L'informazione online la pagheremo comunque

di Lamberto Assenti. Sul piano psicologico è facilissimo liberarsi di duemila lire per comprare un giornale con notizie precotte, senza link e infarcito di pubblicità. Anche online le news le pagheremo, che si versino dei soldi oppure no

Roma - Perché un lettore che ogni mattina in edicola spende come nulla fosse due o più mila lire per acquistare un giornale cartaceo di informazione, per lo più precotta, senza link di approfondimento, senza interazione e bidirezionalità non se la sente di spendere altrettanto, o anche infinitamente meno, per acquistare ogni giorno online le news di proprio interesse?

I lettori Internet scopriranno presto che o l'informazione online si paga o l'informazione che troveranno online sarà quella legata a doppio filo alla pubblicità e all'ecommerce, quella che ti propone A per farti comprare B mentre di C ci si può dimenticare perché non si può vendere. Sarà, come già succede, pubblicità travestita da informazione.

Per questo è clamorosa l'operazione messa in piedi da Salon.com. Clamorosa perché per la prima volta una ezine a larghissima diffusione mette in campo tutte le debolezze del proprio modello di business fondato sul gratis. Un modello evidentemente incapace di coprire le spese, i costi della produzione di informazione, della gestione di un sito, della banda occupata, dei server, della manutenzione, dell'amministrazione e via dicendo.
L'esperimento di Salon è decisivo, perché se Salon non verrà pagata dai propri utenti, questi avranno presto meno informazione di qualità a disposizione, visto che Salon proprio sulla qualità e l'indipendenza ha finora fondato un innegabile, anche se insufficiente, successo. Se invece Salon venisse pagata per le sue news dai propri lettori, saremmo di fronte ad una rivoluzione senza precedenti, perché per la prima volta l'informazione di qualità si sarà rivelata sufficiente a trasformare un giornale online da gratuito a pagamento.

Comunque vada, le informazioni le pagheremo. Perché tireremo fuori dal portafoglio qualche lira, o qualche dollaro, o perché saremo circondati da news traviate dalla pubblicità più di quanto già non accada oggi.

Mi chiedo se tra qualche tempo saremo qui a rimpiangere i bei tempi andati della Internet gratis, anche se veramente gratis non lo è mai stata, o se invece saremo felici di essere riusciti a contribuire allo sviluppo di oasi indipendenti dagli schiacciasassi della pubblicità e del direct marketing, spendendo l'equivalente di un caffè al giorno.

Lamberto Assenti
18 Commenti alla Notizia L'informazione online la pagheremo comunque
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  • Io sono uno di quelli che pagherebbe una cifra ragionevole (molto meno della copia originale) per leggere un buon quotidiano in versione integrale oppure un settimanale.
    Es. Repubblica, Sole24Ore, Focus... tutti giornali che acquisterei anche on-line!
    Ovviamente ormai con i sistemi di e-book non ci sarebbero grossi problemi di duplicazioni!
    non+autenticato
  • ...alternative? Magari qualcuno penserà di usufruire di un mercato nero delle informazioni...hahhahah...che idea...hihihihi...


    scusate, am forse nn sto bene...:)

    ciaoz da BiGAlex
    non+autenticato
  • Scusatemi se vi parlo di questa roba utopica ma... ce n'è la possibilità, lo spazio... io lo faccio.

    L'arte e l'informazione, nascono per necessità di chi le fa e di chi ne fruisce come qualcosa di naturale.

    Un volantino che dice a tutti che il padrone ti sfrutta.... lo vuoi far pagare?
    Lo fai anche spendendoci, come volontariato... in fondo lo fai per una certa causa.

    Voglio esprimere una certa emozione al di fuori di me stesso e intendo farlo sotto una determinata forma d'arte che colpisce uno o più dei sensi (a.visiva ad una o più dimensioni, il suono, il gusto...)
    Chi mi ha costretto?
    E' per me naturale esprimermi.
    Sono cose che non nascono con l'intento di farsi pagare.

    Con questo non voglio sminuire né abbassare in nessuna misura il lavoro di migliaia di professionisti.
    Voglio solo dire che su una freenet, se c'è bisogno di dire una cosa: si dice e si legge - nessuno paga per quello: pagano per freenet, al massimo.
    Come non pagano per i contenuti trovati (mp3, immagini, programmi, informazioni, sorgenti, ... qualsiasi cosa) ... ma per il mezzo che le veicola.

    Le espressioni scaturiscono naturalmente ... e non è naturale desiderare di pagare... quanto invece è naturale far scaturire queste espressioni ed è altrettanto naturale, se ti capitano sotto gli occhi e le apprezzi, fruirne ed eventualmente cercarne ancora.

    ciao.
    non+autenticato
  • Credo che sarà dura per la comunità Internet cominciare a pagare quello che è sempre stato gratis o quasi, così come la gente non ha ancora completamente accettato la TV a pagamento.

    Personalmente, non sarei disposto a pagare per leggere PI.

    Per i giornali il discorso è diverso, perchè quelli non sono mai stati gratis, cioè la gente è abituata ad entrare in edicola e a pagare.

    Quanto alla qualità dell'informazione su internet, tra virus, hackers, crackers, goliardi e bufale scambiate via e-mail, comincio ad avere dei dubbi.
    non+autenticato
  • Dice bene Assenti: Internet gratis non lo è veramente, pensiamo solo ai costi di connessione, tra le lentezze degli ISP gratuiti che fanno correre gli scatti e le difficoltà delle flat, per cui paghiamo senza poterci connettere: mi sembra di ricordare che l'Italia (cito a memoria PI) è il paese dove è più caro connettersi a Internet. Quindi non credo che si debba parlare di gratità, ma piuttosto di convenienza: ad esempio scaricare l'ultimo album di Madonna in mp3 può essere conveniente, ma gratuito non lo è di certo (e oltretutto si perde in qualità), quindi bisogna valutare bene il rapporto costi/benefici. Quale beneficio mi porta leggere PI su Internet? Il giorno in cui sarà a pagamento (e occorre anche vedere a quanto) sarò disposto ad aggiungere ai costi di connessione quelli per il suo acquisto? Perché è vero che una rivista la paghiamo, ma non paghiamo certo per andare all'edicola a comprarla, e poi la compriamo e la paghiamo solo quando ci interessa; ma un giornale in rete non può far pagare l'utente ogni volta che accede al sito, cosa facciamo, una transazione con carta di cerdito ogni volta? Farà pagare un abbonamento, magari anche piccolo, quindi pagheremo anche per tutte le volte in cui, in realtà, non avremo tempo, voglia o modo di leggere quel giornale.
    non+autenticato
  • Prima di leggere il tuo intervento pensavo proprio alla possibilita' di acquistare "singoli numeri" (nel caso in cui questo abbia senso) di una rivista online.
    Tecnicamente il tutto si risolverebbe con i micropagamenti, cioe' con tessere ricaricabile con la carta di credito e che ti permettono di fare piccoli acquisti in rete.
    Esistono gia' piattafarme di questo tipo (ovviamente estese a piu' siti indipendenti fra loro)?

    - Scritto da: zibibbo
    > Dice bene Assenti: Internet gratis non lo è
    > veramente, pensiamo solo ai costi di
    > connessione, tra le lentezze degli ISP
    > gratuiti che fanno correre gli scatti e le
    > difficoltà delle flat, per cui paghiamo
    > senza poterci connettere: mi sembra di
    > ricordare che l'Italia (cito a memoria PI) è
    > il paese dove è più caro connettersi a
    > Internet. Quindi non credo che si debba
    > parlare di gratità, ma piuttosto di
    > convenienza: ad esempio scaricare l'ultimo
    > album di Madonna in mp3 può essere
    > conveniente, ma gratuito non lo è di certo
    > (e oltretutto si perde in qualità), quindi
    > bisogna valutare bene il rapporto
    > costi/benefici. Quale beneficio mi porta
    > leggere PI su Internet? Il giorno in cui
    > sarà a pagamento (e occorre anche vedere a
    > quanto) sarò disposto ad aggiungere ai costi
    > di connessione quelli per il suo acquisto?
    > Perché è vero che una rivista la paghiamo,
    > ma non paghiamo certo per andare all'edicola
    > a comprarla, e poi la compriamo e la
    > paghiamo solo quando ci interessa; ma un
    > giornale in rete non può far pagare l'utente
    > ogni volta che accede al sito, cosa
    > facciamo, una transazione con carta di
    > cerdito ogni volta? Farà pagare un
    > abbonamento, magari anche piccolo, quindi
    > pagheremo anche per tutte le volte in cui,
    > in realtà, non avremo tempo, voglia o modo
    > di leggere quel giornale.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Rompi.B
    > Prima di leggere il tuo intervento pensavo
    > proprio alla possibilita' di acquistare
    > "singoli numeri" (nel caso in cui questo
    > abbia senso) di una rivista online.
    > Tecnicamente il tutto si risolverebbe con i
    > micropagamenti, cioe' con tessere
    > ricaricabile con la carta di credito e che
    > ti permettono di fare piccoli acquisti in
    > rete.
    > Esistono gia' piattafarme di questo tipo
    > (ovviamente estese a piu' siti indipendenti
    > fra loro)?

    Ahi ahi ahi, se me lo stai domandando vuol dire che già ne sai più di me... Mi spiace, non sono al corrente di una cosa di questo tipo, quantomeno qualcosa che non sia ancora ad uno stato solo progettuale...
    non+autenticato
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