Mauro Vecchio

Google, compromesso alla cantonese?

Pechino si mostra soddisfatta dell'atteggiamento mostrato da Mountain View per il rinnovo della licenza. BigG eviterà i collegamenti a contenuti pericolosi e farà scegliere agli utenti se trasferirsi ad Hong Kong. Nel mirino ora c'è Baidu

Roma - Si tratta delle prime dichiarazioni pubbliche da parte delle autorità di Pechino, circa la recente decisione di rinnovare la licenza di Internet Content Provider (ICP) di Google, necessaria per continuare ad operare in Cina come sito di natura commerciale.

L'azienda di Mountain View avrebbe in sostanza promesso alle autorità di rispettare le sue leggi interne, evitando di collegare gli utenti a contenuti giudicati come una potenziale minaccia alla sicurezza nazionale. Almeno secondo Zhang Feng, a capo del dipartimento locale per lo sviluppo, interno al ministero per l'Industria e l'IT. Feng ha inoltre sottolineato come BigG abbia acconsentito a smetterla di reindirizzare in automatico gli utenti di Google.cn verso i server di Hong Kong.

Infatti, l'azienda di Mountain View ha predisposto uno speciale link al di sotto della classica barra per l'inserimento delle query di ricerca. Gli utenti potranno in sostanza decidere se rimanere su Google.cn o trasferirsi su Google.cm.hk.
Nel frattempo, la televisione di stato cinese CCTV ha puntato il dito contro il motore di ricerca locale Baidu. Che sarebbe tra i principali responsabili della diffusione di siti dedicati a medicinali contraffatti. Baidu era già finito due anni fa nelle mire dell'emittente di stato, che non era tuttavia riuscita a portare avanti prove evidenti della sua colpevolezza.

Mauro Vecchio
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5 Commenti alla Notizia Google, compromesso alla cantonese?
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  • quindi la Cina ha capitolato? ma a giudicare dall'affaire Baidu, mi sa che in Cina c'è un avvicendamento di poteri

    allo stato attuale, google può mandare gli utenti a hong kong, dove può visualizzare quello che gli pare

    in questo modo, a qualsiasi cinese, basta un click per liberarsi della censura
    non+autenticato
  • Interessante, io ci leggo il contrario, cioé che Google ha capitolato.

    >in questo modo, a qualsiasi cinese, basta un
    >click per liberarsi della censura

    No. Magari possono trovare i link nella pagina di ricerca, ma coi filtri, i risultati saranno comunque inaccessibili.
    non+autenticato
  • no, a quanto ho capito, ci sarà un link sotto la barra di ricerca che gli permette di andare su google hong kong e lì i risultati non sono per nulla filtrati
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > no, a quanto ho capito, ci sarà un link sotto la
    > barra di ricerca che gli permette di andare su
    > google hong kong e lì i risultati non sono per
    > nulla
    > filtrati

    I risultati no, ma il link si. Quindi se clicchi e ti trovi all'interno del firewall cinese, sei fregato.
    Al massimo può essere interessante la funzione di cache di google... chissà se sarà accessibile.

    Nicola
  • Non la trovo una capitolazione, mi sembra un buon risultato.

    Una compagnia non può dichiarare guerra ad una nazione, quello che possono fare è muovere la popolazione e ottenere compromessi. Così, chi vuole può clickare sul motore non censurato.

    Ho amici cinesi che mi hanno spiegato come funziona, il firewall blocca vari siti (quindi non è che da Google HK potresti ad esempio andare su Facebook), ma altri sono semplicemente oscurati sui motori di ricerca. Quindi ad esempio potresti trovare da Google HK un blog su piazza Tian An Men, di cui vari amici cinesi mi hanno detto che, prima di venire in Europa, non avevano mai sentito parlare. E si parla di giovani accademici, non di contadini.

    Onestamente sono soddisfatto di come è finita la cosa, hanno dato prova di forza ma hanno accettato il compromesso. Non cedere avrebbe significato (oltre all'enorme share in meno per loro) anche lasciare i cinesi senza motori di ricerca esterni.
    non+autenticato