Claudio Tamburrino

Australia: antivirus o disconnessione

Intervenire sugli ISP per far pressione sugli utenti affinché adottino le misure necessarie: questa la soluzione pensata da un comitato australiano, istituito per valutare la sicurezza in Rete

Roma - Il governo aussie sta pensando di premere affinché siano gli ISP a costringere gli utenti ad adottare le necessarie precauzioni per la navigazione.

Il governo aveva istituito una commissione, presieduta da Belinda Neal, per aggiornare il Governo sullo stato del cybercrimine e proporre possibili soluzioni al problema. Il rapporto di 262 pagine dal titolo "Cracker, truffatori e botnet: contrastare il problema del cybercrimine", si chiude con una precisa indicazione: gli utenti non sono in grado di badare da soli alla propria sicurezza, né ci si può più aspettare che l'intera sicurezza online conti su di loro, per cui bisogna costringere i netizen ad usare antivirus e firewall.

Per farlo lo stato deve fare pressione sugli Internet Service Provider.
Per far sì che si possa garantire maggiore sicurezza in Rete occorre spezzare il meccanismo di proliferazione e diffusione del malware, e per far questo occorre poter agire sugli utenti finali: il comitato suggerisce così l'adozione di un nuovo "codice di procedura per la sicurezza informatica" per gli ISP che, magari, li obblighi ad adottare le dovute precauzioni per non subirne le conseguenze: non un pc infettato, ma un pc disconnesso. Mossa che, in realtà, sembra assomigliare ad una proposta già avanzata a settembre scorso dalla Internet Industry Association (IIA).

Claudio Tamburrino
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34 Commenti alla Notizia Australia: antivirus o disconnessione
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  • a questi australiani che magari per ripulire un virus dovrò scaricare le definizioni aggiornate, e se mi bannano non posso farlo, quindi si scatena un circolo vizioso che porterà a precludere l'accesso ad interDet all'intera rete australiana?
    Wolf01
    3342
  • Credo che tu non abbia letto l'articolo.
    Si aprla di macchine senza AV installato.
    Quando c'è si aggiorna da solo.
    Comunque il più grosso virus è l'utente medio, che usa soprattutto Windows.
    Comunque io tifo per mac e linux. Quando saranno loro al 90% degli OS allora potrò disinstallare l'AV in Windows....
    non+autenticato
  • Il virus arriva anche con l'antivirus installato.
    Se non ho l'antivirus come posso connettermi ad internet dopo averlo installato per scaricare gli aggiornamenti se mi hanno bannato?
    Come fanno a sapere se ho o no un antivirus?
    Le macchine linux che veicolano malware (perchè certamente l'"hacker" non usa windows per autoinfettarsi mentre sviluppa, casomai ha un ambiente di test) devono comunque aver installato un antivirus?

    Vedrai che la prossima mossa sarà quella di vietare le macchine linux, obbligare ad installare un antivirus di una ben nota marca che dovrà "spiare" i comportamenti dell'utente a chi di dovere e probabilmente attiveranno anche le webcam a distanza.

    Non dare niente per scontato.
    Wolf01
    3342
  • Questa è la risposta
    non+autenticato
  • Se cominciassi a far usare linux anche agli utonti, stai tranquillo che si troverebbero il computer compromesso anche loro.

    Magari qualche virus di meno, ma li prenderebbero anche loro....

    bye
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco
    > Se cominciassi a far usare linux anche agli
    > utonti, stai tranquillo che si troverebbero il
    > computer compromesso anche
    > loro.
    >
    > Magari qualche virus di meno, ma li prenderebbero
    > anche
    > loro....
    >
    > bye

    Si, solo se danno i permessi di root ad un browser internet o a qualcosa scaricato senza conoscerlo... in caso contrario basta semplicemente togliere i permessi di esecuzione a qualunque file nella propria home e semplicemente il "virus" o presunto tale diventa un accozzaglia confusa di caratteri...
    non+autenticato
  • E pensi davvero che con una diffusione capillare e quindi con un sistema operativo in mano a un utente medio questo sia impossibile, forse non hai mai pensato alla cultura informatica della maggior parte degli utenti, chi ha fatto assistenza informatica a privati sa benissimo che il primo virus sta di fronte al monitor, per cui si cambierebbero solo le strategie di approccio ma stai tranquillo che il sistema di convincere un utente medio ad installare qualcosa lo si trova sempre, il mondo è pieno di gente pronta a essere fregata specie in un campo di cui non ha conoscenza.
  • .....
    ;;;
    :::::
    Tieni, ti regalo un po' di segni di punteggiatura: fanne buon uso Occhiolino
  • non meriti risposta.
  • Almeno un "grazie per il regalo" me l'aspettavo In lacrime
  • > Almeno un "grazie per il regalo" me l'aspettavo
    > In lacrime

    mitico!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Morpheus61

    > un utente medio ad installare qualcosa lo si
    > trova sempre, il mondo è pieno di gente pronta a
    > essere fregata specie in un campo di cui non ha
    > conoscenza.

    Per cui nel mondo linux l' utente installa dai repository ufficiali, non ci pensa lontamente a mettere mano a apt/sources.list
    E quindi la probabilità di installare volutamente un malware è molto bassa.
    non+autenticato
  • > Per cui nel mondo linux l' utente installa dai
    > repository ufficiali, non ci pensa lontamente a
    > mettere mano a
    > apt/sources.list
    > E quindi la probabilità di installare volutamente
    > un malware è molto
    > bassa.

    dubito che linux possa reggere a lungo al: "clicca qui e scarica il programma per vederti gratis le migliori ragazze della rete..."
  • - Scritto da: shevathas
    > > Per cui nel mondo linux l' utente installa dai
    > > repository ufficiali, non ci pensa lontamente a
    > > mettere mano a
    > > apt/sources.list
    > > E quindi la probabilità di installare
    > volutamente
    > > un malware è molto
    > > bassa.
    >
    > dubito che linux possa reggere a lungo al:
    > "clicca qui e scarica il programma per vederti
    > gratis le migliori ragazze della
    > rete..."

    No, perchè l' utente impara che ci sono i repository; è questione di cultura
    non+autenticato
  • qualcuno per piacere spieghi a questi australiani che per evitare il malware basta far a meno di windows.
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > qualcuno per piacere spieghi a questi australiani
    > che per evitare il malware basta far a meno di
    > windows.

    Che cosa idiota che hai detto. E magari usare MacOSX?
    non+autenticato
  • Magari non possono/vogliono spendere così tanti soldi .. vabbe che ci son gli usati che vanno benissimo ( confermo personalmente ).
    Comunque ci sono molti utenti linux in australia e nuova zelanda.
    C'e' da dire che per l'utente medio OSX spaccherebbe di brutto ( intendo a facilità di utilizzo ) .. peccato che nella realtà la stragrande maggioranza di utenti non capisce una forca ne di windows ne di osx ne di linux...
    Ce li vedi a installare gli antivirus ... poveri ISP ... come se poi bastasse un antivirus a fermare le infezioni ... tantissime persone non aggiornano o lo tralasciano/se ne fregano..
    Serve cultura alla gente, non gli antivirus nei computer.
    Vedrei bene, per gli utenti comuni, una sorta di patentino da esibire all'acquisto di un pc ... ma non credo che HP Acer e altri sarebbero daccordo con me ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome cognome
    > Serve cultura alla gente, non gli antivirus nei
    > computer.

    questa frase mi ricorda, prese le dovute misure, quella che disse "un" Papa tedesco agli africani riguardo HIV e preservativi.
    Schersi a parte, viviamo nel mondo reale e, nel mondo reale, un buon antivirus può essere un valido rattoppo alla mancanza di cultura e consapevolezza degli utenti; è anche vero che, nel mondo reale, questa iniziativa australiana rischia di puzzare tanto di marchetta a favore dei grossi produttori di antivirus.
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > - Scritto da: nome cognome
    > > Serve cultura alla gente, non gli antivirus nei
    > > computer.
    >
    > questa frase mi ricorda, prese le dovute misure,
    > quella che disse "un" Papa tedesco agli africani
    > riguardo HIV e
    > preservativi.
    > Schersi a parte, viviamo nel mondo reale e, nel
    > mondo reale, un buon antivirus può essere un
    > valido rattoppo alla mancanza di cultura e
    > consapevolezza degli utenti; è anche vero che,
    > nel mondo reale, questa iniziativa australiana
    > rischia di puzzare tanto di marchetta a favore
    > dei grossi produttori di
    > antivirus.

    Mi domando però... non sono gli ISP a poter filtrare le comunicazioni con gli antivirus e anti anti, a parte il firewall che va naturamente comunque messo ed attivato dall'utente?
    Certo però che se già l'OS è provvisto di Troyan di suo non c'è niente da fare....
  • alla gente serve un computer per scrivere, fare calcoli, disegnare, progettare, archiviare, usa i computer perchè non c'è altro di diverso a disposizione, ha già il suo lavoro da fare non ha certo la voglia di prendersi anche una laurea in informatica, la sicurezza deve essere a intrinseca nel sistema operativo, se l'OS non ne è all'alteazza bisognerebbe passare ad altro.
    Non è l'utente che si deve adattare al computer ma il computer all'utente.
    E' stato costruito apposta.
    non+autenticato
  • Un'auto fa una cosa semplicissima: si muove da A a B. Non fa calcoli, non va su internet, non disegna, non progetta,...
    Allora per una cosa così semplice non serve la patente.
    Un genio.
    non+autenticato
  • beh, con l'auto metti a rischio la tua incolumità e quella degli altri, senza contare i possibili danni che puoi fare a beni pubblici.
    se non fosse per quel "piccolo" particolare, probabilmente la patente per l'auto non ci sarebbe né sarebbe necessaria.

    col computer la vedo dura mettere "fisicamente" a rischio l'incolumità tua e degli altri... a meno che non lo lanci in testa a qualcuno... ma è un cosa che puoi fare con un qualsiasi oggetto quella.

    sì certo, con internet, la diffusione dei virus, malware et similia, può provocare danni economici e disservizi, ma non li paragonerei al rischio d'incolumità immediato che ci può essere alla guida di un'auto; sono due cose su piani diversi...
    non+autenticato
  • > sì certo, con internet, la diffusione dei virus,
    > malware et similia, può provocare danni economici
    > e disservizi, ma non li paragonerei al rischio
    > d'incolumità immediato che ci può essere alla
    > guida di un'auto; sono due cose su piani
    > diversi...

    sempre più dispositivi comunicano atraverso internet e sempre di + sarà in futuro. per questo motivo malware et similia oggi possono fare molti più danni di quanti ne facevano in passato. Il rischi di incolumità può avvenire anche con danni indiretti (pensa ad esempio il blocco di sistemi di controllo e sicurezza)
    non+autenticato
  • > Non è l'utente che si deve adattare al computer
    > ma il computer
    > all'utente.

    Magari quando avremo computer veramente intelligenti e autocoscienti allora si. Per come lo sono adesso l' utente deve avere un minimo di conoscenza su come funzionano e concetti di informatica basilare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > qualcuno per piacere spieghi a questi australiani
    > che per evitare il malware basta far a meno di
    > windows.

    ecco è arrivato il solito scassamaroni linaro e macintosh fanboy. SE IO VOGLIO USARE WINDOWS?!?!
    non+autenticato