Alfonso Maruccia

DRM alla brasiliana? Da violare

Il paese sudamericano propone una riforma della sua legge sul copyright, prevedendo un approccio bilanciato al diritto d'autore e alle restrizioni tecnologiche. E sanzioni per chi abusa delle protezioni

Roma - Negli Stati Uniti il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) prescrive il divieto quasi assoluto di circonvenzione delle tecnologie DRM, in Canada la politica e l'industria stanno provando a introdurre imposizioni similari, mentre in Brasile si pensa a una variante che tenga conto di esigenze molto diverse o anche contrastanti tra loro.

Le autorità del paese sudamericano sono in procinto di aggiornare la normativa locale in materia di copyright, implementando i dettami delle disposizioni dettate dalla WIPO ma stando bene attente a bilanciare la necessità di difendere il diritto d'autore accanto alle istanze della collettività.

Laddove il DMCA impedisce la circonvenzione dei sistemi DRM anche nel caso in cui sia lo stesso autore dell'opera protetta a volerlo, il testo della legge brasiliana prevede la possibilità di aggiramento della protezione posto che non si commetta contemporaneamente anche una violazione del copyright.
Chi aggiunge una qualsiasi protezione DRM a un'opera commerciale in Brasile dovrebbe presto fare i conti con alcune limitazioni tese a salvaguardare la legalità di quei soggetti che potrebbero essere interessati a scardinarla. E non solo, visto che la riforma del copyright sudamericana prevede esplicite sanzioni per chi "ostacola o previene l'utilizzo gratuito di opere, trasmissioni radio e fonogrammi divenuti di pubblico dominio".

La proposta brasiliana è una lampante esemplificazione del fatto che l'eccesso di protezione contro il fair use - nota Michael Geist sul suo blog - è nocivo e pericoloso tanto quanto la sua mancanza. Una lezione di cui potrebbero eventualmente beneficiare anche gli Stati Uniti laddove si prevedono sanzioni per l'abuso delle protezioni DRM contro l'uso legittimo.

Alfonso Maruccia
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19 Commenti alla Notizia DRM alla brasiliana? Da violare
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  • Ma alcuni una volta sola: quella necessaria per fare la prima copia non protetta, da cui fare le altre. Mai comprare ciò che ha il DRM, chi lo compra ottiene tutti gli svantaggi e le limitazioni, e deve pure pagare per questo (cornuto e mazziato).

    Chi mette il DRM deve fallire, deve chiudere la sua attività e restare disoccupato, lui e coloro che lavorano con lui. Nessuno di noi deve finanziarli, anzi dobbiamo solo sbeffeggiarli, mostrando come il loro DRM viene craccato prima ancora dell'uscita.
    non+autenticato
  • Ormai sei al delirio.

    E nota che non hai alcuna argomentazione che sostenga una benché minima ipotesi di giustizia nel tuo pensiero. Il tuo pensiero è quello di un comune ladro.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > Il tuo pensiero è quello di un
    > comune
    > ladro.

    Ladro di che cosa?

    La capisci o no la differenza tra l'entrare in casa tua e rubarti l'ipad, ed entrare in casa tua e copiarti l'ipad (che resta intonso sul tuo tavolo)?

    Non la capisci?
    Non la vuoi capire?
    Ci sei o ci fai?
  • tu scrivi il codice per il cliente nel tuo PC
    il tuo cliente copia il tuo codice e lo porta nel suo
    tu chiedi di venire pagato e il cliente ti risponde che non ti ha preso niente, il programma infatti è ancora nel tuo PC, quindi cosa pretendi ?
  • - Scritto da: shevathas
    > tu scrivi il codice per il cliente nel tuo PC
    > il tuo cliente copia il tuo codice e lo porta nel
    > suo

    Come ha fatto a copiarlo dal pc di panda rossa? Se glielo ha dato panda rossa, viene pagato in quel momento lì. Altrimenti, se l'altro è entrato nel computer di panda rossa senza permesso, si configura il reato di violazione di sistema informatico (che è ben diverso dalla pirateria)
    non+autenticato
  • > Come ha fatto a copiarlo dal pc di panda rossa?
    > Se glielo ha dato panda rossa, viene pagato in
    > quel momento lì.

    per cosa ? il programma oramai l'ha scritto e che ci sia una copia o c'è ne siano 100.000 cosa cambia ?

    > Altrimenti, se l'altro è entrato
    > nel computer di panda rossa senza permesso, si
    > configura il reato di violazione di sistema
    > informatico (che è ben diverso dalla
    > pirateria)

    quindi violare i DRM di panda, ovvero entrare nel suo computer per "copiare" il codice sarebbe reato ?
  • - Scritto da: shevathas
    > > Come ha fatto a copiarlo dal pc di panda rossa?
    > > Se glielo ha dato panda rossa, viene pagato in
    > > quel momento lì.
    >
    > per cosa ? il programma oramai l'ha scritto e che
    > ci sia una copia o c'è ne siano 100.000 cosa
    > cambia
    > ?

    Ma infatti in circolazione non c'è nemmeno una copia: l'unica copia è sul computer di panda, e sarà in circolazione solo dopo che il suo lavoro stato pagato.

    >
    > > Altrimenti, se l'altro è entrato
    > > nel computer di panda rossa senza permesso, si
    > > configura il reato di violazione di sistema
    > > informatico (che è ben diverso dalla
    > > pirateria)
    >
    > quindi violare i DRM di panda, ovvero entrare nel
    > suo computer per "copiare" il codice sarebbe
    > reato
    > ?

    Quali DRM? Dubito che panda ne metta. Mentre entrare fisicamente in casa sua, e accendergli il computer (che è quello che vorresti fare tu) costituisce scasso e violazione di domicilio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: shevathas
    > > Come ha fatto a copiarlo dal pc di panda rossa?
    > > Se glielo ha dato panda rossa, viene pagato in
    > > quel momento lì.
    >
    > per cosa ? il programma oramai l'ha scritto e che
    > ci sia una copia o c'è ne siano 100.000 cosa
    > cambia ?

    Niente.
    Il software e' gratis!
    Solo che il mio lavoro non consiste solo nello scrivere quel software che una volta scritto e' a disposizione.
    Quel software va pure integrato nella realta' del cliente, e questa cosa il cliente non la sa fare, perche' se la sapesse fare avrebbe scritto pure il software da se'.
    L'ho gia' detto che io vendo tempo e non software?
    Io vengo pagato per il tempo che ci metto a risolvere le esigenze del cliente, software o non software.

    > > Altrimenti, se l'altro è entrato
    > > nel computer di panda rossa senza permesso, si
    > > configura il reato di violazione di sistema
    > > informatico (che è ben diverso dalla
    > > pirateria)
    >
    > quindi violare i DRM di panda, ovvero entrare nel
    > suo computer per "copiare" il codice sarebbe
    > reato ?

    Nel mio caso non ci sarebbe nessuna violazione visto che spesso lo sviluppo avviene direttamente nei sistemi del cliente, presenti nella sala macchine del cliente, ai quali accedo grazie a delle credenziali che il cliente mi fornisce per poter operare.

    Se invece lo sviluppo fosse nel mio computer, allora stai tranquillo che nel mio computer non ci entri, perche' se per caso tu riuscissi a decrittare le mie partizioni protette, forse avresti fatto prima a scrivere il software che mi hai commissionato.
  • - Scritto da: shevathas
    > tu scrivi il codice per il cliente nel tuo PC
    > il tuo cliente copia il tuo codice e lo porta nel
    > suo tu chiedi di venire pagato e il cliente ti
    > risponde che non ti ha preso niente, il programma
    > infatti è ancora nel tuo PC, quindi cosa pretendi ?

    Che venga rispettata la licenza GNU.
    krane
    22544
  • Quando leggo queste cose mi cadono le braccia. Possibile che il concetto di IP sia ancora così confuso? Che le richieste siano così male interpretate che qualcuno può scrivere un post come il tuo senza ritenersi quantomeno inadeguato?

    Nessuno sta chiedendo di non pagare il lavoro degli altri. Ma di non lasciare ad altri il diritto di decidere cosa fare del prodotto del loro lavoro una volta che l'ho pagato.

    Se io ti pago per costruirmi un mobile a partire da materiale di mia proprietà, e poi non ti do i soldi pattuiti (che è quello che stai proponendo) con la scusa che non ti sto rubando nulla, quello che faccio è un crimine. Non perché ti stia rubando qualcosa, ma perché non ti sto pagando per il lavoro fatto. Il fatto che non sia un furto non significa che non è un crimine.

    Se però a questo punto voglio costruirmi un altro mobile uguale per conto mio, uguale a quello che mi hai fatto tu, sono fatti miei. Se voglio metterlo in salotto, tu non hai diritto di fermarmi. Perché ho il diritto di farne quello che voglio. Se lo hai bloccato in cucina con delle viti per evitare che io lo sposti, io ho il diritto di togliere le viti e metterlo dove mi pare.

    Se è una tua invenzione non ho il diritto di commercializzarne copie, visto che hai acquisito questo diritto con il brevetto. Ma cosa faccio nel privato con il bene da me acquistato sono fatti miei.

    Se un cliente mi chiede del software, io gli dico quanto voglio per il lavoro. Se poi lui lo vuole massificare e fare soldi dalla vendita di massa, e non eravamo d'accordo contrattualmente, non va bene: se lo facesse mi starebbe danneggiando traendo profitto dal mio lavoro.

    Ma per il resto ci fa quello che vuole, se vuole installarlo su un computer o su dieci, sono fatti suoi: il mio lavoro è stato già pagato il giusto, cioè il prezzo che ritenevo giusto io al momento in cui ho accettato il contratto. Perché dovrebbe tornare a pagarmi per fare altro se a me non costa lavoro aggiuntivo?

    E' così semplice... basta avere chiara la differenza tra uso commerciale e uso privato, e tra furto e libero uso di quello che si ha acquistato.
    non+autenticato
  • > Nessuno sta chiedendo di non pagare il lavoro
    > degli altri. Ma di non lasciare ad altri il
    > diritto di decidere cosa fare del prodotto del
    > loro lavoro una volta che l'ho pagato.
    >
    dipende da cosa viene pagato per il lavoro.

    > Se però a questo punto voglio costruirmi un altro
    > mobile uguale per conto mio, uguale a quello che
    > mi hai fatto tu, sono fatti miei. Se voglio
    > metterlo in salotto, tu non hai diritto di
    > fermarmi. Perché ho il diritto di farne quello
    > che voglio. Se lo hai bloccato in cucina con
    > delle viti per evitare che io lo sposti, io ho il
    > diritto di togliere le viti e metterlo dove mi
    > pare.
    >
    dipende dal contratto che tu ed io abbiamo stipulato. Supponi ad esempio che in cambio della tua scelta di tenere il mobile in cucina io ti abbia fatto un robustissimo sconto. Se tu lo sposti stai violando il nostro contratto, da te liberamente accettato, e logicamente io posso chiederti le penali ed eventuali ulteriori danni che potresti avermi cagionato.

    > Se è una tua invenzione non ho il diritto di
    > commercializzarne copie, visto che hai acquisito
    > questo diritto con il brevetto. Ma cosa faccio
    > nel privato con il bene da me acquistato sono
    > fatti
    > miei.
    >
    sempre nei limiti del contratto che abbiamo stipulato. Esempio classico i cellulari della 3. Erano cellulari ceduti, per cifre ridicole, in comodato d'uso gratuito e i patti contrattuali erano chiari: potevi chiamare chi volevi, quando come e dove purché con la usim associata. Eppure molti al grido di "il telefono è mio e ne faccio quel che voglio io" tentavano di sbloccarselo.

    > Se un cliente mi chiede del software, io gli dico
    > quanto voglio per il lavoro. Se poi lui lo vuole
    > massificare e fare soldi dalla vendita di massa,
    (...)
    > costa lavoro
    > aggiuntivo?
    >
    > E' così semplice... basta avere chiara la
    > differenza tra uso commerciale e uso privato, e
    > tra furto e libero uso di quello che si ha
    > acquistato.

    è tutto relativo ai contratti stipulati fra le parti.

    PS
    quella precedente era una Troll-ata.
  • ... qualcosa di sensato.

    A prescindere da tutto il resto della discussione su pirateria e IP, questo punto andava assolutamente fatto e spero venga recepito da più amministrazioni:

    I DRM non si sostituiscono alla legge della nazione. Se rompendo un DRM violo la legge, commetto un reato. Se rompendo un DRM non do fastidio a nessuno (ad esempio un noCD crack per evitare di mettere il CD ogni volta), non succede niente. Se mettendo un DRM violi tu un mio diritto, commetti un reato tu. Doveroso.

    Si chiarisce il punto che la legge non la fanno le compagnie, ma gli stati, e i DRM devono adattarsi alle leggi della nazione, non creare nuove pseudo-leggi limitando i diritti dell'acquirente. Il fatto che sia tanto poco comune nel mondo la ricezione della normativa WIPO in questo modo è una misura di quanto diffuso sia l'influenza delle multinazionali nel governo delle nazioni.
    non+autenticato