Claudio Tamburrino

PEC, o ci sei o ci sei

Brunetta contro le amministrazioni fannullone: guai a chi non si adegua. Lo prescrive la legge, da 5 anni a questa parte

Roma - Le amministrazioni che non si adegueranno alla PEC subiranno le ire del ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta.

Secondo le stime del ministro sono già 11mila le amministrazioni in regola con la posta elettronica certificata inaugurata ad aprile, e 18.200 le email attive dei cittadini.

Molte ancora, tuttavia, le pubbliche amministrazioni non in regola con gli obblighi imposti dalla legge e che di conseguenza impediscono ai cittadini di usufruire dei servizi previsti: in tutto 196 soggetti tra cui 7 regioni, 23 province, 26 comuni capoluogo, 56 università, 74 ASL e 10 amministrazioni centrali (non si è adeguato neanche il Ministero dello Sviluppo economico).
Brunetta si vuole ora concentrare su di loro: "Le amministrazioni inadempienti non hanno infatti alcun alibi, dal momento che già cinque anni or sono il Codice dell'amministrazione digitale (Decreto Legislativo n. 82 del 7 marzo 2005) prevedeva che tutte le Pubbliche amministrazioni dovessero istituire una casella di PEC per ogni registro di protocollo". Inoltre il Ministro spiega che "molto spesso queste ultime detengono da diverso tempo gli indirizzi di PEC, ma si rifiutano di pubblicarli per non dover poi adeguatamente riorganizzare i propri uffici nell'azione di risposta tempestiva alle richieste dei cittadini".

Per tutte queste amministrazioni inadempienti via all'ispezione: con rischio di avere un giudizio negativo ai fini della valutazione della performance individuale e organizzativa, utile per la corresponsione della retribuzione di risultato ai dirigenti degli uffici preposti, come previsto dalla riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione.

Claudio Tamburrino
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42 Commenti alla Notizia PEC, o ci sei o ci sei
Ordina
  • sono già 11mila le amministrazioni in regola con la posta elettronica certificata inaugurata ad aprile
    Ma di cosa parlate?
    La PEC esiste da 5 anni: quella di aprile era la CEC/PAC.
    Ne ha parlato un sacco di volte Guido Scorza qui sopra: almeno leggeteli gli articoli che pubblicate!
    non+autenticato
  • Beh... se non è un flop questo ! ma per usare un eufemismo si potrebbe dire che la risposta dei cittadini è stata molto BASSA !!!! Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • i dirigenti che hanno deciso così sono come le aziende che hanno deciso così: non vogliono, ma più probabilmente NON POSSONO stare dietro a tutta la corrispondenza con l'organico presente. Dovrebbero pagare di più il personale o pagare più personale (più persone) ... e sicuramente brunetta e gli altri RISPARMIATORI non lo consentiranno: lungi da questo governo meccanizzante ricordarsi che gli esseri umani sono tali e che non hanno capacità infinita. Se è così devono pagare qualcuno ... e siccome tutti vogliono andare al risparmio...

    pochi vogliono ricordare che lo stato serve al servizio del cittadino e servizi deve erogare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MALFIDENTE
    > i dirigenti che hanno deciso così sono come le
    > aziende che hanno deciso così: non vogliono, ma
    > più probabilmente NON POSSONO stare dietro a
    > tutta la corrispondenza con l'organico presente.
    > Dovrebbero pagare di più il personale o pagare
    > più personale (più persone) ... e sicuramente
    > brunetta e gli altri RISPARMIATORI non lo
    > consentiranno: lungi da questo governo
    > meccanizzante ricordarsi che gli esseri umani
    > sono tali e che non hanno capacità infinita. Se è
    > così devono pagare qualcuno ... e siccome tutti
    > vogliono andare al risparmio...
    >
    >
    > pochi vogliono ricordare che lo stato serve al
    > servizio del cittadino e servizi deve
    > erogare.

    mah... va bene criticare per criticare, ma in questo caso la possibilità di poter comunicare con la PA da casa senza fare inutili code, visto che siamo nel 2010, mi sembra proprio un servizio al cittadino.
    Per quanto riguarda le risorse, è chiaro che il carico di richieste è lo stesso, solo che se oggi devi fare 1000 certificati allo sportello, domani ne farai 500 allo sportello e 500 che mandi via mail.
    Il vero problema è l'arretratezza tecnologica e spesso culturale dei dirigenti e degli impiegati, che ancora evidentemente non hanno imparato a considerare l'email un mezzo di comunicazione alla stregua degli altri.
    non+autenticato
  • Posta certificata in cosa consiste?
    Sia pure che la devo spedire con il mio nominativo e la mia PW...ma cosa succede se una terza persona cattura il mio indirizzo e la mia PW?
    (Prima domanda)
    La seconda, ricevo l'avviso di ricevimento... bene... ma che sicurezza c'è se un virus, un hacker (o per meglio dire cracker) distrugge il documento, lo sniffa, lo altera o semplicemente lo legge?
    (Seconda domanda)
    Oppure occorre fare una certa "magia" poichè questo non avvenga?
  • Ma anche: considerando l'arretratezza culturale e tecnologica dell'Italia, chi affiderebbe un documento importante per il futuro della propria attività ad una email?
    Ubunto
    1350
  • - Scritto da: ninjaverde
    > Posta certificata in cosa consiste?
    > Sia pure che la devo spedire con il mio
    > nominativo e la mia PW...ma cosa succede se una
    > terza persona cattura il mio indirizzo e la mia
    > PW?
    > (Prima domanda)


    lo stesso che succederebbe se ti rubassero bancomat e pin, devi muoverti in fretta e bloccare la PEC.

    > La seconda, ricevo l'avviso di ricevimento...
    > bene... ma che sicurezza c'è se un virus, un
    > hacker (o per meglio dire cracker) distrugge il
    > documento, lo sniffa, lo altera o semplicemente
    > lo
    > legge?
    > (Seconda domanda)

    1) nel caso della distruzione del documento dovrebbe funzionare come nel caso di deterioramento o distruzione di raccomandata cartacea. In ogni caso ci sono i log del provider che provano quello che è capitato o, nel caso vengano cancellati, che qualcosa è capitato.

    > Oppure occorre fare una certa "magia" poichè
    > questo non
    > avvenga?

    per la genuinità del contenuto basta che venga firmato digitalmente.
  • > per la genuinità del contenuto basta che venga
    > firmato
    > digitalmente.

    Esatto è qui che volevo arrivare....
    Con il PGP o GPG si può fare la firma digitale, inviare la chiave pubblica e crittare... Ma tutto questo non è stato fatto. Non sarebbe costato altri 50 Ml. semmai una organizzazione un pò più comlpeta.
    Non so se vi sono altri sistemi alternativi alla firma digitale e poi chi si fida della casella crittata... e diurante il trsferimento della ami e degli allegati non possono essere "sniffati"?....
    Insomma mi pare la solita cosa fatta a metà... o per meglio dire all'italiana.
  • - Scritto da: ninjaverde
    > > per la genuinità del contenuto basta che venga
    > > firmato
    > > digitalmente.
    >
    > Esatto è qui che volevo arrivare....
    > Con il PGP o GPG si può fare la firma digitale,
    > inviare la chiave pubblica e crittare... Ma tutto
    > questo non è stato fatto. Non sarebbe costato
    > altri 50 Ml. semmai una organizzazione un pò più
    > comlpeta.

    diciamo che lo scopo della PEC è l'inviare comunicazioni ufficiali garantendo, e dimostrando con prove valide ai fini legali, che la comunicazione è arrivata alla casella di posta del destinatario. L'autenticità del mittente viene garantita semplicemente dalla coppia di credenziali anche perché lo scopo della PEC è dimostrare l'invio di una comunicazione più che la certificazione del contenuto di quest'ultimo.
    Pensa alle poste: il postino può dimostrare di aver consegnato la raccomandata a Tizio ma non può, e neppure deve, dire qualcosa riguardo al contenuto della busta chiusa.

    > Non so se vi sono altri sistemi alternativi alla
    > firma digitale e poi chi si fida della casella
    > crittata... e diurante il trsferimento della ami
    > e degli allegati non possono essere
    > "sniffati"?....

    quello è un problema dei provider e di come loro garantiscono il trasporto.
  • - Scritto da: shevathas
    > - Scritto da: ninjaverde
    > > Posta certificata in cosa consiste?
    > > Sia pure che la devo spedire con il mio
    > > nominativo e la mia PW...ma cosa succede se una
    > > terza persona cattura il mio indirizzo e la mia
    > > PW?
    > > (Prima domanda)
    >
    >
    > lo stesso che succederebbe se ti rubassero
    > bancomat e pin, devi muoverti in fretta e
    > bloccare la PEC.

    in fretta dici... ok

    ma devi prima renderti conto che qualcuno ti ha "rubato" le credenziali (cosa incredibilmente facile con i gestori di PEC nostrani)...

    e come si fa a rendersene conto? e soprattutto, "in fretta"?


    e poi... una volta fatto il danno... come si fa a convincere un giudice che non sei stato tu, che qualcuno ti ha rubato le credenziali ecc. ecc.

    auguri!

    > > La seconda, ricevo l'avviso di ricevimento...
    > > bene... ma che sicurezza c'è se un virus, un
    > > hacker (o per meglio dire cracker) distrugge il
    > > documento, lo sniffa, lo altera o semplicemente
    > > lo legge?
    > > (Seconda domanda)

    la PEC riguarda solo la "busta" e non il contenuto...
    per avere certezza del contenuto serve la firma digitale (altro pasticcio del nostro governo)

    > 1) nel caso della distruzione del documento
    > dovrebbe funzionare come nel caso di
    > deterioramento o distruzione di raccomandata
    > cartacea. In ogni caso ci sono i log del provider
    > che provano quello che è capitato o, nel caso
    > vengano cancellati, che qualcosa è
    > capitato.

    peccato solo che la racc. cartacea (la ricevuta, la busta, ecc.) dura anche centinaia di anni mentre invece il provider PEC dopo pochi anni è autorizzato a CANCELLARE lui stesso i log...

    > > Oppure occorre fare una certa "magia" poichè
    > > questo non
    > > avvenga?
    >
    > per la genuinità del contenuto basta che venga
    > firmato
    > digitalmente.

    vero...

    meglio ancora BOICOTTARE la PEC: è una vergogna in tutti i sensi
    non+autenticato
  • - Scritto da: ccc
    > - Scritto da: shevathas
    > > - Scritto da: ninjaverde
    > > > Posta certificata in cosa consiste?
    > > > Sia pure che la devo spedire con il mio
    > > > nominativo e la mia PW...ma cosa succede se
    > una
    > > > terza persona cattura il mio indirizzo e la
    > mia
    > > > PW?
    > > > (Prima domanda)
    > >
    > >
    > > lo stesso che succederebbe se ti rubassero
    > > bancomat e pin, devi muoverti in fretta e
    > > bloccare la PEC.
    >
    > in fretta dici... ok
    >
    > ma devi prima renderti conto che qualcuno ti ha
    > "rubato" le credenziali (cosa incredibilmente
    > facile con i gestori di PEC nostrani)...
    >
    in che senso ?
    >
    > e come si fa a rendersene conto? e soprattutto,
    > "in
    > fretta"?
    >
    se metti 12345 come password alla tua casella è difficilotto...

    >
    > e poi... una volta fatto il danno... come si fa a
    > convincere un giudice che non sei stato tu, che
    > qualcuno ti ha rubato le credenziali ecc.
    > ecc.
    >
    una via potrebbe essere l'analisi dei log, visto che nella PEC viene tracciato tutto il percorso dal computer di partenza al computer di arrivo. E si può chiedere di incrociare un paio di log. Cosa che avverrà logicamente dopo una denuncia di falso.

    > peccato solo che la racc. cartacea (la ricevuta,
    > la busta, ecc.) dura anche centinaia di anni
    > mentre invece il provider PEC dopo pochi anni è
    > autorizzato a CANCELLARE lui stesso i
    > log...
    >
    i log del provider sono l'equivalente dei registri della posta, e dopo X anni possono essere tranquillamente mandati al macero. Per il resto se hai bisogno di conservare per anni un messaggio che ti è arrivato tramite PEC semplicemente te lo stampi.

    >
    > meglio ancora BOICOTTARE la PEC: è una vergogna
    > in tutti i
    > sensi

    sinceramente non capisco tutto questo astio contro la PEC, è un sistema pratico per evitare di rompersi le scatole a spedire raccomandate verso gli enti pubblici o a dover passare alla posta a ritirare le raccomandate. Non capisco tutte queste fobie e paure irrazionali.
  • > sinceramente non capisco tutto questo astio
    > contro la PEC, è un sistema pratico per evitare
    > di rompersi le scatole a spedire raccomandate
    > verso gli enti pubblici o a dover passare alla
    > posta a ritirare le raccomandate. Non capisco
    > tutte queste fobie e paure
    > irrazionali.

    Sinceramente forse non è chiaro a molti che la ricevuta dell'avvenuta "consegna" ad un destinatario si genera quando la mail PEC arriva sul server, e non quando la leggo - la scarico, quindi se durante il download succede qualcosa... o se il mio pc subisce un danno prima che io apra la mail comunque ne rispondo per i termini contenuti in essa (es. ag. entrate è autorizzata a mandarti cartelle, avvisi etc. tramite pec) e visto che comunque i termini di consegna corrispondono a quelli di recapito presso il server del gestore (un pò come se avessi la cassetta postale alle poste per farmi recapitare tutto li, raccomandate comprese e automaticamente accettate ... ) devi controllarti/farti controllare la PEC anche mentre sei in vacanza o ... in ospedale ... perché se passano i termini per pagamenti, ricorsi o sanzioni ... sono guai seri .. NO ?
    non+autenticato
  • > Sinceramente forse non è chiaro a molti che la
    > ricevuta dell'avvenuta "consegna" ad un
    > destinatario si genera quando la mail PEC arriva
    > sul server, e non quando la leggo - la scarico,
    > quindi se durante il download succede qualcosa...

    in tal caso contatti quanto prima il provider.

    > accettate ... ) devi controllarti/farti
    > controllare la PEC anche mentre sei in vacanza o
    > ... in ospedale ... perché se passano i termini
    > per pagamenti, ricorsi o sanzioni ... sono guai
    > seri .. NO
    > ?

    cosa succede se sei in ospedale e non controlli la casella della posta ? cosa succede se sei in vacanza ed il postino lascia l'avviso di raccomandata e questa supera i tempi di giacenza ? Una raccomandata cartacea si intende notificata anche se non viene ritirata dalla persona cui era indirizzata e torna indietro per superati tempi di giacenza.
  • - Scritto da: shevathas
    > sinceramente non capisco tutto questo astio
    > contro la PEC, è un sistema pratico per evitare
    > di rompersi le scatole a spedire raccomandate
    > verso gli enti pubblici o a dover passare alla
    > posta a ritirare le raccomandate. Non capisco
    > tutte queste fobie e paure
    > irrazionali.

    La PEC in sè non è il male, ma il modo in cui è stata introdotta la relega all'elenco degli accessori inutili/inutilizzabili.

    Il ministro di turno, qualunque ministro sia (di DX o SX) deve ficcarsi in quella testa vuota che NON ESISTONO riforme informatiche a costo zero.
    Dire che informatizzare è a costo zero è un'idiozia nei termini.

    A parte l'aver pagato posteitaliane per fornire la PEC, mi spieghi quale riforma strutturale è stata impostata dal ministro? NESSUNA.
    Non basta dire che le PA sono "obbligate a...".
    E' una colossale stupidaggine questa, e ti spiego perché.

    E' una stupidaggine perché le PA non sono aziende, che dispongono di un capitale e lo utilizzano a loro piacimento, che tolgono investimenti in un settore e li riversano su un altro.
    Le PA hanno spese fisse ed ineludibili, all'interno delle PA non ci sono capi assoluti che dicono "faccio così e cosà" ma legami di interesse e rapporti di potere che si intrecciano con la politica, con le rappresentanze, con le clientele locali.
    Le PA non hanno introiti, o meglio non vendono un prodotto che sta sul mercato delle PA.
    Non hanno quindi nemmeno modo di investire su un servizio per avere un ricavo maggiore in seguito.

    Proviamo con un esempio concreto. Una generica amministrazione pubblica ha un bilancio con dei fondi e delle spese. Quello che è spesa fissa è e rimane tale. Quello che eccede viene speso dagli amministratori in futilia (consulenze, beni inutili...).
    Occhio: consulenze, beni inutili e cose che spesso poi costruiscono un "debito" non dipendono dagli impegati, ma dall'establishment che è di emanazione politica.
    All'ora X parte la PEC, che significa per una struttura normale il dover predisporre delle procedure adeguate.
    Vuoi pensare che il tizio che smista la posta e la consegna a mano nei vari uffici o la inoltra ad altri centri di smistamento, di colpo diventi un esperto risponditore di e-mail? E' ovvio che il personale va formato, che vanno istituite delle procedure organizzative, che vanno predisposte delle macchine dedicate (o non vorrai che il computer della PEC sia anche usato per accedere ad altre cose?). Dovrebbe essere altrettanto evidente che pur istituendo la PEC, la richiesta di lavoro canonico non scompare.
    Cioé continueranno ad arrivare raccomandate ad un ufficio di ricevimento della posta che dovrà continuare a fare il suo lavoro.

    Ma supponiamo anche che ogni ufficio abbia una PEC. In questo modo si risolve il problema dello smistamento.
    L'impiegato che si trova sta PEC sul computer, come deve fare con la fila di persone che anziché usare la PEC si è recata di persona all'ufficio?
    Se l'invio può essere immediato, così come la ricezione, l'elaborazione non lo è affatto.
    E non lo è in maggior ragione quando un servizio viene delegato ad una generica "e-mail", che verosimilmente conterrà richieste di diverso tipo.
    Ma l'impiegato che, deve essere chiaro, NON è un informatico, spesso sa a malapena usare excel e word, ha la competenza per riconoscere una PEC? Sa almeno cosa è la PEC? E' in grado l'impiegato generico, che magari ha 50-60 anni e conta i giorni per andare in pensione (lui che può godere ancora del sistema retributivo), di grande esperienza lavorativa ma con zero conoscenze tecniche, di "gestire" questa PEC?
    La risposta è no, ed è anche banale come risposta.
    Senza formazione non si va da nessuna parte.
    Senza procedure standard non si ottiene nulla.
    Senza investimenti sulle risorse umane si può solo andare indietro.

    Io non ho mai lavorato in un call center, ma so che quando viene lanciato un nuovo prodotto, il personale viene formato per offrire il supporto a quel prodotto.
    Se il prodotto prevede una verifica di dati, vengono forniti dei software ai dipendenti per realizzare tale verifica ed i dipendenti vengono istruiti all'uso di quel software.
    Questo è avvenuto nelle N-mila PA?

    Lasciando perdere il discorso risorse umane ed economiche, quanto è efficiente la PEC?
    Secondo me poco. Molto poco.
    Perché se c'è la possibilità di serializzare delle operazioni, la soluzione non è quella di buttare tutto nel "calderone dalla PEC".
    Dovrebbe essere piuttosto istituito un portale dei servizi, valido per TUTTE le amministrazioni, con un software gestionale sotto il controllo del ministero (e dei suoi uffici).

    Un programma unificato nazionale quindi. Un sistema per cui se una domanda di un certo tipo è sintetizzabile in un modulo, il privato deve poter compilare quel modulo direttamente on-line, non inviare una PEC.

    Qual'è la razionalizzazione apportata dalla PEC? Piuttosto, per come viene previsto il suo uso, la PEC è un sistema che aggiunge caos a quello esistente, e nulla più.
    Ubunto
    1350
  • > Non hanno quindi nemmeno modo di investire su un
    > servizio per avere un ricavo maggiore in
    > seguito.
    >
    il ricavo diretto e/o indiretto lo dovrebbero avere i cittadini e le aziende. Il tempo per mandare un messaggio PEC dal proprio PC aziendale è minore rispetto a quello per andare alla posta e spedire a mano la raccomandata.

    > Vuoi pensare che il tizio che smista la posta e
    > la consegna a mano nei vari uffici o la inoltra
    > ad altri centri di smistamento, di colpo diventi
    > un esperto risponditore di e-mail?

    lo smistamento viene fatto dal dirigente che decide, lui e non di certo l'impiegato, a chi scaricare il lavoro.

    > E' ovvio che
    > il personale va formato, che vanno istituite
    > delle procedure organizzative, che vanno
    > predisposte delle macchine dedicate (o non vorrai
    > che il computer della PEC sia anche usato per
    > accedere ad altre cose?).

    la cosa più semplice e furba è usare lo stesso PC per la PEC e per il protocollo elettronico. L'ideale sarebbe di poter protocollare ed inserire nel sistema una PEC appena arriva.

    > Ma supponiamo anche che ogni ufficio abbia una
    > PEC. In questo modo si risolve il problema dello
    > smistamento.

    che per precisione è compito del dirigente, nella pubblica amministrazione la posta viene ricevuta tutta dal dirigente che poi l'assegna ai dipendenti per venire evasa. Non è il commesso che smista: questa cartolina spetta a tizio, questa raccomandata è di caio.

    > L'impiegato che si trova sta PEC sul computer,
    > come deve fare con la fila di persone che anziché
    > usare la PEC si è recata di persona
    > all'ufficio?

    il pubblico viene servito durante gli orari di apertura al pubblico. Quando lo sportello è chiuso si evade la corrispondenza sia essa cartacea o elettronica.

    > Se l'invio può essere immediato, così come la
    > ricezione, l'elaborazione non lo è
    > affatto.

    e non è richiesto da nessuna parte che lo sia.

    > Ma l'impiegato che, deve essere chiaro, NON è un
    > informatico, spesso sa a malapena usare excel e
    > word, ha la competenza per riconoscere una PEC?

    si

    > Sa almeno cosa è la PEC? E' in grado l'impiegato
    > generico, che magari ha 50-60 anni e conta i
    > giorni per andare in pensione (lui che può godere
    > ancora del sistema retributivo), di grande
    > esperienza lavorativa ma con zero conoscenze
    > tecniche, di "gestire" questa
    > PEC?

    credo di si visto che all'atto pratico è un messaggio di posta elettronica.

    > La risposta è no, ed è anche banale come risposta.
    > Senza formazione non si va da nessuna parte.
    > Senza procedure standard non si ottiene nulla.
    > Senza investimenti sulle risorse umane si può
    > solo andare
    > indietro.

    mi spiace ma sei in torto. Come scrivevo all'atto pratico una PEC non è altro che un messaggio di posta elettronica prelevato e scaricato da una casella particolare. Se l'impiegato sa usare la posta elettronica allora saprà usare anche la PEC o ci riuscirà con una formazione di massimo due ore; il solito clicca qui premi là.

    > Lasciando perdere il discorso risorse umane ed
    > economiche, quanto è efficiente la
    > PEC?
    > Secondo me poco. Molto poco.

    > Un programma unificato nazionale quindi. Un
    > sistema per cui se una domanda di un certo tipo è
    > sintetizzabile in un modulo, il privato deve
    > poter compilare quel modulo direttamente on-line,
    > non inviare una
    > PEC.
    >
    per esperienza posso dirti che è utopistico. Ci sono milioni di istanze possibili da inviare ad una pubblica amministrazione, molte di queste dipendono anche da regolamenti a livello regionale, provinciale e comunale. Tanto per fare un esempio una DIA in sicilia potrebbe prevedere una parte relativa all'antisismicità di ciò che si intende costruire mentre in sardegna no, o la domanda per contributi allo studio del comune di roccafritta è differente come rischieste da quella del comune di milano. Senza considerare che dovresti dimensionare il centro di smistamento per gestirsi un sacco di richieste. Preferirei rimanere alla gestione distribuita delle domande.

    > Qual'è la razionalizzazione apportata dalla PEC?
    > Piuttosto, per come viene previsto il suo uso, la
    > PEC è un sistema che aggiunge caos a quello
    > esistente, e nulla
    > più.

    è semplicemente un modo per mandare più comodamente raccomandate punto.
  • Ma se col PEC non ci puoi fare nemmeno le domande per Concorsi Pubblici:
    http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=220...
    non+autenticato
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