Alfonso Maruccia

Blizzard: tacciano gli anonimi

Il celebre publisher videoludico annuncia l'avvio di un'autentica rivoluzione nella gestione dei forum ufficiali. Che entro breve ospiteranno solo i commenti di persone con nome e cognome reali, invece di nickname

Roma - Blizzard Entertainment, publisher e sviluppatore videoudico noto per le sage videoludiche di Diablo, StarCraft e il videogame massivo online World of Warcraft, ha annunciato la volontà di abolire l'anonimato sui forum ufficiali. La modifica avrà effetto a partire dall'apertura dei forum per StarCraft II (atteso al lancio alla fine di luglio), e verrà implementata retroattivamente anche per gli altri giochi (WoW incluso, con l'espansione Cataclysm).

Nel continuo dibattito sull'opportunità di abolire o meno il posting anonimo degli utenti di Internet, Blizzard decide dunque di schierarsi dalla parte di chi sostiene la necessità di rendere ben chiara l'identità "reale" di chi scrive online per meglio garantire il rispetto delle policy e più in generale il rispetto reciproco tra partecipanti a una stessa community.

Rimuovere l'anonimato e legare la possibilità di partecipare alla vita della community alla funzionalità Real ID di Battle.net, dice Blizzard, "contribuirà a un ambiente sul forum più positivo, promuoverà conversazioni costruttive, e connetterà gli utenti come non lo sono stati finora". Anche lo staff della software house sarà soggetto alla regola, e i "blue poster" impiegati presso Blizzard saranno riconoscibili a partire dal loro nome e cognome come tutti gli altri utenti.
Perché Real ID anche sui forum? Blizzard dice di aver deciso in tal senso per mettere fine alla reputazione che i forum si sono guadagnati come "luogo in cui flame war, trolling e altre spiacevolezze prosperano senza freni".

Mentre si attende di verificare quanto la garanzia di Real ID funzionerà da freno al proliferare delle "spiacevolezze" note ai frequentatori dei forum di Blizzard, la reazione degli utenti partecipanti alla community appare sin qui alquanto negativa.

Le critiche più allarmate richiamano i pericoli a cui l'uso di Real ID espone gli utenti, incluso quello di vedersi "molestati" nella vita reale oltre che sui forum telematici, grazie alla mediazione dei motori di ricerca e alle tante informazioni (sensibili, personali, geolocalizzate) che è possibile rastrellare a partire da nome e cognome.

Alfonso Maruccia
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