Alfonso Maruccia

RIAA, numeri stonati

Il modello di business dell'organizzazione delle etichette discografiche statunitensi? I numeri parlano di un fallimento dalle dimensioni imbarazzanti. Nel mentre le major continuano a sottopagare gli artisti

Roma - Quello che emerge dai numeri recentemente pubblicati sull'attività legale di RIAA ha il sapore della beffa: in un arco temporale della durata di tre anni, l'organizzazione di rappresentanza delle etichette discografiche è stata lesta nel corrispondere parcelle legali ai suoi avvocati ma ne ha ricavato pochi spiccioli. La fortuna non sorride a RIAA, e altrettanto sfortunati sono gli artisti a cui viene corrisposta - dicono ancora i numeri - una frazione infinitesimale del "bottino" commerciale incassato dalle major.

Si parla naturalmente della famigerata campagna di contrasto giudiziario al file sharing, un'iniziativa in cui RIAA si è imbarcata per anni prima di abbandonare l'idea delle denunce di singoli condivisori e passare direttamente alla cassa dei provider Internet. Molti sono stati gli studi legali coinvolti dalle major nella campagna anti-P2P, e molto buoni si sono rivelati essere i guadagni corrispondenti.

Tra il 2006 e il 2008, RIAA ha speso qualcosa come 64 milioni di dollari per foraggiare l'anti-pirateria di massa che avrebbe dovuto bloccare la proliferazione incontrollata del file sharing e la perdita del controllo sui contenuti da parte dell'industria discografica. Quanto ha incassato RIAA in raffronto ai 64 milioni di spesa? Circa 1,3 milioni di dollari, vale a dire il 2% della cifra investita in avvocati e "operazioni investigative" sul genere di quelle condotte dalla defunta MediaSentry.
Non solo RIAA non ha sconfitto il file sharing come fenomeno di massa e la pirateria dei contenuti a esso connessa, dicono i numeri, ma avrebbe anche fallito clamorosamente l'azzardata scommessa di riuscire a recuperare introiti da quella gran massa di file musicali scambiati quotidianamente a miliardi sulle più popolari reti di condivisione (BitTorrent, eMule, DC, WinMX e via elencando).

Una rappresentazione "a torta" messa insieme da The Root serve poi da prezioso promemoria su come vanno realmente le cose nel mondo apparentemente dorato del business musicale internazionale. Le major incassano la stragrande maggioranza dei ricavi provenienti dalle vendite - su supporto fisico o digitali - mentre agli artisti e i professionisti (produttori, legali e manager assortiti) resta da spartirsi il 13%. Nessuna sorpresa che tali condizioni portino alla lunga al fallimento - sistematico e voluto - degli artisti che RIAA così veementemente dice di voler difendere con le sue azioni legali anti-P2P.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
  • AttualitàAustralia, MediaSentry viveL'agenzia investigativa zombi prediletta dai colossi dei contenuti si aggira in Oceania. Per rastrellare studenti a favore della major
  • AttualitàL'antipirateria danese si dichiara sconfittaDecisione clamorosa per i mastini del copyright di Antipiratgruppen. Pesano le tre archiviazioni per insufficienza di prove. E l'inclinazione delle corti a rigettare sull'accusa l'onere della prova: un IP, da solo, non basta
  • AttualitàMamma Jammie, processo al terzo attoProposta di accordo da parte del giudice federale del Minnesota. Che vorrebbe evitare un terzo processo a Jammie Thomas-Rasset. Ma la donna potrebbe cedere solo con una riduzione a 750 dollari di multa a canzone
  • AttualitàP2P, il conto è meno salatoRidotta di dieci volte la multa a carico dello studente di Boston Joel Tenenbaum. I 675mila dollari iniziali sarebbero incostituzionali. Ristoranti e bar pagherebbero molto meno dei comuni cittadini
205 Commenti alla Notizia RIAA, numeri stonati
Ordina
  • Accuse gravissime. Partiranno denunce.Arrabbiato
    non+autenticato
  • - Scritto da: La SIAE
    > Accuse gravissime. Partiranno denunce.Arrabbiato

    Comincia con quella dei redditi!
  • Quindi l'equo compenso, i DRM ecc... non servono ad un tubo all'artista, servono solo a mantenere in vita carrozzoni inutili come le major... e c'è ancora qualcuno che sostiene che scaricare sia rubare?
    Io la soluzione l'ho già data diverse volte, diritti d'autore ridotti a 10 anni ed eliminazione della intermediazione delle major con vendita diretta dei brani su internet da parte dell'artista, varie società lo consentono trattenendo anche meno del 20% del fatturato!
    Chi scaricherebbe più abusivamente se potesse scaricare legalmente un brano a 10 o 20 centesimi?
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > Quindi l'equo compenso, i DRM ecc... non servono
    > ad un tubo all'artista, servono solo a mantenere
    > in vita carrozzoni inutili come le major...

    Equo compenso è il cd. compromesso di SIAE per permetterti di fare la copia privata dei fonogrammi e videogrammi, mentre per il software la copia di backup.

    DRM sono impostazioni (almeno questo dovrebbe essere il fine) atti alimitare, secondo le condizioni di licenza, gli usi del bene digitale che acquisti.

    Non impattano direttamente l'artista, ma indirettamente si.

    > e c'è
    > ancora qualcuno che sostiene che scaricare sia
    > rubare?

    Io.

    > Io la soluzione l'ho già data diverse volte,
    > diritti d'autore ridotti a 10 anni

    Così tanti? oppure cosi pochi?

    > ed
    > eliminazione della intermediazione delle major
    > con vendita diretta dei brani su internet da
    > parte dell'artista,

    E chi non ha Internet?

    > varie società lo consentono
    > trattenendo anche meno del 20% del
    > fatturato!

    Meno del 20%, mmm sarà tanto o poco?

    > Chi scaricherebbe più abusivamente se potesse
    > scaricare legalmente un brano a 10 o 20
    > centesimi?

    angros.
  • - Scritto da: ThEnOra

    > > ed
    > > eliminazione della intermediazione delle major
    > > con vendita diretta dei brani su internet da
    > > parte dell'artista,
    >
    > E chi non ha Internet?

    Chi non ha internet neanche fa P2P, quindi che c'entra?

    > > Chi scaricherebbe più abusivamente se potesse
    > > scaricare legalmente un brano a 10 o 20
    > > centesimi?
    >
    > angros.

    E' un numero che possiamo accettare!
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ThEnOra
    >
    > > > ed
    > > > eliminazione della intermediazione delle major
    > > > con vendita diretta dei brani su internet da
    > > > parte dell'artista,
    > >
    > > E chi non ha Internet?
    >
    > Chi non ha internet neanche fa P2P, quindi che
    > c'entra?

    Ma il discorso mica riguardava il P2P, ma il nuovo modello di business di "enjoy"

    > > > Chi scaricherebbe più abusivamente se potesse
    > > > scaricare legalmente un brano a 10 o 20
    > > > centesimi?
    > >
    > > angros.
    >
    > E' un numero che possiamo accettare!

    Ma angros è un clone... tu sai quanti angros ci stanno su PI, in Italia, nel mondo????
    Secondo me molti... anzi troppi... e non credo che tale numero sia accettabile!
  • - Scritto da: ThEnOra

    > > E' un numero che possiamo accettare!
    >
    > Ma angros è un clone... tu sai quanti angros ci
    > stanno su PI, in Italia, nel
    > mondo????
    > Secondo me molti... anzi troppi... e non credo
    > che tale numero sia
    > accettabile!

    Il mio lattaio l'altro giorno mi ha detto:
    "Ci sono 2 milioni di abitanti a Milano e oltre il 99.9% non e' mio cliente!"
  • > Ma angros è un clone... tu sai quanti angros ci
    > stanno su PI, in Italia, nel
    > mondo????

    NOI SIAMO GLI ANGROS. LA RESISTENZA È INUTILE. TU SARAI ASSIMILATO ALLA NOSTRA COLLETTIVITÀ.
    non+autenticato
  • quasi quasi posto da non registrato pure io, anzi iniziamo a farlo tutti come angros, una volta i non registrati non avevano nick e non si capiva con chi si stava parlando, ora hanno i nick e non è cambiato niente comunque...
    Wolf01
    3342
  • Tanto, se ti ricordi, Pepito il breve si era registrato, e lo avevano clonato comunque.
    non+autenticato
  • ma infatti, tanto vale...
    non+autenticato
  • che figata !!!
    ....LOL!
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > > Ma angros è un clone... tu sai quanti angros ci
    > > stanno su PI, in Italia, nel
    > > mondo????
    >
    > NOI SIAMO GLI ANGROS. LA RESISTENZA È INUTILE. TU
    > SARAI ASSIMILATO ALLA NOSTRA
    > COLLETTIVITÀ.

    Chuck Norris: assimilato? Assimila il mio calcio!
  • che gli artisti guadagnino sui concerti che fanno.. è giusto che sia finita la pacchia di diventare miliardari con una canzonetta scema solo perchè la tv e la radio hanno deciso per tutti che a tutti piace.. possibile che questi grandissimi talenti tipo tutti gli italiani, esclusi una decina non riescano a raccattare più di 3-400 anime a vederli, e pretenderebbero di guadagnare come con le audience tv (11 milioni di vecchiette addormentate)... gli artisti guadagnino da quei 3-400, perchè evidentemente quello è il loro pubblico.. i miliardi sono finiti, buffoni
    non+autenticato
  • ...è straricco. Probabilmente più del 50% dei suoi brani sono scaricati illegalmente. Ma lui è comunque pienissimo di soldi.
    Perchè? Perchè è bravo (anche se la sua musica è maranza), perchè è un animale da palcoscenico, perchè fa 1000 mila serate in giro per il mondo, perchè i suoi brani sono strausati dal settore pubblicitario. Ci sono un sacco di modi per un artista per fare soldi: non solo vendere dischi. E' questo che molti presunti artisti devono capire: oltre al disco ci vuole un valore aggiunto. C'è chi questo valore aggiunto è in grado di darlo, e chi no. La pirateria porterà ad una "selezione naturale" degli artisti: solo i migliori sopravviveranno. Ed è giusto che sia così.
  • Concordo, ma non sono gli artisti ad essere contro il p2p. O per lo meno non la maggior parte (intendendo per artista anche quelli non conosciuti che non vendono... o devi vendere per essere artista?).
    Sono le Major ad essere contro il p2p.
    In pratica la questione è: interessi di pochi potenti, contro il resto del mondo. In questa faccenda gli interessi degli artisti contano tanto quanto un due di picche in una partita con briscola a cuori.
    non+autenticato
  • Quì c'è da fare un punto sulla situazione:1- non vogliono renderti libero di scegliere, perchè ciò implicherebbe il bisogno di cercare dei veri artisti, che son pochi e quindi pochi guadagni. E' là la base di tutto.
    2-Inoltre,le major pensano che se non ci fosse la pirateria tutto quello che viene scaricato o copiato verrebbe regolarmente acquistato. Ma siamo proprio sicuri? Con uno stipendio di 900/1000 euro al mese pensano che uno possa permettersi di comprare molte cose originali?Tutti gli studi erroneamente calcolano i danni "causati" dalla pirateria,pensando che tutte le cose copiate se non ci fosse la pirateria sarebero acquistate.Ma è proprio così? Dubito fortemente Fan LinuxFan LinuxRotola dal ridereRotola dal ridere LINUX IMPERA !
  • Però non calcolano il danno della loro esistenza... basta vedere gli ultimi 2 articoli su quanto spendono in azioni legali e quanto incassano.
    Wolf01
    3342
  • > Però non calcolano il danno della loro
    > esistenza...

    Perchè se lo facessero si renderebbero conto che l'unica soluzione sarebbe un suicidio collettivo!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Wolf01
    > Però non calcolano il danno della loro
    > esistenza... basta vedere gli ultimi 2 articoli
    > su quanto spendono in azioni legali e quanto
    > incassano.

    Tu calcoli il beneficio/danno della TUA di esistenza?
  • Si, lo calcolo.
    E so che i danni sono più alti dei benefici, infatti probabilmente per questo sono in crisi depressiva e volontariamente disoccupato.

    Infatti sto tentando di uscirne controbilanciando gli effetti tentando di rendermi utile in qualche modo, tagliando i rami secchi.
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Wolf01
    > Si, lo calcolo.
    > E so che i danni sono più alti dei benefici,
    > infatti probabilmente per questo sono in crisi
    > depressiva e volontariamente
    > disoccupato.
    >
    > Infatti sto tentando di uscirne controbilanciando
    > gli effetti tentando di rendermi utile in qualche
    > modo, tagliando i rami
    > secchi.

    E perchè non valuti il rimedio netto proposto da angros?
    Tolto il dente, tolto il dolore!

    Ps.
    Se trolli, ok... altrimenti non prendertela x la mia battutaccia.
  • evita di farleA bocca aperta
    Sgabbio
    26178
  • quoto
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Wolf01
    > quoto

    Ok, trolli. Allora procedi come suggerito da angros, visto che sei nocivo.
  • - Scritto da: SardinianBoy
    > Quì c'è da fare un punto sulla situazione:1- non
    > vogliono renderti libero di scegliere, perchè ciò
    > implicherebbe il bisogno di cercare dei veri
    > artisti, che son pochi e quindi pochi guadagni.
    > E' là la base di
    > tutto.

    Cioè, mi vuoi dire che ti constringono, non so, ad ascoltare Marco Carta?

    > 2-Inoltre,le major pensano che se non ci fosse la
    > pirateria tutto quello che viene scaricato o
    > copiato verrebbe regolarmente acquistato. Ma
    > siamo proprio sicuri? Con uno stipendio di
    > 900/1000 euro al mese pensano che uno possa
    > permettersi di comprare molte cose
    > originali?

    E dunque è giusto piratare...

    > Tutti gli studi erroneamente calcolano
    > i danni "causati" dalla pirateria,pensando che
    > tutte le cose copiate se non ci fosse la
    > pirateria sarebero acquistate.Ma è proprio così?

    Citamene almeno uno di tua conoscenza.

    > Dubito fortemente Fan LinuxFan LinuxRotola dal ridereRotola dal ridere
    > LINUX IMPERA
    > !

    Che c'entra con le major?
  • > E dunque è giusto piratare...

    Sì.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 12 discussioni)