Claudio Tamburrino

Internet, giovani e paure

Cyberbullismo e molestie tra i pericoli. La maggioranza degli adolescenti statunitensi divulga informazioni personali in Rete e il 28 per cento si intrattiene con sconosciuti

Roma - Secondo uno studio commissionato da McAfee circa la metà dei teeenager che passano del tempo online ha condiviso informazioni personali con sconosciuti.

"Anche se i ragazzi sanno che non devono parlare con estranei, online si viene a creare un senso di fiducia e anonimato che fa loro abbassare la guardia", spiega Tracy Mooney, responsabile di cybersicurezza di McAfee.

Lo studio, condotto negli Stati Uniti su 955 ragazzi tra i 13 e i 17 anni, ha cristallizzato le paure dei nuovi genitori, quelli che si trovano a crescere ragazzi in un tempo in cui oltre alle consuete apprensioni, dilaga anche la paura del mondo connesso. In cui spesso i figli si muovono più velocemente dei genitori, evitandone il controllo.
La ricerca ha mostrato infatti che il 69 per cento degli adolescenti statunitensi effettua aggiornamenti del proprio stato presso i social network divulgando anche la propria posizione esatta, il 28 per cento chatta con persone che non conosce nel mondo offline, il 43 per cento rivela il proprio nome, il 24 l'email, il 18 foto, il 12 addirittura arriva a dare il proprio numero di cellulare.

Il 14 per cento, inoltre, ammette di aver adottato qualche tipo di comportamento da "cyberbullo" nel corso del 2010. E quasi la metà non sa come difendersi e reagire se diventasse vittime di cyberbullismo o di molestie. A consolare, il fatto che tale dato, in effetti, mostra un lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti e che una linea viene tracciata dai giovani circa le informazioni aggiuntive come l'indirizzo, il cognome, la scuola e il Social Security number, di cui si mantiene la riservatezza.

Inoltre i controlli da parte dei genitori non sono semplici, anche perché più della metà (il 55 per cento) dei teenager nasconde loro la propria attività in Rete: il 23 per cento chiude o nasconde il browser appena i genitori entrano in stanza, il 32 cancella la cronologia. L'87 per cento, poi, si collega anche da postazioni fuori da casa.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
7 Commenti alla Notizia Internet, giovani e paure
Ordina
  • Ma perché lo "sconosciuto" dev'essere per default pericoloso per i ragazzi?
    Quanti genitori trascurano, maltrattano, umiliano, picchiano e, nei casi peggiori, violentano o anche uccidono i loro stessi figli?
    Questi non sono pericolosi? Solo perché non stanno dietro a uno schermo?
    Il pericolo è sempre e solo su internet? Mai tra le mura di casa?

    f.to
    uno che grazie a internet ha conosciuto la sua ragazza
    non+autenticato
  • Anche io grazie a Internet ho conosciuto la ragazza con cui sto tuttora da 2 anniSorride

    quindi concordo con te
  • - Scritto da: pincopallo
    > Ma perché lo "sconosciuto" dev'essere per default
    > pericoloso per i ragazzi?

    Non e' un default, ma una possibilita' neanche troppo remota.

    > Quanti genitori trascurano, maltrattano,
    > umiliano, picchiano e, nei casi peggiori,
    > violentano o anche uccidono i loro stessi
    > figli?

    Non stiamo parlando di questi casi.

    > Questi non sono pericolosi? Solo perché non
    > stanno dietro a uno schermo?

    Stiamo parlando di estranei che si presentano da dietro uno schermo.
    Limitiamoci a questi.

    > Il pericolo è sempre e solo su internet? Mai tra
    > le mura di casa?

    Nei casi in cui il pericolo e' tra le mura di casa non si puo' fare molto.
    Nel rimanente 99,99%, quando le mura di casa sono un rifugio sicuro e non un pericolo, ci stiamo ponendo il problema di come affrontare lo sconosciuto che incontri in rete.
  • è libero di fare quello che vuole senza il bisogno che il "genitore" sia lì a sorvegliarlo ogni momento... chiude il browser quando il genitore entra in stanza? cancella la cronologia? è libero di farlo, anzi è un suo diritto e si chiama privacy.
    Altrimenti è giusto anche che i figli vedano tutto quello che fanno i genitori on-line e senza scuse. O giochiamo tutti a carte scoperte, o altrimenti ognuno è libero di coprire le carte come più gli pare. minore o meno non fa molta differenza, basta che abbia raggiunto la pubertà e ha diritto ad avere tutta la privacy e la tranquillità che vuole. troppe paure inutili, secondo me.
    non+autenticato
  • Se "il giovane" chiude il browser o cancella la cronologia, probabilmente non si fida del genitore; allora il problema non è Internet ma è altrove.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > è libero di fare quello che vuole senza il
    > bisogno che il "genitore" sia lì a sorvegliarlo
    > ogni momento... chiude il browser quando il
    > genitore entra in stanza? cancella la cronologia?
    > è libero di farlo, anzi è un suo diritto e si
    > chiama privacy.

    Il genitore e' responsabile del figlio minorenne.
    La privacy non sussiste.

    > Altrimenti è giusto anche che i figli vedano
    > tutto quello che fanno i genitori on-line e senza
    > scuse.

    Il figlio non e' responsabile di quanto faccia il genitore.
    Tuttavia se il figlio, nella consapevolezza che il proprio genitore sta perdendo soldi al videopoker, lo sorveglia, fa solo bene.

    Non si tratta qui di spiare per curiosita', si tratta di controllare che non si facciano cazzate!


    > O giochiamo tutti a carte scoperte, o
    > altrimenti ognuno è libero di coprire le carte
    > come più gli pare. minore o meno non fa molta
    > differenza, basta che abbia raggiunto la pubertà
    > e ha diritto ad avere tutta la privacy e la
    > tranquillità che vuole.

    Certo, ma in tal caso si mantiene anche da solo e paga l'affitto.
    Forse a te sfugge il concetto di "famiglia".

    > troppe paure inutili,
    > secondo
    > me.

    Gia', tu di figli non ne hai!
  • certo perché se non pagano l'affitto stanno in casa e sono minori non hanno diritto a nessuna privacy? li segui anche al cesso o ti limiti a farli andare in bagno ma lasciare la porta aperta?
    non+autenticato