! Tra quelli che hai citato m'interesso solo di Haiku ma, onestamente, le aziende è bene che guardino solo a Linux e che lavorino con quello. Linux è alla portata di tutti, BSD no, Haiku no. E mi sta benissimo così, onestamente... Ci sono cose che non hanno bisogno di merchandising et similia, sono le cose per geek-smanettoni-nerd (nonché per hacker). Il resto è per la gente.
    non+autenticato
  • Quoto! In particolare terrei sott'occhio il progetto FreeBSD ( http://www.freebsd.org/it/ )
    non+autenticato
  • Era @Marco Ravich la risposta A bocca aperta
    non+autenticato
  • Il famoso "anno" è vicino, ma sarà diverso da quello che speravamo. Sarà semplicemente che il mondo consumer lo fagociterà, lo pubblicizzerà, ci farà sopra dei soldi.
    Una operazione di mercato, non una "scelta" da chi usa i sistemi (come è sempre successo).
    non+autenticato
  • Google farà i soldi, chi preinstallerà il suo OS farà i soldi ecc ecc dando un bel calcio nel fondoschiena a tutti quelli che campano di filosofia dell'open.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Livio
    > Google farà i soldi, chi preinstallerà il suo OS
    > farà i soldi ecc ecc dando un bel calcio nel
    > fondoschiena a tutti quelli che campano di
    > filosofia
    > dell'open.

    Mah, quale parte de 'il software libero si può vendere' ti è sfuggita? Possibile che tutti parlano di filosofia, di talebani, etc. e poi siamo in 2-3 ad aver letto almeno un paio di discorsi di Stallman (per non parlare dei libri e di altri autori importanti, tra tutti Eric Steven Raymond)? Google spende soldi e guadagna soldi, se non li guadagnasse non li spenderebbe. Così come tutti gli altri che da anni lavorano con e sul software libero. E finché ci sarà bisogno di consulenze, di software, di modifiche al software e finché ci saranno utenti demenziali e aziende quelli che campano di filosofia camperanno anche di lavoro. Ammesso che siano in grado, of course.
    non+autenticato
  • Dove in Italia?

    Sono stato in un'azienda di quelle apparentemente belle e moderne, tutti in cravatta, che non sapevano che più del 50% dei server su Internet hanno su Linux e software libero. E non sapevano cosa fosse un server LAMP.

    Se avessi visto che programmatori avevano e che siti internet uscivano da quell'azienda...
    iRoby
    9147
  • Ma infatti si sa che la classe dirigente italiana è prevalentemente composta da cialtroni.
    Basta vedere come siamo messi per capirlo. A bocca aperta
    Ubunto
    1350
  • - Scritto da: iRoby
    > Dove in Italia?

    Banche, ho conosciuto di persona diversi sys-admin che lavorano per le banche più disparate con sistemi rigorosamente Linux-Solaris. E quello è uno dei settori principali, non l'unico naturalmente.

    > Sono stato in un'azienda di quelle apparentemente
    > belle e moderne, tutti in cravatta, che non
    > sapevano che più del 50% dei server su Internet
    > hanno su Linux e software libero. E non sapevano
    > cosa fosse un server
    > LAMP.
    >
    > Se avessi visto che programmatori avevano e che
    > siti internet uscivano da
    > quell'azienda...

    Ne ho viste di cose del genere... quando si chiama l'amico di tizio o di caio e lo si assume che escono queste porcherie. Il problema è che oggi in molti casi c'è meritocrazia zero, altrimenti tanta gente starebbe (giustamente) col culo per terra. Ma le cose cambieranno, più va avanti e più me ne rendo conto... Non so come, non so cosa succederà, ma questo sistema non sta più in piedi.
    non+autenticato
  • A dispetto di tutta la retorica, le guerre di fede e la puzza sotto il naso dei puristi del software, Google prende un OS già fatto e già supportato da una miriade di sviluppatori opensource (leggasi: manodopera gratis), gli mette una bella interfaccia alla moda (rendiamo onore a chi scimmiottando debian aveva già battuto questa strada: ubuntu), un bel market alla moda, e un OS che gira con requisiti minimi molto bassi su quasi tutto l'hardware (non come qualche cretino di fama mondiale che vuole l'hardware proprietario o esageratamente potente).

    Mi sa che l'anno di Linux è molto molto vicino.

    Non credo che nessuno sappia meglio di google quello che vogliono gli utenti, visto che possiedono il più grande strumento di sondaggi al mondo (leggasi: il motore di ricerca più cliccato dagli utenti)
  • Vuoi rifare la verginità a google spacciandola per ONG e benefattrice dell'umanità?
    LOL
    non+autenticato
  • Non mi pare che abbia detto questo. Gioele sostiene, e io sono d'accordo con lui, che Big G, approfittando della sua posizione, faccia un'operazione furbetta.
  • Questo è ovvio. Ma sembrava volesse dire anche che grazie a google (che per inciso fa solo i suoi interessi) è l'anno di linux o quasi.
    non+autenticato
  • E perché no?

    Finché il sistema più diffuso è quello di Microsoft e il browser più diffuso è Explorer, è M$ ha dettare legge su Internet, su come si devono vedere i contenuti e come deve funzionare il web.

    Google invece promuove gli standard, il più possibile aperti, aperti anche i browser, i software e i sistemi operativi.

    Così non detta legge nessuno, almeno sul come deve apparire il web. Su cosa ci deve essere ci pensa Google, ma solo sul "cosa", non sul come deve apparire a chi ha un sistema piuttosto che un altro.
    iRoby
    9147
  • - Scritto da: iRoby
    > E perché no?
    >
    > Finché il sistema più diffuso è quello di
    > Microsoft e il browser più diffuso è Explorer, è
    > M$ ha dettare legge su Internet, su come si
    > devono vedere i contenuti e come deve funzionare
    > il
    > web.
    >
    > Google invece promuove gli standard, il più
    > possibile aperti, aperti anche i browser, i
    > software e i sistemi
    > operativi.
    >

    Il succo del discorso è che google li promuove pro saccoccia sua non per il benessere di tutti.
    Questo non dovrebbe andare bene a chi sta a cuore la filosofia open.
    Evidentemente anche per questi il fine giustifica i mezzi.


    > Così non detta legge nessuno, almeno sul come
    > deve apparire il web. Su cosa ci deve essere ci
    > pensa Google, ma solo sul "cosa", non sul come
    > deve apparire a chi ha un sistema piuttosto che
    > un
    > altro.

    Vero solo in parte. Google vuole imporre a tutti i suoi servizi web e questo è imporre un "come" non il "cosa"
    non+autenticato
  • - Scritto da: N.U.
    > - Scritto da: iRoby
    > > E perché no?
    > >
    > > Finché il sistema più diffuso è quello di
    > > Microsoft e il browser più diffuso è Explorer, è
    > > M$ ha dettare legge su Internet, su come si
    > > devono vedere i contenuti e come deve funzionare
    > > il
    > > web.
    > >
    > > Google invece promuove gli standard, il più
    > > possibile aperti, aperti anche i browser, i
    > > software e i sistemi
    > > operativi.
    > >
    >
    > Il succo del discorso è che google li promuove
    > pro saccoccia sua non per il benessere di
    > tutti.
    > Questo non dovrebbe andare bene a chi sta a cuore
    > la filosofia
    > open.

    mi sa che non hai ben presente la filosofia open.. visto che ne possono usufruire tutti e lui ci guadagna sopra senza far spendere soldi agli utenti non vedo il problema.. sopratutto visto l'apporto in codice e soldi che google sta dando all'open source

    > Evidentemente anche per questi il fine giustifica
    > i
    > mezzi.

    no è che non capisci.. tutto qui

    >
    >
    > > Così non detta legge nessuno, almeno sul come
    > > deve apparire il web. Su cosa ci deve essere ci
    > > pensa Google, ma solo sul "cosa", non sul come
    > > deve apparire a chi ha un sistema piuttosto che
    > > un
    > > altro.
    >
    > Vero solo in parte. Google vuole imporre a tutti
    > i suoi servizi web e questo è imporre un "come"
    > non il
    > "cosa"

    l'imposizione si ha se non hai alternative.. come ad esempio in apple.. non hai alternative all'applestore.. ma visto che si tratta di qualcosa open source non esiste proprio parlare di imposizione
  • > mi sa che non hai ben presente la filosofia
    > open.. visto che ne possono usufruire tutti e lui
    > ci guadagna sopra senza far spendere soldi agli
    > utenti non vedo il problema..

    il problema è che il signor G in un modo o nell'altro lo paghi. Magari non direttamente dal portafoglio ma non credo che google faccia tutto questo per filantropia.

    > sopratutto visto
    > l'apporto in codice e soldi che google sta dando
    > all'open
    > source
    >
    e che riprende indietro in forma di codice e di fans.

    > l'imposizione si ha se non hai alternative.. come
    > ad esempio in apple.. non hai alternative
    > all'applestore.. ma visto che si tratta di
    > qualcosa open source non esiste proprio parlare
    > di
    > imposizione

    vediamo cosa sarà all'atto pratico prima di giudicare.
  • - Scritto da: shevathas
    > e che riprende indietro in forma di codice e di
    > fans.

    Si chiama scambio reciproco.
    In biologia è simbiosi.

    Vorrei ricordare che con i programmi AdWords Google ti rigira anche denaro se hai attività sul web e ospiti la sua pubblicità.

    Nessun'altra azienda era mai arrivata a un simile concetto, per tutte le corporation tradizionali il denaro doveva muoversi a senso unico col minore sforzo possibile. Il concetto di profitto ed efficienza è stato sempre portato all'esasperazione.
    iRoby
    9147
  • - Scritto da: iRoby
    > - Scritto da: shevathas
    > > e che riprende indietro in forma di codice e di
    > > fans.
    >
    > Si chiama scambio reciproco.
    > In biologia è simbiosi.
    >

    > Vorrei ricordare che con i programmi AdWords
    > Google ti rigira anche denaro se hai attività sul
    > web e ospiti la sua
    > pubblicità.
    >
    non vedo nulla di differente da quello che fanno le altre aziende che vendono pubblicità sul web. O google ti paga a prescindere dal numero di visite ?

    > Nessun'altra azienda era mai arrivata a un simile
    > concetto, per tutte le corporation tradizionali
    > il denaro doveva muoversi a senso unico col
    > minore sforzo possibile.

    per favore non diciamo cavolate. Pensi seriamente con adwords google rigiri "integralmente" tutto quello che guadagna con le visite al tuo sito ?

    > Il concetto di profitto
    > ed efficienza è stato sempre portato
    > all'esasperazione.

    piaccia o no è l'idea di capitalismo. Si è liberi di cercare forme alternative ma da quel poco che ho visto spesso le forme alternative durano poco o niente.
  • - Scritto da: shevathas
    > non vedo nulla di differente da quello che fanno
    > le altre aziende che vendono pubblicità sul web.
    > O google ti paga a prescindere dal numero di
    > visite?

    No chi ha un minimo di memoria storica del web sa che la fortuna di Google è stato proprio questo concetto, differente da ciò che c'era prima.

    > per favore non diciamo cavolate. Pensi seriamente
    > con adwords google rigiri "integralmente" tutto
    > quello che guadagna con le visite al tuo sito?

    Chi ha mai pensato ciò? Ma con Google adesso ci si spartisce i proventi. per poco che te ne dia, la scelta è tra pochi provenienti da un'organizzazione consolidata nell'advertising online e il doverti creare tu il tuo business dell'advertising partendo da zero e con le tue possibilità.

    > piaccia o no è l'idea di capitalismo. Si è liberi
    > di cercare forme alternative ma da quel poco che
    > ho visto spesso le forme alternative durano poco
    > o niente.

    Il capitalismo ci ha portati nel baratro che stiamo iniziando ad intravvedere. Ora si cercano naturali evoluzioni a questo.
    E la società della conoscenza sembra quella più probabile.
    iRoby
    9147
  • ... ormai il futuro è Linux! Quando Tablet, MId e smartphone saranno tutti stati traghettati su Linux, cosa che sta avvenendo a velocità impressionante già oggi, vedi fenomeno Android, quanto credete che ci metterà a mettere al tappeto Windows?
    Credete a me M$ così come la conosciamo oggi ha gli anni contati, fra pochi anni di windows e degli altri sistemi pèroprietari, non ne rimarrà più traccia.
  • Ma dai gli stessi commenti del genere troviamo in questa notizia del 2001:

    http://punto-informatico.it/19455/PI/News/allchin-...

    E oggi? Niente come già detto ad ogni uscita di software Linux <<Sì è il futuro ora lo avranno tutti>> ippotizando di conquistare Microsoft ma poi ..niente.

    E poi non capisco perchè ce l'avete con MS, ha cca 90000 dipendenti, è una delle aziende più grandi al mondo, ha un reditto impressionante, Windows è installato su più del 90% delle macchine (su quasi un milliardo di PC), è il master nei moltissimi campi del software e hardware, e ha una storia impressionante alle spalle.
    Se offendete MS offendete tutti i suoi dipendenti e clienti e perciò anche voi stessi!
    Microsoft e Apple non vanno presi per il didietro sono stati i padri del software e dei PC e ci hanno liberato da quei quatro imbranati di IBM! Se oggi ci troviamo qui è anche per Microsoft.

    Pensare prima di scrivere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mbdf
    > Ma dai gli stessi commenti del genere troviamo in
    > questa notizia del 2001:

    > http://punto-informatico.it/19455/PI/News/allchin-

    > E oggi? Niente come già detto ad ogni uscita di
    > software Linux <<Sì è il futuro ora lo avranno
    > tutti>> ippotizando di conquistare Microsoft ma
    > poi ..niente.

    > E poi non capisco perchè ce l'avete con MS, ha
    > cca 90000 dipendenti, è una delle aziende più
    > grandi al mondo, ha un reditto impressionante,
    > Windows è installato su più del 90% delle
    > macchine (su quasi un milliardo di PC), è il
    > master nei moltissimi campi del software e
    > hardware, e ha una storia impressionante alle
    > spalle.
    > Se offendete MS offendete tutti i suoi dipendenti
    > e clienti e perciò anche voi stessi!
    >
    > Microsoft e Apple non vanno presi per il didietro
    > sono stati i padri del software e dei PC e ci
    > hanno liberato da quei quatro imbranati di IBM!
    > Se oggi ci troviamo qui è anche per
    > Microsoft.
    >
    > Pensare prima di scrivere

    Anche conoscere la storia prima di scrivere aiuta:

    http://natonelbronx.wordpress.com/2007/03/10/stori.../

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/r...

    http://www.groklaw.net/article.php?story=200412280...
    krane
    22544
  • beh in effetti il trend di linux e opensource in generale è sempre positivo negli ultimi anni.... interessante tendenza.
    non+autenticato
  • Non posso che darti ragione: anche se non ho ben capito cosa centra con il mio preccedente commento... E' inutile discuttere con qualcuno fortemente convinto con o contro determinate cose.Occhiolino
    non+autenticato
  • Sono d'accordo.
    E' inutile discutere con qualcuno fortemente convinto.
    Ancora più inutile se quel qualcuno t'inchioda.
    non+autenticato
  • Beh certo che se uno afferma che un azienda da nulla è diventata numero #1 barrando bisogna essere molto "inchiodati". Anonimo
    non+autenticato
  • Eppure Krane ti ha fornito parecchio materiale da studiare. Che sono fatti, non opinioni.
    Nonostante questo, la tua semplificazione rimane eccessiva e questo indica due cose:

    1) non hai letto quello che ti è stato indicato;
    2) non lo hai capito.

    In entrambi i casi, sei un troll.
    non+autenticato
  • non sono fortemente convinto, non mi importa che linux sorpassi o meno altre aziende. Dico solo che lo stato dell'arte di linux e opensource mi soddisfa ed è in crescita (mi pare).

    Per le mie esigenze va bene anche cosi' com'è oggi, se migliora... bene ...meglio.

    A parte cio' una sana concorrenza fa bene a tutti.....
    non+autenticato
  • - Scritto da: cotton

    >
    > A parte cio' una sana concorrenza fa bene a
    > tutti.....

    Una sana concorrenza si comincia togliendo il prenistallato e le licenze OEM.
  • Poche idee e ben confuse.
    Ottimo.
    non+autenticato
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