Claudio Tamburrino

BookRepublic, l'ebook parla italiano

Una piattaforma dedicata ai piccoli e medi editori: per supportarli nella distribuzione e diventare un punto di riferimento nel nascente panorama italiano degli ebook

Roma - È online da ieri lo store di BookRepublic, piattaforma di distribuzione online di libri digitali fondata da Marco Ferrario (AD di Sperling & Kupfer) e Marco Ghezzi (AD di Kowalski Editore) e rivolta principalmente agli editori indipendenti.

BookRepublic si definisce "il primo servizio di distribuzione online per la piccola e media editoria di qualità". Dimostra certamente che se i grandi editori italiani non si stanno ancora muovendo con le possibilità che hanno, i piccoli e medi qualche sforzo lo stanno facendo (vi sono infatti vari tipi di distribuzione online di ebook italiani tra cui, solo per fare qualche esempio, simplicissimus e ebooksitalia)

Tuttavia BookRepublic sembra voler raccogliere un folto gruppo di piccoli e medi editori italiani: parte con un'offerta di 500 titoli che promette di raddoppiare entro settembre e già contiene testi di autori di livello, "gli scrittori di punta presenti nei cataloghi delle sigle che rappresentano il meglio dell'editoria indipendente italiana".
Dovrebbe, dunque, essere per il momento il più grande store in cui acquistare ebook nuovi e in italiano. Una piattaforma che offre ai piccoli editori "gli strumenti necessari per gestire l'intero processo di digitalizzazione e commercializzazione dei propri cataloghi cartacei".

Il formato scelto è epub, sembra senza l'utilizzo di DRM: nella sezione dedicata agli editori i gestori parlano di possibilità di "mantenere il controllo dei propri file, seguirne il tracciato e ottimizzarne la diffusione" semplicemente con l'utilizzo di sistemi di watermarking che definiscono "social DRM".

Claudio Tamburrino
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21 Commenti alla Notizia BookRepublic, l'ebook parla italiano
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  • Insomma, S&K è del gruppo Mondadori, e Kowalski della Feltrinelli.
  • Guardando un po' sul sito devo dire che mi sarei aspettato in alcuni casi dei prezzi un po' più "popolari" e non mi ritengo un "braccino corto"...Sorride
    non+autenticato
  • Si poi l'assortimento é patetico... Triste cercavo qualcosa di fantascienza, nulla...
    non+autenticato
  • Che dire... diamogli tempo!Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: terminator2
    > Si poi l'assortimento é patetico... Triste cercavo
    > qualcosa di fantascienza,
    > nulla...

    Grazie al cavolo, l'unico autore di fantascienza italiano è Bruno Vespa ma quello già scrive per la Mondadori.
    non+autenticato
  • > - Scritto da: terminator2
    > > Si poi l'assortimento é patetico... Triste cercavo
    > > qualcosa di fantascienza,
    > > nulla...
    >
    > Grazie al cavolo, l'unico autore di fantascienza
    > italiano è Bruno Vespa ma quello già scrive per
    > la
    > Mondadori.
    ROTFL ROTFL ROTFL
    non+autenticato
  • - Scritto da: terminator2
    > Si poi l'assortimento é patetico... Triste cercavo
    > qualcosa di fantascienza,
    > nulla...

    qualcosa di fantascienza c'è sullo store di simplicissimus.
    non+autenticato
  • E purtroppo la retrograda mentalita' del XX secolo, che pretende di estendere il concetto di proprieta' anche ad un file e' dura a morire.

    Chissa' se almeno i nostri figli potranno vivere in un mondo libero da questi concetti obsoleti ed inadeguati.
  • ho paura che in questo paese da 4 mondo...nemmeno i nostri figli potranno essere liberi da quel punto di vista
    non+autenticato
  • Mi sembra che gli editori stanno per prendere una strada che li porterà al fallimento. Adesso dopo aver acquistato un libro non lo posso più prestare in quanto se le persona che lo riceve, magari un ragazzino, lo mette in condivisione sulla rete rischio una denuncia ed una multa. Questo significa che l'unica strada che mi resta per stare tranquillo e non rinunciare al diritto secolare che i lettori hanno di prestare i libri che acquistano, è scaricare, scaricare. Non voglio arrivare a questo in quanto sono un lettore accanito e ritengo che gli autori vadano ampiamente remunerati, cosa che con le case editrici di mezzo non avviene (quando va bene gli danno massimo il 10% del prezzo di copertina). Gli autori devono vendere direttamente le loro opere a prezzi accessibili (max 5 euro) e guadagneranno il triplo di quanto adeeso gli passano le case editrici. Pensate che per un libro che costa 25 euro all'autore vanno alle attuali tariffe meno di 2.5 €
    non+autenticato
  • > Adesso dopo
    > aver acquistato un libro non lo posso più
    > prestare in quanto se le persona che lo riceve,
    > magari un ragazzino, lo mette in condivisione
    > sulla rete rischio una denuncia ed una multa.

    prendilo in formato cartaceo e prestalo in formato cartaceo.

    > Questo significa che l'unica strada che mi resta
    > per stare tranquillo e non rinunciare al diritto
    > secolare che i lettori hanno di prestare i libri
    > che acquistano, è scaricare, scaricare. Non
    > voglio arrivare a questo in quanto sono un
    > lettore accanito e ritengo che gli autori vadano
    > ampiamente remunerati, cosa che con le case
    > editrici di mezzo non avviene (quando va bene gli
    > danno massimo il 10% del prezzo di copertina).

    e gli scrittori sono tutti gonzi che si affidano alle case editrici invece di vendere direttamente ? non parliamo di qualche pischello alle prime armi ma anche di scrittori affermati. Tutti, tutti gonzi ?

    > Gli autori devono vendere direttamente le loro
    > opere a prezzi accessibili (max 5 euro) e
    > guadagneranno il triplo di quanto adeeso gli
    > passano le case editrici.

    mi sembra una analisi troppo semplicistica, non considera le spese che la casa editrice affronta per vendere il libro dello scrittore e che quest'ultimo non paga.

    > Pensate che per un
    > libro che costa 25 euro all'autore vanno alle
    > attuali tariffe meno di 2.5
    > €

    considera che per un libro devi anche:

    -pagare chi lo stampa
    -pagare la carta
    -pagare chi lo porta al negozio
    -pagare la promozione
    -pagare chi fa da pr per l'autore
    -pagare eventualmente il traduttore
    -pagare il correttore delle bozze
    -pagare un grafico almeno per la copertina.
  • E' incredibile come non sia mai daccordo con quanto scrive shevathas.

    > prendilo in formato cartaceo e prestalo in
    > formato
    > cartaceo.

    Certo. Questo è come rispondere alle critiche sui DRM sugli mp3: "compra la cassetta". Peccato che gli mp3 sono più comodi. Di conseguenza io mi dovrei castrare e comprare un bene inferiore (o meno comodo o meno libero) per non scaricare pirata? Hanno veramente un ottimo senso degli affari...

    Quello che non viene compreso è che tipicamente scaricare è una questione più di comodità che di costo. Scaricare un telefilm, o un mp3, non è una questione di costo: è che il prodotto pirata è migliore. E' più comodo, lo vedo quando voglio dove voglio, si vede meglio, si vede nella lingua che preferisco sottotitolato come voglio io, e soprattutto non devo aspettare sei mesi per vederlo. Se io voglio ascoltare una canzone di cui ho il CD, riscarico l'MP3, non vado a cercare il CD per casa.

    Si può convincere il pubblico a comprare un prodotto per finanziare un autore, in particolare il pubblico più fanatico. Non si può convincere il pubblico invece, in particolare il pubblico più fanatico, a comprare un prodotto inferiore perché legale.

    > e gli scrittori sono tutti gonzi che si affidano
    > alle case editrici invece di vendere direttamente
    > ? non parliamo di qualche pischello alle prime
    > armi ma anche di scrittori affermati. Tutti,
    > tutti gonzi
    > ?

    Non si tratta di essere gonzi. L'attuale sistema distributivo, basato sulla carta, non permette ad uno scrittore di lavorare da solo.
    Vi è la stampa da fare (e lo scrittore medio non è interessato a perdere tempo e discutere con le fabbriche), vi sono le edizioni da gestire, le ristampe, la distribuzione nelle librerie.

    Tutte attività imprenditoriali che l'autore non può svolgere, e si deve accontentare di vendere tramite le case editrici, guadagnando un paio di euro a libro su un costo di copertina di una ventina d'euro.

    Ovviamente, dal punto di vista economico, tutto questo è assolutamente perverso. Sono costi inutili, che nel modello digitale non esistono. In tal caso l'editore è inutile. Attualmente un autore può pubblicare su Amazon in formato Kindle da solo, senza intermediari, pagando una compagnia che gli gestisca solo la correzione di bozze, i diritti e le pubblicità e prendendo un 50% o più da ogni libro venduto.

    La diffusione di questo secondo modello per ora è rallentata dalle stesse case editrici, che tengono artificialmente alto il prezzo dei libri digitali per non competere con i propri libri cartacei, forti dei contratti già firmati con i nomi più grossi. Pace, questione di tempo.
    non+autenticato
  • > Certo. Questo è come rispondere alle critiche sui
    > DRM sugli mp3: "compra la cassetta".

    lui vuol prendere i libri per prestarli e non vuole problemi nel caso un ragazzino condivida, io gli ho solo dato la soluzioneFicoso

    > Quello che non viene compreso è che tipicamente
    > scaricare è una questione più di comodità che di
    > costo.

    si, s'è visto nell'altro tread dove si parlava di tassare il traffico quanto sia più una questione di comodità.

    > > e gli scrittori sono tutti gonzi che si affidano
    > > alle case editrici invece di vendere
    > direttamente
    > > ? non parliamo di qualche pischello alle prime
    > > armi ma anche di scrittori affermati. Tutti,
    > > tutti gonzi
    > > ?
    >
    > Non si tratta di essere gonzi. L'attuale sistema
    > distributivo, basato sulla carta, non permette ad
    > uno scrittore di lavorare da
    > solo.

    può lavorare da solo invece, solo che in tal caso si dovrebbe far carico lui direttamente dei costi per le attività che esponi sotto.
    >
    > Ovviamente, dal punto di vista economico, tutto
    > questo è assolutamente perverso. Sono costi
    > inutili, che nel modello digitale non esistono.
    > In tal caso l'editore è inutile. Attualmente un
    > autore può pubblicare su Amazon in formato Kindle
    > da solo, senza intermediari, pagando una
    > compagnia che gli gestisca solo la correzione di
    > bozze, i diritti e le pubblicità e prendendo un
    > 50% o più da ogni libro
    > venduto.
    >
    bene, come mai non c'è stata questa paurosa migrazione verso kindle o lulù ? Non è che qualcuno tema che si ripeta quanto capitato ai radiohead ?

    > cartacei, forti dei contratti già firmati con i
    > nomi più grossi. Pace, questione di
    > tempo.

    vediam.
    non+autenticato
  • Anche in una precedente discussione su questo forum c'erano dei partecipanti che avevano sposato in modo acritico la causa delle case editrici. Tutte quelle belle operazioni che attualmente eseguono le case editrici, da te bellamente elencate, saranno tranquillamente bypassate dell'avvento degli ebook reader. Il suggerimento di comprare un libro cartaceo per mettermi al sicuro dai DRM non merita una risposta. Purtroppo quando si difendono tesi indifendibili può capitare di dire sciocchezze. E' successo anche a me di difendere tesi per partito preso per cui non te ne faccio una colpa. Siamo esseri umani. In ogni caso che gli editori lo vogliano o no l'avvento dei reader li renderà superfui. Se saranno intelligenti tenteranno nuove strategie, se invece si arroccheranno sulla difesa del presente, scompariranno. Sicuramente la via più veloce per scomparire è l'utilizzo dei DRM unito ad una irrealistica gestione dei prezzi. I lettori amano i loro autori e quindi, affinchè possano continuare a scrivere, sono dispostissimo a finanziare direttamente uno scrittore. Io mando 50 euro l'anno a Wikipedia regolarmente perchè lo trovo uno strumento ottimo. Dove sono finiti i venditori di enciclopedie?
    non+autenticato
  • > Siamo esseri umani. In ogni caso che gli editori
    > lo vogliano o no l'avvento dei reader li renderà
    > superfui.

    ne dubito, cambieranno profondamente magari occupandosi più che della distribuzione degli altri servizi di supporto all'autore ma non credo spariranno.
  • > Io mando 50 euro l'anno a Wikipedia
    > regolarmente perchè lo trovo uno strumento
    > ottimo.
    certo, certo, e le marmotte fanno la cioccolata...A bocca aperta
    non+autenticato
  • Spesso le persone limitate giudicano gli altri utilizzando se stessi come unità di misura.
    non+autenticato
  • Di sciocchezze ne spari anche tu. E' evidente che non conosci quale sia il lavoro di un editore.
    Come già ha detto shevatas, perché gli autori, i grandi nomi, non passano all'autopubblicazione? Perché Stephen King non lo fa? Negli US, patria di gran parte della letteratura mondiale, gli editor non rischiano certo di rimanere senza lavoro, stai pur tranquillo. E di scrittori-imprenditori non se ne vedono all'orizzonte.