Claudio Tamburrino

UE: interoperabilità è competizione

Tutti i soggetti significativi del settore ICT saranno coinvolti nelle misure per garantire la concorrenza sul mercato: per fare in modo che gli utenti non siano vincolati ai dispositivi o a determinate piattaforme

Roma - L'Unione Europea sta pensando di proseguire la sua Agenda Digitale affrontando la questione dell'interoperabilità: non non essendoci ancora nulla di legislativamente concreto, la Commissione ha fatto i primi passi in questa direzione avviando la procedura per accogliere i commenti degli interessati.

Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per la Digital Agenda, è colei che sta pensando di presentare un'iniziativa per promuovere l'interoperabilità su scala europea. La principale novità annunciata nella sua ultima intervista è che non investirà solo le aziende ritenute dominanti, ma anche tutti i soggetti "significativi" per il settore ICT. Dopo aver perseguito Microsoft e Intel, insomma, coinvolti dalle autorità europee potrebbero essere gli altri, da Apple a Nokia, passando per RIM e Adobe. Tutti menzionati da Kroes.

Nello specifico, la rappresentante della Commissione Europea parla di quei dispositivi che offrono possibilità di connessione: dovrebbero garantire a diversi apparecchi l'accesso alle interfacce e ai propri formati. Con la possibilità, inoltre, di introdurre un calmiere dei prezzi a discrezione del Commissario.
Una delle possibili conseguenze potrebbe essere, per esempio, l'obbligo per Apple di accogliere Flash sui propri prodotti mobile, se non addirittura di permettere a dispositivi terzi di sincronizzarsi con iTunes, possibilità finora duramente combattuta da Cupertino.

Le future misure potrebbero anche significare l'obbligo di pubblicare le documentazioni (magari anche coperte da eventuali licenze di utilizzo) relative ai formati impiegati in ogni piattaforma. Allargando le maglie di ecosistemi strettamente controllati e chiusi.

Kroes ha parlato di tendenza al "cloud" e della necessità di assicurare ai consumatori la possibilità di non rimanere legati ad un supporto fisico specifico: "Dobbiamo fare in modo che gli operatori significativi di questo settore non ostacolino l'interoperabilità. Discorso particolarmente importante nei casi in cui uno standard non esiste".

Tutte queste misure rimangono ancora nella fase della possibilità e il processo legislativo è appena abbozzato, tuttavia il commissario Kroes ha avviato le procedure di consultazione. L'obiettivo è garantire che "ogni prodotto IT possa comunicare con ogni altro tipo di servizio anche in futuro". In pratica, promuovere standard completamente interoperabili, così da spingere competizione e innovazione.

Claudio Tamburrino
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21 Commenti alla Notizia UE: interoperabilità è competizione
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  • A sì? E che fine ha fatto "l'alimentatore unico per tutti i cellulari"?

    Cito Mina: "Parole, parole, parole..."
    non+autenticato
  • - Scritto da: Uno di passaggio
    > A sì? E che fine ha fatto "l'alimentatore unico
    > per tutti i
    > cellulari"?
    >
    > Cito Mina: "Parole, parole, parole..."

    Mi sa che citi ad occhio.
    Hanno tempo ad uniformarsi entro il 2010. Dopo saranno cazzi. Se poi vedi un po' di cellulari, stanno gia' iniziando ad uniformarsi: una semplicissima porta usb STANDARD. Io un sagem da 15 euro e lo ricarico con la presa usb che ho in auto Sorride
    non+autenticato
  • Entro il 2010? E' non siamo forse nel 2010?
    :-/
    non+autenticato
  • - Scritto da: Uno di passaggio
    > Entro il 2010? E' non siamo forse nel 2010?
    > :-/

    Vuole semplicemente dire che tutti i cellulari che usciranno sul mercato dal 2011 devono poter essere ricaricati tramite una mini USB standard (e questa la trovo una cosa veramente comodissima, anche per ricaricarli tramite portatile o in auto).

    Ovviamente la cosa non è retrocompatibile, se hai comprato un cellulare che usa una porta tutta sua per ricaricarsi mica te lo cambiano.
  • - Scritto da: ciccino
    > - Scritto da: Uno di passaggio
    > > A sì? E che fine ha fatto "l'alimentatore unico
    > > per tutti i
    > > cellulari"?
    > >
    > > Cito Mina: "Parole, parole, parole..."
    >
    > Mi sa che citi ad occhio.
    > Hanno tempo ad uniformarsi entro il 2010. Dopo
    > saranno cazzi. Se poi vedi un po' di cellulari,
    > stanno gia' iniziando ad uniformarsi: una
    > semplicissima porta usb STANDARD. Io un sagem da
    > 15 euro e lo ricarico con la presa usb che ho in
    > auto
    > Sorride


    Se la estendessero per tutte le cianfrusaglie che necessitano di corrente continua, questa cosa, sarebbe ancora meglio...
  • (...) ogni prodotto IT possa comunicare con ogni altro tipo di servizio anche in futuro". In pratica, promuovere standard completamente interoperabili, così da spingere competizione e innovazione.(...)

    basta questa frase per far capire come la commissione europea stia facendo la solita fuffa pseudoideologica all'atto pratico inutile.
    Più che far aprire questo o quel formato conviene fissare un insieme di formati aperti e standard e chiedere che i dispositivi implementino anche quelli per lo scambio di informazioni, cosa molto più efficace di chiedere le specifiche di questo o di quello.
  • - Scritto da: shevathas
    > (...) ogni prodotto IT possa comunicare con
    > ogni altro tipo di servizio anche in futuro". In
    > pratica, promuovere standard completamente
    > interoperabili, così da spingere competizione e
    > innovazione.(...)

    >
    > basta questa frase per far capire come la
    > commissione europea stia facendo la solita fuffa
    > pseudoideologica all'atto pratico inutile.
    >
    > Più che far aprire questo o quel formato conviene
    > fissare un insieme di formati aperti e standard e
    > chiedere che i dispositivi implementino anche
    > quelli per lo scambio di informazioni, cosa molto
    > più efficace di chiedere le specifiche di questo
    > o di
    > quello.


    Basterebbe specificare con chiare parole che i formati di interoperabilita' devono essere liberi da brevetti e royalties, e il resto viene da se'.
  • - Scritto da: panda rossa
    >
    > Basterebbe specificare con chiare parole che i
    > formati di interoperabilita' devono essere liberi
    > da brevetti e royalties, e il resto viene da
    > se'.

    .... in effetti è proprio questa vaghezza della UE che lascia un po' perplessi.

    D'altra parte, per spezzare una lancia in favore dei proponenti, la politica è l'arte del possibile e se avessero nominato i formati in un Parlamento Europeo fortemente lobbyzzato, magari ottenevano ancora meno.
  • - Scritto da: shevathas
    > (...) ogni prodotto IT possa comunicare con
    > ogni altro tipo di servizio anche in futuro". In
    > pratica, promuovere standard completamente
    > interoperabili, così da spingere competizione e
    > innovazione.(...)


    > Più che far aprire questo o quel formato conviene
    > fissare un insieme di formati aperti e standard e
    > chiedere che i dispositivi implementino anche
    > quelli per lo scambio di informazioni, cosa molto
    > più efficace di chiedere le specifiche di questo
    > o di
    > quello.

    Sono d'accordo con te, ma credo che questo potrebbe anche diventare una conseguenza dell'obbligo di apertura di tutti i formati.
    Pensaci: che vantaggio avrebbero 100 microproduttori di CAD a inventarsi un nuovo formato, una volta che quello di AutoCAD diventasse completamente aperto e documentato.
    Basterebbe che dicessero: il nostro software supporta fino a lì, e non oltre.
    Idem per tutti gli altri.

    A quel punto vincerebbe il formato migliore (a meno di altre droghe di mercato), il più semplice da implementare, il più efficiente, ecc.

    Bye.
    Shu
    1232
  • >
    > Sono d'accordo con te, ma credo che questo
    > potrebbe anche diventare una conseguenza
    > dell'obbligo di apertura di tutti i
    > formati.

    non sono d'accordo: è giusto che ci siano dei formati standard per l'interscambio di informazioni ma questo non significa che tutti i formati debbano obbligatoriamente essere aperti.

    > Pensaci: che vantaggio avrebbero 100
    > microproduttori di CAD a inventarsi un nuovo
    > formato, una volta che quello di AutoCAD
    > diventasse completamente aperto e
    > documentato.

    potrebbero voler aggiungere nuovi metadati, potrebbero magari volere un formato più snello e veloce, potrebbero esserci un sacco di buoni motivi.
    L'importante è che il loro prodotto esporti anche in formato CAD se chi usa il loro programma ha l'esigenza di comunicare i dati ad una PA o divulgarli.

    > A quel punto vincerebbe il formato migliore (a
    > meno di altre droghe di mercato), il più semplice
    > da implementare, il più efficiente,
    > ecc.
    >
    avrebbe senso se prendi come standard lo standard "de facto" e lo apri. Generalmente gli standard "de jure" invece sono pasticci nati da diversi compromessi patteggiati dagli aventi interesse riguardo a quello standard.
  • - Scritto da: shevathas
    > >
    > > Sono d'accordo con te, ma credo che questo
    > > potrebbe anche diventare una conseguenza
    > > dell'obbligo di apertura di tutti i
    > > formati.
    >
    > non sono d'accordo: è giusto che ci siano dei
    > formati standard per l'interscambio di
    > informazioni ma questo non significa che tutti i
    > formati debbano obbligatoriamente essere
    > aperti.
    >
    > > Pensaci: che vantaggio avrebbero 100
    > > microproduttori di CAD a inventarsi un nuovo
    > > formato, una volta che quello di AutoCAD
    > > diventasse completamente aperto e
    > > documentato.
    >
    > potrebbero voler aggiungere nuovi metadati,
    > potrebbero magari volere un formato più snello e
    > veloce, potrebbero esserci un sacco di buoni
    > motivi.
    > L'importante è che il loro prodotto esporti anche
    > in formato CAD se chi usa il loro programma ha
    > l'esigenza di comunicare i dati ad una PA o
    > divulgarli.
    >
    > > A quel punto vincerebbe il formato migliore (a
    > > meno di altre droghe di mercato), il più
    > semplice
    > > da implementare, il più efficiente,
    > > ecc.
    > >
    > avrebbe senso se prendi come standard lo standard
    > "de facto" e lo apri. Generalmente gli standard
    > "de jure" invece sono pasticci nati da diversi
    > compromessi patteggiati dagli aventi interesse
    > riguardo a quello
    > standard.
    La distinzione tra "de jure" e "de facto" è irrilevante!
    Se prendi gli RFC scoprirai che c'è un solo meccanismo che li rende "standard" ovvero l loro pubblicazione basata sul "broad consensus" Per capire cosa sia veramente il broad consensus bisognerebbe avere partecipato ad un qualche wg in ambito IETF.
    Ma in sostanza se non fosse stato (e non fosse tuttora così) non esisterebbe la rete.
    La rete infatti è un paradosso non dovrebbe ne potrebbe esistere secondo i modelli di business e i modi di pensare tradizionali.
    Tuttavia esiste e al tempo stesso esiste perchè conviene a tutti che esista!
    Chi non segue quel modello si trova (per sua scelta) fuori dalla rete!
    È semplice come l'uovo di colombo e non c'è alcuna "coercizione" ne de jure ne de facto!
    Si può tranquillamente inventarsi qualcosa di altro (ed in fatti è stato così) rispetto a IP e TCP o UDP ecc... ma alla fine quando i nodi vengono al pettine ... o fai così oppure puoi fare "mia-net"... peccato che mia-net non sia INTERNET!
    Sei fuori!
    E nessuno ti ha impedito di farla!
    simply as that!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala
    > vengono al pettine ... o fai così oppure puoi
    > fare "mia-net"... peccato che mia-net non sia
    > INTERNET!
    >
    > Sei fuori!
    > E nessuno ti ha impedito di farla!
    > simply as that!

    ah, ho capito: come fece microsoft con msn, salvo poi ravvedersi A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: ciccino
    > - Scritto da: ullala
    > > vengono al pettine ... o fai così oppure puoi
    > > fare "mia-net"... peccato che mia-net non sia
    > > INTERNET!
    > >
    > > Sei fuori!
    > > E nessuno ti ha impedito di farla!
    > > simply as that!
    >
    > ah, ho capito: come fece microsoft con msn, salvo
    > poi ravvedersi
    > A bocca aperta
    Indovina perché si è dovuta "ravvedere"!
    (Appunto )
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: shevathas
    > (...) ogni prodotto IT possa comunicare con
    > ogni altro tipo di servizio anche in futuro". In
    > pratica, promuovere standard completamente
    > interoperabili, così da spingere competizione e
    > innovazione.(...)

    >
    > basta questa frase per far capire come la
    > commissione europea stia facendo la solita fuffa
    > pseudoideologica all'atto pratico inutile.
    >
    > Più che far aprire questo o quel formato conviene
    > fissare un insieme di formati aperti e standard e
    > chiedere che i dispositivi implementino anche
    > quelli per lo scambio di informazioni, cosa molto
    > più efficace di chiedere le specifiche di questo
    > o di
    > quello.
    Quoto al 100%
    Purchè lo faccia però!
    Altrimenti diventa solo benaltrismo...
    non+autenticato
  • > basta questa frase per far capire come la
    > commissione europea stia facendo la solita fuffa
    > pseudoideologica all'atto pratico inutile.
    >
    Se quella della commissione europea è pseudoideologia la tua che cosa è ?

    > Più che far aprire questo o quel formato conviene
    > fissare un insieme di formati aperti e standard e
    > chiedere che i dispositivi implementino anche
    > quelli per lo scambio di informazioni, cosa molto
    > più efficace di chiedere le specifiche di questo
    > o di
    > quello.

    Obbligare un produttore ad implementare determinati standard ? Facilissimo.
    Anni per definire gli standard, i produttori che si iniziano a sostenere che dovrebbero cambiare tutti i sistemi e le applicazioni e che non è fattibile. Altri anni per riuscire a far diventare certe scelte operative.
    La tua mi sembra una tattica dilatoria per dar tempo ai produttori di ingrassarsi
    guast
    1319
  • > Obbligare un produttore ad implementare
    > determinati standard ?
    > Facilissimo.
    > Anni per definire gli standard, i produttori che
    > si iniziano a sostenere che dovrebbero cambiare
    > tutti i sistemi e le applicazioni e che non è
    > fattibile. Altri anni per riuscire a far
    > diventare certe scelte
    > operative.

    l'alternativa quale sarebbe: obbligare i produttori ad aprire i loro standard, magari coperti da brevetto ?
    obbligare la Autodesk ad adottare anche il formato di pippoCAD e viceversa con corrispettivi pagamento di brevetto ?
    e nel caso la software house decida di cambiare standard di punto in bianco ?
  • continuiamo a lasciare preinstallare Windows e obblighiamo i produttori di cellulari a usari tutti Windows 7...A bocca aperta
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    >
    > continuiamo a lasciare preinstallare Windows

    questo problema fortunatamente si sta autorisolvendo

    la prima pedina del domino sta traballando,
    un piccolo spiffero e inizia la festaSorride

    non+autenticato
  • non potevate intervenire quando era il momento,
    nella vicenda ODF vs OOXML?

    bah
    non+autenticato