Mauro Vecchio

Facebook ti legge in faccia

Annunciata una speciale feature che permetterà il riconoscimento automatico dei volti social. Per semplificare la vita di chi tagga. E il sito in blu ha pensato anche a come suggerire pagine ai neofiti

Roma - Si tratta di una mossa che dovrebbe facilitare una pratica quotidiana come quella del caricamento di fotografie sul proprio profilo social. Velocizzarla, ma anche e soprattutto renderla ancora più diffusa. Dal momento che su Facebook vengono attualmente caricate circa 100 milioni di immagini al giorno, da parte del 99 per cento dei suoi utenti.

Numeri imponenti, proprio recentemente sottolineati da un post apparso sul blog ufficiale del sito in blu. Che ha dunque annunciato l'introduzione di una speciale feature, atta al riconoscimento facciale automatico. Un servizio che dovrebbe appunto semplificare la vita di chi tagga, più o meno selvaggiamente.

"Grazie a questa nuova caratteristica - ha spiegato il photo product manager del sito in blu, Sam Odio - taggare diventa un'attività più rapida perché non c'è più bisogno di selezionare un viso. Questo è infatti già selezionato per l'utente, proprio come quei rettangoli che si vedono intorno al volto di un amico quando viene immortalato con una fotocamera digitale".
In sostanza, Facebook provvederà al riconoscimento automatico dei visi, lasciando ai suoi milioni di utenti il semplice passaggio relativo all'inserimento di nome e cognome. Facile, almeno secondo lo stesso Odio, noto per essere stato il founder di quella Divvyshot ingollata di recente dal sito in blu.

Ma quella del riconoscimento facciale non è stata l'unica feature annunciata dal sito di Mark Zuckerberg con l'obiettivo di semplificare la vita social degli utenti iscritti. Proprio ai profili novelli è stata dedicata un'altra caratteristica, spiegata in un altro post apparso sempre sul blog ufficiale.

Praticamente, un sistema di suggerimento automatico delle pagine - di personalità come Barack Obama o Lady Gaga, così come di telefilm o organizzazioni - che verrà offerto a tutti i nuovi iscritti in base alle loro caratteristiche demografiche. Pagine che dovrebbero perciò interessare l'utente solo perché milioni di altri coetanei hanno già espresso la propria preferenza in fatto di musica o attori.

Intanto, non pare placarsi la tormenta di critiche su Facebook per questioni legate alla privacy. Merchant Law Group, società legale con base in Canada, ha infatti recentemente dato avvio ad una class action contro il sito, reo di aver violato senza vergogna la privacy dei suoi iscritti. Le stesse modifiche messe in atto dal social network californiano non avrebbero fatto altro che ingannare, sbandierando una protezione mai davvero efficace.

Mauro Vecchio
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