Claudio Tamburrino

Il Googleplex, raccontato da dentro

I lavoratori si raccontano. La vita nel quartier generale di Mountain View tra ingegneri viziati e cibarie gratuite. E un rapporto diretto con i vertici della Grande G

Roma - Gli impiegati Google, con una serie di risposte anonime, hanno un raccontato la vita dentro il Googleplex, il brillante quartier generale di Mountain View spesso descritto come il posto di lavoro ideale.

La maggior parte delle voci che circolavano vengono confermate: colazione, pranzo e cena gratuiti in 18 differenti caffè con le offerte più varie, tra cui sushi, chef che preparano sandwich personalizzati, sashimi, bevande e snack tutto tutto il giorno (il tutto - il venerdì - annaffiato da birra). Ma anche un contatto diretto con "Larry, Sergey o Eric che rispondono alle domande (personalmente)".

Oltre che rilassante e piacevole (ma per alcuni totalizzante), si tratterebbe inoltre di un ambiente di lavoro stimolante: gli impiegati sono spinti a provare molto di propria iniziativa, così da stimolare "la fortuna" e l'intraprendenza.
In realtà, tuttavia, oltre alle luci sembra esserci qualche ombra, per la verità più umane che relative al posto di lavoro in sé: serviti e riveriti - racconta uno degli intervistati - gli ingegneri tendono a diventare come bambini viziati che si lamentano anche della qualità dei dolcetti gratuiti. E che in alcuni casi perdono il contatto con le fasi oltre lo sviluppo a cui si dedicano o si estraniano completamente anche dagli altri settori dell'edificio.

Alcune critiche sono rivolte anche ai superiori: l'organigramma societario tiene sotto un singolo manager tecnico tra i 50 e 100 ingegneri, il che significa che i meccanismi di controllo andrebbero a perdersi e i superiori assumerebbero una funzione meno diretta (e per alcuni dipendenti quasi misteriosa).

Claudio Tamburrino
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37 Commenti alla Notizia Il Googleplex, raccontato da dentro
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  • Anche H3G ci aveva provato a Milano, mettendo cestini di frutta nei corridoi all'apertura... ora per fortuna non ho più quel cliente, ma devo dire che quando ci andavo una bella arancia tra un debug e l'altro non me la levava nessuno... ora so che invece assumono romene e cinesi per il call center e ho come l'impressione che la frutta nei corridoi sia marcita da parecchio.

    (anche se a mio avviso è l'unica compagnia mobile meno indecente delle altre in italia, ma pur sempre indecente a livello europeo)
    non+autenticato
  • stupendo, grazie per il link!

    piu' volte ho sentito parlare della prima Olivetti come una grande avanguardia, di tecnologia e di approccio sociale.

    in Italia a volte nascono menti illuminate, e talvolta riescono anche a realizzare piccole isole felici, ma la generale miopia le strenua e soffoca continuamente.

    Complimenti davvero a quelle persone che hanno fatto della primissima Olivetti un esempio bellissimo di come si possa unire la necessita' di profitto alle necessita' delle persone.


    - Scritto da: esprit
    > Nel bene e nel male, un esperimento italiano
    >
    > http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/10/02/2
    non+autenticato
  • a proposito di ESPERIMENTI ITALIANI:
    mi viene in mente un esperimento fatto da una famosa/famigerata società italiana con sede a Bologna che inizia per "D" e finisce per "L": l'amministratore delegato si presentò un giorno e ci disse (a noi del reparto progettazione): "ragazzi, voglio istituire qui un modello tipo CAMPUS AMERICANO. Potete restare a lavorare fino alle 22:00 e ovviamente l'indomani presentarvi in azienda alle 11:00 massimo 12:00 via!...Però questa cosa deve rimanere tra noi. ALL'UFFICIO PERSONALE NON DICIAMO NULLA!"
    Appena il tipo usci dalla stanza, noi ci guardammo in faccia e scoppiammo a ridere: perchè,a quelle minkiate, lui ci credeva veramente
    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    P.S. dovete sapere che, ovviamente, l'ufficio personale appena non ti vedeva in ufficio alle 8:30 (timbro cartellino previsto per le 8:15+quarto d'ora sindacale) si segnava le ore di assenza e,appena entravi in azienda, ti chiedeva la pezza gisutificativa (ovvero foglio firmato di richiesta permesso per quelle due o tre ore di assenza) per scalarti dalle ferie le assenze!

    Ce n'è di gente bizzarra in giro! Deluso
    non+autenticato
  • - Scritto da: Axel
    >
    >
    >
    > Ce n'è di gente bizzarra in giro! Deluso

    No è che come al solito la burocrazia in italia sega le gambe a qualsiasi idea innovativa...

    Io li sostituirei tutti con un bel gestionale... al piu cambi lo script di gestione presenze invece che infilare un modo di lavorare nuovo in qualche zucca vuota con capelli bianchi e mutanda acida
    non+autenticato
  • - Scritto da: Formalmente Errato
    > - Scritto da: Axel
    > >
    > >
    > >
    > > Ce n'è di gente bizzarra in giro! Deluso
    >
    > No è che come al solito la burocrazia in italia
    > sega le gambe a qualsiasi idea
    > innovativa...
    >
    > Io li sostituirei tutti con un bel gestionale...

    <ADDON LOLLOSO> Ovviamente scritto in vb </ADDON LOLLOSO>

    > al piu cambi lo script di gestione presenze
    > invece che infilare un modo di lavorare nuovo in
    > qualche zucca vuota con capelli bianchi e mutanda
    > acida
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco
    [...]
    > Complimenti davvero a quelle persone che hanno
    > fatto della primissima Olivetti un esempio
    > bellissimo di come si possa unire la necessita'
    > di profitto alle necessita' delle
    > persone.

    e invece, se una critica si può fare (e si deve fare) a quell'esperimento è proprio questa: aver contribuito (probabilmente in modo almeno in parte inconsapevole per quanto riguarda il Sig. Olivetti) a far passare la FALSISSIMA idea (utile solo agli interessi dei "padroni", come si diceva un tempo) che capitalismo, mercato e profitto possano essere "compatibili" con le necessità delle persone (le necessità reali, non quelle fittiziamente indotte...)


    >
    >
    > - Scritto da: esprit
    > > Nel bene e nel male, un esperimento italiano
    > >
    > >
    > http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/10/02/2
    non+autenticato
  • ma di che cosa state parlando???

    googleplex = sfruttamento e capitalismo "morbido"
    google = tecnocrazia e pervasività sociale

    nessuno che si documenta? nessuno che legge? nessuno che si fa domande?
    tutti a bersi le menate del marketing di G?
    http://ippolita.net/6.html
    non+autenticato
  • oddio...adesso anche Google è il male!
    Ha raggiunto Microsoft, Apple, Coca Cola, Mtv, Sky...pazzesco se qualcuno ha successo diventa il male da sconfiggere...
    non+autenticato
  • - Scritto da: kaiserxol
    > oddio...adesso anche Google è il male!
    > Ha raggiunto Microsoft, Apple, Coca Cola, Mtv,
    > Sky...pazzesco se qualcuno ha successo diventa il
    > male da sconfiggere...

    nel contesto sociale e culturale in cui purtroppo viviamo,
    successo = prevaricazione

    per cui mi spiace se volevi essere ironico o paradossale: quello che dici è quasi sempre vero (!) senza né ironia né paradosso...
    non+autenticato
  • C'è anche da dire che spesso è valido anche l'opposto, la sindrome di Davide e Golia: il forte è sempre cattivo, il debole ha sempre ragione. Il file che hai linkato è pieno di considerazioni di questo tipo, in cui si condanna Google per aver avuto successo.

    Gran parte delle presunte ombre che cita il file sono semplicemente legate al fatto che Google è vincente. "Ha strappato il tecnico capo a Microsoft", non è un atto di malvagità, è legato al fatto che gli ha offerto un lavoro più stimolante e probabilmente più soldi. Dov'è l'ombra? Raccontare con toni apocalittici il fatto che Google abbia decuplicato di valore in 2 anni, mi sembra folle: dovrebbe essere un merito per un'azienda, e non un'ombra, il riuscire a moltiplicare i soldi investiti.

    E' vero che spesso il successo è raggiunto con la prevaricazione. Ma la considerazione logica successo = male è frutto di una filosofia di vita molto poco "alla Nietzsche".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Talking Head
    > C'è anche da dire che spesso è valido anche
    > l'opposto, la sindrome di Davide e Golia: il
    > forte è sempre cattivo, il debole ha sempre
    > ragione.

    può darsi... ma, in questo caso, non mi pare proprio che la sindrome di D e G sia molto calzante come accostamento

    > Il file che hai linkato è pieno di
    > considerazioni di questo tipo, in cui si condanna
    > Google per aver avuto successo.

    forse lo hai letto male

    si critica G non per aver avuto successo ma per le sue pratiche contrarie alla privacy, per il suo "comportamento" finanziario, per le tecniche di marketing e di condizionamento "subliminali", per l'uso indegno dei contributi che ottiene dagli sviluppatori, per l'impatto condizionante e distorcente del suo search sulla "visione" della realtà da parte degli utenti, ...

    sei sicuro di aver aperto il link giusto Occhiolino

    > Gran parte delle presunte ombre che cita il file
    > sono semplicemente legate al fatto che Google è
    > vincente.

    strai ribaltando la prospettiva

    non è che G è vincente e /quindi/ è grande e fa ombra...: G è costruito su queste ombre, G è "vincente" a partire da queste ombre!

    > "Ha strappato il tecnico capo a
    > Microsoft", non è un atto di malvagità, è legato
    > al fatto che gli ha offerto un lavoro più
    > stimolante e probabilmente più soldi. Dov'è
    > l'ombra?

    nel fatto che chi dice di non essere (d)evil non dovrebbe adoperare certe pratiche commerciali e certi comportamenti verso i concorrenti?

    > Raccontare con toni apocalittici il
    > fatto che Google abbia decuplicato di valore in 2
    > anni, mi sembra folle: dovrebbe essere un merito
    > per un'azienda, e non un'ombra, il riuscire a
    > moltiplicare i soldi investiti.

    a meno che G non abbia natura divina e sia in grado di fare miracoli, moltiplicare i propri soldi significa che quei soldi prima erano da qualche altra parte e adesso invece sono in casa G: se G ha guadagnato tanto vuol dire che altri hanno perso altrettanto... ed alla fine della "filiera" di chi ha perso ci sono tante ma tante PERSONE...

    una cosa abbastanza apocalittica per chi dice di non essere "cattiva"....

    > E' vero che spesso il successo è raggiunto con la
    > prevaricazione. Ma la considerazione logica
    > successo = male è frutto di una filosofia di vita
    > molto poco "alla Nietzsche".

    molto banalmente e semplicisticamente, empiricamente e senza scomodare filosofi e scienziati: siamo in un sistema che, com buona approssimazione, si può definire chiuso, per cui se pochi hanno molto "successo" inevitabilmente molti di pià hanno tanto "insuccesso"...
    non+autenticato
  • Mah...

    Da come parli sembra che i soldi siano come l'energia, niente si crea o distrugge, sempre si trasformano, e si trasferiscono da una parte all'altra. Non so se veramente funzioni cosi.
    Comunque, Google ora è una grandissimissima azienda, tantissimissime persone, alcune di loro avvocati e manager, siano pure ingegneri o meno. A volte, e dico a volte, queste persone amano lavorare al limite dell'etica o delle leggi, per guadagnare di piu. Per colpa loro devi dare la colpa a tutta l'organizzazione? A volte, forse sempre, i vertici dovrebbero essere i responsabili delle azioni di tutti i dipendenti. Ma non per quello tutta l'azienda deve esserne responsabile, almeno, non totalmente.
    E comunque, se i soldi arrivano a Google e vengono tolti ad altri, vuol dire che almeno in parte, qualcosa di buono c'è, perche Google si da da fare, crea prodotti ecc. quindi vuol dire che a chi i soldi vengono tolti, questi non li meritavano. E sono comunista.
    non+autenticato
  • > > Raccontare con toni apocalittici il
    > > fatto che Google abbia decuplicato di valore in
    > 2
    > > anni, mi sembra folle: dovrebbe essere un merito
    > > per un'azienda, e non un'ombra, il riuscire a
    > > moltiplicare i soldi investiti.
    >
    > a meno che G non abbia natura divina e sia in
    > grado di fare miracoli, moltiplicare i propri
    > soldi significa che quei soldi prima erano da
    > qualche altra parte e adesso invece sono in casa
    > G: se G ha guadagnato tanto vuol dire che altri
    > hanno perso altrettanto... ed alla fine della
    > "filiera" di chi ha perso ci sono tante ma tante
    > PERSONE...
    >
    > una cosa abbastanza apocalittica per chi dice di
    > non essere
    > "cattiva"....

    Hai una visione '800 dell'economia, pre-Marxista direi. L'economia non è chiusa, il progresso tecnologico ha permesso di crescere esponenzialmente in termini di benessere collettivo, creando nuovi beni che prima non esistevano. Un uomo occidentale attuale, dotato di 1000€ al mese, è più ricco in termini assoluti di molti nobili medievali. Si può spostare più velocemente, può lavarsi quotidianamente, può mangiare quello che vuole tutti i giorni, ha più vestiti più vari. Può sapere informazioni più rapidamente, può comunicare più efficacemente.

    Oltretutto il tuo punto sarebbe ridicolo anche se questo non fosse il caso, e l'economia non crescesse: al massimo un'azienda più produttiva starebbe rubando quote a altri imprenditori, non a lavoratori che si trovano a cambiare azienda. L'indotto come portava cibo a Hotbot può portare cibo a Google. Per l'economia, l'ingresso nel mercato di un'azienda più produttiva, che scaccia le aziende meno produttive dal mercato, è solo un bene. Per lei e per i lavoratori, che vengono pagati di più essendo più produttivi. O, equivalentemente, lavorerebbero meno.

    Pensavo di averle sentite tutte, ma il "Hanno successo, quindi hanno danneggiato le altre aziende" è davvero il colmo. Inizierò a usare solo prodotti di aziende che fanno prodotti scadenti, che almeno non danneggiano gli altri poveri imprenditori rubandogli quote di mercato facendo cose che funzionano o costano poco.
    non+autenticato
  • Sarei curioso di sapere il legame tra causa ed effetto.
    Intendo: l'azienda va bene perché è un bel posto per lavorare oppure si possono permettere di non sfruttare i lavoratori perché è un'azienda che ha molta liquidità grazie al genio dei vertici?
    non+autenticato
  • il genio è in moltissimi sviluppatori che lavorano.
    basta vedere chi viene assunto che trafila deve fare
    non+autenticato
  • Mangiano in ufficio anche a cena.
    Togli quelli che lavorano turnati e magari ti accorgi che c'e' gente che e' felicissima di lavorare 12 ore al giorno.

    Google poi punta molto su quanto sia prestigioso lavorare per google e c'e' chi ci casca.
    non+autenticato
  • La prima. La seconda ipotesi non ha senso: nessuna azienda lavora per i dipendenti, se non fosse conveniente non lo farebbero anche potendoselo permettere. Se lo fanno, è perché gli conviene.

    Le condizioni di lavoro piacevoli fanno lavorare di più, e in termini economici tornano al datore di lavoro moltiplicati. Pagare la cena ad un ingegnere, significa che probabilmente se finisce di lavorare alle 17 valuterà di rimanere altre 3 ore per cenare. Significa che probabilmente invece di cenare a casa da solo/con la famiglia guardando Battlestar Galactica, si fermerà a cena chiacchierando con i colleghi, probabilmente parlando di lavoro, inseminando le menti altrui e acquisendo nuove idee.

    L'ho provato sulla mia pelle, gli asset forniti ai lavoratori che rimangono in azienda aumentano la produttività tantissimo. Un tavolo da ping pong, la cena e la colazione gratuite in azienda, una sala video (dove seguire i mondiali ^_^), una wii fit, un campo da calcetto, sono tutti asset che spingono l'impiegato a rimanere in azienda e a frequentare i colleghi invece di persone esterne.

    Ovviamente questo genere di ragionamento funziona solo per i lavori molto qualificati e a componente innovativa, artistica o scientifica. Deve cioè esserci un gusto (e un orgoglio) nel lavorare bene. E soprattutto si parla di lavori in cui avrebbe poco senso usare incentivi classici, come un pagamento di straordinari nel caso in cui si rimanga a lavorare più tempo: si parla di posti in cui tipicamente ognuno va a lavorare quando vuole e tipicamente lavora 14-15 ore al giorno, anche se magari non è produttivo per più di 6-7 ore.
    Si parla di persone la cui produttività oraria non vale meno di 50-100€ per l'azienda.

    L'organizzazione di questa categoria di impiegati va molto di moda ora come ambito di ricerca in management. Anche la Ubisoft è molto avanti (come tutto il Canada), avevo ascoltato una ricerca sul tema, ma immagino che tutte le grandi compagnie innovative cerchino soluzioni più o meno diverse al problema.
    non+autenticato
  • a me non dispiace mangiare a casa guardando Battlestar Galactica...purchè sia la serie nuova e non quella bella ma datata del 1978 (men che meno quella schifida e datata del 1980)Occhiolino
    non+autenticato
  • Penso non dispiaccia a nessuno cenare a casa con un buon telefilm. Ma la mia produttività mentre guardo BG (serie nuova o vecchia) è zero. Invece mentre mangio a cena con i colleghi, una cena gentilmente offerta dall'azienda, chiacchiero. Tipicamente chiacchiero di lavoro (sai, sono colleghi). Ottengo idee e offro idee.

    Poi si chiacchiera anche di altro ovviamente. Ora si parla tipicamente di mondiali. Ma anche parlando di mondiali, salta in mente l'idea al volo "Certo che con tutte le serie storiche che ci sono, ti pare non si possa codificare una stima del vincitore... " e magari dopo cena andiamo in laboratorio a programmare al volo un applet per iPhone.
    non+autenticato
  • a più di qualche sfigato lavoratore del settore IT italiota sarà venuto un colpo a leggere queste cose...
    non+autenticato
  • - Scritto da: infame
    > a più di qualche sfigato lavoratore del settore
    > IT italiota sarà venuto un colpo a leggere queste
    > cose...

    Lo "sfigato lavoratore" quale io sono, gia' da tempo segue le vicende del "magico reame di Googleplex", ed ormai non si stupisce piu' di nulla...nemmeno della indecente situazione dell'IT in "Itaglia"...
    non+autenticato
  • - Scritto da: infame
    > a più di qualche sfigato lavoratore del settore
    > IT italiota sarà venuto un colpo a leggere queste
    > cose...

    Mah, ti dirò, mi piacerebbe lavorare in un'azienda del genere, ma anche dove mi trovo ora non è poi così male.
    Certo, non abbiamo gli chef, la palestra o la piscina.

    Per essere una piccola azienda con una decina di dipendenti però abbiamo bevande (acqua, coca cola ecc...) e caffè gratis.
    Abbiamo una bella veranda nel giardino dove possiamo riposarci o fumare.
    L'ambiente di lavoro è molto stimolante e l'azienda ci invoglia a tentare soluzioni innovative, anche se a volte sono si fanno tentativi a vuoto improduttivi.
    Infine, lo stipendio è interessante.

    Non so, quanti altri hanno esperienze come la mia?

    Nicola
  • Dove vivi? Dov'è questa azienda? Dimmelo che vi mando il curriculum ora ora!
    ;)
  • - Scritto da: _Nic
    > Dove vivi? Dov'è questa azienda? Dimmelo che vi
    > mando il curriculum ora
    > ora!
    >Occhiolino

    Milano.

    Se sai programmare in .NET fammi sapere.

    Nicola
  • Purtroppo vivo relativamente lontano da Milano, e non conosco il .NET!
    Ma quasi quasi studio e mi trasferisco!!Occhiolino

    Grazie mille!
  • - Scritto da: ottomano
    > - Scritto da: _Nic
    > > Dove vivi? Dov'è questa azienda? Dimmelo che vi
    > > mando il curriculum ora
    > > ora!
    > >Occhiolino
    >
    > Milano.
    >
    > Se sai programmare in .NET fammi sapere.
    >
    > Nicola

    un webmaster non vi serve?Occhiolino
    2678
  • - Scritto da: _Nic
    > Dove vivi? Dov'è questa azienda? Dimmelo che vi
    > mando il curriculum ora
    > ora!
    >Occhiolino
    Roma, parlamentoA bocca aperta
    non+autenticato
  • Veranda e coca gratis.
    E questo sarebbe il posto di lavoro ideale?

    E' incredibile: anche sui vizi siamo un paese di bovari retrogradi..

    E' inutile azzoppare il paese con uno sciopero dietro l'altro se poi non siamo in grado di andare oltre a "veranda e coca gratis" in termini di miglioramento delle condizioni di lavoro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: N&C
    > Veranda e coca gratis.
    > E questo sarebbe il posto di lavoro ideale?
    >
    > E' incredibile: anche sui vizi siamo un paese di
    > bovari
    > retrogradi..
    >
    > E' inutile azzoppare il paese con uno sciopero
    > dietro l'altro se poi non siamo in grado di
    > andare oltre a "veranda e coca gratis" in termini
    > di miglioramento delle condizioni di
    > lavoro.

    Mi sa che del post precedente non hai capito granchè se ti fermi ad analizzare solo veranda e coca gratis...

    Nicola
  • io sono interessato.. vivo a milano.. e conosco il .net un po per cultura personale, perchè cmq son 3 anni che lavoro su oracle e da 6 mesi in siebel... riesci a darmi il nome dell'azienda?
    non+autenticato
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