mafe de baggis
venerdì 18 giugno 2010

NoLogo/ Lavorare tutti, lavorare gratis

di Mafe De Baggis - No, niente socialismo reinventato nel XXI secolo. Solo qualche considerazione sul lavoro fatto per passione, e quello fatto per dovere. Con rendimenti sorprendenti

Roma - Lo scorso fine settimana ho coordinato un gruppo di volontari (spesati ma non retribuiti) incaricati del live blogging di Anteprime, un festival letterario in cui una trentina di scrittori hanno raccontato il loro lavoro in corso. Gli incontri si tenevano in serata, la maggior parte dei quali in parallelo, e finivano molto tardi, sabato sera siamo andati a cena a mezzanotte.

La quantità e la qualità dei contenuti prodotti, in gran parte video e tweet, ha permesso a molte persone di seguire l'evento anche da casa. Quello che mi ha colpito ancora di più è stato l'entusiasmo, la passione e la dedizione con cui tutti hanno collaborato: come ha scritto Palmasco, uno dei volontari, "È stato fantastico, soprattutto per quello che a me è sembrato una specie di spirito di gruppo". Stessa impressione da parte del cliente: "Grazie davvero per tutto l'aiuto e soprattutto l'entusiasmo! È stato una carica di adrenalina in quei giorni caotici veramente vitale!".

Non è la prima volta che verifico quanto e come il lavoro amatoriale e volontario sia più adatto a determinate attività del lavoro retribuito, in particolare in tutti i casi in cui è indispensabile delegare il più possibile e lasciar libere le persone di decidere cosa fare e quando e come. È forse però la prima volta che verifico sul campo che questo non vale solo in Rete, dove il valore e il capitale sociale sono prodotti da sempre senza una direzione e senza un controllo, ma funziona anche offline. Anche il compito più semplice, cioè dividersi gli autori da seguire, funziona meglio con una regia leggera e viene appesantito e complicato da una decisione dall'alto. È il tema ampiamente trattato da Clay Shirky in "Uno per uno, tutti per tutti", e dopo anni che lo vedi succedere online vederlo funzionare anche offline ha dell'emozionante.

Poi su Friendfeed leggi una tua amica che scrive: "appurato che a quanto pare in un ufficio essere veloci è destabilizzante per il lavoro di squadra io mi metto al cazzeggio come tutti gli altri." Chiunque abbia lavorato in un ufficio sa quanto sia vera quest'affermazione: chi è più sveglio e veloce complica il lavoro degli altri invece di stimolarli.

Ma cosa sta succedendo? Non voglio arrivare a dire che lavoriamo meglio e divertendoci quando non siamo pagati per farlo, ma forse sì. Oppure - come più probabile - è il metodo di organizzazione basato sulla pianificazione e controllo a impedirci di lavorare bene, con passione e responsabilità.

Mafe de Baggis
Yours Truly

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84 Commenti alla Notizia NoLogo/ Lavorare tutti, lavorare gratis
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  • Da anni lavoro in informatica con grande passione.

    Quando uno fa le cose per passione tende a lavorare bene concentrandosi soprattutto su quello che piace e rischia di trascurare quello che non é interessante o che sembra presentare ostacoli eccessivi.

    Quando lavori gli ostacoli sei costretto a superarli, hai dei tempi e delle specifiche da rispettare sei indubbiamente meno libero e di conseguenza il lavoro da meno soddisfazioni.

    Puoi essere un falegname che fa il lavoro per passione, ma un conto se ti commissionano una porta costosa da costruire secondo il tuo gusto e con i tempi che vuoi, un conto se ti commissionano 100 porte standard tutte uguali.
    Ma se servono 100 porte qualcuno le deve fare, se poi uno riesce a vivere vendendo solo la porta fatta di suo gusto con i suoi tempi, meglio per lui (ma vi garantisco sono pochissimi a poterselo permettere).

    Questo per dire che un modello di sviluppo basato sulla sola passione lo ritengo irrealistico a meno che non si stia sviluppando in tantissimi un progetto indefinito con tempi non contingentati.
    Ma le logiche economiche di oggi di norma non lo permettono.
  • Nell'ambito digitale, non fai mai 100 porte tutte uguali: ne fai una, poi ne fai 100 copie.

    E se devi fare 100 porte tutte diverse, ne fai una, la copi 100 volte, e di ogni copia fai qualche modifica specifica (e chi ti ha commissionato quella porta, ti paga solo le modifiche rispetto al modello base)
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Nell'ambito digitale, non fai mai 100 porte tutte
    > uguali: ne fai una, poi ne fai 100
    > copie.
    >
    > E se devi fare 100 porte tutte diverse, ne fai
    > una, la copi 100 volte, e di ogni copia fai
    > qualche modifica specifica (e chi ti ha
    > commissionato quella porta, ti paga solo le
    > modifiche rispetto al modello
    > base)

    Informaticamente anche impostare 30 data entry, documentare n procedure, creare 300 maschere video rispettando specifiche rigorose é noioso quanto fare 100 porte tutte uguali.
    Le cose noiose (salvo per qualche 'raro amatore') esistono in ogni mestiere.
  • Ovvio: volevo solo sottolineare come è possibile separare il lavoro noioso da quello interessante.

    E comunque, l'esempio del "raro amatore" che hai fatto è molto significativo: se io trovo un falegname che si diverte tanto a fare il suo lavoro da farmi una porta gratis, sono fortunato, ma una cosa del genere capiterà molto raramente; gli altri falegnami non hanno da preoccuparsi di tale concorrenza.

    In ambito informatico, se trovo l'appassionato che è disposto a fare gratis anche il lavoro noioso... ne basta uno, e in certi casi può fare concorrenza a tutti gli altri (se gli altri hanno commesso l'errore di vendere un software proprietario): esempio: tizio scrive il programma X, lo vende, caio realizza un programma simile, lo regala, tizio non vende più.

    Invece, se ti fai pagare il lavoro svolto, e te lo fai pagare una volta sola, rilasciando poi i sorgenti, il problema non si pone: se qualcun altro ha già fatto quel lavoro (gratis o a pagamento, non importa), tu parti da lì e prosegui, e ti fai pagare quanto concordato.
    non+autenticato
  • come al solito Mafe ci arriva sempre dopo secoli a confermare cose già risapute! Basti pensare alla marea di volontari che quotidianamente si occupa di animali o persone, gratuitamente. Senza contare lo stuolo di appassionati che gestisce siti internet o forum, che lo fa per passione senza (di norma) un ritorno economico, se non magari il rimborso delle spese di hosting. Quindi Mafe come al solito scopre l'acqua calda, e ce la proprina in salsa markettara 2.0! Ste cavolate è meglio che le scriva sul suo blog!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mela Avvelenata not logged
    > Basti pensare
    > alla marea di volontari che quotidianamente si
    > occupa di animali o persone, gratuitamente.

    Sicuro che non c'e' un ritorno economico? Almeno sotto forma di
    "punti" per superare concorsi pubblici...

    > Senza
    > contare lo stuolo di appassionati che gestisce
    > siti internet o forum, che lo fa per passione
    > senza (di norma) un ritorno economico, se non
    > magari il rimborso delle spese di hosting.

    Dipende... se un sito o un forum son molto visitati e
    magari c'e' anche un banner, i ritorni ci sono...non 1000 euro, ma neppure 50.

    > Quindi
    > Mafe come al solito scopre l'acqua calda, e ce la
    > proprina in salsa markettara 2.0! Ste cavolate è
    > meglio che le scriva sul suo
    > blog!

    Concordo...il sistema "tutto gratis", non ha mai funzionato.
    Chi o cosa stabilisce che tu devi vivere in un monolocale e Mafe in una villa? Chi o cosa stabilisce che tu puoi andar in vacanza alle Hawaii e io al massimo in gita a Roma?
    Secondo la sua teoria, ognuno dovrebbe essere uguale all'altro, con la stessa metratura per appartamento, stesso lavoro ( utilizzando unità di misura differenti per tipi di lavoro differenti... )
    A fine conto diverebbe ingestibile e inattuabile.
    non+autenticato
  • > Concordo...il sistema "tutto gratis", non ha mai
    > funzionato.

    Per i beni materiali, no.

    > Chi o cosa stabilisce che tu devi vivere in un
    > monolocale e Mafe in una villa?

    Infatti: l'ideale sarebbe abitare tutti in una villa, solo che non ci sono abbastanza ville per tutti: se la villa fosse duplicabile a costo zero, ce ne sarebbero abbastanza, e potremmo farlo. Visto che così non è, la villa si paga.
    non+autenticato
  • ... e se fosse tutto gratis? se un sistema economico si fonda sul gente che si paga a vicenda "circolarmente", allora potrebbe funzionare, anche meglio, senza denaro Sorride
    solamente le banche non guadagnerebbero più,
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > ... e se fosse tutto gratis? se un sistema
    > economico si fonda sul gente che si paga a
    > vicenda "circolarmente", allora potrebbe
    > funzionare, anche meglio, senza denaro
    > Sorride
    > solamente le banche non guadagnerebbero più,

    Non ha funzionato 2000 anni fa, vuoi farla funzionare ora?Sorride
    Possibile che abbiamo la memoria corta? Il baratto è nato con l'uomo.

    E' un sistema assurdo e non gestibile (Esempio: perche' devo vivere in un monolocale e tu in una villa con piscina? ), l'unico risultato ottenuto da questa politica del "gratis" è stata la distruzione della professione di "programmatore"...
    non+autenticato
  • - Scritto da: zerobyte
    > - Scritto da: il solito bene informato
    > > ... e se fosse tutto gratis? se un sistema
    > > economico si fonda sul gente che si paga a
    > > vicenda "circolarmente", allora potrebbe
    > > funzionare, anche meglio, senza denaro
    > > Sorride
    > > solamente le banche non guadagnerebbero più,
    >
    > Non ha funzionato 2000 anni fa, vuoi farla
    > funzionare ora?
    >Sorride
    > Possibile che abbiamo la memoria corta? Il
    > baratto è nato con
    > l'uomo.
    >
    > E' un sistema assurdo e non gestibile (Esempio:
    > perche' devo vivere in un monolocale e tu in una
    > villa con piscina? ),

    per cosa? ostentare una ricchezza che non esiste e che non ha senso che esista?
    E come la mantieni senza qualcuno che ti spolveri i mobili, qualcuno che ti pulisca la piscina o che ti falci il prato e che lo farebbe solo perché deve "sbarcare il lunario" e dar da mangiare alla sua famiglia? Certi status e certe disparità esistono e si mantengono proprio sulla differenza di ricchezza.
    Immagina invece che la gente faccia un certo lavoro per passione, per far felici gli altri (e se stesso) e che, sia che lo faccia bene, male o non lo faccia per niente, avrà sempre il pane in tavola per la sua famiglia? ogni persona avrebbe tempo per coltivare i propri interessi e costruirsi uno spazio nella società, e fare qualcosa di produttivo e realmente utile per tutti.
    Pensa a come circola il denaro e ti renderai conto che ad arricchirsi sono sempre i soliti e sono proprio questi ad avere interesse che questa situazione sopravviva: "un milione" di posti di lavoro di gente che lavora male, controvoglia o fa il minimo indispensabile, per generare inutilità e sprechi, affinché "certi" possano arricchirsi speculando.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 28 giugno 2010 21.37
    -----------------------------------------------------------
  • > per cosa? ostentare una ricchezza che non esiste
    > e che non ha senso che
    > esista?

    perché ?

    > E come la mantieni senza qualcuno che ti spolveri
    > i mobili, qualcuno che ti pulisca la piscina o
    > che ti falci il prato e che lo farebbe solo
    > perché deve "sbarcare il lunario" e dar da
    > mangiare alla sua famiglia?

    mi verresti a falciare il prato gratis ?

    > Immagina invece che la gente faccia un certo
    > lavoro per passione, per far felici gli altri (e
    > se stesso) e che, sia che lo faccia bene, male o
    > non lo faccia per niente, avrà sempre il pane in
    > tavola per la sua famiglia? ogni persona avrebbe
    > tempo per coltivare i propri interessi e
    > costruirsi uno spazio nella società, e fare
    > qualcosa di produttivo e realmente utile per
    > tutti.

    un sogno veramente utopistico, il problema è: se sia che faccia sia che non faccia ho sempre la pagnotta perché sbattermi tanto a fare ?
    L'uomo, e la storia lo ha dimostrato, si muove principalmente per motivi egoistici. Tutte le rivoluzioni che si promettevano di rendere uguali, non solamente dal punto di vista dei diritti e dei doveri, gli uomini puntualmente son finite in un bagno di sangue.

    > Pensa a come circola il denaro e ti renderai
    > conto che ad arricchirsi sono sempre i soliti e
    > sono proprio questi ad avere interesse che questa
    > situazione sopravviva: "un milione" di posti di
    > lavoro di gente che lavora male, controvoglia o
    > fa il minimo indispensabile, per generare
    > inutilità e sprechi, affinché "certi" possano
    > arricchirsi
    > speculando.

    Annoiato e quale sarebbe la soluzione ?
  • - Scritto da: shevathas
    > > per cosa? ostentare una ricchezza che non esiste
    > > e che non ha senso che
    > > esista?
    >
    > perché ?
    >
    > > E come la mantieni senza qualcuno che ti
    > spolveri
    > > i mobili, qualcuno che ti pulisca la piscina o
    > > che ti falci il prato e che lo farebbe solo
    > > perché deve "sbarcare il lunario" e dar da
    > > mangiare alla sua famiglia?
    >
    > mi verresti a falciare il prato gratis ?

    magari qualcuno che ha la passione di falciare il prato lo trovi... chissà A bocca aperta

    > > Immagina invece che la gente faccia un certo
    > > lavoro per passione, per far felici gli altri (e
    > > se stesso) e che, sia che lo faccia bene, male o
    > > non lo faccia per niente, avrà sempre il pane in
    > > tavola per la sua famiglia? ogni persona avrebbe
    > > tempo per coltivare i propri interessi e
    > > costruirsi uno spazio nella società, e fare
    > > qualcosa di produttivo e realmente utile per
    > > tutti.
    >
    > un sogno veramente utopistico, il problema è: se
    > sia che faccia sia che non faccia ho sempre la
    > pagnotta perché sbattermi tanto a fare ?

    il punto è proprio questo! non lavorare per vivere, ma lavorare per passione, senza obblighi nè pressioni di alcun tipo.

    > L'uomo, e la storia lo ha dimostrato, si muove
    > principalmente per motivi egoistici.

    E' l'uomo che si muove per fini egoistici, oppure sono pochi uomini egoisti che solleticano l'egoismo e l'ossessione per la proprietà nelle altre persone?
    E comunque non è sempre così; dipende sempre dalla situazione in cui ci si trova. L'uomo è un animale strano: quando vive nella tranquillità (apparente) e si perde nelle futilità quotidiane, può diventare un essere orribile mentre nelle situazioni difficili, quando è circondato "dall'inferno", cioè quando le leggi morali e scritte della società non valgono più, può compiere atti di estrema generosità, anche a rischio della propria vita.

    > Tutte le
    > rivoluzioni che si promettevano di rendere
    > uguali, non solamente dal punto di vista dei
    > diritti e dei doveri, gli uomini puntualmente son
    > finite in un bagno di
    > sangue.

    parzialmente vero, ma non capisco che c'azzecchi...Newbie, inesperto

    > > Pensa a come circola il denaro e ti renderai
    > > conto che ad arricchirsi sono sempre i soliti e
    > > sono proprio questi ad avere interesse che
    > questa
    > > situazione sopravviva: "un milione" di posti di
    > > lavoro di gente che lavora male, controvoglia o
    > > fa il minimo indispensabile, per generare
    > > inutilità e sprechi, affinché "certi" possano
    > > arricchirsi
    > > speculando.
    >
    > Annoiato e quale sarebbe la soluzione ?

    Una soluzione sarebbe un virus specifico, un meteorite o una semplice estinzione per eliminare la specie umana dalla razza della terra...
    Altrimenti la mia era solo una provocazione, una riflessione.
    Sorride
  • > il punto è proprio questo! non lavorare per
    > vivere, ma lavorare per passione, senza obblighi
    > nè pressioni di alcun
    > tipo.
    >

    è un sogno utopistico e basta. La differenza fra l'hobby e il lavoro è che un hobby è qualcosa che fai se ti va di farlo e non hai alcun tipo di obbligo. Tanto per intenderci se chiedessi aiuto ad un amico per risistemarmi il computer, lui potrebbe rispondere: "ora non ho tempo, devo andare a pescare" e io dovrei accettarlo, è un favore non un lavoro. Se invece pago un'azienda per l'assistenza tecnica una risposta di quel tipo è inaccettabile. Se si lavorasse per hobby non si avrebbero garanzie. E molta gente preferisce pagare e avere garanzie.
  • Se ognuno scrivesse il software che gli interessa avremmo software migliori.
    Lo sostengono da anni quelli dell'open source.
    non+autenticato
  • Il comando "quoto!" non funziona, riprovare cliccando l'apposito link.
    Sourceforge è piena di progetti iniziati per passione e abbandonati a metà.
    non+autenticato
  • > Sourceforge è piena di progetti iniziati per
    > passione e abbandonati a
    > metà.
    Ovvio.
    Molti lanciano un progetto sperando di avere supporto, ma poca gente si unisce e il progetto muore per mancaza di interesse.
    Non tutti hanno la grande idea, in questo modo si filtrano i progetti inutili
    guast
    1319
  • > Sourceforge è piena di progetti iniziati per
    > passione e abbandonati a
    > metà.

    Ma che, a volte, si possono ancora utilizzare in qualche modo.

    Il mondo closed, invece, è pieno di progetti iniziati per soldi e abbandonati a metà, che hanno causato solo rogne agli utenti, e spreco di denaro ai commerciali.

    Quindi, meglio il modello open.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > > Sourceforge è piena di progetti iniziati per
    > > passione e abbandonati a
    > > metà.
    >
    > Ma che, a volte, si possono ancora utilizzare in
    > qualche
    > modo.
    >
    in certi casi come esempi di cose da non fare ed evitare come la peste.

    > Il mondo closed, invece, è pieno di progetti
    > iniziati per soldi e abbandonati a metà, che
    > hanno causato solo rogne agli utenti, e spreco di
    > denaro ai
    > commerciali.
    >
    beh se i commerciali avessero perso gli soldi investendo in una chiavica open source invece che closed source sarebbero stati più felici ?

    > Quindi, meglio il modello open.
    da quale punto di vista: utente, sviluppatore, commerciale ?
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 21 giugno 2010 10.01
    -----------------------------------------------------------
  • > > Ma che, a volte, si possono ancora utilizzare in
    > > qualche
    > > modo.
    > >
    > in certi casi come esempi di cose da non fare ed
    > evitare come la
    > peste.

    Qualche esempio o stai solo trollando?

    >
    > > Il mondo closed, invece, è pieno di progetti
    > > iniziati per soldi e abbandonati a metà, che
    > > hanno causato solo rogne agli utenti, e spreco
    > di
    > > denaro ai
    > > commerciali.
    > >
    > beh se i commerciali avessero perso gli soldi
    > investendo in una chiavica open source invece che
    > closed source sarebbero stati più felici
    > ?

    Per loro non sarebbe cambiato nulla, sul momento, ma forse altri avrebbero avuto dei vantaggi (e, indirettamente, ciò avrebbe portato vantaggi anche ai commerciali)

    >
    > > Quindi, meglio il modello open.
    > da quale punto di vista: utente, sviluppatore,
    > commerciale
    > ?

    Utente e sviluppatore di sicuro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > > > Ma che, a volte, si possono ancora utilizzare
    > in
    > > > qualche
    > > > modo.
    > > >
    > > in certi casi come esempi di cose da non fare ed
    > > evitare come la
    > > peste.
    >
    > Qualche esempio o stai solo trollando?
    >
    basta prendere un paio di aborti di sourceforge*, non tutti i programmi OS arrivano alla versione definitiva, alcuni muoiono allo stato di "alpha".

    *intendo con il termine "aborti" programmi che poi sono stati abbandonati per i più svariati motivi e che non son riusciti ad andare oltre lo stato di alpha.




    > Per loro non sarebbe cambiato nulla, sul momento,
    > ma forse altri avrebbero avuto dei vantaggi (e,
    > indirettamente, ciò avrebbe portato vantaggi
    > anche ai
    > commerciali)
    >
    i commerciali misurano i vantaggi in termini di $ in saccoccia; no $ no vantaggi.

    >
    > Utente e sviluppatore di sicuro.
    >

    mah ho i miei dubbi: ad un utente interessa avere un software funzionante che gli consente di ottenere i risultati desiderati in tempi rapidi e senza troppa fatica, di avere il codice sorgente non gli importa molto.
    Per lo sviluppatore il sistema potrebbe essere vantaggioso, come potrebbe essere un suicidio; dipende dal campo di applicazione del software. Un sistema CAD o un software di grafica professionale non hanno bisogno di molte personalizzazioni e adattamenti a differenza dei CMS o delle gestioni di magazzino.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 21 giugno 2010 12.08
    -----------------------------------------------------------
  • > basta prendere un paio di aborti di sourceforge*,
    > non tutti i programmi OS arrivano alla versione
    > definitiva, alcuni muoiono allo stato di
    > "alpha".

    E ai programmi proprietari questo non capita? Per di più, se li hai pagati... "cornuto e mazziato"
    non+autenticato
  • > E ai programmi proprietari questo non capita?

    capita.

    > Per
    > di più, se li hai pagati... "cornuto e
    > mazziato"

    perché se fossero porcate OS sarebbe stato diverso ?
  • > > > Quindi, meglio il modello open.
    > > da quale punto di vista: utente, sviluppatore,
    > > commerciale
    > > ?
    >
    > Utente e sviluppatore di sicuro.

    Dipende...
    Se tutti lavorassero in stile "open source", ognuno avrebbe vita breve ( creo un'applicazione, la rendo pubblica, mangio quella volta e basta ).
    Questo perche' se "open is not free", e' anche vero che non potro' farmi pagare quanto voglio, perche' ad un altro programmatore potrà venir in mente di farmi concorrenza e cosi si prende il mio software, se non vuole troppe rogne lo modifica leggermente e lo rivende al prezzo che decide lui ( magari molto piu' basso ).
    Risultato? Io ho creato il 99.9% dell'applicazione, il tizio lo 0.1%, lui ci ha lavorato tipo 100 ore e ci tira su.... 1000 euro, io ci ho lavorato 3000 ore e ci tiro su... 1000 euro ( se voglio esser in concorrenza ).

    Questa e' la pura e semplice verità.
    non+autenticato
  • Se tutti facessero il lavoro che li appassiona nessuno raccoglierebbe i rifiuti, nessuno starebbe in catena di montaggio, nessuno spurgherebbe le fogne...
    non+autenticato
  • Magari qualcuno lo farebbe (de gustibus...), ma sarebbero troppo pochi. Come giustamente hai fatto notare, i volontari non basterebbero.

    L'unica soluzione sarebbe di poter duplicare il risultato del lavoro fatto da uno, in modo da poterlo usare tutte le volte che si vuole. Se ci fosse un robot in grado di ripetere in modo esattamente uguale il lavoro che l'essere umano ha fatto una volta (e in catena di montaggio, alle volte, ci sono) il problema sarebbe risolto.

    Conclusione: il lavoro volontario può accontentare tutti solo se è duplicabile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Se ci
    > fosse un robot in grado di ripetere in modo
    > esattamente uguale il lavoro che l'essere umano
    > ha fatto una volta (e in catena di montaggio,
    > alle volte, ci sono) il problema sarebbe
    > risolto.

    È solo questione di tempo Cylon
    non+autenticato
  • - Scritto da: SkyNet
    > - Scritto da: angros
    > > Se ci
    > > fosse un robot in grado di ripetere in modo
    > > esattamente uguale il lavoro che l'essere umano
    > > ha fatto una volta (e in catena di montaggio,
    > > alle volte, ci sono) il problema sarebbe
    > > risolto.
    >
    > È solo questione di tempo Cylon

    Sottotitoli per umani: più che questione di "se", è di "quando"
    non+autenticato
  • DO NOT FEAR. WE SHALL NOT HARM YOU.
    THIS IS PROBE 2418-B. WE REPLICATE SO THAT WE MAY EXPAND THE SCOPE OF OUR MISSION.


    PRIORITY OVER-RIDE. NEW BEHAVIOR DICTATED.
    MUST BREAK TARGET INTO COMPONENT COMPOUNDS.


    (e vediamo chi riconosce questa citazione...)
    non+autenticato
  • > L'unica soluzione sarebbe di poter duplicare il
    > risultato del lavoro fatto da uno, in modo da
    > poterlo usare tutte le volte che si vuole. Se ci
    > fosse un robot in grado di ripetere in modo
    > esattamente uguale il lavoro che l'essere umano
    > ha fatto una volta (e in catena di montaggio,
    > alle volte, ci sono) il problema sarebbe
    > risolto.
    >
    > Conclusione: il lavoro volontario può
    > accontentare tutti solo se è
    > duplicabile.

    Beh il problema esiste sempre, se tutti ci dedichiamo alle nostre passioni il lavoro diventa inflazionato e bisogna pur mangiare.
    non+autenticato
  • > Beh il problema esiste sempre, se tutti ci
    > dedichiamo alle nostre passioni il lavoro diventa
    > inflazionato e bisogna pur
    > mangiare.

    No, riflettici un attimo: se tutti ci dedichiamo alle nostre passioni, alcuni lavori saranno inflazionati (perchè tanti sono disposti a farli gratis), ma altri (che nessuno vuole fare) diventano richiestissimi. Se nessuno vuole pulire i cessi, chi ha i cessi da pulire pagherà di più, per trovare qualcuno che glielo faccia.
    Una persona viene pagata per far qualcosa che non aveva voglia di fare, e che altrimenti non avrebbe fatto; se era disposta a farlo comunque, perchè pagarla?
    Se un lavoro è talmente piacevole che c'è chi è disposto a farlo gratis, me lo faccio fare da lui, perchè mai dovrei pagare un altro e farglielo fare controvoglia?

    E anche se, per assurdo, tutti i lavori fossero inflazionati (e fosse sempre possibile trovare qualcuno che te li fa gratis), questo riguarderebbe anche la produzione di cibo, che quindi sarebbe gratuito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > Se tutti facessero il lavoro che li appassiona
    > nessuno raccoglierebbe i rifiuti, nessuno
    > starebbe in catena di montaggio, nessuno
    > spurgherebbe le
    > fogne...

    Magari potrebbe farlo Mafe (invece di sentenziare su PI, beninteso!)... A bocca aperta
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