Alfonso Maruccia

Intel e l'esperienza tecnologica

Il chipmaker mette in mostra i risultati delle sue ricerche altre rispetto a processori e chipset x86 ubiqui. Perché in un futuro molto prossimo, dice Intel, la tecnologia andrà più che altro vissuta. E non necessariamente solo su PC

Roma - Torna l'appuntamento annuale con il Research Day di Intel, manifestazione aperta al pubblico in cui il produttore della stragrande maggioranza dei microchip che alimentano le capacità di ogni genere di dispositivo digitale (PC, smartphone, tablet, set-top box, media center, TV...) mette in mostra i risultati delle ricerche di Intel Labs. Ricerche "alternative" ai microprocessori e ai chipset ma non per questo meno importanti nell'ottica di un computing sempre più distribuito, pervasivo, nanoscopico e ubiquo.

L'idea di tecnologia che anima le ricerche dei labs di Intel da un po' di tempo a questa parte è molto diversa dall'approccio tradizionale all'informatica e al computing: i ricercatori si sono focalizzati sul tipo di "esperienza" della tecnologia, sulle modalità in cui tale esperienza avviene e su chi ha bisogno di cosa per soddisfare i propri bisogni di homo tecnologicus sempre circondato da gadget, connessioni telematiche e pannelli LCD luminescenti.

Non a caso, durante il Research Day di quest'anno, il CTO di Intel Justin Rattner ha annunciato l'istituzione di un nuovo laboratorio chiamato Interaction and Experience Research con a capo l'Intel Fellow Genevieve Bell. "Oggi Intel tocca molte cose presenti nella vita delle persone invece del semplice PC", ha detto Bell, e la nuova divisione di ricerca e sviluppo "partirà dalle fondamenta di 15 anni di ricerca per indagare nei modi in cui le persone usano, riusano e mantengono le tecnologia dell'informazione e della comunicazione".
Nella pratica in Interaction and Experience Research si faranno strada abilità e tendenze diverse e complementari rispetto a quella ingegneristica e tecnica, e il laboratorio coprirà ambiti come le scienze sociali, le ricerche sul design e l'interazione uomo-macchina, l'antropologia e tutte quelle discipline utili a sviscerare il rapporto simbiotico tra uomo e tecnologia nei suoi elementi caratterizzanti.

I ricercatori di Intel promettono di impiegare Interaction and Experience Research per sviluppare tecnologie all'avanguardia capaci di sfruttare proficuamente il 3D, gli input gestuali, le interfacce aptiche e "cose che non so nemmeno come potremmo descrivere al momento", chiosa Bell.

Alfonso Maruccia
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6 Commenti alla Notizia Intel e l'esperienza tecnologica
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  • odo da frasi come "le scienze sociali, le ricerche sul design e l'interazione uomo-macchina, l'antropologia", dette da un azienda che dovrebbe sviluppare hardware (e marginalmente sw)... suona sinistramente come studio sul MARKETING HYPE... certamente rivelatosi fondamentale negli ultimi anni (apple insegna) , ma deleterio sul piano reale.
    non+autenticato
  • Chi ha poco da vendere deve infiocchettarlo bene bene.

    Oppure la curva di Levitt vale anche per i sistemi operativi e i microprocessori intesi come famiglia di prodotti.

    MS sono anni che spara cassate markettare incomprensibili ed intraducibili ad essere umano, se ora ci si mette anche Intel vuol dire che il settore è maturo.

    (per chi non sa cos'è la curva di Levitt http://en.wikipedia.org/wiki/Product_life_cycle_ma...) )

    bye
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubb
    > odo da frasi come "le scienze sociali, le
    > ricerche sul design e l'interazione
    > uomo-macchina, l'antropologia", dette da un
    > azienda che dovrebbe sviluppare hardware (e
    > marginalmente sw)... suona sinistramente come
    > studio sul MARKETING HYPE... certamente
    > rivelatosi fondamentale negli ultimi anni (apple
    > insegna) , ma deleterio sul piano
    > reale.

    Odi bene (scusa il "tu" ma altrimenti il gioco di parole non riusciva).

    Fino ad un lustro fa il mondo PC e' stato il "motore" trainante dell'innovazione tecnologica, suo malgrado. Tra le architetture HPC piu' perfomanti oggi ci sono produttori come Intel, AMD, NVidia.

    E parlo del calcolo ad alte prestazioni, dal CERN a venir giu'.

    Ora mi sembra il "flusso" stia cambiando: non si tratta piu' di produrre processori piu' potenti, di fornire piu' banda verso la memoria, di costruire dischi sempre piu' capienti, affidabili e veloci.

    Nisba. Forget! Occhiolino

    Ora vi mettiamo tutto in un palmare o un telefono, vi dotiamo di un tablet o di subnotebook, di una SIM ... e voila' ... i peggiori difetti e vizi della vostra natura solo umana, sono soddisfatti. Occhiolino

    Non che non partecipi alla natura umana: "lo nacqui sapiens e temo lo moriro'" Occhiolino

    E' questo i grandi vendor lo hanno capito piu' che bene: che diavolo ci fa un povero "homo sapiens sapiens" con un Teraflop, un Petabyte ed un canale da 1Tbit di banda? Mica gli serve per "spupazzarsi" la biondona di turno, suo principale scopo nella vita e nostra fondamentale risorsa economica.

    Temo l'innovazione tecnologica dovra' aspettare che altri settori maturino, contando ancora sulla povera natura umana. Speriamo   l'accidia",in lista dopo "la lussuria, o qualche altro "vizio capitale" ci assista.

    Orfheo.
  • E cominciare a fare qualcosina di meglio della architettura x86 (che è la stessa da più di 30 anni?)
    Magari proprio nel settore SoC a basso conumo?
    non+autenticato
  • che intel abbia deciso di fare il funerale ai piccì?
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > che intel abbia deciso di fare il funerale ai
    > piccì?

    E rinunciare al suo core business? Sarebbero dei polli...Soprattutto per imbarcarsi in settori nuovi e sconosciuti!