La pubblicità vincerà sul Web

di L. Assenti. Online, la promozione di prodotti e servizi attraverso meccanismi pubblicitari è alla canna del gas. Lo dimostrano quegli enormi lenzuoli di alta tecnologia che occupano un sempre maggior numero di siti. Ora si rischia

Roma - C'era una volta la pubblicità. C'era, già. Perché ora la pubblicità online si avvia ad una prossima definitiva sublimazione in un altro stato dell'essenza. I banner, gli spot virtuali, sono ormai rantolanti strumenti di promozione che gli utenti non vedono più, sui quali nessuno clicca e che costano sempre meno, talmente poco da far dubitare che siano utili.

La fase transitoria è già cominciata, è quella fase in cui i banner diventano più grandi, in cui la pubblicità invade le home page dei siti, mentre si restringe lo spazio dei contenuti per consentire l'espansione delle dimensioni della pubblicità stessa. I siti delle comunità online si tappezzano di link utili tra un bannerone e l'altro, quelli di informazione costruiscono news che girano attorno a lenzuoli pubblicitari interattivi sempre più sofisticati e sempre più grandi, che non si possono non vedere. Ed è questa la loro ultima spiaggia.

Quanto può durare? Per quanto tempo gli utenti saranno disposti a navigare su siti che offrono servizi conditi di così tanta pubblicità lampeggiante da lasciare ben poco spazio, visivo ma anche psicologico, a tutto il resto?
Quando lo IAB, l'istituto che si occupa di queste cose a livello internazionale, ha approvato i nuovi standard per la pubblicità online, ha ufficializzato quello che da tempo era nell'aria, cioè che la pubblicità online si appronta a compiere una muta epocale. Come i serpenti, lascerà ai ricordi una pelle che non serve più e tornerà a strisciare sul Web in modo nuovo.

La pubblicità online sarà ben più invasiva di quella attuale perché costituirà la natura di molti servizi, le news saranno proposte pubblicitarie palesemente travestite, e la vendita di prodotti e servizi sarà la scusa per qualsiasi abiezione, apparentemente inevitabile. La pubblicità intesa come spot non servirà più, saranno i prodotti a fare notizia.

Con mia grande sorpresa mi scopro già a rimpiangere il buon vecchio banner in cima alle pagine di tutti i siti...

Lamberto Assenti
TAG: italia
3 Commenti alla Notizia La pubblicità vincerà sul Web
Ordina
  • Chi è addentro alla "bubblicità" sa a cosa mi riferisco, a partire dal Seguelà degli anni 80 (a cui si deve il "vavavuma" della Citroen ma anche l'immagine "NERA" Sony, stupidamente oggi persa). La domanda è: chi si occupa di "pubblicità" sul web sa di cosa sto parlando? Dato il proliferare di banner animati non credo.
    Vogliamo poi parlare di posta elettronica? Da anni ricevo centinaia di offerte per prodotti e servizi che non mi interessano tutti provenienti dagli USA. Da alcuni mesi sto cercando, invece, un case per computer con alcune precise caratteristiche: nessun italiano mi ha mai mandato un messaggio di posta offrendomi quello che invece vorrei.
    Avete mai ricevuto posta elettronica italiana che vi offre parmigiano piuttosto che libri a prezzo conveniente? E' evidente che il marketing è imbambolato di fronte ai bisogni che possono essere soddisfatti in maniera diversa dal web. Frequentando l'ambiente universitario posso anche azzardare il perchè: non conosco nessun "addetto" marketing che sia "appassionato" di computer e web, non conosco nessuno degli oramai molti docenti e/o estensori di articoli o di libri sull'argomento che sappia con disinvoltura creare una connesisone di accesso remoto oppure usare un client di posta diverso da quello che usa tutti i giorni (cioè Outlook...). Eppure tutti farciscono i lori interventi con tutte quelle paroline magiche, come "click-thru" (non sapendo magari che "thru" è avverbio tipicamente americano...). Gli stessi poi si lamentano perchè quando vanno dal medico non capiscono che malattia hanno. Eppure è coì facile: ignoranza e poca passione, poca curiosità, poca voglia di sperimentare e tanta voglia di realizzare profitti secchi...
    Sapendo di essere stato abbastanza antipatico, vi saluto.
    non+autenticato
  • Finchè si cercherà di costingere alla pubblicità, come con i media tradizionali: interruzioni fi film, manifesti invasivi ed ossessivi ecc. Internet non sarà un "mezzo" funzionale.
    Internet ha il grande vantaggio di aiutare nella trasparenza del messagio; le uniche soluzioni funzionali sono quelle che consentono o consentiranno di migrare dalla pubblicità di immagine a quella di contenuto: dare cioè all'utente ciò di cui ha realmente bisogno.
    non+autenticato
  • nulla di nuovo, è un modello già utilizzato da ogni magazine cartaceo.

    Lo vedo più che altro come un ritorno alla old economy
    non+autenticato