Mauro Vecchio

UE, credere nell'interoperabilitÓ

Sostenitrice degli standard aperti, il Commissario per l'Agenda Digitale Neelie Kroes Ŕ tornata a spingere. In vista di riforme che promuovano l'openness e le pi¨ sagge strategie di business. Quelle aperte

Roma - "Inizierò con una confessione: sono ancora una grande sostenitrice degli standard aperti. Io credo nell'interoperabilità". Così Neelie Kroes, Commissario europeo per l'Agenda Digitale, di recente intervenuta nel corso dell'ultima edizione dell'Open Forum Europe a Bruxelles. Con un discorso accorato, a sostegno di una openness che guidi la competizione nel Vecchio Continente.

L'interoperabilità al cuore dell'Agenda Digitale dell'Unione Europea. Questo il messaggio fondamentale illustrato da Kroes, che è tornata dopo due anni a parlare dell'esigenza di preservare e soprattutto diffondere i vari formati aperti. Standard che rappresenterebbero, secondo il Commissario, una delle più sagge decisioni strategiche in ambito business.

Kroes ha sottolineato come il suo pensiero stia esattamente in una terra di mezzo, tra tutti coloro che difendono l'openness più che strenuamente e gli altri, ovvero quegli "osservatori che vedono nei formati aperti un concetto sbagliato, da non utilizzare in assenza di una definizione generalmente riconosciuta". Ma nella terra di mezzo del pensiero di Kroes c'è un interrogativo ben preciso.
"Immaginiamo due standard in competizione, entrambi eccellenti da un punto di vista tecnologico. Ma diversi per quanto concerne il loro livello di restrizione verso coloro che dovranno implementarli - ha spiegato Kroes - Quale di questi vedrà una maggiore implementazione oltre che un maggiore uso? Quello scaricabile senza restrizioni?".

"O invece quello che deve essere comprato, quindi limitato a determinati utilizzi, e che prevederà il pagamento di royalty ai detentori dei diritti di proprietà intellettuale?". Per Kroes si tratterebbe di una risposta ovvia: minori imposizioni significano migliori condizioni.

E per ottenere migliori condizioni, secondo Kroes, l'Unione Europea dovrebbe applicare alcuni concetti chiave. In primis, una necessaria riforma delle modalità con cui il Vecchio Continente tratta in generale gli standard legati al settore dell'ICT. Secondo, leggi appropriate in materia di proprietà intellettuale e licensing, affinché ci sia vera trasparenza nei termini e nelle condizioni d'uso.

Kroes ha infine parlato della necessità di fare un uso migliore di questi stessi standard, oltre che di promuovere al meglio un alto livello di interoperabilità in assenza di formati stabiliti universalmente. Obiettivi che qualcuno potrà cercare di ostacolare, secondo il Commissario, ma che dovranno essere raggiunti al più presto, per favorire un vero cambiamento.

Mauro Vecchio
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16 Commenti alla Notizia UE, credere nell'interoperabilitÓ
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  • quanta confusione...
    interoperabilità... open... standard...

    puzza tanto di marketing
    non+autenticato
  • - Scritto da: ccc
    > quanta confusione...
    > interoperabilità... open... standard...
    >
    > puzza tanto di marketing

    Cosa c'è di confuso? A me è sembrato un discorso fin troppo chiaro, semplice ed elementare.
    non+autenticato
  • Bravi bravi, non so quanti mesi a romperci i maroni con questo ballott screen per poi riempirisi la bocca con i questi buoni propositi... SUBITO!! dovevate farlo SUBITO!!! costringere tutti ad usare formati APERTI in Europa, pena l'esclusione dagli uffici pubblici. Non dico standard, dico formati aperti, almeno quello.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > Bravi bravi, non so quanti mesi a romperci i
    > maroni con questo ballott screen per poi
    > riempirisi la bocca con i questi buoni
    > propositi... SUBITO!! dovevate farlo SUBITO!!!
    > costringere tutti ad usare formati APERTI in
    > Europa, pena l'esclusione dagli uffici pubblici.
    > Non dico standard, dico formati aperti, almeno
    > quello.

    Concordo, il ballot screen è stata una cavolata per dimostrare che stavano facendo qualcosa.
    non+autenticato
  • all'MPEG-LA ?
    No perche' il pezzo :
    -
    Immaginiamo due standard in competizione, entrambi eccellenti da un punto di vista tecnologico. (...)
    "O invece quello che deve essere comprato, quindi limitato a determinati utilizzi, e che prevederà il pagamento di royalty ai detentori dei diritti di proprietà intellettuale?". Per Kroes si tratterebbe di una risposta ovvia: minori imposizioni significano migliori condizioni.
    -
    suona proprio perfetto x il caso H.264 vs WEBM Sorride E non suona a favore di H.264Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • Probabilmente sì.
    Anche perchè il futuro si gioca sui contenuti digitali, quindi stare a parlare di sistemi operativi è un po' riduttivo, nonchè riguardante una piccola fetta della torta il cui futuro è ormai stabilizzato...
    Poi Pandarossa dimnetica l'ipotesi 3: se il contendente che fornisce acqua gratis (sarebbe a minor costo...) te la fornisce 24 ore su 24 oppure è razionata?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rover
    > Probabilmente sì.
    > Anche perchè il futuro si gioca sui contenuti
    > digitali, quindi stare a parlare di sistemi
    > operativi è un po' riduttivo, nonchè riguardante
    > una piccola fetta della torta il cui futuro è
    > ormai
    > stabilizzato...
    > Poi Pandarossa dimnetica l'ipotesi 3: se il
    > contendente che fornisce acqua gratis (sarebbe a
    > minor costo...) te la fornisce 24 ore su 24
    > oppure è
    > razionata?

    Una cosa e' certa: se quello che fornisce acqua a pagamento non lo paghi, ti chiude il rubinetto alla fonte.
    Vedi WGA, per esempio.
    Oppure c'e' anche il non troppo raro caso che quello che fornisce acqua a pagamento fallisca e non eroga piu' acqua, come potrebbe essere il caso di qualche videogame che richiede autenticazione via server che non esiste piu'.

    Invece quello che fornisce acqua gratis garantisce sempre la fornitura.
    E se dovesse razionare l'erogazione, esistono i serbatoi lato client!
  • Fallisce prima quello che non se la fa pagare, nel modello di mercato attuale. Non che la cosa sia da me molto gradita, ma purtroppo è così.
    non+autenticato
  • - Scritto da: rover
    > Fallisce prima quello che non se la fa pagare,
    > nel modello di mercato attuale. Non che la cosa
    > sia da me molto gradita, ma purtroppo è
    > così.

    Google è sulla via del fallimento? Idem OASIS (ODF)? Perché l'acqua è una metafora per i formati.
    non+autenticato
  • MA Google si fa pagare. Lascia perdere che sia tu a non sostenere il costo direttamente. Ma si fa pagare
    non+autenticato
  • - Scritto da: rover
    > MA Google si fa pagare. Lascia perdere che sia tu
    > a non sostenere il costo direttamente. Ma si fa
    > pagare

    Giustissimo ma non pago per fruire dell'acqua = non vi sono royalty, il senso era quello. Poi OASIS ad esempio è un consorzio (come anche il Khronos Group che sostiene OpenGL), quindi si possono creare formati liberi (dare l'acqua gratis). I lati ostici sono la diffusione dei formati liberi (a cui i governi devono partecipare) e l'implementazione dei suddetti formati nei vari programmi che ancora non l'hanno fanno (che è seguente alla prima mossa: Microsoft non implementerà mai ODF finché non sarà obbligata a farlo).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nedanfor non loggato

    > Microsoft non implementerà mai ODF finché non sarà
    > obbligata a farlo).

    Veramente Microsoft ha implementato ODF a partire da Office 2007 SP2. Addirittura Office 2010 in fase di installazione ti chiede se vuoi usare ODF come formato di default, anche se tenta di scoraggiarti dal farlo.
    Che poi lo abbia implementato "alla Microsoft" può anche darsi, e ci sarebbe da discuterne.

    Saluti
    VITRIOL
  • Immaginiamo due rubinetti in competizione, uno che eroga acqua fredda e a pagamento, e l'altro che eroga acqua calda, o tiepida, o della temperatura che si desidera, e pure gratis.

    Quale di questi vedrà una maggiore implementazione oltre che un maggiore uso?

    Ci voleva la Kroes per enunciare questo concetto, e PI a riportare la notizia?
  • - Scritto da: panda rossa
    > Immaginiamo due rubinetti in competizione, uno
    > che eroga acqua fredda e a pagamento, e l'altro
    > che eroga acqua calda, o tiepida, o della
    > temperatura che si desidera, e pure
    > gratis.
    >
    > Quale di questi vedrà una maggiore
    > implementazione oltre che un maggiore uso?
    >
    >
    > Ci voleva la Kroes per enunciare questo concetto,
    > e PI a riportare la
    > notizia?

    beh.. non è che l'ha detto un signor nessuno.. l'ha detto un commissario europeo.. e la cosa tocca l'europa intera.. logico l'italia non sa di cosa si stia parlando vista la cultura ed età media dei politicanti ma il resto d'europa è piuttosto sensibile a queste tematiche anche se lobby muovono in senso contrario..
  • - Scritto da: lordream
    > beh.. non è che l'ha detto un signor nessuno..
    > l'ha detto un commissario europeo.. e la cosa
    > tocca l'europa intera.. logico l'italia non sa di
    > cosa si stia parlando vista la cultura ed età
    > media dei politicanti ma il resto d'europa è
    > piuttosto sensibile a queste tematiche anche se
    > lobby muovono in senso
    > contrario..

    In italia non basta la scarsa cultura dei politicanti, è più verosimile la propensione alla corruzione di questi ultimi. Ai politicanti dai un panino con la mortadella e sono tutti felici.
    Ubunto
    1350
  • Serviva la Kroes a spiegarlo a chi d'informatica non capisce nulla e vorrebbe pure legiferarci. Speriamo riesca nel suo intento, ne guadagneremmo tutti.
    non+autenticato