Claudio Tamburrino

Editori: notizie scottanti da proteggere

Testimoniano a sostegno della protezione temporanea delle notizie da prima pagina. Una dottrina statunitense appena definita obsoleta da Google e Twitter

Roma - Il processo sulla tutela delle hot news che ha visto Barclays, operatori finanziari e bancari portare in tribunale la piattaforma specializzata in notizie finanziarie TheFlyOnTheWall.com si arricchisce di nuovi protagonisti: dopo l'intervento (in difesa della tesi della difesa) di Twitter e Google, un folto gruppo di editori si schiera dalla parte dell'accusa.

Associated Press (AP), New York Times, Time, Washington Post, Agence France-Presse e altre testate hanno infatti deciso di intervenire per testimoniare nel processo che vede contrapposti TheFlyOnTheWall il gruppo capeggiato da Barclays. Motivo del contendere è la dottrina delle hot news che, per l'accusa, dovrebbe garantire una sorta di protezione temporale a favore del primo giornale che pubblichi notizie scottanti.

Per la verità, dal momento che sia Google e Twitter sia i gruppi editoriali hanno presentato degli amicus brief, non agiscono in difesa di una una delle due parti in causa, ma sostengono tuttavia le loro tesi contrapposte con l'obiettivo di ottenere una decisione sul principio della tutela delle notizie da prima pagina.
Per le due aziende ICT tutta la questione dimostra una visione della Rete "obsoleta". Per i gruppi editoriali che sono intervenuti, invece, si tratterebbe di una protezione "limitata ma vitale" per coloro che faticano a trovare le notizie: rappresenta un supporto per continuare a poter sostenere il duro lavoro del reporter. In modo da garantire anche l'interesse pubblico della ricerca delle notizie, sarebbe necessario garantirle una sorta di protezione che vada oltre il semplice copyright (che vige in ogni caso sulla forma in cui i fatti vengono riportati).

Claudio Tamburrino
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7 Commenti alla Notizia Editori: notizie scottanti da proteggere
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  • Gente che ragiona così è malata. Non c'è speranza che impari a ragionare... ma c'è speranza che si tolga dai piedi. Prima fallisce e va in rovina, meglio sarà per tutti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Gente che ragiona così è malata. Non c'è speranza
    > che impari a ragionare... ma c'è speranza che si
    > tolga dai piedi. Prima fallisce e va in rovina,
    > meglio sarà per
    > tutti.
    hei angros ,era un po che non ti si vedeva da queste parti (se sei sempre il "solito" angros). Ti eri stancato di P.I?Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • Ma dico io! E' mai possibile che un abominio come quello del copyright, che ha avuto solo per poco tempo una parvenza di plausibilita' (e che quando non esisteva, l'umanita' ha progredito lo stesso), adesso debba propagarsi e incancrenire pure settori come quello delle notizie.

    Pure il copyright sulla notizia mi tocca vedere!

    Ma stiamo scherzando?
    Ma adesso la notizia ha una proprieta' forse?
    Il primo che si accorge di qualcosa e lo racconta pretende di avere dei diritti?
    Diritti di cosa?
    Un fatto esiste a prescindere che venga raccontato e indipendentemente dalla notizia.

    Un fatto, una volta accaduto, e' da considerarsi conoscibile, anzi, dovrebbe essere proibito tenerlo nascosto.

    Altro che copyright delle notizie!
    Bisognerebbe punire chi sa le cose e non le racconta!
    Bisognerebbe punire chi le cose le distorce!
  • Ti quoterei in pieno se non fosse per chi la hot news la cerca per mestiere e correndo dei rischi ( e magari una protezione limitata a qualche giorno ci potrebbe anche stare...ovviamente sapendo chi ne beneficia realmente).....poi lasciamo stare i soliti tentativi di protezionismo di alcuni settori, nel caso l'editoria.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mikar
    > Ti quoterei in pieno se non fosse per chi la hot
    > news la cerca per mestiere e correndo dei rischi
    > ( e magari una protezione limitata a qualche
    > giorno ci potrebbe anche stare...ovviamente
    > sapendo chi ne beneficia realmente).....poi
    > lasciamo stare i soliti tentativi di
    > protezionismo di alcuni settori, nel caso
    > l'editoria.


    Noooooo non sono daccordo Mikar.
    Chi fa il giornalista gia riceve uno stipendio, e se si vuole assumere dei rischi per la sua sicurezza sono i classici sassi suoi. Libero mercato, libera concorrenza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mikar
    > Ti quoterei in pieno se non fosse per chi la hot
    > news la cerca per mestiere e correndo dei rischi
    > ( e magari una protezione limitata a qualche
    > giorno ci potrebbe anche stare...ovviamente
    > sapendo chi ne beneficia realmente).....poi
    > lasciamo stare i soliti tentativi di
    > protezionismo di alcuni settori, nel caso
    > l'editoria.

    Questa gente pero' scrive dei libri e dei reportage alla fine dell'indagine giornalistica, non si limita mica al trafiletto sul giornale di domani.

    E comunque questa categoria di giornalisti in italia non esiste, quindi il problema non si pone proprio.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Mikar
    > > Ti quoterei in pieno se non fosse per chi la hot
    > > news la cerca per mestiere e correndo dei rischi
    > > ( e magari una protezione limitata a qualche
    > > giorno ci potrebbe anche stare...ovviamente
    > > sapendo chi ne beneficia realmente).....poi
    > > lasciamo stare i soliti tentativi di
    > > protezionismo di alcuni settori, nel caso
    > > l'editoria.
    >
    > Questa gente pero' scrive dei libri e dei
    > reportage alla fine dell'indagine giornalistica,
    > non si limita mica al trafiletto sul giornale di
    > domani.
    >
    > E comunque questa categoria di giornalisti in
    > italia non esiste, quindi il problema non si pone
    > proprio.
    Mhhh panda, cmq sulla faccenda generale c'e' da fare dei distinguo. Purtroppo l'articolo italiano non ne fa' molti per approfondire (ne nel merito ne in generale). Sugli aspetti generali,e' meglio l'articolo che hanno linkato, di arstechnica. E anche altri suoi nel merito.

    In sunto si puo dire che ha ragione google. La dottrina in se' e' obsoleta. Qualche principio bisogna salvarlo e vanno fatti dei distinguo. E delle "rinunce" tra virgolette, perche' compensate dal medesimo 'ripping' che fanno i giornalisti sui propri giornali online (e non) nei confronti di altri siti/blog & antani.

    Arstechnica giustamente fa distinguo tra articoli copiati magari manomettendo l'autore, RSS , copia sistematica di art. o dati o riscrittura sulla base di news altrui. Se e' mera indicizzazione. E se l'attivita' ha scopi monetari o non.

    Riguardo al caso specifico, arstechnica, ammettendo sia vero, dice:

    Previous to the injunction, "The Fly on the Wall" made a name for itself by publishing information from analyst recommendations almost immediately to its website. Merrill Lynch says this stock is a buy, while Barclays rates it a hold, etc. The site makes money from subscribers who pay to get access to this near-realtime information in order to manage their own stock portfolios.

    The banks that fund these reports, however, took issue with the site's "free ride" on their hot information. When they filed suit against The Fly in 2006, Morgan Stanley, Barclays Plc, and Merrill Lynch argued that they had invested money and time in creating these reports and that The Fly was profiting directly from them. Last month, Judge Denise Cote agreed, saying that the site was directly competing with the investment banks' by publishing their time-sensitive information, "thereby substantially threatening their incentive to continue in the business."

    Obiettivamente e' un pochino antipatico, SPECIE per la subscription, pero' se i reports sono comunque attribuiti agli autori, e sono solo dei semplici buy&sell ,non mi pare cosi' dannoso per i succhiasangue di morgan stanley & M.L. "peggio" ancora se era un semplice RSS (che non lo so).
    Cmq siamo LONTANI da un attacco alla liberta' di informazione o (al contrario) dal difendere la prelazione per una arguta indagine giornalistica poi rippata (che peraltro, anche arstechina lo dice, se cosi' fosse, rientrerebbe nel copyright infringment, gia anche troppo tutelato in altri modi, quindi... ). Sulla ripubblicazione di RSS "purtroppo" i giornali/isti ci dovranno fare il callo ,anche perche come dicevo, "perdi" da una parte e "guadagni" dall'altra (quanti articoli di giornale sono frutto di elaborazione/rielaborazione di altri articoli o dati presi su internet? milioni. Non e' un caso se spesso le 'hot news' sui quotidiani son sempre le stesse. Specie in cronaca nera o politica).
    Di per se e' un caso micragnoso. PURTROPPO gli avvoltoi dei copyright sono sempre in agguato quindi google (e tutti gli altri) ha ragione a drizzare le antenne...
    non+autenticato