Roma - Si tratta di accordi stipulati con il preciso obiettivo di
attaccare i diritti dei netizen, in circa 40 paesi del mondo. Almeno stando ad
un recente comunicato ufficiale diramato dalla
Free Software Foundation (FSF), che si è schierata contro l'
Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA): ovvero il trattato che dovrebbe estendere a livello globale la tutela della proprietà intellettuale.
"ACTA minaccia in maniera velata di punire gli utenti di Internet -
si può leggere nel comunicato di FSF - in particolare attraverso la misura delle disconnessioni,nei confronti di chi viene accusato di condivisione illecita. Provvederà inoltre a proibire alle varie nazioni la diffusione di software capace di aggirare i sistemi anti-copia DRM".
Una dura presa di posizione dunque, accompagnata da una speciale petizione destinata a raccogliere firme contro il famigerato trattato globale anti-contraffazione. A sostenerla lo stesso Richard Stallman,
che nell'introduzione ha scritto: "Dovremo fermarli. Costruire un movimento per fermarli. C'è bisogno di chiamare a raccolta gli utenti, per lottare insieme".
FSF ha quindi elencato una serie di attività che ACTA non dovrebbe affatto regolamentare, tra cui la libera condivisione online e l'utilizzo non commerciale interno a certi meandri della Rete. Ma c'è una più semplice alternativa indicata da FSF:
eliminare del tutto ACTA, potenziale minaccia all'attuale società connessa.
Mauro Vecchio