Alfonso Maruccia

Street View, Stati Uniti contro Google

La pressione delle autoritÓ nei confronti della grande G non accenna a diminuire. Negli States si prepara un'azione comune da parte dei procuratori generali. Google Ŕ d'accordo

Roma - Non bastassero le tante iniziative legali avviate dalle autorità USA e internazionali nei confronti di Google e della pratica di sniffing delle informazioni personali per mezzo della Google Car, nuovi fronti si aprono e si inaspriscono di continuo in madrepatria e altrove per il colosso dell'advertising e del search online. Le ultime novità parlano della possibilità di un'azione comune da parte della maggioranza dei procuratori generali degli stati USA, rivendicazioni legali che proliferano in Europa e tentativi di chiarificazione.

Negli States cresce la preoccupazione dei procuratori generali parimenti alla loro voglia di sapere con esattezza cosa, dove, quando e per quanto tempo le Google Car abbiano rastrellato le reti WiFi non protette durante lo scatto delle foto da integrare nel servizio Street View disponibile su Google Maps. Al momento risulta chiaro che lo sniffing abbia raccolto pacchetti di informazioni "in chiaro" comprendenti la navigazione web degli utenti e le email assieme ai dati di connessione veri e propri.

Ma le risposte date sin qui da Google non bastano, tanto che 30 procuratori generali si sono dati appuntamento per discutere della possibilità di avviare un'indagine comune, coordinata nei confronti di Mountain View. "La violazione delle legittime aspettative di privacy da parte sia dei cittadini che delle aziende è un problema straordinariamente serio, e vogliamo conoscere tutti i fatti quanto prima è possibile" ha dichiarato Richard Blumenthal, attorney general del Connecticut, che è stato tra i primi a indagare sul fattaccio Google Car/Street View.
La conferenza dei 30 procuratori generali è stato "il primo passo nel tentativo di cooperare per una possibile investigazione e azione comune" ha detto Blumenthal, contro un'azienda che continua a sollevare questioni con le spiegazioni offerte. Così le risposte di Google alle domande dei PG statunitensi, così la replica della società a una lettera del Congresso (Comitato sull'Energia e il Commercio) in cui Google dice di essere impossibilitata a indicare le effettive dimensioni della raccolta indebita di informazioni sensibili per tutto il periodo in cui è rimasta attiva la misurazione dei segnali WiFi - dal 2007 sino al 2010 prima dell'esplosione dello scandalo.

E mentre sono costretti a mettere in conto l'ennesima causa avviata in Spagna da parte dell'associazione APEDANICA, i legali di Mountain View provano come possono a contenere i danni chiedendo - negli States - di poter accorpare tutti e otto i procedimenti legali sin qui aperti in un unico processo sulla base del fatto che "tutte le denunce contengono accuse fattuali molto simili, e quindi ogni necessaria esibizione concernerà fatti comuni".

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
7 Commenti alla Notizia Street View, Stati Uniti contro Google
Ordina
  • Ma tutta questa marasma di genti, procuratori, avvocati e giudici, non c'hanno propria na bella minchia da fare se si possono permettere tutto sto tempo a criticare la gente che invece lavora... se proprio non avete nulla da fare, lasciate almeno lavorare chi da fare ne ha eccome non può certo perdere tempo con voi. Per coerenza, se google non può pubblicare una serie di foto per ragioni di privacy, allora anche in televisione di dovrebbero poter mandare in onda servizi raffiguranti luoghi pubblici... quante assurdità!
    non+autenticato
  • Non mi spiegherei la tranquillità di google altrimenti.
    Ubunto
    1350
  • - Scritto da: Ubunto
    > Non mi spiegherei la tranquillità di google
    > altrimenti.

    penso che se non viene dimostrato un uso nocivo da parte di google dei dati raccolti , al massimo l'azienda puo' essere condannata con qualche multa .

    Io spero che google se la cavi perchè per me street view è genialata del secolo Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ubunto
    > Non mi spiegherei la tranquillità di google
    > altrimenti.

    Beh, loro hanno spiegato esattamente quello che hanno usato (gslite) come lo hanno configurato e i relativi scopi, per la localizzazione di reti aperte ( http://news.cnet.com/8301-30684_3-20007277-265.htm... , http://googlepolicyeurope.blogspot.com/2010/04/dat... ), . I governi hanno chiesto i dati per verificare se quanto detto da loro corrisponde al vero. Loro sono tranquilli e glieli danno, mi sembra tutto chiarito, troll a parte.
    non+autenticato
  • Questo fatto dimostra, per l'ennesima volta, che qualunque soggetto, debitamente attrezzato, può invadere la nostra privacy.

    Qui parliamo di un gigante tecnologico che dispone di risorse incommensurabili per avviare un'attività di monitoraggio a tappeto, incrociare i dati col data mining e profilare un numero sempre crescente di persone meglio di come farebbe la CIA/NSA nei romanzi cospirazionisti, ai fini pubblicitari.

    Il fatto che una Googlecar vada in giro a rastrellare reti WiFi non è molto diverso da ciò che può fare un giovincello hacker munito di automobile e portatile nelle vie di una grande città.
    Non è molto diverso dal tizio che a San Francisco ha clonato 30 passaporti RFID in 20 minuti senza toccarli.

    La gente dovrebbe capire che la nostra riservatezza è a rischio e ci sono piccoli e semplici trucchi per proteggerla. Uno è usare la crittografia sempre. Proteggere una rete WiFi non serve solo a proteggere l'accesso, ma anche il traffico.

    Lo sanno i "pali". Chi sono i pali? Sono i bambini, ben rappresentati nel libro e nel film di Gomorra, e in alcuni servizi di Striscia/Le Iene, ma che potreste incontrare per strada, al servizio degli spacciatori napoletani che segnalano l'arrivo imminente delle guardie tramite messaggi in codice. Loro si "difendono" da un "nemico" che potrebbe arrestarli per i reati che stanno commettendo.

    Noi dovremmo difenderci dalla gente che vuole farsi i ca**i nostri.

    Se io ora vi dicessi pubblicamente il MAC address del mio access point, qualcuno che avesse il DB di Google tra le mani potrebbe sicuramente risalire al mio indirizzo di casa. Se io vi dicessi pubblicamente il mio SSID, il campo si restringerebbe, oltre che alle zone inesplorate, agli AP omonimi.
    La potenza del data mining è questa!

    Io spero che presto vengano commercializzati telefoni fissi e cellulari in grado di fare chiamate e inviare SMS con crittografia. Altro che legge bavaglio!Sorride
    Ma finchè nessuno percepisce l'entità del problema, nessuno chiederà al mercato simili dispositivi.
  • > Qui parliamo di un gigante tecnologico che
    > dispone di risorse incommensurabili per avviare
    > un'attività di monitoraggio a tappeto, incrociare
    > i dati col data mining e profilare un numero
    > sempre crescente di persone meglio di come
    > farebbe la CIA/NSA nei romanzi cospirazionisti,
    > ai fini
    > pubblicitari.

    esatto!

    > Il fatto che una Googlecar vada in giro a
    > rastrellare reti WiFi non è molto diverso da ciò
    > che può fare un giovincello hacker munito di
    > automobile e portatile nelle vie di una grande
    > città.

    ehhhh? ma il primo paragrafo più in alto l'hai scritto sempre tu? e quello che segue?

    > Se io ora vi dicessi pubblicamente il MAC address
    > del mio access point, qualcuno che avesse il DB
    > di Google tra le mani potrebbe sicuramente
    > risalire al mio indirizzo di casa.

    tipo Google per esempio?

    Non ho capito, stai litigando con te stesso?
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    >
    > ehhhh? ma il primo paragrafo più in alto l'hai
    > scritto sempre tu? e quello che
    > segue?
    >
    > Non ho capito, stai litigando con te stesso?

    No, sto solo cercando di ribadire il concetto con esempi pratici. La gente alle volte protegge le WiFi "col codice" così "nessuno si attacca alla connessione". OK fan bene, ma non sanno che così facendo stanno proteggendo anche la loro privacy. Quelli che usano il MAC filter no!

    Il discorso su indirizzo MAC e SSID è un altro esempio di come le tracce che lasciamo online possano essere utilizzate per raccogliere maggiori informazioni su di noi