Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Emarginati Social

di M. Calamari - Comunicare senza i media sociali può scuotere chi i media sociali li vive senza pensieri? Un balzo in un futuro possibile. Un anacoreta votato al martirio bianco. O un vigilante deviato

Cassandra Crossing/ Emarginati SocialRoma - Qualche giorno fa, dopo aver avvertito l'ennesimo conoscente della pericolosità di Facebook, e nel mentre aspettavo una risposta via mail che non giungeva, forse perché intrappolata da un antispam, forse perché l'interessato se ne fregava, ho avuto un flash, un momento di inversione percettiva. No, non di introspezione, mi sono visto "dal di fuori".
Anzi, di più, mi sono visto qualche anno nel futuro. "Un" futuro possibile, il destino, si sa, non è fissato. Ma un futuro realistico, anche se disegnato in modo caricaturale.

Ho visto un vecchio eremita, combattivo ma avvizzito, che dall'alto del suo eremo in cima alla montagna tuonava verso la città scintillante in lontananza. Laggiù tutti gli altri vivevano una vita diversa, forse più spensierata, magari anche migliore, certamente più luccicante.
Da così lontano però i particolari non si distinguevano, così l'eremita non poteva esserne sicuro.
Vedeva solo poche persone, che di quando in quando si avvicinavano. Chi per deriderlo, chi per portargli un fagotto di cibarie. Essere diversi talvolta rende la vita interessante, spesso la rende difficile.

Ma cosa c'erà davvero laggiù?
La Città Del Sole? Il Paese dei Balocchi? Franceville? Stahlstadt?
O forse Sodoma, poco prima della pioggia di fuoco e zolfo dal cielo?
Gli occhi del vecchio non gli consentivano ormai di vedere bene, i suoi occhiali erano vecchi, rigati e tenuti insieme col nastro adesivo, ed il suo rifiuto di usare strumenti moderni gli impediva di vedere più chiaramente. Così egli non seppe mai se aveva avuto ragione o no.
Soprattutto non seppe mai se fare qualcosa di diverso, non scegliere un eremitaggio, gli avrebbe consentito di fare di più e meglio.

Il flash si è esaurito qui...

Porsi fuori da certi processi di comunicazione come le comunità sociali, che sono processi perversi, certo, ma che purtuttavia sono grandi e maggioritari, per contrastarli tramite l'uso di sistemi di comunicazione più vecchi (siti, blog, mail, voce) è vantaggioso per la Causa? E per il suo adepto? È un dubbio che ho avuto fin dall'inizio, o almeno fino a quando non ho messo a fuoco che il Grande Fratello, come si dice anche del Demonio, sta nei dettagli, nelle nostre azioni più piccole e naturali.

Usare le comunità sociali come mezzo di comunicazione per mettere in guardia contro le comunità sociali stesse potrebbe funzionare? Certo, esse sono un megafono immenso, più forte di dieci proposte di legge, di cento Big Brother Award, di mille convegni e dibattiti.
Sembra bello, sembra poter funzionare. Ma percuotendolo con una nocca suona fesso.

Stando almeno a quello che credo di aver imparato, a scuola ed ancor più fuori di essa, non può funzionare. Non semplicemente perché chi lo facesse sarebbe come un cercatore di attenzione dilettante in mezzo ad una folla di professionisti. Soprattutto perché distruggerebbe la logica di una posizione, una linearità ed una coerenza di comportamento, farebbe insomma tacere per sempre quella voce interna che ti dice che stai facendo "la cosa giusta nel modo giusto".

Così in pochi secondi mi sono ripetuto un concetto che avevo già esposto a tanti: non si può entrare in una comunità sociale e non riceverne immediatamente grossi danni (certo, solo dal punto di vista della privacy) per se stessi e per gli altri.
Ci sono in azione forze sociali, economiche e politiche che lo rendono inevitabile, "naturale" come il flusso dell'entropia, la tendenza naturale al maggior disordine.

Ed una scelta difficile e certo poco popolare come questa è un'espressione di quel continuo tentativo che alcune persone fanno di creare il proprio angolo di ordine in mezzo al disordine. L'angolo si può chiamare in tanti modi. Diritto civile, Spazio di Libertà, un Mondo migliore per Sofia.
Ma per poter avere successo in questo, anche solo un piccolo successo, bisogna essere come Rorschach.

"Nessun compromesso!"
"La gente deve sapere"


Un grazie ad Alan Moore e David Gibbons per avermi prestato le parole per un buon finale.

Marco Calamari

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75 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Emarginati Social
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  • Come il surplus cognitivo cambierà il mondo.

    http://www.ted.com/talks/clay_shirky_how_cognitive...

    La vita vince sempre, su ogni pezzetto di roccia, ovunque ci sia una goccia d'acqua ci cresce una forma di vita di qualche tipo. Cellule che si aggregano e formano organismi complessi.

    Il surplus cognitivo generato dai social network e da blog e altri strumenti stanno creando una nuova umanità.

    Le corporation lo sfrutteranno per profilare, vendere, ingabbiare?

    Chi può arrogarsi il diritto di contenere la vita, controllarla, nella sua molteplicità?
    iRoby
    8815
  • A parte le contromisure
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2945179&m=294...
    che di solito prendo

    Quà si sta parlando di mode, di conformismi, di frivolezze, accessori "IN" ecc. ecc. ma parlando dei Social Network in generale li trovo MOLTO utili anche per questioni MOLTO piu serie: dall' organizzazioen dei FLASH MOB all' invito ad eventi più corposi (assemblee, conferenze, manifestazioni) senza contare lo scambio di idee: il PUNTO è che si tratta di PIAZZE VIRTUALI e come in tutte le piazze molta gente va solo per farsi vedere e vedere CHI C'E'.... chi bazzica da quelle parti per pura curiosità ma NON SOLO: c'e' anche molto altro, se si vuole organizzare qualcosa che abbia bisogno di molta partecipazione i S.N. sono uno strumento FORMIDABILE, piu' di foruim e blog per il semplic emotivo che ci sono dgli strumenti di feedback che anche se non danno sempre una stima precisa dei partecipanti però sono sempre un indicazione molto utile in più.

    Se poi UNO è soddisfatto della propria vita individuale e delle strette relazioni che ha, OK i S.N. sono assolutamente superflui ma la chiave del loro successo, scremando l' inevitabile adeguamento a mode, frizzi, lazzi e sbrilluccicamenti del momento, è sempre la necessità BASILARE di raggiungere quante più persone possibile per "questioni piuttosto SERIE" (anche solo per sviluppare il proprio commercio del quale come ben sappiamo la pubblicità ne è l' "anima"). Se riuscite a trovarmi un alternativa altrettanto efficace cancello subito il mio profilo quasi-anonimo.

    Infine: viene criticato anche l' utilizzo di strumenti di accesso a forum e condivisione come quelli offerti da google....
    ma mi sapete indicare strumenti altrettanto funzionali OPEN? E per favore NON suggeritemii di mettere su un server fai-da-te che tecnicamente sarei in grado di fare ma ASSOLUTAMENTE NON di mantenere giorno per giorno, non ne avrei il tempo materiale (certo se mi pagassero per farlo...) Altrimenti vi ricordo che l' alternativa è usare internet per scambiarsi e-mail (ma rigorosanmente con PGP che però non ci salverebbe comunque dalla profilazione delle relazioni) e poco più. Come mettiamo il NASO fuor di casa cominciamo a lasciare tracce... e un buon investigatore le sa riconoscere e raccogliere e la VITA SOCIALE, anche ssolo quelal ANALOGICA, amplifica a dismisura tutto questo e facilita notevolmente il compito dell' investigatore.
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    Modificato dall' autore il 19 luglio 2010 11.15
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  • Graaaande Calamari! Grande stima mi suscita questa cosa.

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • Qualche anno fa avevamo tra le mani uno strumento che poteva risolvere tutti questi problemi.
    Si chiamava (forse si chiama ancora) TCPA/palladium, quel bel progettino di Microsoft & co. che prometteva di mettere un chip di crittazione personale in ogni PC del mondo.
    O non risolveva proprio questo problemi della privacy? O non avremmo potuto produrre mail, immagini, documenti che avremmo potuto far leggere solo da chi volevamo noi?
    Non sarebbe questo il social network perfetto, con i nostri dati visibili solo da chi diciamo noi?

    Ma allora ci fu un coro di pianti e lamenti (http://punto-informatico.it/1294386/PI/Commenti/pu...): ahhhhh, la cattiva Microsoft deciderà cosa girerà sui nostri Pc e cosa no, faranno sparire le informazioni, impediranno ai documenti di girare... ma hey, è quello che stiamo chiedendo adesso!

    Le informazioni o girano o non girano.
    Se girano il pericolo è quello che tutti le possono avere, archiviare e studiare.
    Se non girano il pericolo è che tutto finisca a occhio non vede, cuore non duole.
    Io personalmente preferisco che girino.

    PS:
    Tirate le somme e contate i mesi. Se tutto procede così, tra 12, 24 mesi al massimo, tutti i pc ed i mac in vendita saranno TCPA ed impediranno al loro proprietario di fare quello che Microsoft, Intel, Apple, RIAA, Sony, Time-Warner, Sky, etc., etc. etc. considerano "sbagliato".

    A fine 2006 chi vorrà avere un pc che faccia solo quello che gli viene detto, e non obbedisca ad altri come la scimmietta di Indiana Jones, dovrà per forza usare Linux od uno *nix non commerciale.

    Siamo nel 2010, abbiamo leggermente cambiato idea.
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    Modificato dall' autore il 18 luglio 2010 12.53
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    2678
  • No, NOI non abbiamo cambiato idea, LORO si, hanno deciso di non implementare queste cose finendo evidentemente loro dalla parte dell'"orco cattivo".
    Io sono ancora dell'idea che palladium=male, ma se il chip fritz se ne sta lì nella mia scheda madre addormentato non mi arreca alcun danno.
    È quando il PC (o chi l'ha programmato per farlo) mi impedisce di fare quello che voglio che mi lamento.

    O meglio, mi correggo, poi c'è chi ne gode di essere tenuto sotto controllo, ma questo ricade nel fanatismo o nell'ignoranza di non sapere di esserlo...
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    Modificato dall' autore il 18 luglio 2010 13.36
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    Wolf01
    3342
  • > Qualche anno fa avevamo tra le mani uno strumento
    > che poteva risolvere tutti questi
    > problemi.

    Io non volevo un orrore del genere all'epoca, e non lo voglio nemmeno oggi.
    Forse un sistema del genere avrebbe potuto impedire la circolazione die miei dati, ma non sarei stato io a deciderlo, bensì qualcun altro, e sarei stato comunque in balìa di chi o craccava il palladium o aveva un sistema precedente.

    Comunque, la tua osservazione è giusta: se ci aspettiamo di poter condividere i contenuti creati da altri, perchè non possono impedircelo, il rovescio della medaglia è che i nostri dati personali possono circolare, e noi non possiamo impedirlo.

    Se per un autore l'unico modo per evitare la pirateria è non divulgare le sue opere (nè online, nè in altri modi), per noi l'unico modo di proteggere i nostri dati è di non divulgarli, nè online, nè in altri modi. Se non vuoi far sapere qualche fatto privato, non devi metterlo online, e nemmeno raccontarlo a chi poi potrebbe metterlo online.
    Nessuno ci costringe a raccontare i fatti nostri: ma se lo facciamo, non possiamo richiamarli indietro.

    Tutto sommato, questo "rischio" è un piccolo prezzo da pagare, se vogliamo avere libertà di parola e possibilità di scaricare e usare cosa vogliamo.
    Libertà implica responsabilità: qualsiasi cosa che ci tolga le responsabilità e i rischi, ci toglie anche la libertà.

    Non abbiamo cambiato idea: continuiamo a ritenere che chi dice di volere il Palladium o è un bugiardo, o è un deficiente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros

    > Tutto sommato, questo "rischio" è un piccolo
    > prezzo da pagare, se vogliamo avere libertà di
    > parola e possibilità di scaricare e usare cosa
    > vogliamo.

    Quoto, senonchè il prezzo da pagare potenzialmente non è "piccolo".

    I social network sono solo la punta dell'iceberg di una tendenza a raccogliere dati in maniera pervasiva.
    Qui ci si domanda se dovremmo evitare di andare sui social network, ma secondo me è una domanda stupida.
    E' molto facile che presto le tecnologie di profilazione arriveranno nel mondo reale ( http://punto-informatico.it/2945775/PI/News/se-pub... ), quanto tempo ci metteranno a dotare i supermercati di telecamere che riconoscono le facce e tracciano i comportamenti? Quanto poco ci vorrà a fare un database in questo modo?

    Lo puoi impedire? No, allo stato attuale basta mettere un bel cartellone all'ingresso, una volta che hai informato il pubblico con la legge sei a posto.
    Alla fine cosa fai? Non esci più? Non ti fai più vedere? Esci col passamontagna?

    Raccogliere dati è troppo facile. Secondo me quello che andrebbe fatto non è tentare di fermare la raccolta, che è come svuotare il mare con un secchio, ma punire severamente l'uso che se ne fa.
    Ma severamente forte, secondo me uno che ti telefona tutte le sere per venderti qualcosa va messo al gabbio e la sua azienda chiusa.
    Invece noi lasciamo passare questi comportamenti come se niente fosse ( http://punto-informatico.it/2942925/PI/Commenti/te... ) o con multe ridicole mentre tentiamo (invano) di rendere la raccolta dati difficile.
    Così rendi solo la vita impossibile a chi i dati li deve raccogliere per forza per fornire un servizio non riuscendo a fare nulla con li usa per scopi disonesti.
    2678
  • Te si bevutop il cervello, tesoro?
    non+autenticato
  • mah al dire il vero è sono state implementate le istruzioni aes dentro i nuovo prcessori intel 32nm, e se per poter eseguire un programma diciamo, fosse necessaria un codice univoco ma questa volta firmato per poteerne ricevere un'altro firmato e confermato dall'authority? ogni 60 secondi, per poter sbloccare i contenuti di un dvd di un gioco o di un file audio?
    non+autenticato
  • > O non risolveva proprio questo problemi della
    > privacy?

    No, non sai di cosa parli.
    non+autenticato
  • ...come sempre la verità è composta da un numero molto grande di fattori.

    Osservo che è tutto giusto quello che dice l'autore dell'articolo, ma a mio modesto parere è solo una parte della verità. Per avere risposte fondate e concrete bisognerebbe tenere conto anche di tutti gli altri fattori, e sinceramente mi sembra un'impresa quasi impossibile.

    Per avere qualche risposta concreta ci sono (secondo me) alcuni fattori che fanno la differenza. Due sono le forze attive in gioco: "il volere del sistema economico" e "il volere del singolo".
    In mezzo a queste due forze c'è un'entità passiva che potremmo chiamare "ideali" e che potremmo rappresentare con le parole: diritto alla privacy, rispetto degli altri, moralità, giustizia e parità di diritti, ma anche onestà, dignità, umiltà, sensibilità etc etc etc.

    Sarete tutti d'accordo con me che questa entità passiva che ho chiamato ideali è quotidianamente calpestata e ignorata nel nome dei soldi, del poco tempo, del "ma tanto che vuoi farci", del desiderio di avere quello che hanno anche "gli altri", del fare gossip e interessarsi degli affari altrui a tutti i costi e chi più ne ha più ne metta.

    Senza dilungarsi troppo in filosofie la privacy è un bene immateriale sempre più prezioso, ( lo sarà sempre di più in futuro) e nessuno lo può negare, checchè ne dica Zuckerberg.
    Ma il fenomeno dei social network, facebook in particolare ha risvegliato TEMPORANEAMENTE nella società una pulsione primordiale irresistible in un momento molto particolare, in cui tutti i media ti spingono a fruire di contenuti sempre più leggeri e ti istigano il desiderio degli oggetti superflui. (Panem et circenses???)

    E questa primordiale pulsione non è altro che il SENSO DI APPARTENENZA A UN GRUPPO. Lo so, a mente fredda è una follia che 50 e passa milioni di persone rinucino alla propria privacy, ma in questo momento in cui mancano stimoli e interessi più culturali fare gruppo per cazzeggiare è un qualcosa che riempie la quotidianità delle persone.

    Tenendo sempre in considerazione la continua pressione fatta dai media ( il "circenses" spinge sempre di più sul gossip, il reality, l'apparire e il comunicare a tutti i costi, altrimenti non sei nessuno ) in molti oggiorno venderebbero la propria privacy per far parte dell'ultimo GRUPPO ALLA MODA, in barba a tutti gli ideali, la logica e l'amor proprio.

    Con tutto questo, rispondendo alle ansie dell'autore, questo fenomeno è destinato ad esaurirsi, per il semplice fatto che qualsisai manifestazione in questo universo è ciclica, come cicliche sono le leggi della natura a cui tutti siamo sottomessi ( che ci piaccia o no ).

    Direi di osservare quello che succede senza preoccuparsi troppo e comportarsi come ognuno di noi meglio crede. Sono millenni che la selezione naturale fa le sue vittime e il tempo in questi casi è galantuomo. ( IMHO )
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