Claudio Tamburrino

AGCOM, il presente e il futuro della Rete

In ballo le frequenze di 9 canali del DTT da destinare alla banda larga. Per il futuro del paese, secondo il Garante, sono fondamentali la fibra, l'accordo delle telco sulle infrastrutture e la libertà della Rete

AGCOM, il presente e il futuro della ReteRoma - Il Presidente dell'Agcom Corrado Calabrò ha presentato oggi alla Camera la Relazione annuale sull'attività 2009 dell'Autorità garante, un documento che investe sia il settore televisivo che quello delle telecomunicazioni.

Introdotto dal Presidente della Camera Gianfranco Fini, l'evento è stato l'occasione per presentare l'attuale situazione economico-strutturale in cui bisogna muoversi e le linee da seguire nel prossimo futuro per agevolare la strada del Paese nella banda larga.

Il quadro non è, dal punto di vista del mercato, di quelli drastici: nel corso del 2009, con una congiuntura economica nera il settore delle telecomunicazioni ha retto e si è confermato al 3 per cento del PIL italiano. Anche se i ricavi totali (pari a quasi 44 miliardi di euro) sono diminuiti del 3,3 per cento rispetto al 2008, così come calati sono i prezzi ai consumatori, i volumi in espansione hanno controbilanciato la situazione.
Strutturalmente, invece, non sono poche le sfide che dovrà affrontare l'Italia nei prossimi anni: da un lato vi è la questione delle emittenti locali che premono per ottenere più spazio sul digitale terrestre, dall'altro occorre valutare attentamente le la moltiplicazione del traffico dati e la conseguente necessità sempre più pressante di banda larga.
A tal proposito il Presidente dell'Autorità ha parlato di un riordinamento radicale basato su nuove norme quadro per la costruzione e condivisione di infrastrutture (per evitare in particolare gli errori passati e le situazioni di molteplici autorizzazioni e/o concessioni che, di fatto, ingessano il mercato), nonché sul completamento delle norme sull'interoperabilità dei servizi della PA online, sulla liberalizzazione delle transazioni e del commercio online, su nuove norme sulla sicurezza delle reti e su minori vincoli nella gestione delle reti WiFi. A favore degli utenti, inoltre, da ottobre, Agcom divulgherà un software per misurare la qualità della propria connessione Internet.

Si è parlato, naturalmente, anche del progetto NGN, ancora in fase di dibattito.
L'impressione di Calabrò "è che le pur apprezzabili idee progettuali proposte offrano una visione di quello che si può fare, ma non ancora di quello che concretamente ci si impegna a fare. C'è, inoltre, parziale sovrapposizione delle aree geografiche d'intervento, senza coordinamento delle opere di posa". Insomma, vi è la necessità di un'iniziativa unica comune, "un progetto Italia per una fiber nation, che eviti costose duplicazioni delle infrastrutture civili e faccia fare al Paese il salto di qualità di cui ha bisogno".

La necessità di far qualcosa si fa ancora più pressante per la rete mobile italiana che, secondo l'analisi Agcom,"in assenza di interventi, con il tasso attuale di diffusione degli smartphones, rischia il collasso"
La necessità deriva direttamente dal successo, dal momento che il settore mobile, tra smartphone e pennette, è quello che in Italia ha avuto il maggiore sviluppo: con conseguente intasamento dell'infrastruttura. Già ora le velocità reali su internet mobile sono molto lontane da quanto pubblicizzato dagli operatori (che promettono "fino a" 7, 14 o 28 Megabit al secondo) ma che arrivano, secondo recenti test, solo a 1-2 Megabit al secondo.

La soluzione dell'Agcom è quella di liberalizzare le frequenze radio: "Contiamo di rendere disponibili prima del 2015 - ha detto Calabrò - circa 300 MHz da mettere all'asta per larga banda".
Il nuovo piano delle frequenze approvato il mese scorso dalla stessa Agcom libera infatti risorse per le TV nazionali, per l'alta definizione, per le TV locali, per la radio, e "consente di liberare 9 canali TV da destinare alla larga banda wireless, come chiede la Commissione Europea". Si tratta di spazi liberati da quelle emittenti che non sono state in grado di approntare un palinsesto - nelle parole di Calabrò - "degno di questo nome". Una nuova asta per rendere disponibili altre frequenze così come richiesto dalla Commissione Europea dovrebbe inoltre essere effettuata nel 2015. I proventi così raccolti saranno quindi utilizzati come incentivi alla larga banda, per ridurre il digital divide del Paese.

Sul rischio di una banda mobile vicina al livello di saturazione non è però d'accordo Bernabé di Telecom, che parla di assenza di rischio visti gli investimenti continuamente fatti dagli operatori del settore. Per quanto riguarda invece la necessità di un progetto comune, invece, Telecom promette la propria disponibilità ad una "sinergia soprattutto sulle infrastrutture".

Bertoluzzo, Vodafone, non ha invece contraddetto Agcom sul rischio saturazione e anzi ha sottolineato come proprio per questo la sua azienda stia investendo nella fibra per rispondere ad una domanda di traffico dati in continua crescita. Ha espresso apprezzamento, inoltre, per il riferimento all'idea di una fiber nation, pur sottolineando come gli OLO stiano portano aventi un progetto concreto e non semplici "idee progettuali" come sono state definite dal Calabrò.

Il discorso del tavolo tra le telco italiane, d'altra parte, è ancora nell'aria, anche se sembra aver qualche difficoltà a concretizzarsi: nell'occasione ha ribadito il proprio impegno il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani che attende per lunedì 19 luglio un nuovo incontro con i vertici delle società.

Il futuro, d'altronde, come spiega Calabrò, presuppone reti di nuova generazione in fibra ottica a 50mbit/s: per questo in Italia c'è bisogno di un progetto condiviso e per questo l'Autorità farà la sua parte dettando regole di fondo e regole per gli incentivi: riconoscendo un premio di rischio per il capitale investito; favorendo gli investimenti condivisi e garantendo la neutralità tecnologica e la parità di condizioni nell'utilizzazione delle infrastrutture comuni.

Non si tratta solo di una necessità strutturale ed economica ma anche culturale: "Se ci fosse stato Internet l'Olocausto non avrebbe potuto essere ignorato: la libertà d'informazione è forse una libertà superiore ad altre costituzionalmente protette - sottolinea Calabrò - e come tale va difesa da ogni tentativo di compressione". Sul tema ha anche riferito che l'Agcom è un'autorità indipendente: nulla di nuovo, anzi quasi una definizione paradigmatica, ma secondo alcuni osservatori proprio per questo rappresenta un concetto dal "forte valore simbolico".

Sul tema ha incassato il favore dell'opposizione, che con l'ex ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha commentato favorevolmente l'intervento e con il parlamentare Michele Meta ha ricordato che è pronta una proposta per far riconoscere l'accesso alla Rete "come servizio universale da garantire a tutti i cittadini".

Claudio Tamburrino
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35 Commenti alla Notizia AGCOM, il presente e il futuro della Rete
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  • AUGH!

    Questo signore, assolutamente schiavizzato, l'unica cosa che può garantire è che la connettività, la banda larga e la"comunicazione" privata....SI DEVONO PAGARE A CARO PREZZO!!!!

    Poco gli importa del digital-divide....poco gli importa che qualunque sviluppo economico, in QUALUNQUE settore, è SEMPRE stato preceduto da uno sviluppo infrastrutturale....

    Questo signore non è in grado di fare ciò che dovrebbe fare!

    Ho parlato.
    Nilok
    Nilok
    1925
  • - Scritto da: Nilok
    > AUGH!
    >
    > Questo signore, assolutamente schiavizzato,
    > l'unica cosa che può garantire è che la
    > connettività, la banda larga e la"comunicazione"
    > privata....SI DEVONO PAGARE A CARO
    > PREZZO!!!!

    Già e non è solo purtroppo un discorso di banda larga
    da tempo con il loro clientelismo distruggono il pubblico per favorire il privato

    > Poco gli importa del digital-divide....poco gli
    > importa che qualunque sviluppo economico, in
    > QUALUNQUE settore, è SEMPRE stato preceduto da
    > uno sviluppo
    > infrastrutturale....

    E'come il paradosso di un commercialista, se vecchio e sulla piazza da molti anni conosce un sacco di amici
    un commercialista appena abilitato alla professione affogato dai vecchi per riscattarsi deve investire in marketing per accapparrarsi clienti
    purtroppo investire equivale a spendere soldi cosa che fa inorridire un vecchio legato solo al suo passato

    > Questo signore non è in grado di fare ciò che
    > dovrebbe
    > fare!

    Capirai basta vedere l'età
    http://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Calabrò

    Come può capire un mondo che cambia?
  • Chiamarli "modem 3G" fa troppo geek anche su PI?
    Comunque il successo dell'internet mobile è conseguenza dello schifo di situazione sul fisso: per attivare una ADSL è necessario aver la fortuna di abitare in una zona coperta, attivare un abbonamento telefonico a prezzi truffa (30 euro o più, solo per avere un telefono e una ADSL qualsiasi).
    Conosco un sacco di gente che si connettono in EDGE o UMTS con il computer perché l'unica alternativa è il PSTN. Altro che mobile!
    Intanto il WiMax non arriva, le hyperlan coprono a macchia di leopardo, facendosi pagare l'iradiddio, tanto per non disturbare troppo Vodafone o la Tre.
  • - Scritto da: JosaFat
    > Conosco un sacco di gente che si connettono in
    > EDGE o UMTS con il computer perché l'unica
    > alternativa è il PSTN. Altro che
    > mobile!
    Eccomi... il 3G è l'unico modo per avere la banda larga a casa mia.
    non+autenticato
  • Guardandomi intorno la maggior parte dei miei vicini, naviga con la chiavetta con una velocità equivalente ad una connessione 56K, non perchè non servita da ADSL, che è comunque lenta ma mai quanto la chiavetta, solo perchè la maggior parte di loro si è fatta staccare il telefono da Telecom per debiti di milioni di lire quando internet ancora non c'era o non si sapeva cosa fosse, la realtà purtroppo è questa...
    Grazie a queste persone passerebbe anche a me la voglia di investire in fibra...meglio aggiornare le connessioni mobili e portarle a livelli accettabili...altro che 100mbps
    non+autenticato
  • Bei vicini che hai.... A bocca aperta

    Io navigo a 2MB effettivi con la chiavetta quando Telecom viaggia a 640K (non effettivi 2MB per tutto il comune, poi si divide) per quelli che sono riusciti a farsi connettere.
    non+autenticato
  • Quello che volevo dire che la maggior parte della gente vive in con dizioni precarie, forse è per questo che non conviene offrire la velocità (100Mbps) ma la flessibilità (contratto prepagato, spesso solo per facebook)...di gente che ci lavora veramente con internet è poca e non è conveniente offrire servizi a una nicchia...
    non+autenticato
  • Ecco mettiamo all'asta (cioè diamo in concessione ai soliti noti per non aver fatto un razzo) invece che libralizzare (a tutti) lo spettro!
    è una idea geniale!
    Rendiamo scarsa una risorsa che scarsa non è (è limitata non scarsa... è limitata ma di quantità infinita sono due cose ben diverse!)
    Mi pare proprio una idea geniale!
    Pensare che per Obamo la parola liberalizzare significa tuuta un altra cosa che "mettere all'asta" ci sarà un problema di lingua, di vocabolario o di poltrona?
    non+autenticato
  • E secondo te i soldi per ripianare il debito pubblico dove li debbono prendere?....un pò qua, un po là e via...
    non+autenticato
  • Per esempio abolendo le Province e le Comunità montane
    Comuni con minimo 10000 abitanti
    Regioni con minimo 4000000 abitanti
    Abolendo il sostituto d'imposta e obbligando i datori di lavoro a versare lo stipendio su conto corrente in modo che in automatico la banca invia gli acconti all'Erario e all'INPS ( si riducono i costi ai datori di lavoro si eliminano le evasioni contributive e le truffe ai danni dei lavoratori)
    Accorpamento di tutti gli enti previdenziali nell'INPS
    Razionalizzazione delle Forze di Polizia (Nessuna duplicazione nazionale Polizia dell'Unione Europea - Polizia Nazionale - Polizia Regionale per evitare colpi di stato)
    112 operativo come richiesto dall'Unione Europea ( + posti di lavoro riduzione delle vittime di incidenti)
    Riduzione indennità Deputati e Senatori
    non+autenticato
  • Aggiungi magari l'abolizione degli incostituzionali finanziamenti all'istruzione privata.
    E l'abolizione del sistema dell'8xmille e tutti i privilegi concessi alla Chiesa Cattolica.

    Giusto così, per stare sul generico.
  • Mettici anche le auto blu (oltre 600K macchine) e facciamo pagare le tasse agli evasori...
    non+autenticato
  • E per finire, smettiamo di pagare tutte le licenze sw della P.A. obbligando per legge ad utilizzare solo software free.

    Mentre per i privati che pretendono di usare software proprietario, si metta una bella accisa sulle licenze sw.
  • - Scritto da: panda rossa
    > E per finire, smettiamo di pagare tutte le
    > licenze sw della P.A. obbligando per legge ad
    > utilizzare solo software
    > free.
    >

    a seconda dei casi potrebbe non essere economicamente vantaggioso.
    >
    > Mentre per i privati che pretendono di usare
    > software proprietario, si metta una bella accisa
    > sulle licenze
    > sw.
    >
    calcolata sulla base di quale valore, visto che a tuo dire, il software vale zero ?
  • - Scritto da: shevathas
    > - Scritto da: panda rossa
    > > E per finire, smettiamo di pagare tutte le
    > > licenze sw della P.A. obbligando per legge ad
    > > utilizzare solo software
    > > free.
    > >
    >
    > a seconda dei casi potrebbe non essere
    > economicamente vantaggioso.

    Pagare le licenze e' sicuramente non economicamente vantaggioso.
    In alcuni sporadici casi potrebbe anche esserlo.

    Cominciamo col tagliare le licenze!
    Laddove si dimostrasse vantaggioso mantenerle, i dirigenti di quei reparti useranno il budget a disposizione per pagarle, e quindi ottenere un guadagno a valle grazie ai vantaggi ottenuti.

    > > Mentre per i privati che pretendono di usare
    > > software proprietario, si metta una bella accisa
    > > sulle licenze
    > > sw.
    > >
    > calcolata sulla base di quale valore, visto che a
    > tuo dire, il software vale zero ?

    A mio dire il software vale zero, ma secondo i listini che propongono alla P.A., no.

    Vogliamo imporre che il software sia gratis per legge?
    Sarebbe il massimo.
  • > Pagare le licenze e' sicuramente non
    > economicamente
    > vantaggioso.

    quanto costerebbe far sviluppare un software ad hoc invece di comperarlo ?

    > In alcuni sporadici casi potrebbe anche esserlo.
    >

    esempi c'è ne sono a bizzeffe. Basta pensare ad autocad per i servizi tecnici o software specifici per determinati servizi.

    > Cominciamo col tagliare le licenze!
    > Laddove si dimostrasse vantaggioso mantenerle, i
    > dirigenti di quei reparti useranno il budget a
    > disposizione per pagarle, e quindi ottenere un
    > guadagno a valle grazie ai vantaggi
    > ottenuti.

    anche il far lavorare più velocemente i dipendenti è un guadagno.

    > Vogliamo imporre che il software sia gratis per
    > legge?
    > Sarebbe il massimo.

    e lo slogan pane&figa per tutti no ?
  • - Scritto da: shevathas
    > > Pagare le licenze e' sicuramente non
    > > economicamente
    > > vantaggioso.
    >
    > quanto costerebbe far sviluppare un software ad
    > hoc invece di comperarlo ?

    Una tantum, invece di licenze a vita.
    E col risultato che alla fine hai i sorgenti.

    > > In alcuni sporadici casi potrebbe anche esserlo.
    > >
    >
    > esempi c'è ne sono a bizzeffe. Basta pensare ad
    > autocad per i servizi tecnici o software
    > specifici per determinati servizi.

    Si, adesso Autocad e' un software di produttivita' della PA., che manco sanno distinguere un monitor spento da uno con screen saver nero, quelli che lavorano in PA.

    > > Cominciamo col tagliare le licenze!
    > > Laddove si dimostrasse vantaggioso mantenerle, i
    > > dirigenti di quei reparti useranno il budget a
    > > disposizione per pagarle, e quindi ottenere un
    > > guadagno a valle grazie ai vantaggi
    > > ottenuti.
    >
    > anche il far lavorare più velocemente i
    > dipendenti è un guadagno.

    Stiamo parlando di PA. La parola "velocemente" non puo' in alcun modo essere collocata accanto alla parola "lavorare"


    > > Vogliamo imporre che il software sia gratis per
    > > legge?
    > > Sarebbe il massimo.
    >
    > e lo slogan pane&figa per tutti no ?

    Bello, ma sarebbe OT, e alquanto maschilista.

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    Modificato dall' autore il 07 luglio 2010 16.49
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  • >
    > Una tantum, invece di licenze a vita.
    >
    difficile che esistano software che non hanno mai bisogno di modifiche e di mantenimento.

    > E col risultato che alla fine hai i sorgenti.
    >
    in ogni caso ci sarà da pagare qualcuno per metterci le mani sopra.

    > Si, adesso Autocad e' un software di
    > produttivita' della PA., che manco sanno
    > distinguere un monitor spento da uno con screen
    > saver nero, quelli che lavorano in
    > PA.
    >
    certo e gli uffici tecnici e quelli del genio civile vanno ancora avanti con carta&penna.
  • Ovvio che per telecom non coi puo' essere saturazione... abbassano a tutti la banda e moltiplicano gli utenti... alla fine navigheremo in 20 milioni con una banda pari al vecchio 56K!!!!!!! che schifo!
    non+autenticato