Claudio Tamburrino

Stanford, la biblioteca che non c'è

Passaggio al digitale per gli scaffali di ingegneria: oltre 60mila volumi digitalizzati e rintracciabili nel database

Roma - L'Università di Stanford ha programmato un cambiamento non da poco: quando ad agosto aprirà la nuova biblioteca di ingegneria, rispetto alla precedente avrà l'85 per cento di libri in meno. Spazio, invece, ad un servizio che offre gli stessi volumi digitalizzati e ricercabili in un archivio online consultabile dagli studenti.

Il nuovo sistema terrà fisicamente a disposizione 10mila libri (quelli più consultati negli ultimi 5 anni), mentre il resto (oltre 60mila titoli, per lo più riviste) saranno forniti solo in formato digitale.

A convincere gli amministratori al cambiamento, le statistiche che mostrano come gli studenti (in particolare quelli di ingegneria) negli ultimi anni non prendano più molti libri in prestito, limitandosi a consultarli velocemente per citazioni o controlli.
Il tempo (e lo spazio) potrà essere utilizzato dai bibliotecari, secondo le intenzioni dei responsabili del nuovo sistema, per offrire servizi aggiuntivi o organizzare laboratori.

Claudio Tamburrino
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3 Commenti alla Notizia Stanford, la biblioteca che non c'è
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  • Tutte le biblioteche dovrebbero fare così, aumenterebbe enormemente la fruibilità dei contenuti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ackermann
    > Tutte le biblioteche dovrebbero fare così,
    > aumenterebbe enormemente la fruibilità dei
    > contenuti.

    Concordo. A che serve ormai un libro cartaceo? Occhiolino Beh non e' del tutto vero, in qualche caso serve oppure ne serve qualche pagina. Ma la comodita', comunque, di avere a disposizione un formato elettronico e soprattuto un formato "testuale" nel quale poter ricercare velocemente un riferimento, una equazione, qualcosa che si e' gia' letto, ma non si ricorda con precisione e' formidabile.

    Qualche tempo fa mi e' capitato di cercare in rete, per dei calcoli che stavo facendo sulla funzione ipergeometrica, dei testi piuttosto vecchi, uno degli anni '30 e addirittura uno del XIX secolo, fine 800.

    Indovina? Li ho trovati Occhiolino, in formato non testuale, solo immagini scannerizzate (e male), ma li ho trovati.

    L'umanita' dovrebbe farsi un cruccio di rendere digitale tutta la conoscenza, dagli albori, fino ai giorni nostri. A chiunque puo' venire in qualsiasi momento una idea originale che "deve" essere confrontata e verificata con la conoscenza acquisita sull'argomento.

    Chissa' quanto abbiamo perso solo perche' qualche genio misconusciuto ha creduto ... beh, diavolo qualcun altro ci avra' gia' pensato ... e ha buttato via acqua sporca e bambino.

    Non e' un caso l'accelerazione dello sviluppo in quasi tutte le discipline di studio seguita all'avvento della Rete. Il numero crescente di interconnessioni ha spostato molto in alto sulla curva esponenziale il cursore della conoscenza.

    Speriamo servira' a superare questo momento "critico" nella storia dell'umanita'.

    Orfheo.

    P.S. Un post relativo non a libri, articoli e quantaltro viene generalmente stampato. Le lezioni universitarie, non dico tutte, ma almeno quelle dei docenti piu' importanti nelle relative discipline, dovrebbero essere "filmate" e fruibili in Rete. So che sta gia' accadendo, ma penso con rimpianto che abbiamo gia' perso Galileo, Newton, Einstein, Feynman (beh lui non del tutto, qualcosa c'e' Occhiolino ) solo per citarne alcuni. Vogliamo continuare? Occhiolino

    Orfheo.
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    Modificato dall' autore il 14 luglio 2010 11.26
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  • >So che sta gia' accadendo, ma
    > penso con rimpianto che abbiamo gia' perso
    > Galileo, Newton, Einstein, Feynman (beh lui non
    > del tutto, qualcosa c'e' Occhiolino ) solo per citarne
    > alcuni. Vogliamo continuare?
    > Occhiolino

    Quoto tutto e in quanto a Feynman qui c'è la Dirac Memorial Conference del 1986Sorride

    http://www.cosmolearning.com/documentaries/richard.../

    Bye
    non+autenticato