Roma - Alla fine della scorsa settimana, il fornitore di servizi di comunicazione
mobile Fring
aveva annunciato il lancio di un'applicazione aggiornata che avrebbe permesso ai suoi utenti di
effettuare videochiamate su diversi dispositivi. Tra questi, il nuovo Melafonino iPhone 4 (versione WiFi e 3G), poi Android e Symbian.
L'annuncio aveva colpito gli osservatori di settore, dal momento che una simile applicazione nativa di Apple -
FaceTime - funziona
solo ed esclusivamente sulle versioni WiFi e, ovviamente, tra utenti della Mela. In un
successivo post sul blog ufficiale, Fring aveva quindi parlato di un successo strepitoso, sottolineando quanto i suoi network fossero intasati.
"In modo da liberare capacità in favore delle videochiamate - si leggeva nel post - stiamo temporaneamente riducendo il supporto per Skype". Si trattava solo di un bagliore, di un'avvisaglia di quello che
sarebbe successo di lì a poco. "Ora che Fring ha ampliato le sue capacità di supportare un'enorme domanda relativa alle videochiamate - si può leggere
in un secondo post - Skype ha provveduto a bloccarlo".
L'operatore VoIP avrebbe infatti
negato a Fring il permesso di ripristinare la connettività dei suoi utenti, in seguito agli interventi mirati all'espansione della sua capacità di network. "Codardi - si legge nel secondo post di Fring - hanno paura della comunicazione
mobile aperta. Skype aveva inizialmente abbracciato la causa dell'
openness, ora cerca di imbavagliare la concorrenza, persino a costo dei suoi stessi utenti".
Ma questo blocco è stato successivamente smentito dalla stessa Skype,
attraverso un post scritto dal suo
chief legal officer Robert Miller. "Si tratta di bugie - ha spiegato Miller - È stato Fring a decidere di rimuovere Skype". C'è un però. "Fring stava utilizzando il software di Skype in una maniera impropria - ha continuato Miller - ovvero violando le condizioni d'utilizzo delle nostre API oltre che il nostro
End User License Agreement".
Miller ha dunque sottolineato come questo utilizzo improprio vada risolto in maniera del tutto amichevole. Fring avrebbe però
danneggiato l'immagine e la reputazione del brand Skype, cosa che farebbe pensare a rapporti decisamente tesi tra i due fornitori di servizi
mobile. E Miller l'ha paventato: si potrebbe certo ricorrere ai tribunali.
Mauro Vecchio