Giorgio Pontico

USA, il digitale salverà la carta?

Una proposta avanzata dalla FTC: alimentare il mercato dell'editoria tradizionale tassando i consumatori di dispositivi elettronici

Roma - La Federal Trade Commission (FTC) statunitense sta vagliando una proposta per supportare il pericolante settore dell'editoria: tassare i dispositivi elettronici per alimentare gli editori.

In un documento presentato la scorsa settimana e intitolato Potential Policy Recommendation to Support the Reinvention of Journalism viene espressamente suggerita l'introduzione di un tassa del 5 per cento sul prezzo di prodotti di elettronica di consumo. Vale a dire che chi vorrà acquistare un iPod, un lettore DVD o una console PS3 dovrebbe sobbarcarsi il pagamento di una tassa federale che, in congiunzione con quelle relative a ogni stato, potrebbe far lievitare del 10 per cento il costo totale del prodotto.

I fondi recuperati secondo questo sistema verrebbero poi distribuiti dal governo centrale per sovvenzionare potenziali nuove idee per il rilancio della carta stampata, il cui declino è reso sempre più evidente dalla migrazione degli sponsor sulle più redditizie piattaforme online.
La FTC ha sottolineato che si tratta solamente di una proposta inclusa in una lista di opzioni presentate da diversi soggetti. La tassa è stata proposta da Robert McChesney, docente dell'Università dell'Illinois che ne ha sostenuto la necessità in un saggio, The Death and Life of American Journalism: The Media Revolution that Will Begin the World Again
scritto a quattro mani con il collega John Nichols.

Per alcuni osservatori però non sarebbe opportuno cercare a tutti costi di salvare la carta stampata. C'è chi legge nel panorama attuale la semplice evoluzione del mercato: il declino dell'editoria sarebbe "la conseguenza delle scelte dei consumatori, i quali trovano informazioni presso altre fonti".

Giorgio Pontico
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14 Commenti alla Notizia USA, il digitale salverà la carta?
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  • ... perché non sosteniamo la terza età facendo in modo che ogni neomamma debba lasciar poppare un vecchio per un'ora al giorno?
  • ... e le turbine eoliche, per finanziare i poveri sceicchi che stanno perdendo i loro introiti...
    Funz
    13021
  • - Scritto da: Funz
    > ... e le turbine eoliche, per finanziare i poveri
    > sceicchi che stanno perdendo i loro
    > introiti...
    Veramente gli sceicchi sono quelli che stanno costruendo la centrale solare più grande del mondo...
    non+autenticato
  • ma se la tengono per loro...
  • Io preferisco la "carta stampata", ma mi sembra un'ingiustizia sostenerla tassando quella elettronica.
  • Perchè bisogna tassare un mezzo per assicurare la prosperità di un'altro?
    La carta stampata perchè deve godere di trattamenti privilegiati?
    Forse è meno inquinante di internet?
    Forse non si tagliano alberi per produrre la carta?
    Forse non bruciano combustibili fossili per il trasporto dei giornali?
    E allora perchè deve essere a tutti i costi sovvenzionata?
    E meno male che gli USA sarebbero i paladini del libero mercato... da quando c'è Obama non si sente parlare altro che di nuove tasse e di catastrofi ambientali....
  • > E meno male che gli USA sarebbero i paladini del
    > libero mercato... da quando c'è Obama non si
    > sente parlare altro che di nuove tasse e di
    > catastrofi
    > ambientali....
    Si certo perchè la BP è sua neeeeeee?A bocca aperta
    non+autenticato
  • Francamente non mi sembra la più geniale delle idee.
    Tutti sappiamo che la carta stampata sta vivendo un momento difficile, specialmente nei paesi in cui la tecnologia ha raggiunto un elevato grado di "infiltrazione" nella popolazione, ma non credo che la soluzione al problema possa essere individuata nella tassazione dei dispositivi elettronici. Un aumento del 10% del prezzo non è poco.
    Il risultato è soltanto quello di condizionare gli utenti del mercato digitale con una tassa iniqua e ingiustificata.
    Io non posso pagare di più un prodotto appartenente ad un certo mercato per agevolare un mercato differente. Forse sbaglierò, ma a me non sembra affatto sensato. Ancora una volta si vuol far ricadere sui consumatori una situazione che, pur legata al cambiamento dei consumi, è sostanzialmente determinata dall'incapacità dell'editoria) di rinnovarsi.
    Forse quest'ultima dovrebbe passarsi una mano sulla coscienza per valutare quali siano le reali cause che hanno portato ad un indebolimento del settore.
    Un indebolimento che, a mio avviso, nasce dalla passività con cui gli editori hanno "subito" l'avvento della tecnologia; dall'incapacità di porsi in maniera critica nei confronti di tale fenomeno e dalla scarsa risolutezza nel porsi in un rapporto di sana e vivace concorrenza con nuove idee e proposte.
    In conclusione ritengo che non si possa abbracciare un interventismo assistenzialistico nei confronti di quello che resta pur sempre un pilastro dell'industria dell'informazione e dell'intrattenimento.
    Dovrebbe piuttosto esservi uno "scossone" dall'interno, un ricambio nei ruoli dirigenziali ancora troppo ancorati al passato, il tutto condito da una buona dose di coraggio nell'affrontare nuove sfide. Purtroppo, invece, nella maggior parte dei paesi non si va oltre il rischio calcolato...ancor meglio poi se non si corre alcun rischio e qualcuno risolve al tuo posto i problemi che non hai saputo gestire.
    non+autenticato
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